Pala delle Buse e Monte Cogne da Slosseri

Punto di partenza/arrivo: spiazzo all’inizio della SP 252 di Montesover

Dislivello: 1550 m ca.

Durata complessiva: 7/7,15 h

Tempi parziali: punto di partenza-Passo Mirafiori (2,25 h) ; Passo Mirafiori-Pala delle Buse (1 h) ; Pala delle Buse-Malga Sass-Passo Mirafiori (1,30 h) ; Passo Mirafiori-Monte Cogne-Camorè (1,10 h) ; Camorè-punto di partenza (1 h)

Difficoltà: EE la salita lungo la dorsale nord-ovest della Pala delle Buse e la discesa in direzione di Malga Sass ; E/E+ la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2020

Accesso stradale: da Trento si raggiungono e oltrepassano Baselga di Pinè, Bedollo Centrale e Brusago. Si continua lungo la SP 83, ma appena dopo la località Sveseri (ristorante/albergo), la si abbandona per la SP 252 di Montesover. Si parcheggia l’auto in uno spiazzo con area pic-nic situato in corrispondenza del bivio

Descrizione dell’itinerario 

Escursione molto interessante nel contesto di un’area poco frequentata dei Lagorai. La salita che dal Passo Mirafiori conduce alla sommità della Pala delle Buse risente di una segnaletica alquanto carente. Tuttavia, eccetto che per la parte iniziale, il percorso, svolgendosi perlopiù su cresta, non pone grandi problemi di individuazione. Per la discesa dalla dorsale Pala delle Buse-Cimon del Tres alla Malga Sass, l’autore della relazione, a causa di uno sbaglio, descrive un percorso alternativo rispetto a quello più tradizionale e battuto. Si tratta, nella prima parte, di seguire una labile traccia non contrassegnata, mentre nella seconda si dovrà discendere scomodamente un pendio cespuglioso onde recuperare un altro sentiero. Infine, una volta ritornati al Passo Mirafiori, è altamente consigliabile conquistare la panoramica vetta del Monte Cogne, cima già relazionata nel presente blog. 

