Monte Braiola: Canale Ovest (invernale)

Punto di partenza/arrivo: Lagdei, 1250 m

Dislivello: 700 m ca.

Durata complessiva: 3,30/4 h

Tempi parziali: Lagdei-Capanna Braiola (1,05 h) ; Capanna Braiola-Bocchetta dell’Orsaro (25 min) ; Bocchetta dell’Orsaro-Borra del Sale-Canale Ovest-Monta Braiola (1/1,30 h) ; Monte Braiola-Lagdei (1 h)

Difficoltà: EEAI/F il tratto Capanna Braiola-Bocchetta dell’Orsaro ; F il tratto Bocchetta dell’Orsaro-Borra del Sale-conca ovest del Braiola ; PD il Canale Ovest del Braiola ; EEAI la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da alpinismo invernale

Ultima verifica: marzo 2021

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio-Cancelli. Da quest’ultima località (ampio parcheggio) si prende a destra una stradina, in parte asfaltata, che conduce alla Piana di Lagdei

Descrizione dell’itinerario

Notevole salita su neve in ambiente grandioso e severo. Il tratto successivo a Capanna Braiola non è banale e richiede un’attenta valutazione delle condizioni del manto nevoso, sia per raggiungere Bocchetta dell’Orsaro (nella relazione è descritto a grandi linee un percorso alternativo rispetto quello tradizionale), quanto per la successiva discesa. Tenere in considerazione che l’area denominata Borra del Sale è soggetta a distacchi nevosi che precipitano dalla parete sud-ovest dell’Orsaro. Riguardo, invece, la parte propriamente alpinistica, la risalita del canale costituisce in realtà solo la prima sezione dell’ascesa. La seconda presenta ulteriori tratti ripidi che richiedono grande attenzione. Obbligatoria l’attrezzatura da alpinismo invernale. 

