Il Monte Navert e il Ponte di Sesta da Mossale

Punto di partenza/arrivo: Mossale (strada), 824 m

Dislivello: 900 m ca.

Durata complessiva: 5,15/5,30 h

Tempi parziali: Mossale strada – Passo della Sisa (1 h) ; Passo della Sisa-Pian del Monte (1 h) ; Pian del Monte-Monte Navert (30 min) ; Monte Navert-Passo della Colla (20 min) ; Passo della Colla-Sesta Inferiore (1,30 h) ; Sesta Inferiore-Ponte-Sesta Inferiore-Mossale strada (50 min)

Difficoltà: E, E+/EE la discesa dal Monte Navert

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: settembre 2020

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Corniglio. Da quest’ultima località si continua lungo la SP 40 in direzione di Bosco, oltrepassando le frazioni di Lago e Polita. Si parcheggia l’auto nei pressi della chiesa di Mossale

Descrizione dell’itinerario

Anello di grande suggestione ed interesse, che si svolge in ambiente bucolico e solitario. Dopo una non faticosa salita per carraie evidenti ma non segnate, si raggiunge, in corrispondenza del Passo della Sisa, la dorsale Parma/Bratica. Mediante sentiero segnato, la si percorre interamente fino alla vetta del Monte Navert. Una ripida discesa per l’ormai abbandonato percorso n° 737, precede il Passo della Colla. Da qui, dirigendosi verso i Lagoni, si imbocca, dopo circa quindici minuti di cammino, la Strada Forestale dei Chiosi proveniente da Sesta Inferiore. Entrati nella splendida frazione, che a buon diritto viene definita museo all’aperto, è d’obbligo una visita al suggestivo e omonimo ponte.

