Il Monte Sillara da Valditacca (invernale)

Punto di partenza/arrivo: Valditacca, 1000 m

Dislivello: 880 m ca.

Durata complessiva: 5,20/5,45 h

Tempi parziali: Valditacca-bivio sentieri n° 709/709A (1,10 h) ; bivio sentiero n° 709/709A-Passo di Compione (1,20 h) ; Passo di Compione-Monte Sillara (30 min.) ; Monte Sillara-Lago Inferiore di Compione (30 min.) ; Lago Inferiore di Compione-Valditacca (1,50 h)

Difficoltà: EAI il tratto Valditacca-bivio sentieri n° 709/709A ; EEAI il tratto bivio sentieri n° 709/709A-Lago Inferiore di Compione ; F il tratto Lago Inferiore di Compione-cima del Sillara ; EEAI la discesa dalla cima del Sillara al Lago Inferiore di Compione

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo invernale (oltre le racchette, necessarie soprattutto per l’avvicinamento al lago Inferiore di Compione in caso di innevamento abbondante, portare obbligatoriamente piccozza e ramponi)

Ultima verifica: febbraio 2021

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Monchio delle Corti. Da quest’ultima località si prosegue lungo la Massese ancora per poco. In corrispondenza della località Trincera, si prende a destra la strada per Pianadetto e Valditacca, compiendo inizialmente alcuni tornanti. Entrati in Valditacca, si abbandona l’auto in un parcheggio situato appena dopo il bivio con la carrozzabile per il Passo della Colla

Descrizione dell’itinerario 

Notevole e impegnativa escursione su neve che richiede esperienza e un certo grado di allenamento. Il percorso n° 709 presenta, oltre un guado non semplice, alcune difficoltà di individuazione, questo soprattutto con neve abbondante. La salita dal Lago Inferiore di Compione all’omonimo passo è piuttosto ripida, mentre il crinale che si estende dalla cima del Monte Losanna (Nuda di Iera) verso il Monte Sillara è delicato ed esposto. Detto questo, in considerazione degli incidenti – purtroppo anche mortali – verificatesi in Appennino nel mese di febbraio del 2021, vorrei dilungarmi in alcune considerazioni che valgono sia per il percorso che mi accingo a descrivere, quanto per tutti gli altri, di questa tipologia, relazionati nel presente blog. Le ascese appenniniche in ambiente innevato richiedono una costante attenzione, preparazione e capacità personale di valutazione delle condizioni del manto nevoso. Come è ben noto, la neve in Appennino cambia repentinamente di caratteristiche, alternando tratti in cui si sprofonda ad altri durissimi e ghiacciati. Inoltre, sui crinali possono sovente presentarsi delle cornici che esigono la massima prudenza. Infine, va tenuta in debita considerazione la valangosità di alcune aree, in particolare, per quel che riguarda la montagna parmense, il versante nord-ovest del Torricella. Quindi, sintetizzando al massimo, mai prendere alla leggera le salite su neve in Appennino! 

