Le Rocce della Nave, il Monte Pennino e il Monte Penna

Punto di partenza/arrivo: Passo del Chiodo, 1452 m

Dislivello: 550 m ca.

Durata complessiva: 4 h

Tempi parziali: Passo del Chiodo-cima principale delle Rocce della Nave (40 min.) ; cima principale delle Rocce della Nave-Monte Pennino-Monte Penna (1,40 h) ; Monte Penna-Lago del Penna (45 min.) ; Lago del Penna-Passo del Chiodo (1 h)

Difficoltà: EE/EE+ la cresta delle Rocce della Nave ; EE+/F la brevissima scalata dello spigolo del Pennino ; E+EE la salita dalla Forcella del Pennino al Monte Penna ; E+ il tratto Lago del Penna-sentiero n° 831 ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: Giugno 2020

Accesso stradale: Parma-Borgo Val di Taro-Bedonia-Ponteceno-Anzola-Passo del Tomarlo. Imboccata poco sotto il valico la SP 75, la si segue fino a raggiungere il Passo del Chiodo

N.B.: il colore arancio indica sezioni in cui il percorso è puramente indicativo

Descrizione dell’itinerario 

Stupenda proposta escursionistica che permette la conoscenza di un’area montuosa di grande pregio ambientale, geologico e naturalistico. Si tratta innanzitutto di raggiungere e percorrere la lunga cresta delle Rocce della Nave, toponimo che si riferisce ad un insieme di gendarmi, spuntoni e pareti di roccia ofiolitica che precipitano verso la conca denominata La Nave. La dorsale in questione è stata in questi ultimi anni segnata con frecce (attualmente piuttosto scolorite) che indicano il percorso migliore, o comunque quello più comodo e meno impegnativo. Una volta guadagnata la Forcella del Pennino, l’autore della relazione ha conquistato l’omonima cima risalendo il suo spigolo meridionale, superando qualche bel passaggio d’arrampicata piuttosto aereo. Dopo la traversata NE-SW del Monte Penna e raggiunto il grazioso Lago del Penna, si ritorna alla Nave mediante un percorso segnato ma piuttosto impervio. Per le sue caratteristiche, l’itinerario proposto è riservato a escursionisti molto esperti. 