Dal punto di partenza si imbocca la stradina che sale verso Mossale Inferiore e Superiore. Oltrepassata la prima località, si prosegue in direzione della seconda, ammirando, lungo il cammino, notevoli esemplari di castagno. Arrivati a Mossale Superiore, 932 m, si imbocca a sinistra uno stradello che permette di visitare il suggestivo nucleo. Dalla parte superiore della frazione si volge a destra immettendosi in una stradina asfaltata con fontana. Qui si stacca a sinistra una carraia (palina con frecce segnaletiche dei percorsi in MTB) e, imboccatala, si avanza in lieve pendenza costeggiando dei campi. Trascurata a sinistra una traccia, si prosegue per il percorso principale alternando tratti in lieve salita ad altri un po’ più ripidi, ignorando diverse carraie laterali che conducono in campi e radure. Dopo una salita in cui si passa a fianco di un poggetto boscoso situato alla nostra destra, si presenta un bivio evidente da cui si continua a destra (palina segnaletica). Si procede comodamente per il tracciato principale costeggiando altri campi, iniziando in seguito a salire più ripidamente e valicando una selletta. Segue un tratto in lieve discesa in cui si contorna una bella radura, fino a raggiungere un fosso con fontana a sinistra. Qui si riprende a salire e, al bivio che si incontra appena dopo, si continua per il tracciato di destra. Guadato subito un ruscello, il percorso vira a sinistra varcando un altro corso d’acqua, conducendo ad un ulteriore bivio. Proseguendo per il percorso di sinistra, si avanza in costante direzione sud-est immersi in un piacevole ambiente boschivo. Una netta svolta a sinistra determina un brusco cambio di direzione, mentre il percorso si fa decisamente più ripido. Piegando a destra, si riprende a progredire verso sud-est, incontrando, a breve distanza da un rio, un bivio. Trascurata la traccia di destra, si compie un tornante sinistrorso, procedendo successivamente in piano/lieve discesa. Si riprende, poi, a guadagnare quota effettuando un tornante destrorso, avanzando, oltre quest’ultimo, in ripida salita. Più in alto, in corrispondenza di un altro tornante destrorso, si trascura a sinistra una labile traccia, continuando per il percorso principale sempre immersi in uno splendido ambiente boschivo. Volgendo in seguito a sinistra, dopo un ripido strappo e un tratto in piano, si guadagna il Passo della Sisa, 1211 m, importante valico di crinale che mette in comunicazione la Val Parma con la Val Bratica. Dal passo si continua a destra per ampia traccia (freccia segnaletica con scritto Monte Quadro e paletto con due segni fluorescenti) che avanza in piano. Oltrepassato un ruscello e trascurato un percorso a sinistra, si raggiunge, in prossimità di una bella radura, un bivio da cui si prende il tracciato di destra. Si sale, all’inizio, piuttosto ripidamente, compiendo un paio di svolte, proseguendo, poi, più comodamente. Dopo altre svolte, si esce in una radura che si attraversa nei pressi del suo margine destro. Rientrati nel bosco, si sale piuttosto ripidamente svoltando a destra, procedendo, poi, per un tratto, in piano. Virando successivamente a sinistra, si risale un erto pendio erboso (la traccia si sdoppia), sbucando, al suo sommo, in una splendida e ampia radura. La si attraversa in salita nei pressi del suo limite destro, ammirando notevoli visuali panoramiche. Il percorso volge successivamente a sinistra, scende brevemente, per poi sdoppiarsi. Prendendo la traccia di destra, ci si immette quasi subito nel percorso n° 739 proveniente da Grammatica. Lo assecondiamo a destra, in salita, effettuando inizialmente una netta curva a sinistra. Si continua a guadagnare quota piuttosto ripidamente, costeggiando il margine superiore di un’area disboscata, svoltando poi a destra. Dopo un altro ripido strappo, si presenta un incrocio da cui si prosegue diritto (segnavia). Si continua per il percorso principale che avanza nel versante Bratica del boscoso Monte Quadro, procedendo in gran parte in piano/lieve salita, ma con qualche strappo più ripido. Congiuntosi con il filo della dorsale spartiacque, lo si asseconda avanzando in lieve discesa, trascurando, al bivio che si presenta nell’ambito di una sella erbosa, un percorso che si stacca a destra. Rientrati nel bosco, si continua a perdere lievemente di quota, procedendo, dopo aver effettuato una breve salita piuttosto ripida, in piano a mezza costa. In questo tratto si avanza lungo il margine superiore di panoramici pendii erbosi con arbusti, ammirando notevoli visuali panoramiche, soprattutto sull’Alpe di Succiso, mentre di fronte a noi è ben visibile il boscoso – da questo versante – Groppo Fosco, la cui erbosa sommità raggiungeremo. Dopo un tratto in discesa all’interno del bosco, si mette piede in una selletta, oltre la quale si riprende a guadagnare quota. Avanzando successivamente in piano in piacevole ambiente boschivo, si incontra, appena dopo una traccia che si stacca a destra, un bivio (indicazioni). Tutti e due i percorsi conducono a Pian del Monte, a cui siamo diretti, ma preferiamo procedere lungo il tracciato di destra che scavalca la panoramica sommità del Groppo Fosco, ai cui piedi ci troviamo. Si avanza per bella mulattiera in lieve pendenza costeggiando delle radure, volgendo successivamente a destra. Dopo una ripida salita in cui si effettuando un paio di tornanti, si sbuca improvvisamente in una bella e ampia dorsale prativa. Assecondiamo quest’ultima ammirando impareggiabili visuali sui monti dell’Alta Val Parma, guadagnando in questo modo la splendida cima del Groppo Fosco, 1585 m. Dopo una necessaria sosta contemplatrice, ci si rimette in cammino continuando ad assecondare il filo della dorsale spartiacque, scendendo brevemente e riprendendo, appena dopo, a salire. Progredendo per il percorso segnato – che in questo tratto si sdoppia – si avanza a destra della dorsale, innestandosi nuovamente in essa poco prima delle radure di Pian del Monte. Immessosi in un’ampia traccia proveniente da Riana, si attraversa tutto il superlativo ripiano prativo, 1580 m, notando, più in basso a sinistra, appena