Il Monte Orsaro da Bosco di Corniglio

Punto di partenza/arrivo: Bosco di Corniglio, 860 m

Dislivello: 1000 m ca.

Durata complessiva: 5,45 h

Tempi parziali: Bosco-Roncobuono (1 h) ; Roncobuono-Capanna Braiola (1,10 h) ; Capanna Braiola-Monte Orsaro (45 min) ; Monte Orsaro-Passo del Cirone (1,30 h) ; Passo del Cirone-Bosco (1,15 h)

Difficoltà: EE la risalita del Rio di Monte Orsaro ; EE il tratto Bocchetta dell’Orsaro-sentiero 00 ; E/E+ la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: settembre 2020

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio. Entrati nel centro di quest’ultimo, lo si attraversa salendo per Via Lagdei. Dopo una svolta a destra, si trova a sinistra un parcheggio dove lasciare l’auto

Descrizione dell’itinerario 

Escursione di ampio respiro e di sicura soddisfazione. Il percorso si svolge perlopiù su sentieri segnati, tuttavia sono proposte un paio di varianti che arricchiscono notevolmente l’itinerario nel suo complesso. Si tratta, in primo luogo, di risalire il Rio di Monte Orsaro onde raggiungere Capanna Braiola. Il corso d’acqua in questione – nella stagione estiva quasi sempre asciutto – permette di gustare, nonostante la vicinanza di un sentiero molto battuto dagli escursionisti, angoli remoti della foresta dell’Alta Val Parma. In secondo luogo si propone la risalita integrale, implicante qualche breve e facile passo d’arrampicata, della cresta sud dell’Orsaro dalla Bocchetta omonima. Per il ritorno, una volta raggiunto il Passo del Cirone, si scende a Bosco per carraia/mulattiera molto piacevole e panoramica. 

