Colac: Via Ferrata dei Finanzieri

Punto di partenza/arrivo: Ciampac, 2152 m, raggiungibile con cabinovia da Alba di Canazei (orari e prezzi estate 2020)

Dislivello: 700 m ca (570 m ca. di ferrata)

Durata complessiva: 3,45/4 h

Tempi parziali: Ciampac-attacco ferrata (15 min) ; attacco ferrata-Colac (2 h) ; Colac-Ciampac (1,30 h)

Difficoltà: EEA, difficile ( – C – ) la Via Ferrata dei Finanzieri ; EEA, da facile a mediamente difficile ( – A/B – ) la discesa lungo la Via Normale

Attrezzatura: ordinaria da ferrata

Ultima verifica: luglio 2020

Accesso stradale: percorrendo la SS 48, si raggiunge Canazei e oltre il centro di quest’ultima località, Alba di Canazei. Si parcheggia l’auto nel grande piazzale adiacente agli impianti di risalita di Ciampac

www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Classica e remunerativa ferrata che risale interamente la parete nord-occidentale del Colac, montagna che domina l’abitato di Alba di Canazei. Il percorso non va sottovalutato né tantomeno “sottogradato”, come purtroppo è stato fatto in questi ultimi anni. La ferrata è lunga e presenta alcune sezioni impegnative. La prima è certamente il muro verticale/strapiombante che il percorso supera direttamente con un’arrampicata non difficile tecnicamente (sono presenti file di staffe) ma esigente da un punto di vista fisico. A questo si aggiunge la notevole esposizione, che rende il tratto in questione veramente adrenalinico. E’ presente, inoltre, un’ulteriore sezione impegnativa proprio nella parte finale della ferrata. Si tratta di superare una serie di placche con un’ascesa molto bella ma allo stesso tempo sostenuta riguardo le difficoltà. La discesa si svolge nel versante opposto rispetto a quello di salita, lungo la Via Normale, anch’essa attrezzata a ferrata, che regala bei passaggi e permette di gustare notevoli visuali panoramiche.

Da Ciampac, seguendo le indicazioni della ferrata, si scende a sinistra per pista da sci. Più in basso si imbocca a destra un’altra traccia (nessuna indicazione) che conduce ad un ripiano con laghetto. Da qui si vira a sinistra e si incomincia a guadagnare quota per ripido sentiero verso la base dell’incombente parete nord/occidentale del Colac. Più in alto, effettuando dei tornanti, si risale un ghiaione, costeggiando anche un solco. Raggiunta la base di uno zoccolo roccioso, si incontrano i primi infissi e la targa che segna l’inizio della Ferrata dei Finanzieri.

