Monti Orocco, Groppetto e Groppo: anello da Alpe

Punto di partenza/arrivo: spiazzo lungo la strada per Alpe

Dislivello: 800 m ca.

Durata complessiva: 5,45/6 h

Tempi parziali: punto di partenza-Alpe-Monte Orocco (1,35 h) ; Monte Orocco-Passo della Tabella-Monte Groppetto (1,15 h) ; Monte Groppetto-Monte Groppo-Cambriola (1,15 h) ; Cambriola-punto di partenza (1,30 h)

Difficoltà EE+/F la breve scalata al Monte Groppetto ; E/EE la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo (chi non se la sente di superare facili passaggi rocciosi non attrezzati, può salire sulla sommità del Monte Groppetto seguendo il percorso di discesa, oppure aggirare direttamente la montagna)

Ultima verifica: settembre 2020

Accesso stradale: Parma-Fornovo-Borgo Val di Taro-Bedonia. Da quest’ultima località si prosegue lungo la SP 3 in direzione di Santa Maria del Taro. Appena dopo la località Pontestrambo, si imbocca a destra una strada andando diritto al bivio che si presenta in seguito. Effettuati un paio di tornanti, si prosegue lungo la stretta carrozzabile ancora per poco. Si abbandona l’auto in uno spiazzo a sinistra della carreggiata, in corrispondenza dell’imbocco di uno stradello che conduce a un vicino nucleo di case (località i Moschi)

map

www.openstreetmap.org  {Nelle sezioni evidenziate in colore arancio il percorso è puramente indicativo}

 

Descrizione dell’itinerario  

Quello proposto è certamente uno degli anelli più interessanti e completi finora relazionati nel presente blog. Già la salita dal caratteristico paese di Alpe al Monte Orocco è di grande interesse sia paesaggistico quanto storico (si percorrere, nella prima parte, una vecchia mulattiera). A ciò si aggiunge l’ascesa a due particolari conformazioni ofiolitiche: il Monte Groppetto e il Monte Groppo. Riguardo il primo, l’autore della relazione ne ha conquistato la sommità risalendo una bella cresta che presenta facili tratti d’arrampicata – uno dei quali decisamente interessante e su roccia ottima – non attrezzati. Per completare l’itinerario, dopo la visita alle due cime sorelle (Groppetto e Groppo), suggerisco di scendere lungo la valle formata dal Rio Vallona. Seguendo un vecchio percorso si guada il rio in questione, procedendo successivamente lungo la sua sponda sinistra orografica. Qui è possibile visitare, con breve digressione, un nucleo abbandonato, particolarmente invaso dalla vegetazione, dal nome di Cambriola. Poi, al fine di raggiungere Case Lavai, sarà necessario fare i conti con diverse sezioni in cui il tracciato è poco evidente, richiedendo, perciò, un certo sforzo nella sua individuazione.  

