Il Groppo di Gorro e il Groppo delle Tassare

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Punto di partenza/arrivo: Gorro chiesa 543 m

Dislivello: 450 m ca.

Durata complessiva: 3,30/3,45 h

Tempi parziali: chiesa di Gorro-Groppo di Gorro (1 h) ; Groppo di Gorro-Groppo delle Tassare (1,20 h) ; Groppo delle Tassare-chiesa di Gorro (1,10 h)

Difficoltà: EE/EE+ il Groppo di Gorro per il percorso suggerito ; E+/EE la discesa lungo la dorsale sud del Groppo delle Tassare ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: maggio 2020

Accesso stradale: Parma-Fornovo-Ghiare di Berceto. Da quest’ultima località, il cui centro non lo si attraversa, si prosegue lungo la SP 523R in direzione di Borgo Val di Taro. Dopo il bivio per Casamurata, si esce dalla strada seguendo le indicazioni per Gorro. Prima del paese vero e proprio, si imbocca a sinistra uno stradello che conduce al cimitero e alla chiesa di Gorro. Si parcheggia l’auto nel retro dell’edificio

mapwww.openstreetmap.org

Nei tratti evidenziati colore arancio il percorso è puramente indicativo

 

Descrizione dell’itinerario

Nel 2016 ho descritto un percorso alquanto insolito alla scoperta delle ofioliti della Val Taro. In questa sede propongo un anello molto simile ma con l’inserimento dell’esplorazione del Groppo delle Tassare. Quest’ultimo è un ammasso ofiolitico che emerge dal fondo della Val Cogena e presenta una coricata dorsale che può essere percorsa agevolmente nonostante la totale assenza di sentieri e contrassegni. La combinazione della risalita fuori sentiero del versante ovest del Groppo di Gorro – ripercorrendo a grandi linee la “via” seguita e relazionata nel 2016 – con la traversata del Groppo delle Tassare, risulta di grandissimo interesse sia a livello paesaggistico/geologico, quanto escursionistico.

