Monti Croce e Baitol da Brusago

Punto di partenza/arrivo: Brusago, 1104 m

Dislivello: 1500 m ca.

Durata complessiva: 6,30 h

Tempi parziali: Brusago-Passo Scalet (2,10 h) ; Passo Scalet-Monte Croce-Passo Scalet (50 min.) ; Passo Scalet-Monte Baitol-Rifugio Tonini (1,40 h) ; Rifugio Tonini-Brusago (1,50 h)

Difficoltà: E/E+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2020

Accesso stradale: da Trento si segue la SS 47 in direzione di Padova per poi continuare lungo SP 83 verso Baselga di Pinè. Costeggiati i Laghi Serraia e Piazze, si raggiunge e attraversa il paese di Bedollo Centrale. Entrati in Brusago, si parcheggia l’auto in piazza nei pressi della chiesa (nella stagione estiva scarse possibilità di parcheggio), oppure, poco più in basso, in corrispondenza del cimitero 

www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario 

Escursione molto bella dal considerevole dislivello, che si svolge su carraie e sentieri generalmente ben segnati. Questo settore dei Lagorai è nel complesso poco battuto dagli escursionisti, ma meritevole di un’approfondita conoscenza. 

Dalla chiesa di Brusago si imbocca Via Monte Croce e al bivio che si presenta poco più in alto (indicazioni del percorso n° 407) si prosegue a sinistra per Via Salare. Ignorate carraie che si staccano ai lati, si continua a seguire lo stradello transitando a fianco di opere idrauliche. Il percorso inizia a guadagnare quota e attraversa, mediante ponte, il Rio Sprugio. Giunti in corrispondenza di un tornante destrorso, si prende a sinistra una carraia (indicazioni per il Passo Scalet e il Monte Croce) avanzando in lieve salita parallelamente al Rio Fregasoga. Effettuati un paio di tornanti, si procede all’interno di un’area di bosco diradato fino ad incontrare un bivio (palina segnaletica e indicazioni). Si prosegue a destra (percorso n° 407) per carraia che compie subito un tornante sinistrorso, effettuando poi altri tornanti. Il tracciato, che in seguito si restringe a sentiero, conduce ad un bivio da quale si continua a destra (palina segnaletica). Attraversata un’area umida con massi, il sentiero piega a sinistra e sale piuttosto ripidamente tra rado bosco. Raggiunto un ripiano boscoso, si vira a sinistra immettendosi poco dopo in un’ampia traccia sassosa. La si segue a sinistra e, effettuata una svolta a destra, si avanza per ampio sentiero temporaneamente fuori dal bosco, trascurando a destra un altro percorso. Immessosi in una carraia, la si asseconda a sinistra riavvicinandosi e procedendo parallelamente al Rio Fregasoga. Attraversato, mediante il Ponte Vasoni, il corso d’acqua, si raggiunge un bivio (indicazioni) da cui, trascurato a sinistra il percorso n° 470 per Malga Vasoni, si prosegue per il tracciato di destra che compie un tornante in questa direzione. Oltrepassato mediante ponte un altro rio, si procede per comoda carraia che compie un paio di tornanti (è presente una scorciatoia segnata che si ricongiunge poco più in alto con il percorso principale). In corrispondenza di un tornante sinistrorso (a destra si immette il sentiero della scorciatoia), si prosegue diritto (indicazioni) guadagnando ripidamente quota parallelamente al Rio Fregasoga. Transitati a fianco di una presa dell’acquedotto, si continua per sentiero avanzando parallelamente al rio di prima. Oltrepassato, mediante passerella, il corso d’acqua, si procede tra vegetazione costituita da felci avendo il rio a sinistra. Sbucati in una carraia nei pressi di un ponte, la si attraversa (segnavia), riprendendola poco sopra. Si asseconda per pochi metri il tracciato a sinistra e, in corrispondenza di un suo tornante destrorso, si prosegue a sinistra per sentiero (indicazione). Si continua a progredire parallelamente al Rio