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Risalite le facili rocce iniziali (A/B) ci si sposta verso un canalino che si risale prestando molta attenzione a non smuovere sassi (A). Se ne esce a destra e si continua per sentiero che guadagna quota mediante tornanti. Spostandosi successivamente a sinistra e attraversato un franoso solco, si raggiunge l’inizio vero e proprio della ferrata. Superata un’agevole placca (A+) e altre facili rocce, si inizia un traverso su placche (B/B+). Si scende, poi, per pochi metri (B) verso una nicchia con targa, riprendendo successivamente il traverso, che si svolge ora su placche un po’ più lisce (B+). Si arriva in questo modo all’inizio di una grande rampa a placche che a sua volta costituisce la faccia sinistra di un enorme diedro. Dopo le prime rocce rotte (A/B), si risale un canalino con ghiaie (A), per poi assecondare una bella e solida fessura (B). Una breve cengetta conduce alla base di placche più lisce e sovente bagnate che si risalgono (B). Si gira poi uno spigolo, arrivando alla base di un’altra placca che si supera all’inizio abbastanza agevolmente grazie alla presenza di staffe (B). Segue un tratto più delicato in obliquo a sinistra in cui la roccia può presentarsi bagnata (B+). Si continua a progredire per placche, ora più ripide, sfruttando nei metri iniziali alcune staffe che agevolano non poco la scalata (B/B+). Segue un tratto piuttosto impegnativo per placca con appoggi lisciati (B/C), fino a guadagnare una cengetta dove il percorso si sposta a destra verso il fondo del grande diedro. Si prosegue l’ascesa scalando altre placche, sovente bagnate, che presentano buoni appoggi (B+). Poi la ferrata si sposta a sinistra assecondando una specie di rampa con ghiaie (attenzione a non scaricare sassi!), spostandosi successivamente a destra. Si prosegue per rocce più ripide ma con ottimi appoggi, prima in obliquo a destra, poi a sinistra, sfruttando una specie di fessura (B). Si continua poi per rampa più liscia (B+) che precede un’impegnativa placca “addomesticata” da staffe metalliche (B+). Quest’ultima conduce alla base di un grande muro verticale e strapiombante che la ferrata supera direttamente con un’ascesa alquanto faticosa ed impegnativa nonostante la presenza di numerose staffe. Si inizia, così, il superamento del tratto chiave, con progressione, nei primi metri, in netto strapiombo, in cui si esercita una notevole trazione sugli infissi (C+). Segue un tratto (la linea delle staffe si sposta a sinistra) meno faticoso rispetto a quello precedente (B/C). Un’ultima salita a perpendicolo per staffe, con alcuni passaggi strapiombanti (C), precede il termine di questa faticosa e adrenalinica sezione di ferrata. Si prosegue per rocce più agevoli anche se non banali (B+), risalendo successivamente una più liscia placchetta, prima verticalmente, poi in obliquo e traverso a sinistra (B/C ; C). Il percorso vira poi a destra e presenta un altro tratto liscio (B+), conducendo, oltre quest’ultimo, ad una zona di rocce più facili. Si risale una successione di paretine e rampette (A/B), per poi effettuare un bel traverso su placca sotto ad uno strapiombo (B). Girato uno spigolo, si entra in un canalino che si segue per poco, uscendone a sinistra. Si continua per facili rocce con andamento a zig-zag, avendo come direttrice un canale (A/B). Il percorso si sposta poi a sinistra e risale delle rocce facili ma con ghiaino, obliquando successivamente a destra per rampetta e caminetto (A/B). Si prosegue ancora facilmente piegando a sinistra e, dopo un breve tratto con detriti, si scala una più divertente placchetta di pochi metri (A/B). Raggiunta una cengetta sotto un masso incastrato, si supera un altro facile gradino, continuando poi per agevoli rampe e placchette (A/B). Si effettua successivamente un traverso a sinistra per cengia, virando poi a destra e progredendo per rampe, paretine e placchette facili (A/B). Si risale in seguito una caratteristica fenditura sfruttando i solidi appoggi presenti nella lama di destra (B), continuando poi per canalino e rocce un po’ più impegnative (B). Dopo un altro tratto facile, si supera un caminetto piuttosto liscio (B+), raggiungendo una cengetta che adduce ad un canalino. Superatolo (B), si continua per facile rampa, fino ad arrivare ad una sezione di parete più ripida dove il percorso riprende vigore. Risalite alcune agevoli placchette (B) e guadagnata una cengia, si effettua un traverso a sinistra piuttosto esposto (B). Superato direttamente un liscio diedrino (B+, B/C), si prosegue per bella rampa (B+) per