Monte Aquila: anello dal Ponte del Cogno

Punto di partenza/arrivo: Ponte del Cogno, 982 m

Dislivello: 850 m ca.

Durata complessiva: 5,45/6 h

Tempi parziali: Ponte del Cogno-carrozzabile Cancelli/Lagoni (1,30 h) ; carrozzabile Cancelli/Lagoni-Passo delle Guadine (1,40 h) ; Passo delle Guadine-Monte Aquila-Rifugio Mariotti (1,25 h) ; Rifugio Mariotti-La Vezzosa-Ponte del Cogno (1,15 h)

Difficoltà: E+ il percorso non segnato che conduce al Borello dello Sbirro ; EE/EE+ la brevissima scalata del risalto della cresta dello Sterpara dalla sella omonima ; E+ la discesa lungo il percorso di avvicinamento alla Via Alpinistica Roberto Fava ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2020

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio. Da quest’ultima località, il cui centro vero e proprio non si attraversa, ci si dirige verso Lagdei. Si parcheggia l’auto appena dopo il Ponte del Cogno 

Descrizione dell’itinerario  

Anello di grande interesse sia paesaggistico quanto escursionistico. Il percorso implica un “fuori sentiero” che consiste nella risalita di un groppo parzialmente roccioso dominante la Sella dello Sterpara. Si tratta si superare qualche passaggetto di facilissima arrampicata e sezioni con vegetazione invadente.  