Dalla chiesa di Gorro si ripercorre lo stradello d’accesso e, immessosi nuovamente nella strada asfaltata, la si segue a sinistra verso il paese. Al primo bivio (indicazioni), si piega a sinistra in direzione della frazione Le Vigne (percorso CAI n° 830a). Andando a destra al successivo bivio e costeggiate alcune ville, si prende, all’ulteriore bivio che si presenta, il tracciato di sinistra. Varcato subito un ruscello, si avanza per ampia traccia in lieve pendenza, fino a svoltare nettamente a destra. Proprio in corrispondenza della svolta, si abbandona temporaneamente il percorso segnato e, avanzando per dorsale ofiolitica, si guadagna la panoramica sommità del Groppo delle Vigne. Da qui si ammira una notevole visuale del versante ovest del Groppo di Gorro, avendo in questo modo la possibilità di studiare preventivamente il percorso che andremo ad effettuare per conquistarne la sommità. Rientrati nel tracciato di prima, si procede in lieve discesa, oltrepassando anche un tratto parzialmente franato. Dopo aver varcato un corso d’acqua, si compie una netta curva a sinistra, avanzando successivamente per carraia dissestata. Proprio in questo punto si iniziano a costeggiare le rocce basali del dirupato versante occidentale della montagna. Nella relazione del 2016 avevo suggerito di superare direttamente questa sezione rocciosa, scalando una sorta di ripido colatoio nero. In questa sede, invece, consiglio di proseguire ulteriormente per il percorso segnato e nel momento che si ritiene opportuno – che potrebbe essere il punto in cui la traccia compie una curva verso destra – abbandonarlo e iniziare la risalita dell’ampio costone che costituisce la nostra iniziale direttrice. Ma avrei dovuto specificare anzitempo che quella che sommariamente verrà descritta è un’ascesa fuori sentiero, che presenta anche qualche facile passaggio d’arrampicata volutamente ricercato dall’autore della relazione. Se non si ha voglia di sperimentare percorsi non segnati e su terreno vergine, è consigliabile continuare per il sentiero n° 830a e raggiungere con esso la sommità dell’ammasso ofiolitico. Tornando alla nostra piccola e avventurosa ascesa di stampo “pionieristico”, si inizia la risalita dell’ampio costone di cui prima, puntando ad alcuni spuntoni e, in particolare, ad un gendarme roccioso situato più in alto e a destra rispetto al punto in cui siamo. Progredendo in obliquo a destra, ci si immette sul filo di una poco accennata cresta che si asseconda verso il menzionato gendarme. Giunti alla sua base, lo si scala direttamente sfruttando il suo spigolo o limite sinistro (facile passaggio di I°+). Dopo il gendarme, al fine di trovare qualche altro passaggio d’arrampicata, ci si sposta a destra e si risalgono a piacimento facili placchette, scegliendo possibilmente quelle con roccia più solida (possibili passaggi di e II°). Dopo questa sezione, si continua a progredire avendo come direttrice la dorsale di prima, notando alla nostra destra una fascia di rocce grigio-nere a forma di catino. Spostandosi a destra rispetto al dorso della costa, ci si porta alla base delle menzionate rocce e si inizia l’ascesa al centro di esse sfruttando un colatoio. Quest’ultimo potrebbe presentarsi bagnato o con scorrimento idrico, perciò, in tal caso, occorre scalare inizialmente le friabili e levigate roccette di sinistra. Poi, con un passaggio delicato, si attraversa il colatoio, onde portarsi sulle rocce di destra. Si scalano queste ultime tendendo a destra (stando a sinistra è possibile un’uscita più diretta e su rocce più lisce e impegnative), affrontando qualche divertente e facile movimento d’arrampicata (passi di e II°- su roccia che richiede grande attenzione). Usciti da questa sezione, è sufficiente progredire diritto in direzione della dorsale nord del groppo, prima su terreno prevalentemente roccioso con diversi blocchi, poi erboso. Messo piede sul crinale percorso dal sentiero n° 830a, ci si dirige con esso verso la vicina sommità del Groppo di Gorro827 m, da cui si ammira un vasto e completo panorama. Dalla cima si continua lungo il percorso segnato che nel primo tratto si mantiene lievemente a destra rispetto il filo della dorsale, procedendo verso un inestetico palo dell’alta tensione. Dopo aver sottopassato la linea elettrica, il sentiero (segnavia rifatti di recente) si sposta a destra e perde quota abbastanza ripidamente. Poi vira a sinistra e scende parallelamente al filo dell’ofiolitico crinale. Dopo una ripida discesa in cui si asseconda il margine destro di un dirupo, si approda in una carraia (indicazioni). Seguiamo quest’ultima a sinistra (percorso CAI n° 830a), avanzando inizialmente in lieve salita, per poi perdere quota all’interno del bosco. Trascurata a destra una traccia, si continua lungo questo percorso abbandonandolo quando esso vira nettamente a sinistra. Si prosegue diritto per carraia (purtroppo nella prima parte molto deturpata dal passaggio di mezzi di esbosco) che poco più avanti effettua una curva a sinistra sottopassando una linea elettrica. Si continua per l’ampia traccia avanzando in lieve salita all’interno di un magnifico ambiente boschivo, andando diritto al primo bivio che si incontra. Trascurate a destra un paio di tracce e, più avanti, un’altra a sinistra con freccia segnaletica per le MTB, si continua a progredire in lieve salita all’interno di uno splendido castagneto. Dopo quattro ruscelli, una salita e una curva a destra, ci si immette nel tracciato proveniente da S. Bernardo (CAI n° 833a) che si segue a destra. Si avanza inizialmente in lieve discesa e, varcato nuovamente l’ultimo corso d’acqua attraversato poco prima, si riprende a salire in modo leggero. Procedendo anche in piano e trascurando una traccia a sinistra, si raggiunge una panoramica costa erbosa denominata Moncucco, 870 m. Valicata quest’ultima mediante curva a sinistra, si procede in discesa, andando diritto/sinistra al bivio che si presenta. Si continua per comoda e ampia traccia che avanza all’interno di uno splendido bosco di castagni, costeggiando, appena dopo una curva a sinistra, una costruzione diroccata (un varco nella vegetazione permette di ammirare un notevole colpo d’occhio sui Torrioni di Cumbratina). Il percorso perde successivamente quota (si trascura a sinistra una traccia inerbita chiusa da un cancello in legno) e, dopo aver varcato un piccolo ruscello, costeggia un suggestivo masso ofiolitico. Segue il guado di uno splendido e fiabesco