poi avanzare parallelamente ad un solco. Messo piede in una cengetta, si scala una rampa/diedro con ottimi appoggi (B+) e superata una più impegnativa placchetta (B/C), si attraversa una fenditura. Dopo un’altra liscia placchetta (B), si arriva alla base di un lungo canale/camino obliquo a destra. Lo si risale interamente con divertente e tecnica arrampicata d’opposizione (B/B+), superando in seguito un arioso spigolino con ottimi appoggi (B/B+). Raggiunto un pianerottolo, si supera un breve ma ripido gradino (B), continuando poi per più agevole canale/colatoio. Arrivati alla base di una sezione di parete più impegnativa, si effettua prima un breve traverso a sinistra, scalando, poi, una verticale balza di pochi metri ottimamente attrezzata (B+). Si prosegue per ripido canale/camino che si scala con arrampicata molto bella e anche sostenuta riguardo le difficoltà (B/C). Usciti in un forcellino nella cresta nord/orientale del Colac, ormai a poca distanza dalla sua cima, la si asseconda facilmente a destra. Arrivati alla base di un’impegnativa sezione rocciosa, si effettua un breve ma non banale traverso a sinistra (C), scalando direttamente la sovrastante placca sfruttando le staffe presenti (B/C). Dopo aver superato un tratto più liscio non agevolato da staffe (C), si esce da questa sezione a poca distanza dalla vetta. Immessosi nel percorso della Via Normale, si guadagna in breve, tra il giubilo di gracchi in attesa di una qualche briciola di pane, la splendida cima del Colac2715 m. Dopo una meritata sosta (il panorama è vastissimo), si inizia la discesa per la “normale”, perdendo quota, dopo l’esposta crestina sommitale, per ripido canalone. Dopo un traverso sotto verticali pareti, si raggiunge e oltrepassa una stretta fenditura, discendendo una balza attrezzata con fune d’acciaio e staffe (A/B). Poco più in basso si asseconda una panoramica cengia che conduce ad una cresta. Valicatala, si attraversa il sommo di un canalone per poi scendere nel suo lato destro orografico, prima per roccette e ghiaie, poi per più ripida balza (staffe), attraversando anche una fenditura (A/B). Seguendo le attrezzature, ci si sposta nel lato sinistro orografico del canale, che poi si attraversa nuovamente per traccia di sentiero. Valicata una forcella delimitata a sinistra da uno spuntone, si scende lungo un canalino con roccette per poi spostarsi a destra. Si perde quota, mediante tornanti, lungo la testata di un canalone e, virando a destra, si giunge in corrispondenza di uno spuntone dove riappaiono le attrezzature. Per ghiaie e roccette ci si sposta verso il lato destro del canalone, in direzione di una parete strapiombante con grande nicchia giallastra. Dopo un breve ma non banale traverso (B+), si raggiunge quest’ultima, mettendo piede su un’ariosa cengia. Si inizia successivamente una lunga discesa, tenendosi nel lato destro orografico del canale, per rampa di rocce gradinate, discendendo nella parte finale una balza leggermente più impegnativa (A/B). Dopo altre facili rocce, ci si cala per placchetta piuttosto liscia (B) fino a mettere piede su un sentiero. Si perde inizialmente quota parallelamente ad un canale, per poi piegare a destra e attraversarlo, incontrando appena dopo la tabella che indica la fine (l’inizio in senso di salita) del percorso attrezzato. Doppiato uno spigolo, si avanza in modo pianeggiante per bella traccia che regala stupende visuali sulla Val Contrin. Si inizia successivamente una faticosa contropendenza per sentiero che conduce alla base delle verticali pareti del versante sud/sud-orientale del Colac. Costeggiata per un tratto la base delle ciclopiche quinte rocciose, si effettua poi un traverso su rocce vulcaniche in cui è presente una fune metallica. Dopo un saliscendi, si raggiunge e valica Forcia Neigra, 2509 m, continuando in direzione di Ciampac lungo il percorso n° 613. Si perde quota per ottimo sentiero in alcuni punti scalinato, piegando più in basso a destra. Approdati in una splendida conca delimitata a sud dalle rocce vulcaniche del Sass del Porcel, al bivio che si presenta (indicazioni), si prosegue a destra continuando ad assecondare il segnavia di prima. Si avanza per comodo sentiero pianeggiante, riprendendo successivamente a perdere quota nella sponda destra orografica dell’antropizzato vallone di Ciampac. Attraversata un’area con grossi massi di roccia vulcanica, si continua a scendere in direzione di una seggiovia. In corrispondenza della stazione di quest’ultima, ci si immette in una comoda carraia che, seguita a destra, riconduce al Rifugio Ciampac.