Punta Nord dei Mugoni: Via Normale

Punto di partenza/arrivo: Rifugio Paolina, 2125 m, raggiungibile con seggiovia la cui partenza è situata sotto il Passo di Costalunga, in direzione del Lago Carezza

Dislivello: 640 m ca.

Durata complessiva: 4,30/4,45 h

Tempi parziali: Rifugio Paolina-Rifugio Roda di Vaél (35 min.) ; Rifugio Roda di Vaél-Gran Busa di Vaél-Punta Nord dei Mugoni (1,50 h) ; Punta Nord dei Mugoni-Rifugio Paolina (2,15 h)

Difficoltà: F+/PD- la Via Normale alla Punta Nord dei Mugoni ; E (in un tratto EE) la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: normale dotazione escursionistica e casco se si è in possesso di un’ottima esperienza di montagna ed autonomi nell’affrontare passaggi d’arrampicata su roccia – eccetto pochi tratti – da mediocre a friabile.

Ultima verifica: luglio 2020

Accesso stradale: da Vigo di Fassa si imbocca la SS 241 raggiungendo in circa 9 km il Passo di Costalunga. Dal valico si continua in direzione del Lago Carezza, parcheggiando l’auto nel piazzale adiacente al punto di partenza della seggiovia per il Rifugio Paolina, in corrispondenza della località Carezza

N.B.: nella sezione evidenziata colore arancio il percorso è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario

Selvaggia cima raramente visitata, la cui “normale”, nonostante la facilità dei pochi tratti in cui si arrampica, richiede un certo impegno. L’orientamento risulta difficoltoso a causa dei pochi ometti presenti, alcuni dei quali sono stati sistemati dall’autore della relazione. Ma è soprattutto la parte terminale, quella che precede la sommità, che esige grande attenzione e prudenza. La roccia si presenta, infatti, molto friabile e l’esposizione non è da sottovalutare. Una caduta potrebbe avere – è inutile specificarlo – conseguenze esiziali. Questi sono i fattori negativi di una salita – come questa – di stampo assolutamente pionieristico, un “andar per croda” ormai totalmente “démodé” ma estremamente affascinante e arricchente.

Dal Rifugio Paolina si imbocca il frequentato sentiero n° 539 per il Rifugio Roda di Vaèl, salendo, nella prima parte, in moderata pendenza. Si prosegue in seguito in lieve salita, ammirando continue, ampie visuali sul Latemar, giungendo nei pressi dell’aquila in bronzo del monumento dedicato a Theodor Christomannos, 2280 m. Trascurato a sinistra il percorso n° 549, proseguiamo per il magnifico sentiero il cui andamento è per un buon tratto in piano/lieve discesa. Progredendo successivamente in direzione N, tra massi e panoramici pendii prativi, ci si avvicina al Rifugio Roda di Vaèl, 2280 m, raggiunto il quale si prosegue lungo il percorso n° 541. Si procede perlopiù in piano a mezza costa, ammirando notevoli visuali sulle prestigiose cime che ci attorniano, a cominciare dalla Torre Finestra che ci sovrasta, affiancata dalla Roda di Vaèl, mentre alla nostra destra si erge lo strapiombante pilastro della Punta Sud dei Mugoni. Approdati nel magnifico ripiano di Paèl, 2330 m, si prende il sentiero di sinistra (n° 541), trascurando a destra il percorso (n° 551) che conduce al Passo delle Cigolade. Dopo la prima salita in cui si tagliano dei ghiaioni, si rasentano le pareti di un basamento roccioso, fino a penetrare in un canalone. Lo si risale ripidamente assecondando con attenzione i segnavia rossi, guadagnando al suo sommo una selletta situata su un crinaletto. Sotto di noi si trova la Gran Busa di Vaèl sovrastata dai gradoni del versante SW dei Mugoni, dove si sviluppa la “normale” all’omonima Punta Sud. Per raggiungere, invece, l’attacco dell’altra “normale”, quella alla Punta Nord, si deve percorre in direzione N la stupenda conca. Si nota innanzitutto un canalone, molto spesso ingombro di neve, che scende da una forcella alla cui sinistra si erge la Punta di Mezzo dei Mugoni. La Punta Nord è disposta più a settentrione di quest’ultima ed è l’ultima cima dei Mugoni prima dell’omonimo passo che segna l’inizio della cresta delle Coronelle. Arrivati in vista del versante occidentale, dove si svolge la “normale” alla menzionata cima, è necessaria un’attenta osservazione del percorso che andremo a seguire, mettendo preventivamente in conto che incontreremo solo pochissimi ometti per l’orientamento. Il versante è delimitato a destra da un evidente canalone che sale in direzione della Punta di Mezzo, mentre al centro della “parete” si nota un breve camino di rocce scure. Quest’ultimo costituisce un riferimento importante ai fini dell’orientamento, in quanto dovremo raggiungerne la base per poi scalare le articolate rocce alla sua sinistra. Dalla Gran Busa di Vaèl ci si dirige quindi verso la Punta Nord dei Mugoni, iniziando una ripida salita per ghiaione in cui conviene sfruttare il solco disposto più a destra, la cui continuazione è il menzionato canalone che più in alto piega a destra incuneandosi tra una quinta rocciosa e le pareti della nostra montagna. Si risale il suddetto solco superando o aggirando alcuni massi, fino al punto in cui il canale – come già specificato – virando a destra si rinserra trasformandosi in gola (ingombra di neve ad inizio stagione). Da qui ci si sposta a sinistra individuando un canale/rampa obliquo da destra a sinistra (ometto alla base), che si risale per interno, faticando discretamente nella più franosa parte terminale. Si prosegue poi verso destra sfruttando un colatoio (o le rocce alla sua destra), avvicinandosi in questo modo al menzionato camino di rocce scure. Ci si sposta quindi a sinistra verso la base di quest’ultimo e, scartatolo, si scala in obliquo verso sinistra una bella paretina di rocce solide e appigliate (I°+). Raggiunto un pianerottolo, si supera un breve ma ripido muretto (II°-), uscendo così da questa sezione rocciosa (ometto). Si continua salendo in obliquo verso sinistra e arrivati nei pressi di un canale si scala la facile costola che lo delimita a destra. Raggiunti i pendii ghiaiosi sottostanti la sezione rocciosa terminale, si prosegue in direzione di quest’ultima avendo come direttrice un solco. Dalla base delle rocce si prende a destra un evidente canalino che si risale fino al suo termine. Si prosegue poi in obliquo verso sinistra per rampa piuttosto franosa puntando ad un ometto. Da quest’ultimo si scalano verso destra delle roccette friabili, giungendo in prossimità dell’aerea cresta sommitale. Scalando in obliquo verso destra delle rocce ripide e friabili (I°+/II°- ; attenzione), avendo a sinistra il filo di cresta, si guadagna infine il punto più elevato, 2757 m, contraddistinto dalla presenza di un grosso ometto. Si scende lungo il percorso effettuato in salita, prestando la massima attenzione a non andare fuori via (eventualmente durante l’ascesa sistemare altri ometti) e alla friabilità della roccia, soprattutto nella parte iniziale (finale nel senso di salita).

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