Fregasoga, attraversando un’area con diversi tronchi di alberi divelti a causa della Tempesta Vaia. Sbucati nella carraia di prima in corrispondenza di un suo tornante destrorso, si continua diritto per sentiero (segnavia a destra su un masso). Più avanti, mediante passerella formata da tre tronchi, si oltrepassa per l’ennesima volta il Rio Fregasoga, continuando per l’ottimo tracciato che svoltando a destra avanza parallelamente al corso d’acqua. Si procede tra folta vegetazione e, virando in seguito a sinistra, si sbuca in una carraia a poca distanza da Malga Fregasoga. Seguendo il tracciato a destra, si raggiunge un bivio (indicazioni) da cui si continua a sinistra lungo il percorso n° 407 che in questo tratto coincide con il n° 468. Si sale piuttosto ripidamente per ampia traccia erbosa fino ad effettuare un tornante destrorso, progredendo poi molto più comodamente. Al bivio che si incontra in corrispondenza di una panchina e di un crocifisso, si prosegue diritto (n° 407) trascurando a sinistra il percorso n° 468 diretto a Malga Vasoni Alta. Si avanza in modo lineare nella sponda destra orografica della valle formata dal Rio Fregasoga, notando ed ignorando, una volta sbucati in radure con rigogliosa vegetazione, un segnavia posto su di un masso alla nostra sinistra. Giunti in corrispondenza del rio, si incontra un ulteriore bivio da cui, trascurato a sinistra il sentiero n° 423 per il Passo Fregasoga, si continua diritto/destra oltrepassando il corso d’acqua. Transitati a fianco di una presa dell’acquedotto, si prosegue all’interno di una suggestiva e selvaggia valle, passando nei pressi di altre opere idrauliche. Entrati in una spettacolare conca, che a sua volta costituisce la testata della valle che abbiamo risalito, le tracce si dividono. Varcato un ruscello (segno bianco-rosso su un albero a destra e su un masso a sinistra), il percorso valica la sella di una dorsale secondaria. Si continua a progredire in direzione del soprastante crinale, avanzando in ripida salita con svolte e tornanti. Ad un bivio che si incontra poco sotto ad una forcella, si volge a sinistra per poi assecondare, ad un ulteriore bivio, la traccia di destra (ometto e segnavia). Si continua ad avanzare in direzione NE fino ad effettuare un tornante destrorso e progredire verso la vicina dorsale. Dopo aver costeggiato alcune rocce, si raggiunge il Passo Scalet, 2212 m, che divide il Monte Baitol a SW dal Monte Croce a NE. Dal valico ci si dirige verso la seconda cima, avanzando lungo il percorso n° 460 che asseconda la dorsale spartiacque. Con una prima salita si giunge nei pressi di una quota (il Col del Cràiz) da cui si prosegue verso la sommità vera e propria del Monte Croce. Si continua ad assecondare la spettacolare cresta che tende a restringersi – divenendo anche ripida – poco prima della vetta. Guadagnata la cima del Monte Croce, 2489 m, dopo una sosta d’obbligo al fine di contemplare il vastissimo panorama, si ritorna per lo stesso percorso al Passo Scalet. Dalla sella si prosegue lungo il sentiero n° 460A in direzione del Monte Baitol, avanzando inizialmente sulla sinistra del crinale divisorio. Più in alto si asseconda il filo della dorsale (delle due tracce che corrono parallele teniamo quella di destra), raggiungendo, poco sotto la sommità principale, la Baracca Baitol (si tratta di una postazione austriaca risalente alla Prima Guerra Mondiale. La costruzione è stata recentemente ristrutturata e contiene all’interno diverse foto e pannelli esplicativi). Dopo un’accurata visita, chi desidera cimentarsi con un breve passaggio d’arrampicata può scalare l’evidente diedrino che si trova di fronte alla costruzione. Con un bel passaggio di II° si riguadagna il filo della dorsale poco sotto la cima del Monte Baitol, 