Da una sponda all’altra della Val Bratica

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Punto di partenza/arrivo: Sivizzo 822 m

Dislivello: 350 m ca.

Durata complessiva: 2,50/3 h

Tempi parziali: Sivizzo-Grammatica (40 min.) ; Grammatica-Casarola (40 min.) ; Casarola-Montebello (45 min.) ; Montebello-Sivizzo (45 min.)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo (molto utili i bastoncini da trekking per il guado del Torrente Bratica)

Ultima verifica: maggio 2020

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Corniglio-Sivizzo

map(1)openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Magnifico percorso che permette la conoscenza di alcune delle più interessanti aree della Val Bratica nonché dell’intero Appennino parmense. Data la brevità dell’escursione, consiglio di gustarsela con lentezza, senza indugiare ad effettuare digressioni, in quanto la ricchezza, importanza e suggestione dei luoghi che visiteremo hanno pochi eguali.

Usciti dal paese di Sivizzo, si continua per poco lungo la provinciale in direzione di Casarola, fino all’imbocco di una carraia che, staccandosi a destra della carreggiata, risale un pendio con folta vegetazione. Si guadagna quota ripidamente avanzando a fianco di un corso d’acqua, effettuando successivamente una netta svolta a sinistra. Dopo un ripidissimo strappo, una volta entrati nel bosco, si presenta un bivio dove si prosegue lungo la traccia di sinistra. Si procede comodamente per vecchia mulattiera che poco dopo avanza costeggiando la base di campi e radure. Attraversato un ruscello, si incontra un trivio da cui occorre proseguire lungo il tracciato di centro. Più avanti, una volta giunti in corrispondenza del palo di una vecchia linea elettrica, si continua per il sentiero di destra che procede in lieve/moderata pendenza. Si avanza per la bella e storica mulattiera che presenta diverse sezioni con vegetazione piuttosto invadente, in un contesto di quasi totale abbandono da parte dell’uomo che determina il fascino e la suggestione di percorsi come questo. Giunti nei pressi di una radura (bella visuale panoramica), il tracciato vira nettamente a destra, proseguendo poi affiancato da lacerti di muretti a secco. Ai due bivi successivi che si presentano a poca distanza l’uno dall’altro, si deve continuare sempre diritto, fino a scendere ripidamente e confluire nella SP 75. Seguendo quest’ultima si raggiunge in meno di dieci minuti il paese di Grammatica. Lo si attraversa interamente, andando a visitare, proprio alla fine del nucleo, la curiosa chiesa a doppio campanile collocata in splendida posizione. Si prosegue lungo la provinciale costeggiando poco più avanti delle suggestive pareti d’arenaria, passando successivamente a fianco del Groppo Torsello. Dopo aver varcato due corsi d’acqua (di cui il primo è quello più ampio e profondo), si nota alla nostra sinistra una Maestà e, in lontananza, una traccia che si stacca proprio in questa direzione. La si imbocca avanzando dapprima in discesa, poi a saliscendi. Ci troviamo in uno dei più bei castagneti dell’intero Appennino parmense, punteggiato da essicatoi in rovina e massi. Al bivio che si presenta in seguito, si prende l’ampia traccia di sinistra (diritto/destra il percorso è più breve) che, dopo aver effettuato una netta svolta a sinistra, compie, nei pressi di un essicatoio ristrutturato, un tornante destrorso. Poco dopo si incontrano altre spettacolari costruzioni e si avanza per splendida mulattiera (si trascura una traccia inerbita che si stacca a sinistra) delimitata da vecchi muretti a secco formati da massi ricoperti da muschio. Si approda in questo modo nel centro del Bosco delle Fate, luogo di straordinaria bellezza e importanza, non solo a livello naturalistico e paesaggistico, ma anche culturale. Infatti l’area in cui ci troviamo risente dell’impronta indelebile impressa dall’animo poetico di Attilio Bertolucci (sono presenti diversi pannelli che riportano suoi componimenti); inoltre, proprio in questo luogo, venne girata una sequenza del film “La tragedia di un uomo ridicolo” del figlio e celebre regista parmense Bernardo Bertolucci. Continuando per la suggestiva