ruscello, oltre il quale si raggiunge la sella che separa i due Torrioni di Cumbratina (alla nostra destra è situato il più piccolo dei due gendarmi, la cui cima è conquistabile seguendo la sua “Via Normale” ). Il tracciato perde successivamente quota all’interno di un ambiente boschivo di grande suggestione, costeggiando più in basso delle bucoliche radure. Rientrati nel bosco, ci si immette in una carraia che si segue diritto/sinistra, transitando sopra una casa abitata. Usciti dalla vegetazione, il percorso diviene asfaltato e scende ripido effettuando un tornante sinistrorso in corrispondenza del quale si trova lo stradello d’accesso alla menzionata abitazione. Dopo una netta curva a destra e una breve risalita, ci si congiunge con il percorso n° 833 proveniente dal Passo La Calà. Si continua diritto per stradello, inizialmente sterrato poi asfaltato, che costeggia alcune case, fino a raggiungere il bivio con la strada che conduce alla frazione La Pietra. Ci si dirige verso questa località avanzando per comoda stradina, aggirando più avanti, mediante svolta a sinistra, una costa che regala un notevole colpo d’occhio sul Groppo delle Tassare, la cui dorsale meridionale discenderemo. Ammirato, appena dopo la curva, un roccione ofiolitico, si prosegue lungo il tracciato iniziando più avanti a riguadagnare quota. Si transita nei pressi di alcune case e, al sommo della salita, si incontra una carraia che si stacca a destra. Imboccata quest’ultima, si asseconda una magnifica dorsale erbosa, transitando nei pressi del nucleo Il Costello, caratterizzato da suggestivi ruderi e da una casa più recente. Si prosegue per l’ampia traccia al sommo di panoramici campi che regalano notevoli visuali sul Monte Molinatico, attraversando successivamente una breve fascia boscosa. Il percorso conduce infine nei pressi della sommità del Groppo delle Tassare, 783 m, da cui si ammira un vasto panorama. Dalla cima si inizia a discendere la dorsale meridionale dell’ammasso ofiolitico, che avviene senza traccia e/o ometti con cui orientarsi. Occorre, perciò, cercarsi in proprio il percorso che si ritiene migliore, o almeno il più agevole. Personalmente, mi sono tenuto costantemente in prossimità del margine occidentale del pendio, dove la dorsale precipita con ripidi dirupi e pareti. In qualunque discesa senza traccia e/o contrassegni, occorre avere sempre dei validi punti di riferimento. In questo caso, si deve puntare ad un sentiero trasversale, situato in basso e perciò sempre più visibile man mano che si perde quota, che taglia una sezione pressoché pianeggiante della dorsale. Quest’ultima, poi, degrada ulteriormente, nel suo margine occidentale, a mo’ di cresta ofiolitica verso il fondo della Val Cogena. Si perde liberamente quota per pendio che più in basso diviene più erto e cespuglioso, gustando metro dopo metro lo straordinario e totalmente vergine ambiente in cui ci troviamo. Nell’ultima sezione, prima di approdare nel menzionato sentiero, anziché continuare ad assecondare l’andamento dell’ampio dorso, che vira a sinistra, ho disceso verso destra un ripido e piuttosto franoso pendio, passando a fianco di massi ofiolitici, immettendomi così nel percorso segnato (CAI n° 833). Messo piede su quest’ultimo (si tratta di una vecchia mulattiera ormai quasi del tutto dimenticata e con segnavia alquanto sbiaditi), lo si asseconda a destra, ammirando le peculiarità di un ambiente di grande fascino e preziosità. Attraversato un suggestivo intaglio in mezzo a particolari rocce ofiolitiche, il percorso piega nettamente a destra e procede costeggiando verticali pareti (bassorilievo incastonato tra le rocce). Si continua ad avanzare ai piedi del dirupato versante occidentale del groppo, procedendo successivamente tra basso bosco e vegetazione con muretti a secco che affiancano il percorso. Dopo un tratto in lieve discesa in cui si nota il selciato originario della vecchia mulattiera su cui stiamo camminando, si avanza in leggera salita costeggiando dei prati, fino ad attraversare un piccolo corso d’acqua. Si prosegue, poi, per traccia alquanto infrascata, continuando comunque ad assecondare la mulattiera di prima, riconoscibile dal selciato che ancora affiora. Si avanza successivamente per traccia più ampia e anche inerbita tra terrazzamenti delimitati da muretti a secco. Dopo una svolta a sinistra, si sfocia, in prossimità di alcune case, in una strada asfaltata che si segue a destra in salita. Attraversata la frazione La Galla (suggestive costruzioni in sasso), si raggiunge, in corrispondenza di un altro nucleo, un incrocio da cui si prosegue diritto (andando a sinistra ci si dirige verso il borgo di Belforte arroccato su un poggio). Si procede per comoda stradina asfaltata (percorso CAI n°830), trascurando, ad un primo bivio, un’ampia traccia che scende a sinistra, mentre al successivo bivio si deve proseguire lungo la strada di sinistra. Si segue quest’ultima per un buon tratto, ma nel momento in cui effettua una netta curva a destra, la si abbandona imboccando a sinistra un’ampia traccia (indicazioni) che scende ripida all’interno del bosco. Dopo l’iniziale, erta discesa, il percorso vira a destra, presentandosi successivamente piuttosto infrascato. Attraversato un piccolo ruscello, si continua per traccia tra vegetazione rigogliosa ed invadente, proseguendo poi per carraia all’interno di uno splendido castagneto. Dopo aver varcato un ruscello, si sbuca in uno spiazzo adiacente alla strada abbandonata in precedenza. Attraversata quest’ultima, si prosegue per mulattiera varcando subito un corso d’acqua, andando a sinistra (segnavia disposto poco più avanti) al successivo bivio. Si avanza per il bel tracciato all’interno di un suggestivo bosco di castagni, transitando a fianco di una costruzione. Ad un certo punto, in corrispondenza di una curva a destra del percorso, lo si abbandona (indicazione), prendendo a sinistra un’ampia traccia che, piegando a destra, deposita nella strada di prima. La si segue a destra effettuando un’ampia curva in quest’ultima direzione, contornando i prati di una proprietà con casa abitata. Dopo aver attraversato un ponte, in corrispondenza di alcune case, ci si inserisce in un’altra strada che si segue a sinistra. Poco più avanti si incontra il bivio per Le Vigne e, seguendo a ritroso lo stesso percorso effettuato all’andata, si ritorna in breve alla chiesa di Gorro.

 

 

 

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