Sasso delle Lede: Via Normale

Punto di partenza/arrivo: Cant del Gal, 1160 m

Dislivello: 1500 m ca.

Durata complessiva: 6,30/7 h

Tempi parziali: Cant del Gal-Forcella delle Sedole (2,30 h) ; Forcella delle Sedole-Sasso delle Lede-Forcella delle Sedole (1,15/1,45 h) ; Forcella delle Sedole-Sentiero Riccardo Simon-sentiero n° 711 (1,50 h) ; sentiero n° 711-Cant del Gal (1 h)

Difficoltà: F+ la Via Normale al Sasso delle Lede ; EE+,EEA (tratti di ferrata mediamente difficili con un passaggio difficile ; B/C) la discesa lungo il Sentiero Riccardo Simon ; E/EE la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: escursionisti dotati di ottima esperienza di montagna e autonomi nel superare brevi passaggi d’arrampicata (sia in salita quanto in discesa) in totale sicurezza psicologica, possono affrontare l’ascesa al Sasso delle Lede senza attrezzatura alpinistica. Per la discesa lungo il Sentiero Riccardo Simon (faticosa e non banale) è meglio essere dotati di materiale per l’autoassicurazione

Ultima verifica: agosto 2020

Accesso stradale: da Fiera di Primiero si imbocca la SS 347 per il Passo Cereda. Dopo aver effettuato alcuni ripidi tornanti, in corrispondenza di un ulteriore tornante destrorso, si prende a sinistra la strada della Val Canali. Si parcheggia l’auto nei pressi dell’albergo/ristorante Cant del Gal (il parcheggio è a pagamento: 6 euro per l’intera giornata)

Descrizione dell’itinerario 

Grandiosa proposta escursionistico/alpinistica implicante la salita ad una cima – il Sasso delle Lede – situata in una delle aree più interessanti e selvagge delle Pale di San Martino. Dopo un lungo e faticoso avvicinamento, si deve percorrere una “normale” facile tecnicamente, che tuttavia presenta un paio di passaggi che richiedono attenzione, soprattutto in discesa. Il rientro avviene per il Sentiero Riccardo Simon, attrezzato in diversi punti, che si presenta costantemente ripido e alquanto faticoso. Questo percorso richiede la massima attenzione e concentrazione, sia per notevole franosità del terreno, quanto per la presenza di passaggi non banali. Sarebbe più conveniente percorrere il sentiero in questione in salita, tuttavia questo implicherebbe maggiore tempo e fatica per l’avvicinamento alla Forcella delle Sedole, con la concreta possibilità di dover affrontare l’ascesa al Sasso delle Lede in condizioni atmosferiche non ottimali (nebbia). La via d’accesso alla cima è comunque contrassegnata da ometti ottimamente posizionati. L’itinerario, nel suo complesso, è riservato solo ad escursionisti di consolidata esperienza e ottimamente allenati! 