Dal parcheggio di Bosco si prosegue lungo Via Lagdei e al bivio che si presenta poco dopo si continua a sinistra per Via G. Ferrari (indicazione del percorso CAI n° 723). Andando a destra al successivo bivio (Via Taggiara), si esce definitivamente dal paese avanzando per stradello asfaltato e poi sterrato. Dopo essere transitati a fianco di una casa, in corrispondenza della successiva villetta si presenta un ulteriore bivio dove si continua diritto (segnavia poco più avanti sul palo di una linea elettrica). Si prosegue per il percorso principale – che ritorna per un tratto ad essere asfaltato – all’interno del bosco, ammirando splendidi e centenari alberi di castagno. Dopo una breve salita, si contorna, con semicerchio verso destra, il bacino idroelettrico di Bosco, trascurando a destra un percorso. Si avanza successivamente per ampia traccia costeggiando alcune proprietà, fino ad immettersi in uno stradello asfaltato. Lo si segue a destra compiendo subito un tornante sinistrorso oltre il quale si prende a destra una traccia piuttosto labile che permette di tagliare un altro tornante. Rimesso piede nello stradello, si compie una curva a sinistra e al bivio che si presenta poco dopo si prosegue a destra per carraia. Abbandonata quasi subito – in quanto volgendo a destra conduce ad una proprietà privata – quest’ultima, si continua diritto per ampia mulattiera. Si procede perlopiù in piano per il bel percorso con tanto di lastricato, costeggiando delle radure. Immessosi in un altro tracciato, lo si segue a destra avanzando in moderata pendenza, trascurando un percorso che si stacca a destra. Si continua per l’ampia mulattiera e dopo una salita (si ignora a destra un sentiero) si sbuca sul crinale della panoramica Costa Banciola, immettendosi qui in una carraia. La si segue a destra per poco, abbandonandola per mulattiera a sinistra (CAI n° 723) che procede inizialmente in lieve discesa. Si prosegue poi, per un buon tratto, in piano, notando a destra interessanti esemplari di vecchi muretti a secco che fanno intuire la storicità e l’importanza di questo percorso. Dopo aver attraversato un rio asciutto, si presenta un bivio dove si prosegue a destra per sentiero/mulattiera che guadagna quota piuttosto ripidamente. Si effettuano successivamente alcune svolte, optando per la traccia di destra al bivio che si incontra poco sopra. Valicata una costa con recinzione, la mulattiera si sposta a sinistra e sale parallelamente ad un rio. Poco dopo si raggiunge la fontana, con radura sottostante, della località Roncobuono1262 m. Da qui, trascurato a destra il percorso per la Bocchetta del Tavola, si prosegue a sinistra procedendo per un breve tratto in lieve discesa. Oltrepassato un cancello, raggiunta la località Prato della Valle1250 m, si prende a destra (palina segnaletica) la continuazione del percorso n° 723. Si avanza per bel sentiero/mulattiera delimitato da caratteristici muretti di sostegno (il tracciato risale all’epoca di Maria Luigia) all’interno di un bosco di conifere (una delle poche sezioni superstiti dell’abetaia che ammantava quest’area). Segue l’attraversamento di un’area disboscata e, poco più avanti, di una prima panoramica pietraia. Continuando per il lineare percorso, si attraversa il sommo di una seconda pietraia, incontrando, una volta rientrati nel bosco, un duplice bivio (paline segnaletiche). Si prosegue sempre diritto e con andamento in piano/lieve discesa si varca un rio. Più avanti si attraversa un’ulteriore pietraia, costeggiando, oltre quest’ultima, un caratteristico roccione. Continuando per il comodo tracciato, si vira più avanti a sinistra e, guadato un ruscello, si arriva al bivio (palina segnaletica) nei pressi di Ponte Rotto1395 m. Da qui possiamo raggiungere Capanna Braiola in due modi: 1) assecondare il comodo sentiero n° 727; 2) risalire il Rio di Monte Orsaro. In questa sede si descrive, a grandi linee, questa seconda e più interessante possibilità. Dal bivio si segue per poco il sentiero segnato e, nel momento in cui inizia a risalire la sponda sinistra orografica della valletta formata dal rio, si scende nel letto di quest’ultimo. L’asciutto corso d’acqua, nel primo tratto, si presenta ampio e senza grandi attrattive, ma più avanti si restringe divenendo più suggestivo. Si avanza passando di masso in masso, costeggiando, più avanti, una bella parete d’arenaria. Segue un’altra sezione in cui il rio risulta ampio, poco ripido e non particolarmente attraente. Dopo aver tagliato il sentiero n° 727, inizia la parte più interessante della salita. Si supera una prima balza con muschio e, giunti sotto un