Dal parcheggio lungo la strada di Montesover, si imbocca, nell’altro lato della carreggiata, un sentiero che si immette appena dopo nello stradello d’accesso alla località Slosseri. Proprio all’inizio dell’abitato (indicazione del percorso n° 468B per Malga Vasoni Alta) si prende a sinistra una forestale che più avanti compie un tornante destrorso. E’ tuttavia possibile assecondare una traccia segnata che si diparte proprio all’imbocco della carraia e che inizialmente sale a fianco di una casa. Poi il sentiero effettua alcuni tornanti e in ultimo sale a fianco di prati recintati con orti. Immessosi nella forestale, la si segue a destra fino a raggiungere la località Mandre, 1240 m. Qui si prende a sinistra un sentiero (percorso SAT n° 468B) che inizialmente attraversa un’area con folta vegetazione, penetrando successivamente nel bosco. Confluiti in un’altra traccia, la si segue a destra e dopo una salita si raggiunge una forestale. Nel lato opposto (palina segnaletica) si scorge la continuazione del percorso che fin da subito sale ripidamente. Dopo un tornante e un’erta salita, si incontra un bivio poco evidente dove si prosegue per la traccia di sinistra (segnavia). Si guadagna quota in sostenuta salita compiendo diversi tornanti, incontrando, molto più in alto, un breve tratto attrezzato con catena. Svoltati a sinistra, si continua la faticosa progressione costeggiando delle piccole pietraie, notando una rudimentale panchina. Dopo una curva a destra e una ripida salita, si sbuca in una forestale (palina segnaletica) che si attraversa. Si continua a guadagnare quota all’interno del bosco in moderata pendenza, poi, dopo un ripido strappo, si esce nei pressi di una malga. La si costeggia immettendosi appena dopo nella carraia d’accesso, avanzando per essa in piano/lieve discesa. Confluiti in un’altra carraia, la si segue a sinistra transitando a fianco di cataste di tronchi d’albero. Giunti in località Camorè1740 m, si prende a destra la continuazione del percorso n° 468B. Si avanza in moderata pendenza, raggiungendo un pannello esplicativo oltre il quale il sentiero riprende a guadagnare quota più ripidamente. Più in alto si esce in un’area disboscata che regala una bella visuale sulla sottostante valle (altro pannello esplicativo). Dopo una ripida salita, si incontra un bivio (palina segnaletica) da cui si prosegue lungo la traccia di destra, lasciando a sinistra il percorso per Cimatti e il Monte Cogne (che visiteremo al ritorno). Si prosegue per il comodo sentiero con andamento perlopiù pianeggiante, uscendo più avanti in pendii erbosi che si attraversano. Rientrati nel bosco, si continua ad avanzare in direzione sud-est parallelamente alla dorsale del Monte Cogne. Si prosegue lungamente per questo percorso, attraversando altri panoramici pendii prativi con cespugli e, una volta rientrati nel bosco, si perdono alcuni metri di quota. Si sbuca infine nei pascoli di Malga Vasoni Alta1973 m, raggiungendo in breve l’edificio collocato in splendida posizione. Dal bivio che si presenta, si prende a sinistra il percorso n° 470 per il Passo Mirafiori, risalendo inizialmente un pendio erboso. Il sentiero vira successivamente a destra, continuando ancora per un tratto a salire per prati, fino a penetrare nel bosco. Qui il percorso avanza in piano/lieve salita con andamento che progressivamente si sposta in direzione nord-est. Raggiunta l’ampia e splendida insellatura del Passo Mirafiori2047 m, si nota un’indicazione con scritto “Pala delle Buse-Monte Fregasoga” relativa ad un vecchio sentiero SAT. Quindi, trascurato a sinistra il percorso che scende verso Malga Sass e un’ulteriore traccia parallela, si inizia a risalire l’ampio profilo ovest/nord-ovest della Pala delle Buse, procedendo in questa prima sezione, eccetto che per uno sbiadito segnavia su di un sasso che si incontra all’inizio, senza traccia e/o contrassegni con cui orientarsi. Con un po’ di fortuna si dovrebbe recuperare più in alto un sentierino che si asseconda con attenzione in quanto decisamente labile. Orientandosi soprattutto con gli ottimamente posizionati ometti, si guadagna quota a serpentine, guadagnando più in alto il filo della dorsale. Passati a fianco di una rudimentale croce, si prosegue avendo sempre come direttrice la dorsale, trascurando tracce ai lati, fino conquistare la sommità di un poggio caratterizzato da un grosso ometto di sassi. Da qui ci si cala ripidamente alla sottostante selletta da cui si riprende a salire in direzione di alcune rocce con evidenti segnavia. Aggirata a destra la fascia rocciosa, si inizia verso sinistra una ripida salita per zolle erbose (attenzione in caso di terreno bagnato) puntando ad una corda. Aiutandosi con quest’ultima, si risalgono altre zolle erbose che precedono un facile ma ripido canale/diedro (I°). Riguadagnato il filo di cresta, si continua