Dal Passo del Chiodo si imbocca il percorso n° 831 assecondando un’ampia traccia che procede in lieve salita all’interno di una splendida faggeta. Dopo un paio di tornanti si prosegue avendo come direttrice un crinale boscoso, progredendo in piano parallelamente ad un solco. Valicata una selletta boscosa, si procede in lieve discesa notando alla nostra sinistra un’area con spettacolari faggi e massi. Poco dopo occorre abbandonare l’ampia traccia al fine di raggiungere l’avvallamento situato alla nostra sinistra alla base delle pareti delle Rocce della Nave. Messo piede in una suggestiva pietraia – che a sua volta costituisce il fondo del menzionato avvallamento – guardando a destra si dovrebbe intuire il canale che divide la cima principale della cresta, a sinistra, da una quota secondaria a destra. Ci si dirige quindi verso il canale in questione salendo ripidamente in obliquo verso destra senza traccia, fino a raggiungere la base delle pareti rocciose. Traversando verso destra, si entra nel fondo della valletta che poco più in alto si restringe a gola/canale. Assecondando anche una tracciolina si arriva alla base di un restringimento del canale dove possiamo notare delle frecce di vernice rossa che indicano il percorso da seguire. Entrati nello stretto canalino, si scala con un bel passaggio la placchetta di sinistra (II°), continuando poi in obliquo per labile traccia. Poco dopo si piega a destra al fine di ritornare nel fondo del canale, che si risale ripidamente incontrando altre frecce direzionali. Dopo l’erta balza finale formata da erba e roccette, si approda in una spettacolare forcella di crinale delimitata a destra da uno spuntone roccioso. Da qui ci si dirige a sinistra alla volta della cima principale, notando uno spit con maglia rapida totalmente inutile e fuori luogo in un percorso di questo tipo. Possiamo proseguire diritto scalando belle placchette di roccia solida (I°+ all’inizio) avendo a destra un canalino erboso. Dopo questa sezione si vira a destra (frecce direzionali) e aggirata la più compatta fascia rocciosa terminale, si piega a sinistra fino a guadagnare la stupenda dorsale sommitale. Dalla superlativa cima vogliamo raggiungere la quota disposta più a nord della lunga dorsale, assecondando una tracciolina che si tiene sulla destra dell’esposto filo di cresta. Dopo una ripida discesa si approda in una boscosa selletta sotto le rocce della cima in questione. Aggirate le pareti a sinistra, ci si immette in un canalone con massi che si risale raggiungendo la forcella che separa la cima principale a destra da uno spuntone a sinistra. Dalla forcella si sale ripidamente in obliquo verso sinistra e raggiunte le rocce sommitali si asseconda una specie di rampa. Dall’esclusiva sommità, si può scendere alla selletta boscosa di prima calandosi piuttosto ripidamente verso sud. riguadagnata la cima principale delle Rocce della Nave e ritornati alla forcella che costituisce lo sbocco del canalone di salita, si continua lungo il percorso segnato con frecce rosse, aggirando a sinistra, nel bosco, delle rocce. Dopo un ripido e piuttosto esposto obliquo ascendente per pendio prativo, la traccia procede in piano scartando in questo modo la sommità dell’altra più rilevante quota della lunga dorsale. Noi, invece, salendo liberamente per erti pendii prativi, conquistiamo la menzionata cima, da cui si ammira un notevole colpo d’occhio sulla sommità principale. Ritornati nel percorso segnato, si rientra nel bosco scendendo in un avvallamento e, guidati dai puntuali segnavia, si arriva sotto un’altra quota rocciosa. Aggirate le rocce sulla destra, si raggiunge una forcella delimitata a destra da spuntoni e a sinistra dalla cima in questione. Anche in questo caso il percorso segnato non contempla il raggiungimento della sommità di quest’ulteriore quota, ma noi vogliamo ugualmente conquistarla. A tal fine si prende a sinistra un canale e poi a destra un altro solco, guadagnando in questo modo la cima del gendarme. Ritornati alla forcella, si prosegue per il percorso principale scendendo ripidamente per qualche metro, avanzando successivamente a ridosso delle rocce del groppo roccioso. Raggiunta un’area caratterizzata da grossi massi, si prosegue orientandosi con le frecce, spostandosi a destra e scendendo ripidamente nel bosco. Si vira poi a sinistra e risalito un canalino si guadagna una forcella che si valica. Si prosegue sulla sinistra (versante Ceno) del crinale divisorio fino a valicare una seconda boscosa selletta. Dopo quest’ultima si vira a destra perdendo quota all’interno del bosco, riguadagnando successivamente il filo della dorsale. Scavalcata un’altura e aggirato uno spuntone, si arriva in prossimità di un altro groppo roccioso che si scarta a sinistra. Ripreso il crinale in corrispondenza di una selletta, si doppia uno spigolo effettuando appena dopo un traverso su placchetta assistiti da un cordino. Scartato a sinistra uno spuntone (freccia), si discende un ripido canalino, oltre il quale, spostandosi a destra a ridosso di un altro spuntone (bollo rosso su un albero), si attraversa una stretta fenditura. Si continua a perdere quota per canale fino a rientrare nel bosco dove il pendio si fa meno ripido. Ripresa la salita, si avanza a sinistra e nei pressi dell’ampia dorsale, raggiungendo in seguito una selletta con a sinistra uno spuntone. Si continua lungo il pianeggiante crinale boscoso, fino a valicare una costa ed entrare in un avvallamento (ometto) che si asseconda per un tratto. Si prosegue all’interno del bosco orientandosi con i segnavia (bolli e frecce rosse), svoltando in seguito a sinistra. Al poco evidente bivio che si presenta poco dopo (due frecce direzionali), prendiamo il percorso di destra che ci conduce ad una selletta. Oltre quest’ultima si perde quota orientandosi sempre con le frecce