prima di rientrare nel bosco, un piccolo bivacco (Rifugio Pian del Monte). Penetrati in una magnifica faggeta, si transita inizialmente nei pressi di un suggestivo balcone panoramico, svoltando a sinistra e poco dopo a destra. Avanzando in piano/lieve discesa, ci si ricongiunge, in seguito, con il filo del boscoso crinale, assecondando il quale si scende ad una selletta con incrocio. Si prosegue diritto per il sentiero segnato (n°739) che risale, assecondandone il filo, la ripida dorsale settentrionale del Monte Navert. Al sommo della sezione più erta, si raggiunge una specie di ripiano boscoso caratterizzato da stupendi e scultorei esemplari di faggio dai particolari rami contorti. Si prosegue per il comodo percorso di crinale, notando delle non autoctone conifere, approdando, dopo un’altra non faticosa salita, in una bella radura. Attraversata quest’ultima, si rientra nel bosco di faggi, proseguendo comodamente per l’ottimo sentiero (ad un certo punto, alla nostra destra, un particolare e solitario faggio, che sembra in perenne contemplazione del luogo straordinario in cui è cresciuto, non può non attirare la nostra attenzione). Sbucati improvvisamente nello splendido pianoro sommitale del Monte Navert, lo si attraversa interamente puntando alla croce di vetta, 1653 m. Dopo una meritata sosta, si inizia la discesa lungo il sentiero n° 737, assecondando la dorsale sommitale in direzione ovest. Poi il percorso volge verso sud e incomincia a perdere ripidamente quota a poca distanza dal limite del bosco. Costeggiando le rocce del dirupato versante meridionale della montagna, si continua a scendere per traccia particolarmente ripida e con affioramenti rocciosi (questo tratto, in caso di bagnato, può risultare alquanto infido). Penetrati nel bosco di faggi, si perde quota ancora ripidamente ma meno faticosamente di prima, aggirando a sinistra una specie di grosso masso. Congiuntosi, appena dopo quest’ultimo, con un sentiero proveniente da destra, si esce, poco più in basso, dal bosco, discendendo una dorsale erbosa. Trascurato un sentiero a sinistra, si rientra nella faggeta avanzando comodamente lungo il filo del crinale montuoso. Dopo un’ultima ripida discesa, si approda al Passo della Colla, 1466 m, immettendosi nella carrozzabile diretta ai Lagoni. Si segue la strada in direzione di quest’ultima località, ma, appena prima di uno spettacolare rio (un ramo sorgentizio del Torrente Parma dei Lagoni), la si abbandona imboccando a destra la Strada Forestale dei Chiosi. Effettuando quasi subito una svolta a sinistra, si oltrepassa, mediante ponte formato da massi d’arenaria, il menzionato corso d’acqua. Si continua per il comodo tracciato avendo a destra il ramo sorgentizio e a sinistra, per un tratto, delle lastre rocciose. Costeggiando successivamente un altro rio e compiuta una netta svolta a destra, ci si dirige verso il più volte menzionato corso d’acqua. Attraversatolo, si varca appena dopo il Torrente Parma della Colletta, oltre il quale si transita a fianco di una specie di capanno/rifugio. Si prosegue per il bel tracciato all’interno di uno splendido e solitario ambiente boschivo, caratterizzato, oltre che dalla autoctona vegetazione arborea, da conifere e da bianchi massi erratici. Effettuati un paio di tornanti, si continua a scendere, mai ripidamente, per la carraia che procede nella sponda destra orografica della valle formata dal Torrente Parma dei Lagoni. Al bivio che si incontra in seguito, situato appena prima di un rio, si prosegue a destra oltrepassando il corso d’acqua mediante ponte. Dopo una marcata contropendenza, il tracciato prosegue in lieve discesa e non presenta bivi che posso trarre in errore (in corrispondenza di un’area con felci si trascura a destra un percorso in salita). Si continua lungamente per la forestale, trascurando diverse tracce laterali, incontrando, in seguito, una fontana. Il percorso, poi, esce dal bosco e prosegue costeggiando un’ampia radura con casa delimitata a nord dalla dorsale del Groppo dei Viei. Si continua per la carraia procedendo ai piedi del ripido e boscoso profilo occidentale del menzionato groppo. Costeggiati dei campi e delle radure, nel momento in cui si incontra un’indicazione in ferro con scritto “Madoi, vita di Sesta”, si abbandona la forestale prendendo a sinistra un’ampia traccia inerbita (si tratta di una vecchia mulattiera). Si procede all’interno del bosco notando degli interessanti muretti a secco, nonché, in un tratto, il selciato originario del vecchio tracciato. Si incontra, successivamente, un tavolo con panche e tabella esplicativa dedicata al pittore e scultore Walter Madoi. Più in basso si costeggia un prato con erba alta, ammirando qui una bella visuale panoramica, oltrepassando, poco dopo, un rio (panchina e altra tabella esplicativa). Una breve risalita precede il magnifico nucleo di Sesta Inferiore, 923 m, entrati nel quale si raggiunge la graziosa piazzetta con fontana. Da qui si prende un sentiero (indicazione per il Ponte di Sesta) che svolta subito a sinistra e perde quota tra siepi. Oltrepassato un ruscello, il percorso, ampio ed evidente, piega a destra per poi volgere subito a sinistra. Costeggiate delle radure arbustive, si incontra, nella parte bassa di queste ultime, un bivio. Si continua a destra avanzando tra folta vegetazione e dopo una svolta a sinistra si scende ripidamente all’interno del bosco per sentiero in alcuni tratti piuttosto stretto. Giunti in prossimità del greto del Torrente Parma, andando a destra si arriva in vista del suggestivo ponte. Il manufatto, che permetteva il collegamento tra Sesta Inferiore e Bosco, risale al XVII secolo, ed è situato nel contesto di uno splendido ambiente fluviale. Ritornati alla piazzetta di Sesta, si attraversa tutto il nucleo ammirando i murales realizzati da Madoi, il quale visse in questo paese dell’alto Appennino parmense, visitando, nel caso sia aperta, la chiesa, anch’essa interamente affrescata dal pittore. Continuando, poi, per lo stradello d’accesso, si scende alla provinciale per Corniglio e, seguendola a destra, si fa ritorno a Mossale.