Imboccata la carrozzabile per il Passo della Colla, la si segue comodamente uscendo dal paese di Valditacca. Al bivio che si presenta in seguito (fin qui è possibile arrivare in auto) si prosegue diritto per strada innevata adibita a pista per le passeggiate su neve o per lo sci escursionismo. Avanzando in piano/lieve salita si raggiunge un evidente bivio (indicazione del percorso CAI n° 709) da cui, abbandonato il tracciato che sale al Passo della Colla, si prende a sinistra un percorso che scendendo per un breve tratto conduce al ponte sul Torrente Colla. Oltrepassato il corso d’acqua, al bivio che si presenta quasi subito si svolta a destra trascurando a sinistra una strada forestale. Il percorso guadagna quota in lieve pendenza compiendo diverse svolte e tornanti alcuni dei quali possono essere opportunamente tagliati. Dopo un tratto in cui si procede in direzione sud-est e l’attraversamento di un corso d’acqua, il tracciato piega a destra e sale parallelamente a quest’ultimo. Raggiunto e oltrepassato un prefabbricato in lamiera, si prende a sinistra (indicazioni visibili anche con neve abbondante) la continuazione del percorso n° 709. Si sale effettuando qualche svolta nella sponda sinistra di una specie di avvallamento/conca, fino a piegare nettamente a destra. Ignorato, ad un bivio, il percorso n°709B per il Lago Ballano, si raggiunge e valica un’evidente sella situata lungo una dorsale boscosa che costituirà per un tratto la nostra direttrice. Qui si incontra un bivio (indicazioni) da cui, lasciato a sinistra il percorso n° 709A per il Lago Verde, si prosegue a destra (n°709) avanzando parallelamente alla menzionata dorsale. Valicatala, si procede alla sua destra per poi raggiungerla nuovamente e risalirla compiendo alcuni tornanti (in questa sezione, in caso di innevamento abbondante, la segnaletica non è particolarmente evidente). Costeggiata ancora per un breve tratto la dorsale, si procede in lieve discesa svoltando a sinistra, transitando a fianco di un grosso masso. Messo piede in un ripiano boscoso, lo si attraversa orientandosi con i puntuali segnavia sugli alberi. Poco dopo occorre piegare a destra giungendo nei pressi del solco formato da un rio, avanzando per un breve tratto parallelamente ad esso. Virando a destra si attraversa il solco e si doppia la successiva costa, giungendo alla base di un ripido pendio sovrastato da fasce rocciose. Effettuato poco dopo un tornante sinistrorso, si avanza ai piedi delle strapiombanti rocce tagliando delicatamente un ripido pendio. Giunti alla base di quella che in estate è una pietraia, guardando in alto si nota un evidente faggio. Da qui, con abbondante innevamento, è consigliabile salire direttamente verso il menzionato faggio, e più o meno alla sua altezza volgere a sinistra transitando a suo fianco. Dopo aver tagliato con attenzione il ripido pendio, raggiunto il margine superiore della sponda sinistra orografica di un rio, si avanza per un tratto parallelamente a quest’ultimo (segnavia abbastanza evidenti). Varcato il rio in questione (segnavia non visibili in caso di spesso manto nevoso) si procede compiendo alcune piccole svolte. Dopo aver lambito il sommo della sponda sinistra orografica del Rio dei Frasconi, si mette piede in un ripiano (qui si trova il bivio con il segnavia n° 711) delimitato da una costa, dove occorre virare a sinistra. Poco più avanti fino si raggiunge il Rio dei Frasconi il cui guado, dipendentemente dallo spessore del manto nevoso, potrebbe risultare non semplice. Varcato il corso d’acqua, si deve piegare nettamente a destra procedendo perlopiù in piano parallelamente al rio. Lambito quest’ultimo, si deve volgere a sinistra e procedere parallelamente ad un solco, fino ad attraversarlo. Raggiunto poco più avanti un ripiano nevoso dove si trovano dei ruderi, lo si attraversa e varcato un ruscello si risale un ripido avvallamento. Usciti dal bosco, si deve procedere in obliquo a sinistra fino a guadagnare, in corrispondenza di alcuni arbusti, il dorso di una costa. Siamo esattamente nella sponda sinistra orografica di una superlativa valle di origine glaciale tra le più spettacolari di tutto l’Appennino parmense. Qui, l’autore della relazione, sfruttando condizioni nevose ottimali (neve ghiacciata), ha risalito il regolare pendio (caratterizzato, nella stagione estiva, da erba e lastre montonate) con costante andamento verso nord – ossia in obliquo ascendente verso destra – raggiungendo direttamente la conca in cui si trova il Lago Inferiore di Compione, 1681 m. Dopo una sosta per ammirare la straordinaria bellezza di questo luogo, ci si rimette in cammino iniziando la parte più tecnica ed impegnativa dell’ascesa. Guardando il crinale si nota a destra il Monte Losanna (Nuda di Iera), mentre a sinistra di quest’ultimo si trova la sella – il Passo di Compione che dobbiamo raggiugere. Lasciatosi alle spalle il lago ghiacciato, si avanza per poco in direzione dei Laghi del Sillara assecondando il sommo della morena che chiude lo specchio d’acqua. Ad un certo punto occorre volgere a sinistra scendendo per pochi metri, iniziando appena dopo l’ascesa del soprastante scivolo nevoso. La prima parte è poco ripida, ma via via che si guadagna quota la pendenza aumenta. Se poi, come ha fatto l’autore della relazione, ci si tiene un poco a destra di un piccolo avvallamento, si risale un bellissimo e piuttosto ripido pendio di 35° guadagnando in questo modo il Passo di Compione, 1794 m. Dal valico di crinale volgiano a nord-ovest in direzione della vicina sommità del Monte Losanna. Dalla cima, 1840 m, il crinale diviene più impegnativo ed esposto, richiedendo un’attenta valutazione delle condizioni nevose e, preferibilmente, assenza di forti venti. Si procede verso il Sillara assecondando il filo del crinale, prestando la massima attenzione alle nevose cornici che precipitano in versante Cedra. Segue un tratto in cui, avanzando per il sottile filo di cresta, si scavalcano alcuni poggi con progressione delicata ma allo stesso tempo molto suggestiva. Dall’ultimo dosso occorre calarsi a destra (Cedra) per ripido pendio (possibile ghiaccio vivo) in direzione della sottostante selletta. Da qui si prosegue per il bellissimo crinale, piuttosto sottile ma facile, verso l’evidente e ripido profilo sud-est del Monte Sillara. Raggiunta un’aerea selletta, si inizia la risalita del menzionato profilo su pendenze che si aggirano intorno ai 30/35°, facendo attenzione, poco prima di guadagnare la croce di vetta, a tenersi sulla destra di un intaglio che precipita nel versante lunense. Dalla cima del Sillara, che con i suoi 1861 m è la vetta più alta dell’Appennino parmense/lunense, si ammira un vastissimo panorama a 360°. Dopo una sosta d’obbligo, ci si rimette in cammino percorrendo brevemente la cresta sommitale, iniziando poi la discesa in versante Cedra avendo come direttrice l’ampia dorsale nord. Si perde agevolmente quota fino a raggiungere un’evidente sella da cui si piega repentinamente a destra. Ci si dirige, tenendosi nella sponda sinistra dell’avvallamento in cui ci troviamo, verso i sottostanti Laghi del Sillara, lambendo quello più occidentale dopo una discesa piuttosto ripida. Da qui possiamo costeggiare il margine settentrionale dei laghi, oppure tenersi poco più in basso e a sinistra rispetto la costa (la morena) che delimita la conca in cui si trovano gli specchi d’acqua. Con percorso intuitivo, assecondando anche un’ampia costa, si ritorna in prossimità del Lago Inferiore di Compione. Si rientra al punto di partenza per lo stesso percorso effettuato all’andata (poco prima del paese, prendendo la strada di destra – Borgo del Roncaccio – è possibile tornare al parcheggio iniziale attraversando interamente la parte più vecchia di Valditacca, ammirando angoli veramente suggestivi).