rosse (in questo tratto piuttosto sbiadite), notando a sinistra delle pareti rocciose. Dopo un tratto in piano ci si immette nel percorso n° 831 che seguiamo a sinistra verso la Forcella del Penninno. Trascurato subito a destra il sentiero che scende verso il Rifugio Casermette del Penna, si inizia una ripida salita all’interno di un ambiente boschivo di rara bellezza. Guadagnata la dorsale spartiacque, ci si innesta nel percorso n° 871 che si segue a destra verso il Monte Penna e il Passo dell’Incisa. Si avanza lambendo il crinale divisorio per poi piegare a sinistra quando il bosco lascia il posto alle rocce del Pennino. Usciti dalla faggeta, si sale piuttosto ripidamente fino a guadagnare la Forcella del Penninno1655 m, delimitata a destra dallo spigolo dell’omonima cima. Per conquistare quest’ultima possiamo scalare questa naturale direttrice, prestando attenzione all’esposizione, soprattutto nella più impegnativa parte finale. Tenendosi leggermente a destra del filo, si raggiunge la più consistente sezione rocciosa terminale e la si supera spostandosi a destra, superando muretti e placchette con qualche bel passaggio di II° su roccia solida. Dalla stupenda sommità si ritorna alla sottostante forcella scendendo per ripido canale con roccette nella parte inferiore. Si continua la salita alla volta della sommità del Penna, assecondando l’evidente cengia/rampa che taglia tutto il versante NE della montagna. Superando facili passaggi rocciosi attrezzati con catene, utili soprattutto come corrimano, ci si sposta verso la terminazione occidentale della “parete”. Dopo qualche tornante si arriva alla base di una breve placchetta attrezzata con catena, superata la quale si mette piede in una bella cengia. La si asseconda a sinistra e continuando per sentiero si guadagna la frequentata cima del Monte Penna1735 m. Ci troviamo in una delle più importanti e sacre montagne dell’Appennino settentrionale, identificata dalle popolazioni celtico/liguri con il “dio Pen”. La sommità è caratterizzata, oltre che dal vastissimo panorama, da una statua in bronzo raffigurante una Madonna e da una cappellina. Dopo una meritata sosta, si inizia la discesa percorrendo la boscosa dorsale SW della montagna, assecondando un sentiero (segnavia bianco-rossi ; croce e quadrato gialli) generalmente molto battuto da comitive di escursionisti/turisti. Dopo la prima parte, si penetra nella splendida faggeta perdendo comodamente quota per tracciato evidente ma in alcuni tratti ricoperto da uno spesso strato di foglie. Raggiunta un’ampia sella, il percorso si sposta un po’ a sinistra rispetto il filo della dorsale, che si valica più in basso nei pressi di una radura. Dopo un’ultima discesa, si approda al Passo dell’Incisa1468 m, immettendosi nella carrareccia d’accesso aperta alle auto. Si segue la carrozzabile a destra perdendo lievemente quota, transitando più in basso a fianco della segheria. Al bivio che si presenta poco più avanti, in corrispondenza di una svolta a sinistra del tracciato, si abbandona la carrareccia principale imboccando a destra un’altra carraia (nessuna indicazione). Nel momento in cui il percorso effettua un tornante verso sinistra, si prende a destra un sentiero contrassegnato da bolli di vernice gialla. La traccia sale inizialmente a fianco di un corso d’acqua per poi virare a sinistra, conducendo ad un bivio da cui si prende a destra un altro sentiero. Si guadagna quota piuttosto ripidamente lungo il dorso di una costa, fino a giungere in corrispondenza di una recinzione e nei pressi di un rio. Guadato quest’ultimo si prosegue parallelamente ad esso, raggiungendo in breve il suggestivo Lago del Penna1470 m, di origine glaciale. Dallo specchio d’acqua, al fine di ritornare nel sentiero n° 831, seguiremo un percorso contrassegnato con bolli e frecce di vernice rossa che ci permetterà di gustare angoli remoti della foresta del Monte Penna. Dopo aver contornato la sponda settentrionale e orientale del lago, giunti in un’area di grossi massi, si rinvengono i menzionati segnavia rossi, seguendo i quali si riprende a salire. Tenendo d’occhio i contrassegni, si effettuano successivamente un paio di svolte, gustando la bellezza dell’ambiente boschivo in cui siamo immersi. Dopo uno spostamento a destra, si esce dal bosco in corrispondenza della grande pietraia sottostante il canale che scende dalla Forcella del Pennino. Attraversata quest’area e rientrati nella faggeta, si inizia una ripida ascesa senza traccia in cui ci si orienta con le frecce rosse ben disposte. Giunti a poca distanza da blocchi rocciosi, il percorso procede in discesa in direzione di un avvallamento. Attraversato quest’ultimo, si raggiunge un ripiano boscoso con grosso masso, immettendosi poco dopo nel sentiero segnato proveniente dal Rifugio Casermette del Penna in prossimità del bivio con il percorso n° 831. Seguiamo quest’ultimo a sinistra, oltrepassando il punto in cui ci siamo immessi in salita dopo aver attraversato la dorsale della Rocce della Nave. Trascurato a sinistra un altro sentiero contrassegnato con particolari segnavia a forma di cuore e valicato un crinaletto boscoso, si inizia a perdere ripidamente quota. Virando successivamente a sinistra, si scende parallelamente ad un avvallamento, avvicinandosi progressivamente alla Nave. Nel momento in cui il percorso segnato inizia a contornare il margine sinistro della conca, noi scendiamo al suo interno, incontrando, proprio in corrispondenza della “prua” della Nave, un altare con crocifisso. Si attraversa tutta la conca e dopo una salita ci si ricongiunge con il percorso segnato a poca distanza dal punto in cui, all’andata, lo abbiamo abbandonato al fine di avvicinarsi alle Rocce della Nave. Per lo stesso tracciato si rientra al Passo del Chiodo

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