Appena dopo il Ponte del Cogno, in direzione Cancelli, si imbocca una comoda carraia (percorso CAI n° 721) transitando inizialmente nei pressi di una croce con lapide. Trascurato il percorso dell’acquedotto (indicazione per le MTB), si compie una svolta destra passando a fianco di una bella casa in sasso. Si procede in direzione sud, avanzando in modo pressoché pianeggiante e in leggera discesa ai lati dei campi e delle radure della Piana del Cogno. Nel momento in cui la carraia inizia a salire lievemente, in un prato a sinistra si nota un cippo con bassorilievo che colpisce per la sua singolare collocazione. Mediante il Ponte del Prolo (a sinistra si ammira il vecchio manufatto) si attraversa il Torrente Parma delle Guadine, trascurando subito dopo una carraia inerbita che si stacca a sinistra. Al bivio successivo si prosegue diritto/destra guadagnando quota in moderata pendenza ai piedi del profilo settentrionale del Monte Vidice. Dopo una svolta a destra, penetrati nella valle formata dal Torrente Parma di Badignana, si raggiunge un bivio (indicazioni) da cui si prosegue a sinistra per carraia, trascurando a destra la continuazione del segnavia n° 721. Si avanza per il bellissimo tracciato (n° 720) immersi in un ambiente boschivo di rara bellezza (si ammirano notevoli esemplari di faggio) senza mai guadagnare effettivamente quota. All’unico bivio degno di nota si trascura a destra una traccia inerbita, mentre molto più avanti, dopo una curva a sinistra, si attraversa un’area disboscata. Il percorso rientra poi nella copertura boscosa e conduce a varcare un suggestivo rio, costeggiando in seguito un’area con folta vegetazione e arbusti. Giunti nei pressi del greto del torrente, appena prima di una sbarra con cartello di divieto d’accesso, si imbocca a destra una labilissima traccia che avanza in obliquo ascendente parallelamente al percorso di prima. Il sentiero, man mano che si progredisce, diviene più marcato e sale piuttosto ripidamente tagliando un erto fianco boscoso caratterizzato dalla presenza di grossi massi. Si compie successivamente una sequenza di quattro tornanti notando a terra alcune vecchie traverse in pietra per lo scolo dell’acqua sistemate dalle guardie forestali che un tempo presidiavano quest’area della foresta dell’Alta Val Parma. Dopo il quarto tornante la traccia diviene più labile, ma avendo un buon intuito ancora riconoscibile. Si avanza compiendo qualche altra poco delineata svolta, notando altre traverse che ci confermano di essere nel giusto percorso. Nel momento in cui il tracciato sembra scomparire del tutto, si procede prestando attenzione alle caratteristiche morfologiche del terreno. Stiamo seguendo l’ampio dorso di una costa delimitata a destra da un ruscello, mentre a sinistra il pendio digrada verso il fondo della valletta formata dal Canal Secco. Avanziamo al centro del ripiano senza mai allontanaci troppo dal corso d’acqua situato alla nostra destra, notando, poco più avanti, prima che in pendio divenga più erto, un caratteristico masso a forma di becco. Più o meno da questo punto il percorso ritorna ad essere maggiormente incavato nel terreno, perciò riconoscibile, ed avanza parallelamente, per un tratto, al più volte menzionato ruscello. Giunti sotto un impluvio formato da due solchi, ci si dirige verso quello di destra, individuando un sentiero evidente che taglia il pendio procedendo in obliquo/traverso a sinistra. Oltrepassato il solco parallelo, il tracciato vira a destra conducendo nella sponda sinistra orografica della valletta del Canal Secco (possiamo notare altre traverse per lo scolo dell’acqua). Qui ci si immette nel percorso CAI n° 721B che scendendo a sinistra attraversa il menzionato rio e prosegue in direzione Lagoni. Noi continuiamo diritto e raggiunto un bivio volgiamo bruscamente a destra per sentiero recentemente sistemato. Poco più avanti ci si inserisce in un’inerbita carraia di esbosco che sostituisce la vecchia mulattiera dei forestali affiancata originariamente da suggestive piazzole di carbonaie (l’area in cui ci troviamo è stata oggetto di un’operazione di esbosco estremamente rovinosa, effettuata da autentici cialtroni incuranti delle preziose testimonianze del passato). Si avanza comodamente per questo percorso effettuando poco più avanti un saliscendi all’interno di un ambiente boschivo che pian piano va risorgendo dalla ferita impressagli dall’uomo. Raggiunto una sorta di ripiano, si volge a destra scendendo per un breve tratto. Rientrati nella più fitta ed integra faggeta, si avanza per traccia poco incavata ma ottimamente contrassegnata. Oltre un ruscello asciutto e due piccole svolte, il percorso si amplia divenendo più marcato. Si procede parallelamente ad un rio avanzando in lieve salita, fino a varcarne il ramo sinistro in corrispondenza di un rimboschimento a conifere. Costeggiata quest’area, si raggiunge un bivio nelle vicinanze dei resti del rifugio forestale conosciuto come Borello dello Sbirro1207 m. Immessosi nel sentiero n° 721, lo si segue a sinistra guadagnando poco più in alto una selletta situata sul filo di una boscosa dorsale (la stessa che divide le valli formate dal Torrente Parma di Francia e dal Torrente Parma di Badignana). Andando a sinistra si sale per poco fino a mettere piede nella carrozzabile Cancelli-Lagoni proprio di fronte al limite della Riserva Guadine-Pradaccio. Un poco a sinistra, in