Da Cant del Gal si imbocca una stradina asfaltata in direzione di Malga Canali, raggiungendo in circa venti minuti di cammino il parcheggio per auto al termine dell’asfalto. Si prosegue per comoda carraia che avanza in lieve salita parallelamente al Torrente Canali. In corrispondenza di un ponte si abbandona a destra il percorso per il Rifugio Treviso (n° 707) e si continua ancora per un tratto ad assecondare l’ampia traccia. Giunti a Pian delle Lede (tavolo con panche), si prende a sinistra il sentiero n° 711 per il Bivacco Minazio. Si procede inizialmente in moderata pendenza per traccia ottimamente segnata (segnavia rifatti di recente), avanzando successivamente in più ripida salita. Compiuta una curva a destra, si attraversa un solco asciutto, cui fa seguito, dopo una salita in moderata pendenza, un secondo corso d’acqua. Giunti nei pressi del letto di un altro rio asciutto, si sale piuttosto ripidamente parallelamente a quest’ultimo, per poi attraversalo dopo un tratto attrezzato in cui si doppia uno spigolo. Si guadagna quota mediante tornanti, fino ad arrivare al bivio (indicazioni) in cui il percorso n° 711 si congiunge con l’Alta Via delle Dolomiti n° 2 proveniente dal Rifugio Treviso. Si prosegue in direzione del Bivacco Minazio, procedendo ripidamente con svolte e tornanti, virando più in alto a sinistra e attraversando un piccolo solco. Si continua a progredire ripidamente avvicinandosi ad una cintura rocciosa e giuntone nei pressi la si costeggia per un breve tratto. Guadagnando quota mediante svolte e tornanti nella sponda sinistra orografica del Vallone delle Lede, si esce progressivamente dal bosco. Si sale in modo piuttosto sostenuto tra colonie di pini mughi, avvicinandosi ad una parete rocciosa. Dopo una salita alla base di quest’ultima (facile tratto su roccette), si piega a sinistra attraversando una specie di solco. Virando poi a destra, si sale parallelamente ad un altro solco superando anche una placchetta. Attraversato il solco, si continua per il percorso segnato oltrepassando una fascia boscosa, effettuando successivamente alcuni tornanti. La progressione continua ad essere ripida e faticosa, implicando anche il superamento di alcune roccette, mentre l’ambiente in cui ci troviamo ha pochi eguali in fatto di maestosità. Più in alto si inizia ad assecondare il dorso di una costa – che a sua volta costituisce la sponda sinistra orografica di una canale – fino ad arrivare ad un bivio (indicazione) dove si abbandona il percorso per il Bivacco Minazio. Si prende a sinistra una traccia (Sentiero Riccardo Simon) scendendo subito all’interno del canale alla cui destra siamo saliti. Attraversatolo, si sale per poco, continuando poi per comoda traccia in ambiente spettacolare. Oltrepassato un secondo solco, si riprende a salire per un singolo tratto, ma poco dopo si procede ancora in piano. Il sentiero attraversa in seguito un colatoio per poi salire costeggiando un masso, volgendo successivamente a destra (ometto). Si asseconda per un breve tratto una specie di costa, effettuando poi un paio di svolte che precedono una salita su pendio prativo (davanti a noi troneggia il Sasso delle Lede, nostra meta giornaliera). Svoltando ancora a sinistra (segnavia evidenti), si attraversa un piccolo colatoio cui fa seguito un canale detritico. Dopo aver attraversato un secondo canale (segni rossi e ometti), si asseconda una dorsale erbosa passando a fianco di un masso, spostandosi poi leggermente a sinistra. Si avanza in seguito nella sponda sinistra orografica di un canale e, varcatolo, si riprende la direzione di prima (sud-ovest). Attraversato un ghiaione, si sale verso uno spuntone con segnavia, aggirandolo poi a sinistra. Si avanza in direzione della Cima delle Sedole e del Campanile d’Ostio, fino a compiere una netta svolta a destra, progredendo, oltre quest’ultima, in direzione ovest/nord-ovest. Risalito un avvallamento, si continua per il percorso segnato guadagnando in breve la Forcella delle Sedole, 2300 m. Alla nostra destra, oltre un avvallamento con grossi massi e il ghiaione