grosso masso, lo si può aggirare a sinistra o a destra (più facile). Il corso d’acqua forma, appena dopo, una sorta di gola: noi superiamo l’ostacolo scalando le levigate ma facili rocce di destra, con un movimento finale un po’ più “frizzante” che richiede un minimo di attenzione (II°-). Poi, tenendosi a sinistra, si affronta un’altra balza formata da grossi massi, mettendo piede, appena dopo quest’ultima, nel sentiero n° 727a nei pressi del bivio con il n° 727. Continuando per la naturale direttrice formata dal rio, si supera subito una balza di rocce muschiose che precede un’altra più suggestiva. Dopo un ulteriore salto, si prosegue per il letto del rio sempre più invaso da sterpaglie e vegetazione, perciò sempre meno attraente. Usciti dal bosco, si insiste ancora per la scomoda direttrice, fino ad incontrare un sentiero. Seguendo a destra quest’ultimo, si arriva in breve a Capanna Braiola (Schiaffino), 1627 m, collocata in splendida posizione. Dopo un’eventuale sosta, si riprende il cammino risalendo il pendio soprastante il bivacco, puntando ad un’evidente pietraia dove, su un masso, si scorge un vecchio e quasi sbiadito segnavia del CAI. Messo piede nel sentiero segnato, lo si asseconda a destra in salita piuttosto sostenuta. Guadagnato il dorso di un costone che scende dalla vetta del Braiola, si piega a sinistra salendo parallelamente ad esso. Volgendo poco dopo a destra, si procede a mezza costa in direzione dell’evidente Bocchetta dell’Orsaro, punto di congiunzione della dorsale nord del Braiola con la cresta sud del Monte Orsaro. Messo piede nella spettacolare forcella, 1724 m, si inizia l’ascesa alla cima assecondando la rocciosa cresta meridionale (il sentiero 00 evita, salendo per un tratto nel versante Toscano, questa più impegnativa sezione di crinale). Oltrepassato il primo spuntone, si avanza lungo il filo di cresta facile (I°+) ma arioso. Dopo questa prima parte, si mette piede in una specie di ripiano e si affronta la balza finale, aggirando a destra l’iniziale roccione. Dalla cima del groppo, si scende ripidamente alla sottostante selletta dove ci si immette nel percorso segnato. Continuando ad assecondare il filo del crinale, si superano brevissime balze rocciose fino a ricongiungersi definitivamente con il sentiero 00. Seguendo quest’ultimo, si monta sulla dorsale sommitale, molto bella e panoramica, guadagnando in questo modo la spettacolare cima del Monte Orsaro1831 m, caratterizzata da una particolare madonnina in bronzo. Dopo una meritata sosta, si inizia la discesa lungo il crinale settentrionale della montagna, giungendo, poco sotto la sommità principale, nei pressi di una bella conchetta. Percorso il crinale di destra, si volge a sinistra onde rimontare sul profilo nord della montagna, che si asseconda in lineare discesa. Si transita a fianco di un filare di piccoli abeti e, dopo un tratto in cui si perde quota piuttosto ripidamente, si penetra nella bellissima faggeta. Il sentiero si mantiene nei pressi del boscoso crinale divisorio, per poi virare e destra e condurre nel percorso n° 727a. Assecondando quest’ultimo a sinistra, si raggiunge in pochi minuti la Foce del Fosco1617 m. Da qui si abbandona la dorsale spartiacque scendendo a destra lungo il sentiero n° 725a, che si presenta piuttosto ripido e affiancato da un caratteristico muretto di sostegno. Arrivati in località Ronchi di Luciano, trascurato a destra il percorso n° 725a, proseguiamo per il n° 725 iniziando l’attraversamento del ripido fianco orientale del Monte Fosco. Si avanza comodamente per il bel tracciato che presenta caratteristiche similari a quello (n° 723) percorso nella prima parte dell’escursione, che procede parallelamente al nostro. Più avanti si deve attraversare per sentiero piuttosto scosceso (è presente un cordino corrimano) un ripido pendio con folta vegetazione. Rientrati nel bosco, si procede per traccia un po’ più stretta rispetto alla sezione precedente, avanzando sempre a mezza costa in direzione nord. Dopo un breve traverso in cui il percorso è stato allargato nonché agevolato da un cordino corrimano, si inizia a perdere quota in direzione della Bocchetta del Tavola. Assecondando l’ampio e comodo sentiero, si incontra più in basso il bivio con il percorso n° 00 diretto alla sommità del Fosco, approdando, appena dopo, alla Bocchetta del Tavola1444 m (cippo confinario del 1828). Dal valico si continua per il percorso n° 00 avanzando inizialmente in salita, sbucando, dopo questo tratto, nel margine dei declivi prativi conosciuti come Prati del Tavola. Ammirando splendide visuali panoramiche, si attraversano i