corrispondenza di una piazzola, scorgiamo la continuazione del percorso n° 721 diretto alla sommità del Monte Roccabiasca. Si inizia subito a guadagnare quota piuttosto ripidamente effettuando alcune svolte, avvicinandosi e lambendo l’area recintata. Dopo un vistoso cartello della riserva naturale, il sentiero vira nettamente a sinistra ed incomincia a procedere in direzione SE. Si avanza in obliquo ascendente per l’ottima traccia, contornando poco più in alto il margine superiore di una lastra rocciosa con muschio. Raggiunto un ripiano boscoso, lo si attraversa verso destra orientandosi con gli ottimamente posizionati segnavia rifatti di recente. Si riprende poi a salire in modo lineare nella stessa direzione di prima, incontrando una piazzola di carbonaia e un ruscello asciutto che si attraversa. Dopo un altro ruscello, il percorso conduce nei pressi di un ripiano boscoso ed effettua un paio di svolte. Ripresa la direzione precedente (SE), il sentiero procede compiendo qualche piccolo tornante, conducendo in una zona di bosco meno ripida. La si attraversa per traccia poco evidente ma con segnaletica ineccepibile, notando alla nostra sinistra un ruscello e transitando a fianco di una seconda piazzola di carbonaia. Varcato il ruscello asciutto e attraversato un ulteriore ripiano boscoso, si incomincia la risalita di una costa caratterizzata da grossi massi. Dopo una serie di svolte e tornanti, si piega nettamente a sinistra tagliando un ripido pendio. Usciti improvvisamente dal bosco, si procede in piano tra erba e cespugli. Raggiunto un bivio (indicazioni), il percorso segnato piega a destra e sale a fianco di una fascia rocciosa; noi invece proseguiamo diritto/sinistra per tracciolina non segnata in mezzo a cespugli di mirtillo. Il percorso si dirige verso il vicino limite della faggeta e dopo aver attraversato una breve fascia boscosa conduce nel margine destro di un bel ripiano cespuglioso. Procedendo in discesa, si attraversa una seconda fascia boscosa cui fa seguito un panoramico pendio erboso. Rientrati nella faggeta, si continua a scendere per sentiero che ampliandosi attraversa un’area soggetta ad operazioni di esbosco. Avanzando lungamente a saliscendi, ci si congiunge, dopo un bivio in cui si continua diritto/sinistra, con il percorso n° 721 proveniente dalla dorsale del Roccabiasca. Oltrepassato un corso d’acqua, il percorso curva a sinistra costeggiando il margine di un’area umida. Dopo una svolta a destra, l’ampia traccia, o il sentiero parallelo, conduce ad un bivio (indicazioni) situato a poca distanza dalle Capanne di Badignana. Si prende a destra il sentiero n° 719 per il Passo delle Guadine, attraversando inizialmente un ruscello ed effettuando successivamente qualche tornante. Dopo un obliquo ascendente verso sinistra in direzione di un rio, si sale per poco parallelamente a quest’ultimo per poi spostarsi a destra. Si risalgono successivamente, effettuando alcuni tornanti, delle lastre d’arenaria che potrebbero presentarsi alquanto scivolose dopo piogge recenti (o ghiacciate già a partire dalla stagione tardo-autunnale). Rientrati nella faggeta e attraversato un suggestivo rio, si sale parallelamente a quest’ultimo per poi varcarlo per una seconda volta. Il percorso, con andamento in lieve salita e in piano, avanza in direzione E/SE oltrepassando un ulteriore ruscello. Poco più avanti il sentiero vira a destra e risale un suggestivo pendio boscoso caratterizzato da massi ricoperti di muschio. Dopo uno spostamento a destra, si raggiunge il bivio (indicazioni) con il percorso n° 715A che conduce alla Fontana del Vescovo. Noi continuiamo diritto/destra attraversando una pietraia e una breve fascia di basso bosco. Si continua poi per i panoramici pendii prativi del versante N/NE del Monte Brusà, dirigendosi verso l’omonima sella, 1645 m, punto di inizio della suggestiva cresta sud del Monte Roccabiasca. Oltre quest’ultima, attraversato un avvallamento, si incontra il bivio con il sentiero che scende alle Capanne delle Guadine. Si prosegue per il percorso principale che sale in direzione di caratteristiche rocce montonate, tagliando successivamente il crinale di una costa che digrada dalla cima del Monte Brusà. Attraversata una pietraia ed avanzando a mezza costa con splendide visuali sul sottostante vallone con al centro il Lago Pradaccio, si approda infine sul crinale Parma/Massa in corrispondenza del Passo delle Guadine1687 m. Dal valico ci si dirige verso la non lontana sommità del Monte Aquila assecondando il suo ampio crinale SE percorso dal sentiero n° 00. Guadagnata l’altamente panoramica cima, 1779 m, si scende per il più ripido crinale opposto transitando a fianco di una croce in metallo. Raggiunto il Passo dell’Aquila1700 m, si avanza per un breve tratto a destra del filo della dorsale fino al bivio con il percorso n° 719A per la Sella dello Sterpara. Imboccato quest’ultimo, ci si dirige, tagliando a mezza costa ripidi pendii, verso un’evidente selletta alberata. Valicatala, si prosegue in spettacolare ambiente caratterizzato da massi e blocchi di arenaria. Si scende piuttosto ripidamente per canalino a fianco di un roccione, per poi piegare a destra ed entrare nella faggeta. Si perde quota per sentiero sassoso e spesso umido, fino ad approdare alla Sella dello Sterpara1650 m, situata sotto un groppo parzialmente roccioso che costituisce la prima elevazione della lunga cresta