basale, si erge la parete meridionale del Sasso delle Lede, incisa da canaloni detritici. Dal punto in cui siamo è consigliabile uno studio preliminare del percorso che andremo ad intraprendere, anche se alcune sezioni di esso non sono pienamente visibili. La Via Normale, nella sua prima parte, asseconda un evidentissimo canale che incide al centro la parete della montagna. Il primo canale, anch’esso in parte percorribile, è bipartito da una costola in due rami, mentre il canale più a destra si spegne in una bancata erbosa che raggiungeremo. Dai pressi della Forcella delle Sedole, si scende nel fondo del sottostante avvallamento e lo si attraversa passando a fianco di grandi massi. Si inizia appena dopo la risalita del ghiaione basale che avviene in obliquo a destra puntando all’evidentissimo sbocco del canalone centrale. Entrati nel solco – che tende poco sopra a rinserrarsi in modo considerevole – ci si tiene nel suo lato sinistro, fino ad arrivare alla base di una strozzatura costituita da un masso incastrato sul quale è sovrapposto, nel lato destro, un altro masso. Si supera il breve ostacolo a destra (II°+) evitando di aggrapparsi al menzionato masso, oppure a sinistra (II°/II°+). Subito dopo si scala una seconda strozzatura di due o tre metri (II°-) e si continua lungo lo stretto e franoso solco ancora per poco (fortunatamente!). Infatti, nel momento in cui si incontrano un paio di ometti (uno più grosso e l’altro di dimensioni più ridotte), si scala a destra una balza caratterizzata da un bel diedro di roccia solida (II°/II°+). Messo piede in una cengetta, ci si sposta brevemente a sinistra in direzione di un ometto, per poi piegare a destra assecondando una specie di canale/rampa. Raggiunto un altro ometto posto su di uno spuntone, si prosegue a ridosso di pareti rocciose per cengia/bancata in direzione di un forcellino. Oltre quest’ultimo, si continua per cengia al di sopra di un canale, per poi calarsi all’interno di un altro canale e attraversarlo. Sbucati in un pendio prativo, lo si risale verso sinistra mirando ad un grosso masso sul quale si trova un ometto (non visibile dal basso). Da qui, si punta ad una rampa erbosa e, risalitala, si incontra, a ridosso di una balza, un ometto. Si scala a destra, mediante canalino, la balza in questione (ometto), cui fa seguito una rampa. Al termine di quest’ultima ci si trova all’interno di un canalone piuttosto franoso, che si risale tenendosi nel suo lato destro. Superata facilmente, per canalino a destra (I°), una prima balza, si continua a progredire scomodamente all’interno del canale, fino ad arrivare alla base di una seconda e più rilevante balza. Si scala un gradinato canalino (I°) nella terminazione destra del risalto, proseguendo poi per facili rocce assecondando la linea fornita degli ometti. Si risale in questo modo il catino che digrada dalla cresta sommitale, progredendo al suo centro in direzione di quest’ultima (diversi ometti). Messo piede sulla cresta, la si segue a sinistra prestando attenzione all’esposizione, raggiungendo prima il libro di vetta collocato dentro un contenitore di plastica e contraddistinto da un manufatto in cemento (forse un cippo trigonometrico), poi la sommità vera e propria del Sasso delle Lede2580 m. Una sosta sull’esclusiva cima di questa splendida montagna è d’obbligo, in quanto il panorama che ci attornia è semplicemente grandioso (al centro del vallone opposto rispetto a quello da cui siamo saliti si nota il Bivacco Minazio). Dalla vetta si ritorna alla Forcella delle Sedole percorrendo a ritroso lo stesso itinerario, prestando particolare attenzione alla franosità del canale che digrada dalla cresta sommitale, nonché ai due non banali tratti di disarrampicata nella parte inferiore (il masso incastrato di II°/II°+ è più conveniente discenderlo tenendosi nel margine destro orografico del canale e non – come forse abbiamo fatto in salita – in quello sinistro). Dalla forcella si inizia la lunga, faticosa, ma allo stesso tempo suggestiva discesa per il Sentiero (attrezzato/alpinistico) Riccardo Simon

