Monte Braiola (scivolo nord-ovest) e canale/scivolo nord-ovest del Monte Marmagna (invernale)

Punto di partenza/arrivo: Lagdei, 1250 m

Dislivello: 650 m ca.

Durata complessiva: 3,30/4 h

Tempi parziali: Lagdei-Capanna Braiola (1h) ; Capanna Braiola-Bocchetta dell’Orsaro (30 min) ; Bocchetta dell’Orsaro-Monte Braiola (30 min) ; Monte Braiola-Sella del Braiola-dorsale nord-est del Marmagna (35 min) ; dorsale nord-est del Marmagna-Lagdei (1h)

Difficoltà: F il tratto Capanna Braiola-Bocchetta dell’Orsaro-Borra del Sale ; F+ lo scivolo nord-ovest del Braiola ; F+ l’ascesa alla dorsale nord-est del Marmagna per lo scivolo nord-ovest ; F la discesa lungo la dorsale nord-est del Marmagna in direzione di Capanna Braiola ; EEAI la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ramponi e due piccozze (per chi è alle prime armi attrezzatura alpinistica da salite su neve)

Ultima verifica: febbraio 2021

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio-Cancelli. Da quest’ultima località (ampio parcheggio) si prende a destra una stradina, in parte asfaltata, che conduce alla Piana di Lagdei

www.openstreetmap.org {Nelle parti evidenziate in colore arancio il percorso è puramente indicativo}

Descrizione dell’itinerario

Notevole escursione invernale che richiede attenzione e ottime condizioni del manto nevoso. Il tratto Capanna Braiola-Bocchetta dell’Orsaro si presenta delicato, mentre lo scivolo nord-ovest del Braiola, nonostante che la pendenza non sia mai accentuata, va considerato come una vera e propria ascensione dal carattere alpinistico. E’ proposta inoltre la risalita dello scivolo nevoso nord-occidentale del Marmagna, che, seppur breve, presenta, soprattutto nella sezione finale, pendenze da non sottovalutare.