che si dilunga verso N. Qui giunti, potremmo scendere a Lago Santo seguendo il comodo sentiero n° 719, ma in questa sede propongo un percorso molto più avventuroso ed impegnativo (se non altro perché implica qualche passaggio d’arrampicata ed un esposto traverso su ripidi prati). Dal valico si prosegue diritto assecondando la dorsale dello Sterpara, notando dei paletti di legno che segnano il confine della Riserva Guadine-Pradaccio. Giunti alla base delle prime rocce, si scala un brevissimo muretto oltre il quale si penetra obbligatoriamente in un fitto boschetto caratterizzato da alberi di faggio dai particolari rami contorti. Molto scomodamente, “strisciando” da un ramo all’altro, si esce da questa macchia di bosco, arrivando alla base della seconda e più “consistente” sezione rocciosa. La si supera utilizzando una specie di fenditura/canalino (il risalto può essere tranquillamente aggirato a sinistra), incontrando, al sommo della balza, un vecchio chiodo con anello (questo tratto presenta complessivamente brevi passaggi di I° e I°+). Dalla cima si deve effettuare un delicato traverso lungo il margine superiore di ripidi pendii prativi, tenendosi in prossimità del limite del bosco e di alcune rocce. Riguadagnato il filo della dorsale, lo si asseconda comodamente oltrepassando una sezione dove i rami dei faggi intralciano un po’ il cammino. Messo piede in una poco accennata selletta, ci si inserisce nel percorso di avvicinamento della “Via Alpinistica Roberto Fava” che si segue a sinistra in direzione di Lago Santo. Piegando subito a destra, si esce in un panoramico pendio erboso/cespuglioso che si discende orientandosi con vistosi ometti. Appena prima di una pietraia, si piega nettamente a sinistra scendendo ripidamente per pochi metri, volgendo subito dopo a destra. Si procede parallelamente ad un’altra pietraia e mediante svolta a sinistra la si attraversa. Scavalcata una seconda costa, per traccia piuttosto incerta si penetra in un rimboschimento a conifere, oltre il quale, virando a sinistra, si sbuca in una piccola radura cespugliosa. Immessosi nel percorso n° 719, lo si asseconda a destra compiendo due tornanti e attraversando un rio. Ci si innesta poco dopo nel percorso n° 723, diretto alla Sella del Marmagna, che seguiamo a destra verso Lago Santo. Al bivio che si incontra quasi subito, trascurato il percorso n° 729 per Capanna Braiola, si volge nettamente a destra. Si perde inizialmente quota a fianco di caratteristiche lastre rocciose, piegando poco dopo a sinistra (notevole esemplare di faggio). Disceso un pendio con rocce affioranti, si rientra nella bella faggeta e si scende verso il vicino Lago Santo. Dalla peschiera si costeggia la sponda SW e W dello splendido specchio d’acqua fino a raggiungere il Rifugio Mariotti1507 m. Continuando per il percorso segnato, si risale la morena del lago e al bivio che si incontra si prende a sinistra il sentiero n° 727/723 per Lagdei. Si tratta di un itinerario molto battuto in ogni stagione, forse l’accesso più classico per visitare questo importante luogo dell’Alta Val Parma. Il sentiero si svolge all’interno di uno splendido ambiente boschivo la cui continuità è spezzata da un’inestetica pista da sci con relativa seggiovia monoposto. Dopo un bivio in cui si tralascia a sinistra il percorso n° 727 per Capanna Braiola, si inizia una ripida discesa a tornanti. Al temine della sezione si attraversa un ripiano con conifere e dopo un ponticello si raggiunge il Rifugio Lagdei1250 m. Si prosegue a sinistra costeggiando l’omonima torbiera, utilizzando per un tratto un percorso tematico attrezzato con passerelle di legno e corrimano. Al primo bivio si continua diritto/sinistra per carraia che svoltando a destra conduce all’interno di un bosco di conifere. Trascurato a sinistra il percorso n° 725A per Foce del Fosco, si continua diritto avanzando nell’ambito di un’area disboscata. Si prosegue per l’ampia traccia e prima che essa riprenda a salire la si abbandona imboccando a destra (indicazione) il sentiero n° 725B. Si perde inizialmente quota a fianco di tronchi tagliati e sezionati, varcando successivamente un ruscello. Continuando a scendere per bella mulattiera, si effettuano un paio di tornanti che precedono un secondo corso d’acqua. Giunti in corrispondenza della recinzione del Vivaio Forestale La Vezzosa, la si costeggia a sinistra e oltrepassato un cancello si entra nel suggestivo ripiano in cui sono custodite specie di piante autoctone. Si attraversa da un capo all’atro tutta l’area passando a fianco di un rifugio con area pic-nic e fontana a destra. Immessosi in una carraia e oltrepassato mediante ponte il Torrente Parma di Lago Santo, si sale per poco fino a raggiungere il bivio con il percorso n° 725C (indicazioni) che si stacca a sinistra. Imboccatolo, si attraversa inizialmente un bel ripiano boscoso caratterizzato da alte conifere, continuando successivamente per ampia mulattiera che perde lentamente quota lungo la sponda destra orografica della valle formata dal menzionato torrente. Gustando la bellezza dell’ambiente boschivo in cui siamo immersi e trascurando un paio di tracce a destra, si sbuca più in basso in orribile un’area disboscata. Dopo alcuni tornanti e un’ultima discesa in cui si procede parallelamente al Torrente Parma di Lago Santo, si ritorna al Ponte del Cogno (fontana). 

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