2315 m. Dopo un’eventuale sosta, si scende lungo il crinale opposto ricongiungendosi con il percorso segnato. Si perde quota lambendo la dorsale divisoria, aggirando a sinistra un’altra quota, fino a raggiungere, dopo una breve risalita, una selletta. Si continua nel versante NW (Pinè) per spettacolare sentiero che asseconda una cengia, aggirando in questo modo una quota secondaria. Al bivio che si incontra poco prima del Passo Val Mattio, si volge a destra scendendo verso il Rifugio Tonini. Si perde ripidamente quota per traccia che poi piega a destra e procede parallelamente ad un solco ghiaioso. Il percorso continua a scendere avendo come direttrice una selvaggia valletta, presentandosi in alcuni punti poco evidente ma ottimamente contrassegnato. Disceso un avvallamento, si volge a destra giungendo in località Busona di Val Mattio, 2160 m, dove si prende a sinistra il percorso n° 340/E5 per il Rifugio Tonini. Si procede per pianeggiante sentiero piegando a sinistra ed aggirando una costa. Il percorso, comodo e ben contrassegnato, attraversa in seguito una pietraia e offre notevoli visuali panoramiche. Dopo aver oltrepassato una placchetta, inizia un lungo tratto in cui si procede tra erba alta, cespugli e massi, affrontando diversi – e a volte scomodi – saliscendi. In seguito si avanza ai piedi di quinte rocciose separate da canaloni, nel contesto di un ambiente selvaggio e di grande suggestione. Superando altri scomodi saliscendi e riscontrando una segnaletica carente, si arriva alla base di una balza che viene superata agevolmente grazie ad una simpatica scaletta di legno. Si continua ancora per un tratto a mezza costa per sentiero a volte scomodo, fino ad aggirare, mediante svolta a sinistra, una costa. Oltre quest’ultima, si attraversando un paio di pietraie avanzando in lieve salita. Guadagnato il filo della dorsale NW del Cimon de Sprugio, si riprende a scendere verso il Rifugio Tonini. Raggiunto, dopo una prima ripida discesa, un poggetto, si vira a destra e poi a sinistra perdendo quota per dorsale con massi. Si continua a scendere avendo questa direttrice, effettuando più in basso un paio si svolte che precedono una pietraia. La si discende in obliquo a destra e, virando a sinistra, si trascura a destra una traccia. Si perde quota molto ripidamente tra rado bosco, per poi piegare a sinistra e scendere effettuando alcuni tornanti. Raggiunto il distrutto – da un incendio – Rifugio Sprugio Tonini, 1906 m, si prende a destra il percorso n° 468 per Malga Fragasoga. In corrispondenza di un bel ripiano erboso, trascurata a sinistra una traccia, si prosegue a destra in direzione di un paletto con cartello. Dopo aver costeggiato il limite del bosco, si penetra in esso perdendo lievemente quota, attraversando più avanti un’area con folta vegetazione. Avanzando in questa sezione in modo pianeggiante, si transita a fianco di una fonte, per poi procedere per un tratto in lieve salita a fianco di conifere divelte i cui tronchi sono stati opportunamente tagliati per permette il passaggio. Raggiunta una dorsale boscosa (località Termen, 1866 m), il percorso segnato vira a destra scendendo in direzione della Baracca di Val Mattio. Mediante lunga sequenza di tornanti si discende una sponda boscosa, fino a giungere in prossimità del Rivo Mattio che si oltrepassa utilizzando una passerella formata da tronchi. Dopo un tratto in lieve salita, il percorso piega a sinistra (da destra si inserisce una traccia erbosa) conducendo alla Baracca di Val Mattio, 1700 m. Inseritosi nella forestale d’accesso a Malga Fregasoga, la si asseconda a sinistra in discesa per circa dieci minuti, fino ad innestarsi, in corrispondenza di un tornante, nel percorso effettuato all’andata con cui si ritorna a Brusago