Dal punto di partenza si segue la strada asfaltata raggiungendo il circa quindici minuti il paese di Alpe. Appena dopo l’omonima osteria, si prende a sinistra la stradina che conduce nel centro del paese, notando qualche sbiadito segnavia del percorso n° 827a. Si attraversa il suggestivo nucleo ammirando caratteristici murales realizzati sulle pareti delle case che rendono il paese in questione unico in tutto l’ambito appenninico. Oltre la chiesa si presenta un bivio da cui si prosegue a destra, andando sempre in questa direzione al bivio che si incontra subito dopo. Transitati a fianco di una fontana, si rimette piede nella strada asfaltata per il Passo della Tabella. Si continua nel lato opposto per stradello (all’inizio, a sinistra, si nota una vecchia indicazione dei percorsi escursionistici della zona) che conduce al cimitero di Alpe, appena dopo il quale si trova una cappella con madonnina. Qui si presenta un bivio da cui si prosegue a destra, avanzando per vecchia mulattiera piuttosto infrascata. Trascurata a sinistra un’ampia traccia in salita, si continua per lo storico percorso affiancato da suggestivi muretti a secco, notando, in alcuni tratti, il selciato originario. Ai due bivi che si incontrano a poca distanza l’uno dall’altro, si prosegue diritto/sinistra, continuando ad avanzare per vecchia mulattiera che procede in lieve salita. Un tornante sinistrorso determina un brusco cambio di direzione, ma il successivo tornante, ora destrorso, riporta a progredire verso sud-est. Messo piede in una dorsale, il percorso segnato volge repentinamente a sinistra e procede per un buon tratto avendo come direttrice il boscoso crinale. Più avanti, in corrispondenza di un’area con folta vegetazione, si ignora a destra una traccia e si prosegue per il percorso principale che continua a assecondare la dorsale di prima. In seguito, dopo un tratto di sentiero non particolarmente incavato ed evidente, ci si innesta in una più ampia e marcata traccia. Si continua a procedere comodamente all’interno di un magnifico ambiente boschivo avendo sempre come direttrice una dorsale che il percorso valica più volte. Dopo una bella radura che si attraversa costeggiando il limite del bosco e un breve tratto in cui si procede in lieve discesa, si raggiunge un bivio. Anche se verrebbe spontaneo proseguire diritto/sinistra, si deve invece prendere il percorso di destra (sbiaditissimo segno bianco-rosso sul tronco di un faggio) che rientra subito nel bosco. Si avanza in falsopiano sulla destra del crinale, oltrepassando anche un tratto con rami e tronchi a terra, raggiungendo, dopo una breve discesa, una selletta con a sinistra un grazioso laghetto. Si riprende successivamente a salire virando a sinistra, riguadagnando, più in alto, il filo della dorsale caratterizzato da splendidi e secolari faggi. Si prosegue tenendosi nei pressi e ricongiungendosi con la direttrice di prima (il crinale montuoso), raggiungendo, dopo un tratto in lieve discesa, un bivio da cui si trascura a destra una traccia. Valicata nuovamente la dorsale, si nota a sinistra un sentiero che corre parallelo al nostro, innestandosi in esso dopo una singola sezione in cui il percorso che seguiamo risulta poco evidente. Si prosegue per il tracciato principale che scende per un breve tratto per poi riprendere a salire, avanzando ora sulla sinistra di quella che fino a poco prima è stata la nostra direttrice. Dopo aver costeggiato un rimboschimento a conifere delimitato da una recinzione a filo spinato, si esce in radure arbustive, raggiungendo infine una sella erbosa. Da qui, abbandonata l’ampia traccia, si prende a destra il percorso che conduce alla vicina sommità del Monte Orocco. Dopo una prima salita si raggiunge un bel ripiano dove si trascura a sinistra una labile traccia. Si continua a salire ripidamente e faticosamente assecondando una sorta di tratturo, passando anche a fianco di uno splendido esemplare di faggio, fino a guadagnare l’altamente panoramica sommità del Monte Orocco1365 m. Dopo una sosta ristoratrice, si riprende il cammino scendendo alla sella erbosa di prima, da cui si continua diritto per il percorso n° 829 in direzione del Passo della Tabella. Il sentiero in questione, che presenta una segnaletica pressoché assente, asseconda tutto l’andamento del crinale della Costa del Cerro, avanzando nella prima parte in salita. Successivamente si procede in lieve discesa con alcuni tratti in piano, costeggiando spesso il limite del bosco (formato da spettacolari faggi e conifere non autoctone), ammirando superlative visuali sulla sottostante valle formata dal Torrente Ceno. Raggiunto il Passo della Tabella1242 m, si continua in direzione del Passo del Chiodo, avanzando per stradina asfaltata in lieve salita. Al primo bivio che si incontra, si prende a sinistra una carraia (frecce