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile) 

Valicata un’altra sella erbosa, si incomincia a perdere quota per canale, raggiungendo un’ulteriore forcella. Si scende nel lato opposto lungo il percorso attrezzato con corda d’acciaio (A/B), mettendo successivamente piede in una cengia. Discesa per un breve tratto una crestina, ci si cala, aiutati dalla corda e da alcune staffe, per rampa/fessura (B). Lambita nuovamente la crestina, la si lascia a sinistra continuando la discesa lungo il canalone. Si perde quota nel lato sinistro orografico di esso, discendendo rampe e gradini attrezzati (A/B), fino a raggiungerne il fondo. Attraversatolo, si scende nel lato destro orografico incontrando altre attrezzature, lambendo più in basso un pulpito. Oltre quest’ultimo, si scende per canalino e per le successive facili rocce sempre nel lato destro della gola. Ci si dirige verso uno spuntone, discendendo più avanti una rampetta e il successivo diedrino attrezzati (A/B). Dopo un altro tratto di facile ferrata, si perde scomodamente quota per il franoso canale, fino a prendere una fune d’acciaio nel lato sinistro della gola. Si discendono canalini e paretine (A/B) e superato un passaggio finale piuttosto liscio (B) si rimette piede nel fondo del canale. Si perde quota per esso, prendendo, nel momento in cui la gola si bipartisce in due rami, quello di destra. Dopo una ripida e scomoda discesa in cui bisogna prestare attenzione a non smuovere sassi, si raggiunge una grande, magnifica bancata erbosa dominata da ciclopiche pareti. Si prosegue per sentiero che avanza nel primo tratto in discesa per poi iniziare a salire. La traccia attraversa alcuni canali detritici ed offre continue e grandiose visuali sulla sottostante vallata e il suo circondario di montagne. Dopo aver doppiato una costa ed aver oltrepassato un ghiaione, si entra in un profondo canale che si attraversa sopra a dei massi incastrati. Risalito il franoso pendio della sponda destra orografica del solco, si continua a progredire in salita fino a raggiungere una selletta delimitata da uno spuntone. Qui riprende il percorso attrezzato che scende lungo il lato sinistro orografico della sottostante gola. Nella prima sezione si sfruttano, oltre la corda d’acciaio, alcune malconce travi di legno, per poi discendere, aiutati da staffe, un ripido diedrino e un muretto (B). Si prosegue la discesa lungo il franoso e ben ripido canalone, sfruttando più in basso una costola rocciosa. Dopo qualche passo di disarrampicata, si riprende a scendere lungo il fondo della gola spostandosi a destra, prestando attenzione agli scarsi segnavia. Dopo una discesa alquanto faticosa, si incontra un breve tratto di ferrata con corda d’acciaio ancorata sotto un masso. Segue una pessima, ripidissima e oggettivamente pericolosa discesa, oltre la quale si afferra, nella parete sinistra del canale, una corda d’acciaio. Si effettua subito un breve ma impegnativo traverso su rocce lisce e verticali (C) e dopo aver disceso un canalino ripido e bagnato, si perde quota per rocce ricoperte da fastidioso ghiaino. Terminato il tratto attrezzato, si continua a scendere per il canale prestando attenzione ai pochi segnavia presenti e affrontando brevi disarrampicate su balze e massi. Messo piede nel sentiero n° 711 per il Rifugio Pradidali, lo si segue a sinistra verso Cant del Gal. Effettuati alcuni tornanti, si attraversa un colatoio levigato, compiendo appena dopo un ulteriore tornante sinistrorso. Assistiti da fune d’acciaio, si discende per poco una dorsale, svoltando poi a sinistra onde assecondare una cengia. Si continua per il sentiero attrezzato mediante il quale si discendono a zig-zag, sfruttando i punti più deboli, balze formate da rocce levigate. Segue una sequenza di tornanti al termine della quale si incontra un ulteriore tratto attrezzato con corda d’acciaio utile come corrimano. Giunti nei pressi del Rio Pradidali, l’ottimo sentiero conduce progressivamente all’interno del bosco. Al bivio che si incontra in località Portela (indicazioni), si prosegue a sinistra per il percorso n° 709 diretto a Cant del Gal. Si perde comodamente quota all’interno del bosco varcando un paio di rii, giungendo nei pressi del greto del Rio Pradidali dove si interseca una carraia. Trascurato a sinistra, al bivio che si incontra in seguito, un sentiero per Malga Canali, si attraversa l’ampio letto del più volte menzionato Rio Pradidali. Dopo un breve tratto in cui il tracciato si sdoppia, si perde quota per carraia parallelamente al corso d’acqua di prima. Più in basso, mediante ponte, lo si oltrepassa, giungendo poco più avanti nei pressi della Baita Don Bosco. Dopo un’ultima discesa per stradina asfaltata, si ritorna al ristorante/albergo Cant del Gal