pendii prativi con andamento pianeggiante, scendendo poi in una specie di avvallamento. Dopo una breve salita, si incontra una delle due perle di questa zona: un alto faggio il cui tronco, purtroppo, è stato indegnamente imbrattato da un segnavia bianco-rosso (l’altra perla, situata a destra rispetto al punto in cui siamo, è il leggendario “Faggio Solitario“). Il sentiero segnato si sposta a sinistra per poi volgere a destra e tagliare a mezza costa la sponda sinistra orografica di una bella valletta erbosa nel cui fondo si trova una carraia. In corrispondenza di una macchia boscosa, si lambisce il crinale divisorio interessato da una recinzione a filo spinato che rende impercorribile il sentiero per la cima del Monte Tavola. Si prosegue per il comodo percorso tenendosi a poca distanza dal filo della dorsale spartiacque, oltrepassando, mediante scaletta, la recinzione a filo spinato. Il sentiero entra successivamente nel bosco volgendo a sinistra, tagliando il profilo settentrionale della montagna. Dopo una ripida discesa (il tracciato qui si sdoppia), si approda in un ripiano con conifere e, attraversatolo, si vira a sinistra. Curvando subito a destra, si scende brevemente raggiungendo il bivio con il percorso n° 128 (la Strada Lombarda) che si ignora. Dopo il primo tratto all’interno del bosco, si sale per poco lambendo la sommità del Monte Corno. Attraversata una fascia boscosa (notevole esemplare di faggio), si può proseguire per il sentiero di destra, che con andamento a saliscendi asseconda il filo del crinale caratterizzato da cippi confinari, oppure per quello di sinistra. Dopo essere transitati a fianco della graziosa chiesa dedicata alla Madonna dell’Orsaro, si mette piede, in corrispondenza del Passo del Cirone1255 m, nella SP 108. La seguiamo in direzione di Bosco/Marra per qualche minuto, abbandonandola per carraia a destra (frecce segnaletiche per le MTB) chiusa da una sbarra. Avanzando inizialmente in direzione sud parallelamente alla strada di prima, si attraversa una fascia boscosa cui fa seguito un’area con folta vegetazione. Il tracciato volge poi a sinistra e, dopo un’altra fascia boscosa, conduce in bucoliche radure da cui si ammira una bella prospettiva della chiesetta del Cirone. Si perde quota tenendosi nel margine sinistro dei prati per poi procedere parallelamente ad un solco. Il comodo tracciato, varcato un rio formante una valletta, avanza parallelamente al corso d’acqua in direzione di un bel pianoro prativo. Contornato il margine sinistro di quest’ultimo, nel momento in cui la carraia volge nettamente a destra, si prende a sinistra un altro percorso. Attraversata quasi subito la valletta formata da un ruscello asciutto, si prosegue per bel tracciato all’interno di un pregevole ambiente boschivo impreziosito da notevoli esemplari di faggio. Si esce in seguito nell’ambito di radure con interessanti resti di muretti a secco e dopo una svolta a sinistra si incontra una maestà. Si continua per il vecchio tracciato (in più tratti emerge quello che potrebbe sembrare il selciato originario) compiendo alcune svolte, raggiungendo, più avanti, un bivio in corrispondenza di un’altra maestà. Abbandonato questo percorso, si prosegue per la mulattiera di destra affiancata da vecchi muretti a secco, assecondandola fino a quando compie una curva a destra. Si continua diritto per sentiero/mulattiera tra folta vegetazione, immettendosi, più in basso, in un altro percorso (forse quello abbandonato precedentemente). Dopo una discesa, si entra nel suggestivo nucleo di Cirone924 m, che si attraversa in parte. Preso a sinistra lo stradello d’accesso, lo si segue fino ad immettersi, nei pressi della Chiesa di San Lorenzo, nella SP 108. Assecondando la strada a destra, ci si inserisce, appena dopo, nella provinciale per Marra. La si segue in direzione di quest’ultima località, abbandonandola per carraia a destra. Si procede a fianco di campi lungo un percorso che, dapprima evidente e pulito, diviene successivamente più labile e invaso da vegetazione. Proseguiamo per questo tracciato (si tratta della vecchia mulattiera che univa Bosco a Cirone) andando sempre diritto ai diversi bivi che si incontrano. Più in basso la traccia, a causa della vegetazione invadente, diviene poco riconoscibile, ma comunque ben intuibile, se non altro per i vecchi muretti a secco che l’affiancano. Messo piede nella stradina asfaltata che conduce alla frazione di La Brea, la seguiamo a destra oltrepassando il Rio di Costa. Si procede poi in salita fino ad incontrare le prime case di Bosco di Corniglio, immettendosi, dopo una discesa, in Via Lagdei.