segnaletiche di colore arancione), mentre al secondo bivio che si presenta poco più avanti (paletto con segnavia del percorso n° 823), si prosegue a destra. Si perde quota per ampia traccia che effettua un tornante destrorso, trascurando, in corrispondenza di quest’ultimo, una carraia inerbita. Continuando per il tracciato principale, si inizia l’attraversamento di un’ampia area orribilmente disboscata che certamente non entusiasma l’escursionista. Con andamento pianeggiante si attraversa un primo fosso seguito da una costa, trascurando, al bivio che si presenta poco più avanti, una traccia a destra. Oltrepassati altri due fossi, giunti in corrispondenza di una costa, si ignora a sinistra un percorso inerbito, svoltando invece a destra per l’ampio sentiero che costituisce la nostra direttrice. Dopo un breve tratto di bosco ancora integro, si sbuca nuovamente nell’area soggetta ad operazioni di esbosco, avanzando sempre in piano e varcando altri fossi. Oltrepassato un rio, si rientra finalmente nel bellissimo bosco di faggi e si prosegue per comodo sentiero varcando un ulteriore fosso. Dopo aver doppiato alcune coste boscose, ci si immette in una carraia che, seguita a destra, conduce subito in un’altra carrareccia proveniente dalla strada per il Passo del Chiodo. Si asseconda l’ampio tracciato a sinistra, avanzando perlopiù in falsopiano/lieve salita ed effettuando numerose svolte. Raggiunto un ripiano con capanno in lamiera, si trascura un sentiero a sinistra, spostandosi invece a destra verso un’area pic-nic con pannello e cartina. Da qui si prosegue per poco evidente traccia (percorso n° 823b), costeggiando inizialmente un masso (segnavia a destra sul tronco di un faggio), virando poi a sinistra in direzione di un altro segno bianco-rosso. Il tracciato appena dopo tende a scomparire: si sale in obliquo verso destra, rinvenendo un segnavia che ci conferma di essere nel giusto percorso. Guadagnando ripidamente quota, si transita a fianco di grossi massi e di un roccione, fino ad approdare in una sorta di ripiano boscoso a poca distanza dalle pareti del Monte Groppetto. Si abbandona, quindi, il percorso segnato dirigendosi verso una placca evidente e, raggiunta la sua base, la si costeggia verso sinistra. Assecondando una labile traccia, si procede ai piedi delle rocce fino ad intravedere l’inizio della cresta settentrionale della montagna, che costituisce – se abbiamo un minimo di esperienza alpinistica – la nostra direttrice al fine di conquistarne la cima. Si inizia l’ascesa a destra del filo di cresta, scalando in obliquo a sinistra delle ripide ma molto appigliate e solide rocce (I°+/II°-). Si continua assecondando l’esposto filo della cresta con facile arrampicata (I°/I°+), conquistando in questo modo l’esile anticima. Discesa una ripida ma facile balza, si mette piede nella forcella che separa l’anticima dalla cima principale. Scalando con bella e divertente arrampicata su roccia ottima e generosa d’appigli il soprastante arrotondato spigolo (II°-), si conquista la notevole cima del Groppetto1329 m, purtroppo deturpata da fittoni. Dal plateau sommitale, spostandosi a sinistra (nord-est), si punta al vicino limite del bosco, evitando di penetrare subito in esso. Si scende per alcuni metri in obliquo a sinistra e, inoltratosi nella vegetazione, ci si cala per ripido pendio con rocce affioranti. Con andamento verso destra, si giunge nei pressi di una caratteristica fenditura, rivenendo una traccia a sinistra. La si asseconda costeggiando un muro roccioso, virando subito dopo a destra e ancora a sinistra. Si continua costeggiando le rocce del versante orientale dell’ammasso ofiolitico, notando a sinistra un canalino obliquo cui fa seguito un altro canale che digrada dalla forcella tra cima e anticima. Messo piede su una specie di poggetto, si piega a sinistra discendendo alcune roccette, doppiano in questo modo il filo della cresta scalata per conquistare la cima. Rientrati nel percorso segnato, costeggiato un gendarme e dei massi, si inizia a perdere quota (poco dopo l’inizio della discesa si nota a sinistra un foro: si tratta della cavità naturale conosciuta come “Grotta del Groppetto”). Si prosegue per il poco evidente sentiero – che risente anche di una segnaletica vetusta – discendendo un ripido fianco boscoso mediante alcuni tornanti. Raggiunto un bel ripiano erboso sotto il Monte Groppo (indicazioni), si continua per il percorso segnato in direzione di quest’ultimo. Si prende a destra un’ampia traccia che poco dopo svolta nettamente a sinistra e progredisce in lieve salita in bell’ambiente boschivo. Giunti in corrispondenza di una balza rocciosa, si prosegue per sentiero che si diparte sulla destra di quest’ultima. Si guadagna ripidamente quota effettuando una sequenza di tornanti, avvicinandosi alle pareti rocciose del