mulattiera, si sale per poco costeggiando un grosso masso erratico a cui è “saldato” un altro essicatoio ancora – almeno esternamente – ben conservato. Dopo una discesa e l’attraversamento di un corso d’acqua, si transita a fianco di una graziosa casetta ristrutturata. Varcato mediante ponte in legno il Rio del Canalaccio, si raggiunge un bivio da cui si prende la traccia di sinistra. Dopo una breve fascia boscosa, si procede a fianco di villette, fino ad attraversare il ponte sul Torrente Bratica. Si continua, poi, per carraia in salita, fino ad immettersi nello stradello che a sinistra conduce al cimitero di Casarola. Noi andiamo a destra per stradina asfaltata ammirando un’interessante Maestà, incontrando poco dopo le prime case del paese, 996 m. Si attraversa il suggestivo borgo lungo Via della Chiesa, passando a fianco del vecchio lavatoio (sono presenti delle tabelle che riportano versi di Attilio Bertolucci). Nel momento in cui la suddetta via piega a destra e sale, la seguiamo transitando a fianco della chiesa di San Donnino. Raggiunta e attraversata la provinciale, si prosegue per Via Attilio Bertolucci assecondando i segnavia del Sentiero Agricoltura. Ammirando suggestivi angoli, si raggiunge l’ultimo edificio della parte alta del paese: si tratta della “Casa del Poeta”, abitazione dove Attilio con la moglie e i figli trascorreva i periodi di villeggiatura. Ritornati al punto di prima nella parte bassa del paese, si prosegue lungo Via del Chioso, transitando più avanti nei pressi di un’interessante casa colonica. Usciti definitivamente da Casarola, si continua per comoda carraia che regala stepende visuali sull’altro lato della valle caratterizzato dalla mole del Groppo Sovrano. Nel momento in cui si presenta un bivio (indicazione del Sentiero Agricolutura), andando a destra si raggiungono delle suggestive e antiche Maestà. Ripreso il percorso di prima, si scende e attraversa una valletta dominata da una fiumama detritica similare a quella che degrada dalla base delle pareti del menzionato Groppo Sovrano. Più avanti si nota più in alto a destra un essicatotio ristrutturato ed adibito a rifugio, mentre proseguendo per il percorso principale se ne incontrano altri all’interno di uno dei più interessanti castagneti dell’Appennino parmense. Al bivio che si presenta in seguito, andando a sinistra (indicazione per la fonte) si raggiunge un’area pic-nic nell’ambito di un’altra zona caratterizzata da notevoli esemplari di castagno. Ripreso il tracciato principale, si trascura innanzitutto a destra il Sentiero Agricoltura e, dopo aver varcato un rio (fontana appena oltre il guado), si transita a fianco di una casa. Si prosegue lungamente per la carraia senza possibilità di errore, fino ad effettuare un tornante destrorso in corrispondenza del quale si trova una Maestà. Al bivio che si presenta appena dopo, si deve prendere la carraia di sinistra, ma è consigliabile proseguire diritto al fine di visitare lo splendido borgo di Montebello797 m, arroccato su un poggio (notevole e antico bassorilievo all’ingresso del nucleo). Procedendo per la menzionata carraia, si raggiunge poco dopo un’abitazione che si costeggia, continuando poi all’interno del bosco. Effettuate alcune svolte, si raggiunge il greto del Torrente Baganza, il cui guado potrebbe risultare alquanto problematico o impraticabile in caso di acqua abbondante. Continuando successivamente per ampia traccia, si incontra subito un bivio da cui si prosegue a destra. Si procede nella prima parte in salita, affrontando anche un ripido strappo in cui si attraversa un’area interessata da una frana. Poi il tracciato diviene molto più comodo ed avanza in discesa e a saliscendi. Senza possibilità di errore, si raggiunge un primo suggestivo rio con cascatella che si guada. Dopo un secondo corso d’acqua, il tracciato volta a destra per poi piegare a sinistra e salire ripidamente. Al culmine della salita ci si trova all’ingresso del cimitero di Sivizzo, collocato in splendida posizione. Proseguendo per carraia si entra nel nucleo abitato, raggiungendo in breve la provinciale per Monchio.

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