per esso che ora si presenta più roccioso e leggermente aereo. Raggiunto un grosso ometto, si aggira a sinistra una sezione di cresta più impegnativa, per poi prendere a destra un canalino. Rimesso piede sul filo della dorsale, lo si continua ad assecondare fino a guadagnare la sommità di una quota secondaria. Discesi alla sottostante sella, si risale un salto formato da grossi massi e, scavalcata l’anticima, si conquista la vetta della Pala delle Buse2412 m. Dopo una meritata sosta al fine di ammirare il grandioso panorama che ci attornia, iniziamo la discesa in direzione nord-est (Cimon del Tres) tenendo come punto di riferimento un masso con segnavia bianco-nero e le lettere “PF”. Sopra al segnavia in questione, si piega a sinistra attraversando una pietraia, dirigendosi verso la sottostante selletta. Si prosegue per il panoramico filo della dorsale, lambendo delle quote secondarie, scendendo in seguito ad un’ampia insellatura. Qui notiamo a sinistra due segnavia bianco-neri: abbandoniamo perciò la dorsale ed iniziamo la discesa verso Malga Sass. Per labile traccia si perde quota con iniziale andamento verso nord parallelamente alla dorsale di prima. Raggiunto il dorso di una costa, lo si discende per pochi metri per poi riprendere a perdere quota in obliquo verso destra. Più in basso si piega nettamente a sinistra tagliando un pendio ghiaioso (lo stesso che abbiamo attraversato appena dopo aver abbandonato la dorsale), proseguendo per traccia sempre più labile. Dopo una netta svolta a destra, si continua puntando ad una costa, oltre la quale si attraversa un canale. Valicata un’altra costa, si prosegue per sentiero sempre poco evidente e privo di contrassegni. Si perde quota per rampa erbosa costeggiando delle pareti, iniziando successivamente ad attraversare la testata di un vallone. Qui la traccia diviene sempre più labile fino a scomparire del tutto: noi dobbiamo discendere il menzionato vallone avendo come punto di riferimento un capanno situato molto più in basso rispetto al punto in cui siamo. Si scende scomodamente tra cespugli e massi, fino a giungere nei pressi del menzionato capanno, inserendosi qui in una traccia. Il percorso, una volta rientrato nel bosco, si sposta a destra divenendo sempre più labile. Dopo aver disceso, senza una vera e propria traccia da assecondare, un ultimo pendio, si sbuca nei prati antistanti a Malga Sass1950 m, dove occorre scavalcare la recinzione per il bestiame. Intercettata la traccia contrassegnata n° 470 per il Passo Mirafiori, a poca distanza dalla malga, la seguiamo a sinistra avanzando inizialmente in lieve salita all’interno del bosco. Dopo un tratto in piano e l’attraversamento di una bella radura, si riprende a salire con maggiore decisione. Effettuati alcuni tornanti e ignorata in ultimo una traccia a destra, si ritorna al Passo Mirafiori. Dall’insellatura si continua a destra lungo il sentiero n° 469A per il Monte Cogne, prendendo, al bivio che si presenta poco sopra, il percorso di sinistra. Dopo alcuni tornanti e un’ultima salita che avviene sul filo della dorsale sud-est della montagna, si guadagna la cima del Monte Cogne2173 m, caratterizzata da un’alta croce. Dopo una meritata sosta, si riprende il cammino lungo il sentiero n° 469A (paletti con segnavia) che asseconda la stupenda dorsale Monte Cogne-Monte Frattoni. Trascurata la cima di quest’ultimo, si scende verso sinistra in una bella radura, caratterizzata da cespugli di mirtillo, che si attraversa interamente. Si continua ad assecondare il filo della dorsale, ora boscoso, fino a sbucare nei prati con cespugli della località Cimatti1950 m. Dalla particolare area pic-nic caratterizzata da artistiche panchine con madonnina, si prosegue per il sentiero segnato che perde quota all’interno del bosco. Poco più in basso si sbuca in un’area di bosco divelto dalla Tempesta Vaia, dove si mette piede in un’ampia traccia. La seguiamo incontrando diversi bivi, tenendo sempre il percorso più pulito e libero da sterpaglie e rami. Più in basso ci si immette in un’altra traccia, creata dai mezzi di esbosco, che si segue a destra rinvenendo anche un segnavia bianco-rosso sul tronco di un pino sopravvissuto dalla catastrofica tempesta. Al bivio che si incontra successivamente, si prende il percorso di destra, immettendosi poco sotto in una carraia. La si segue a sinistra compiendo subito una svolta in questa direzione, transitando a fianco di impressionanti cataste di tronchi di conifere divelte. Si avanza lungamente per il comodo tracciato che procede verso ovest, attraversando più avanti il margine superiore di un’area disboscata. Nel momento in cui la carraia compie un tornante destrorso, si prende a sinistra un’altra ampia traccia che riconduce in breve al bivio incontrato all’andata in località Camorè. Seguendo lo stesso percorso si ritorna al punto di partenza.