Sulla destra del Rifugio Lagdei si imbocca il percorso n° 723/727, diretto a Lago Santo, oltrepassando subito, mediante ponticello, un rio. Attraversato un ripiano ammantato da conifere, si inizia a guadagnare quota per pendio boscoso progressivamente più ripido. Assecondando la traccia nevosa molto battuta (come già espresso in altre occasioni, è necessario affrontare questa salita con i ramponi), si effettua una sequenza di tornanti. Spostandosi successivamente a destra, si continua a salire ancora piuttosto ripidamente, fino ad approdare in una specie di ripiano boscoso. Al bivio che si presenta (palina segnaletica), abbandoniamo il percorso d’accesso a Lago Santo e, verso destra, ci dirigiamo alla volta di Capanna Braiola (CAI n° 727). Dopo una breve discesa occorre, in prossimità di Ponte Rotto, 1395 m (il distrutto manufatto risale all’epoca di Maria Luigia), guadare il Rio di Monte Orsaro. Proseguendo diritto/sinistra al bivio che si presenta subito dopo (palina segnaletica), si avanza in falsopiano/lieve salita spostandosi a sinistra verso il corso d’acqua appena guadato. Dopo aver costeggiato una fascia rocciosa, si risale, mediante tornanti, la sponda sinistra orografica della valletta formata dal rio. Più in alto, spostandosi a destra, si asseconda una poco marcata costa ammantata da conifere, fino a perdere lievemente quota per un breve tratto. Varcato nuovamente il Rio di Monte Orsaro, si risale un pendio boscoso compiendo alcuni tornanti. Raggiunto il bivio (non visibile in caso di spessa copertura nevosa) con il percorso n° 727a (che staccandosi a destra attraversa il solco formato dal corso d’acqua), proseguiamo a sinistra effettuando un traverso su pendio più erto. Compiendo poi un tornante destrorso, oppure tagliando quest’ultimo mediante ripida salita, si ritorna nei pressi del Rio di Monte Orsaro, esattamente al sommo della sua sponda destra orografica. Si continua per il percorso segnato (segnavia visibili anche in caso di abbondante innevamento) progredendo parallelamente al solco formato dal corso d’acqua, fino ad uscire dal bosco in corrispondenza del margine destro di un bel ripiano nevoso. Avanzando ancora parallelamente al Rio di Monte Orsaro, attraversata una breve fascia boscosa, si raggiunge il bivio con il percorso n° 729 che si stacca a sinistra. Noi, invece, ci dirigiamo verso la vicina Capanna Braiola (Schiaffino), piegando, poco dopo il bivio, a destra e attraversando per la terza volta il Rio di Monte Orsaro. Ammirando lo splendido ambiente in cui ci troviamo, raggiungiamo in breve l’edificio, 1627 m. La nostra prossima meta è la Bocchetta dell’Orsaro, che guadagneremo lungo un percorso piuttosto impegnativo, sia per la ripidezza del pendio terminale che occorre attraversare, quanto per la neve poco stabile che è possibile incontrare appena dopo abbondanti nevicate (in queste ultime condizioni è assolutamente sconsigliabile proseguire!). Da Capanna Braiola, guardando in alto a destra si nota una costa con paletto in legno che funge da segnavia. Ci dirigiamo verso quest’ultimo, progredendo in obliquo ascendente verso destra, risalendo un pendio nevoso progressivamente più ripido. Superata la sezione finale la cui inclinazione raggiunge i 35°, si mette piede sulla costa che digrada dalla vetta del Braiola. Da qui occorre salire assecondando per poco il dorso di quest’ultima, e, virando successivamente a destra, progredire prima in obliquo, poi in traverso puntando ad un’altra costa con massi. Il pendio nevoso, pur richiedendo la massima attenzione, in questo tratto è poco ripido, ma, dopo aver doppiato la citata costa, diviene decisamente erto. Si inizia, quindi, un delicato traverso, in direzione dell’evidente Bocchetta dell’Orsaro, che, in caso di neve ghiacciata, risulta impegnativo a livello tecnico, mentre con neve molle decisamente pericoloso. In caso che nel crinale sia presente una spessa cornice, al fine di guadagnare la selletta, occorre abbassarsi qualche metro a destra e risalire il pendio nevoso che, digradando dalla forcella, forma una sorta di avvallamento. Guadagnata la Bocchetta dell’Orsaro, 1724 m, situata ai piedi della rocciosa cresta meridionale dell’omonimo monte, si inizia a perdere ripidamente quota nel versante toscano. Ci troviamo esattamente nel lato destro della splendida conca di origine glaciale conosciuta come Borra del Sale, delimitata dal severo versante sud-ovest dell’Orsaro e da quello nord-ovest del Monte Braiola. Lo scivolo nevoso che risaliremo digrada dalla dorsale nord-est della montagna fino al fondo della conca. Abbassandoci a sinistra verso quest’ultima, senza raggiungerne propriamente il fondo, si inizia la risalita del pendio nevoso. Le possibilità sono diverse: l’autore della relazione è salito tendendo leggermente verso destra in direzione della cima, ma nulla vieta di progredire verso sinistra ed approdare sul crinale nord/nord-est del Braiola. La pendenza, man mano che si sale, aumenta, mentre la neve, trattandosi di un versante nord-occidentale esposto ai forti venti, potrebbe presentarsi ghiacciata, rendendo la salita molto interessante. Progredendo, appunto, verso destra, si punta alla sezione del pendio più ripida, e la si risale su pendenze che oltrepassano i 35°, raggiungendo forse i 40°. Dopo questa parte, ormai a poca distanza dalla vetta, si può raggiungere subito il filo della dorsale nord-est della montagna, oppure, come ha fatto l’autore della relazione, spostarsi a destra verso una bella conchetta nevosa alla base del ripido ma breve pendio finale. Risalito quest’ultimo (dai 35° ai 40°), si guadagna con soddisfazione la panoramicissima cima del Monte Braiola, 1821 m. Dopo una meritata sosta, si inizia la discesa lungo il crinale sud-est della montagna, generalmente poco ripido, eccetto un breve tratto poco sotto la sommità, e con traccia nella neve. Messo piede nella suggestiva Sella del Braiola, 1715 m, si scende liberamente nel sottostante vallone puntando al suo centro. Se si desidera tornare subito a Lagdei, è sufficiente ripercorre lo stesso tragitto effettuato all’andata, oppure completare splendidamente l’escursione con la risalita dello scivolo nord-ovest del Marmagna. A sinistra dell’evidente “canalino” che incide la rocciosa bastionata nord-occidentale della montagna e prima di un’altra fascia di rocce, si nota un breve scivolo nevoso che solo nella parte superiore prende le sembianze di un canale. Lo scivolo in questione – come del resto il “canalino” – digrada dalla dorsale nord-est del Marmagna che percorreremo in discesa onde ritornare a Capanna Braiola. Dal centro della conca ci si dirige a destra verso l’evidente scivolo nevoso, e, raggiuntone la base, si inizia la sua risalita. Come avviene solitamente, la parte iniziale è poco ripida, mentre la pendenza aumenta progressivamente. Nel momento in cui il pendio assume le sembianze di un canale, l’inclinazione diventa decisamente più interessante a livello tecnico, assestandosi intorno ai 45°. Approdati sulla dorsale nord-est del Marmagna, chi desidera può raggiungerne la sommità assecondando la cresta, oppure, come ha fatto l’autore della relazione, scendere lungo la naturale direttrice. Aggirate a destra alcune balze rocciose, si riprende il filo della dorsale in corrispondenza del limite del bosco. Tenendo quest’ultimo a destra, si avanza comodamente per un tratto, iniziando successivamente una ripida discesa. Si perde quota per regolare scivolo nevoso, che tuttavia non va disceso completamente fino al fondo del sottostante avvallamento. Ad un certo punto, più o meno all’altezza di un groppo roccioso situato alla nostra destra lungo la linea della dorsale, separato da quest’ultima da una sella, occorre piegare a sinistra ed effettuare un ripido e delicato traverso su neve che potrebbe presentarsi ghiacciata, oppure cedevole. Si continua successivamente a saliscendi valicando delle coste, fino a giungere nei pressi di un poggetto nevoso situato alla nostra destra (siamo nel percorso CAI n° 729, tuttavia i segnavia bianco-rossi, in caso di spesso manto nevoso, non sono visibili, inoltre non sempre è presente una traccia nella neve). Svoltando a sinistra si attraversa una fascia boscosa, ritornando in questo modo al bivio nei pressi di Capanna Braiola. Si rientra a Lagdei per lo stesso percorso effettuato all’andata.