versante occidentale della montagna. Messo piede in una selletta, si volge a sinistra assecondando il filo della dorsale fino a raggiungere la base della sezione rocciosa terminale. La si supera risalendo delle roccette e un canalino, aiutandosi, eventualmente, con una catena installata di recente. Conquistata la sommità del Monte Groppo1347 m, ci si inebria di un panorama completo e molto suggestivo (un po’ più in basso lungo la dorsale sommitale, in direzione S/SE, si trova una madonnina). Ritornati al ripiano erboso di prima, ci si sposta a destra immettendosi in un’ampia mulattiera segnata (n° 823a) che aggira ad est il Groppetto. Noi l’abbandoniamo poco più avanti per altra ampia traccia a destra (vecchio segnavia del CAI) che perde quota lungo il sottostante pendio boscoso. Immessosi, nei pressi di un ruscello, in un ulteriore percorso, lo si segue a sinistra attraversando subito il corso d’acqua, prendendo la traccia di destra al bivio che si presenta appena dopo. Virando successivamente a sinistra, si varca un altro ruscello asciutto, continuando ad avanzare per l’ampia traccia abbastanza evidente nonostante la scarsa frequentazione. Più in basso, dopo aver oltrepassato un ulteriore corso d’acqua, si piega a sinistra avanzando in lieve salita parallelamente ad una carraia. Immessosi in quest’ultima, la si segue a destra procedendo in lieve discesa, raggiungendo, dopo qualche svolta, un grazioso laghetto con chalet, area pic-nic e fontana. Si continua ulteriormente ad assecondare la comoda carrareccia, ma appena dopo un suo tornante destrorso la si abbandona prendendo a sinistra un altro percorso. Si segue un’ampia traccia poco battuta che, in corrispondenza di una radura, effettua un tornante sinistrorso. Si continua verso il fondo della valletta formata dal Rio Vallona e, raggiuntolo, lo si guada. Al bivio che si presenta poco dopo, abbandoniamo temporaneamente il percorso principale – che ci condurrà a Case Lavai – imboccando a sinistra un’ampia traccia in salita. Assecondando questo percorso – decisamente infrascato – si raggiunge il primo suggestivo rudere della località Cambriola, oltre il quale, dopo un tratto in mezzo alle felci, una volta rientrati nel bosco, ci si immette in un’altra traccia. La si segue a destra in discesa, facendosi largo tra vegetazione invadente e compiendo un tornante sinistrorso. In corrispondenza di altri ruderi, ormai poco riconoscibili, il percorso, che più in basso dovrebbe ricongiungersi con quello principale, diviene impraticabile a causa dei rovi. Ritornati al bivio precedente, si continua per l’ampia traccia infrascata ma riconoscibile. Più avanti, dopo aver costeggiato un rudere, il tracciato si presenta decisamente infestato dalla vegetazione (felci), ma rientrati nel bosco ritorna ad essere più evidente e piacevole. Proseguendo per il tracciato principale, si nota a sinistra una specie di capanna di legno con muretti a secco e dopo un tratto infrascato si ammira un vecchio muro. Si continua per il percorso sostanzialmente evidente (una bottiglietta di Pepsi testimonia che qui è transitato qualche esemplare della specie Homo Sapiens!), incontrando, tuttavia, poco più avanti, un tratto in cui il tracciato è pochissimo riconoscibile a causa dell’erba alta. Dopo questo passaggio, una volta rientrati nel bosco, il percorso sembra spegnersi del tutto: dobbiamo individuare una labilissima traccia che più avanti sembra ampliarsi per poi restringersi nuovamente. Si procede per un tratto in ripida discesa, iniziando poi ad assecondare il filo di un crinale boscoso (quest’ultimo, che fa da spartiacque tra le valli formate dal Rio Vallona e dal Rio Sissola, rappresenta la nostra preziosa direttrice). Per sentierino pochissimo evidente si prosegue a sinistra e sul filo della dorsale, fino a raggiungere una selletta con carraia che scende a destra. Seguiamo quest’ultima e nei pressi di una presa dell’acquedotto, al bivio che si presenta, si volta a sinistra passando a fianco di una capanna di legno. Dopo una curva a destra, si raggiunge la casa isolata, collocata in bella posizione, della località Case Lavai. Da qui si segue lo stradello sterrato d’accesso, effettuando, nei pressi di una casa, un tornante destrorso che precede uno sinistrorso. Raggiunta la località Perin, la strada da sterrata diviene asfaltata: la si segue lungamente fino al fondovalle, lasciando a sinistra lo stradello d’accesso a Case Tombei e transitando a fianco dell’abbandonato nucleo di la Lavole. Oltrepassato mediante ponte il corso d’acqua formato dalla confluenza del Rio Vallona con il Rio Sissola, nella cui valle si trova il paese di Alpe, ci si inserisce nella strada d’accesso a quest’ultima località e la si segue in salita fino a ritornare al punto di partenza. 

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