Sulla destra del Rifugio Lagdei si imbocca il percorso n° 723/727, diretto a Lago Santo, oltrepassando subito, mediante ponticello, un rio. Attraversato un ripiano ammantato da conifere, si inizia a guadagnare quota per pendio boscoso progressivamente più ripido. Assecondando la traccia nevosa molto battuta (come già espresso in altre occasioni, è necessario affrontare questa salita con i ramponi), si effettua una sequenza di tornanti. Spostandosi successivamente a destra, si continua a salire ancora piuttosto ripidamente, fino ad approdare in una specie di ripiano boscoso. Al bivio che si presenta (palina segnaletica), abbandoniamo il percorso d’accesso a Lago Santo e, verso destra, ci dirigiamo alla volta di Capanna Braiola (CAI n° 727). Dopo una breve discesa occorre, in prossimità di Ponte Rotto1395 m (il distrutto manufatto risale all’epoca di Maria Luigia), guadare il Rio di Monte Orsaro. Proseguendo diritto/sinistra al bivio che si presenta subito dopo (palina segnaletica), si avanza in falsopiano/lieve salita spostandosi a sinistra verso il corso d’acqua appena guadato. Dopo aver costeggiato una fascia rocciosa, si risale, mediante tornanti, la sponda sinistra orografica della valletta formata dal rio. Più in alto, spostandosi a destra, si asseconda una poco marcata costa ammantata da conifere, fino a perdere lievemente quota per un breve tratto. Varcato nuovamente il Rio di Monte Orsaro, si risale un pendio boscoso compiendo alcuni tornanti. Raggiunto il bivio (non visibile in caso di spessa copertura nevosa) con il percorso n° 727a (che staccandosi a destra attraversa il solco formato dal corso d’acqua), proseguiamo a sinistra effettuando un traverso su pendio più erto. Compiendo poi un tornante destrorso, oppure tagliando quest’ultimo mediante ripida salita, si ritorna nei pressi del Rio di Monte Orsaro, esattamente al sommo della sua sponda destra orografica. Si continua per il percorso segnato (segnavia visibili anche in caso di abbondante innevamento) progredendo parallelamente al solco formato dal corso d’acqua, fino ad uscire dal bosco in corrispondenza del margine destro di un bel ripiano nevoso. Avanzando ancora parallelamente al Rio di Monte Orsaro, attraversata una breve fascia boscosa, si raggiunge il bivio con il percorso n° 729 che si stacca a sinistra. Noi, invece, ci dirigiamo verso la vicina Capanna Braiola (Schiaffino), piegando, poco dopo il bivio, a destra e attraversando per la terza volta il Rio di Monte Orsaro. Ammirando lo splendido ambiente in cui ci troviamo, raggiungiamo in breve l’edificio, 1627 m, situato ai piedi dei pendii nord-orientali del Monte Braiola. Da qui guardando in alto a destra si nota un paletto posto sul dorso di una costa che digrada dalla sommità della menzionata montagna. Si tratta di un segnavia del percorso estivo che conduce alla Bocchetta dell’Orsaro, sella di crinale, a cui siamo diretti, che separa il MontBraiola dal Monte Orsaro. Tuttavia il suddetto percorso nella stagione invernale risulta non semplice e, in talune condizioni (neve molle e cedevole), piuttosto pericoloso. In questa sede si descrive una possibilità alternativa per raggiungere la menzionata sella. La costa che digrada dalla cima del Braiola, poco sotto il paletto con segnavia, diviene boscosa. Dal bivacco si punta quindi alla fascia di bosco che cinge il dorso della costa e, valicatala, si attraversa un pendio abbastanza ripido ma che non pone grandi problemi. Si prosegue pressoché in quota, penetrando in seguito all’interno di un’altra e più fitta fascia boscosa, fino a doppiare una costa. Oltre quest’ultima, si scende nell’avvallamento che digrada dalla Bocchetta dell’Orsaro, e lo si risale al centro su pendenze moderate ammirando le fasce d’arenaria che caratterizzano il versante sud-orientale del Monte Orsaro. Dalla caratteristica selletta si scende ripidamente nel versante toscano, tenendosi nella prima parte, procedendo ai piedi della parete sud-ovest dell’Orsaro, nella sponda destra della conca di origine glaciale conosciuta come Borra del Sale (la zona in cui siamo è soggetta a distacchi nevosi). Poi, liberamente, ci si cala al centro della conca, esattamente all’inizio del nevoso scivolo nord-ovest del Braiola. Si punta al margine occidentale della Borra del Sale, dove una cresta rocciosa separa un vallone di origine glaciale da quello del Rio Terchio. Per raggiungere l’attacco del Canale Ovest dobbiamo scendere all’interno di quest’ultimo, senza tuttavia ricalcare il sentiero segnato (n° 132), in quanto discende un pendio che può risultare sguarnito di neve, ma spostandosi a sinistra assecondando il bordo del catino. Individuato un regolare scivolo nevoso, delimitato a sinistra da fasce d’arenaria, lo si discende puntando al fondo del vallone. Non lo si raggiunge, ma, appena possibile, ci si sposta a sinistra e si inizia un obliquo ascendente in direzione della cresta ovest del Braiola. Il canale che dobbiamo risalire incide la bastionata che ci sovrasta nella sua terminazione destra, a poca distanza dalla menzionata cresta. Giunti in vista dell’imbocco del Canale Ovest del Braiola, si risale il pendio basale che progressivamente diviene più ripido, presentando, soprattutto nell’ultima parte, pendenze non trascurabili (35°/40°). Entrati nel canale, l’inclinazione aumenta assestandosi sui 45° decisamente continui. Con salita molto interessante e non banale, sia per l’ambiente severo in cui ci si trova, quanto per la concreta possibilità di trovare neve ghiacciata, si esce dal canale vero e proprio. Si continua ad ascendere per pendio nevoso un po’ meno erto puntando alla soprastante costa, affrontando, poco prima di quest’ultima, soprattutto se ci si tiene a sinistra, un passaggio piuttosto ripido (40°). Oltre la costa, si inizia l’attraversamento/risalita di un pendio che dalle rocce della cresta ovest della montagna, alla cui sinistra ci troviamo, digrada verso la sottostante Borra del Sale. Il pendio in questione, inizialmente poco ripido, presenta, nella breve parte terminale, pendenze non trascurabili (35°/40°) e la possibilità – come è capitato all’autore della relazione – di incontrare ghiaccio. Dal culmine del pendio, si risale a sinistra una piccola dorsale nevosa, all’inizio su pendenze accentuate (45°) poi progressivamente più moderate. Approdati in una bella conchetta nevosa, si risale l’ultimo breve pendio (40° circa) fino a guadagnare con soddisfazione la superlativa cima del Monte Braiola1821 m. Dopo una sosta al fine di ammirare il vastissimo panorama a 360°, si inizia la discesa assecondando il frequentato percorso che si svolge lungo il crinale sud-est della montagna. Discesa direttamente, o aggirata a sinistra, una sezione piuttosto ripida, si perde comodamente quota ammirando visuali grandiose. Raggiunta l’ampia Sella del Braiola1715 m, punto di inizio del crinale nord-ovest del Marmagna, si abbandona la dorsale Parma/Massa e, con divertente discesa, ci si dirige verso il centro della sottostante conca. Tornati al bivio con il percorso n° 729, si rientra a Lagdei seguendo a ritroso lo stesso percorso effettuato in salita.