Il Monte Orocco da Anzola

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Punto di partenza/arrivo: Anzola 770 m

Dislivello: 650 m ca.

Durata complessiva: 4,15/4,30 h

Tempi parziali: Anzola-Passo della Tabella-Monte Orocco (2,15 h) ; Monte Orocco-Maestà di Segarino (1,10 h) ; Maestà di Segarino-Tomba-Anzola (50 min.)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: febbraio 2020

Accesso stradale: Parma-Borgo Val di Taro-Bedonia. Dal centro di quest’ultima località, si imbocca a destra la SP 359R per Bardi, valicando dopo circa sei chilometri il Passo di Montevaccà. Raggiunta la località Ponteceno, si prende a sinistra la SP 81 che conduce in circa quattro chilometri ad Anzola, dove si parcheggia l’auto

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Descrizione dell’itinerario

Percorso di particolare interesse alla scoperta di luoghi poco conosciuti dell’alta Val Ceno. Nella prima sezione del tragitto, dopo aver raggiunto e oltrepassato la frazione di Chiesola, si segue una bellissima mulattiera che presenta, in alcuni punti, il selciato originario. Il tracciato in questione, che è solo in parte segnato dal CAI, conduce nella sterrata carrozzabile che da Spora sale al Passo della Tabella. Raggiunto il valico, assecondando il dorso della Costa del Cerro, si guadagna l’altamente panoramica sommità del Monte Orocco. Per la discesa si segue il tracciato CAI n° 829 in direzione di Segarino, compiendo tuttavia un giro un pò più lungo rispetto al percorso segnato nelle mappe. Una volta giunti in corrispondenza della Maestà di Segarino, situata a poca distanza dall’omonimo nucleo, una carraia non segnata ci guida al paese di Tomba. Dopo aver attraversato la bella frazione, una vecchia mulattiera ci conduce poco sopra il paese di Anzola, più esattamente nella stradina asfaltata che unisce quest’ultimo con Tomba.

Da Anzola si prende a sinistra la strada per Fornolo e Tomba attraversando il ponte sul torrente Ceno. Andando a destra al bivio che si presenta subito dopo e senza prendere la stradina che procedendo parallelamente al torrente porta a Spora, si imbocca un sentiero (indicazione del percorso CAI n° 823) che si stacca a destra della carreggiata nei pressi del cancello di una casa. Si avanza piuttosto ripidamente per traccia con selciato (potrebbe trattarsi del vecchio accesso a Chiesola) costeggiando inizialmente la recinzione della proprietà. Dopo una svolta a sinistra, il percorso diviene meno ripido ed avanza assecondando il crinale di un poggio boscoso. Poco più avanti si entra nella parte più vecchia e caratteristica del paese di Chiesola, attraversadola mediante stradello che svolta a sinistra. Sbucati nella strada di accesso al borgo, si procede diritto in direzione della chiesa, continuando poi per carraia che passa a fianco del cimitero. Dopo una ripida salita all’interno del bosco, si compie un tornante destrorso che precede una svolta a sinistra, trascurando, appena dopo quest’ultima, una traccia che si stacca nella stessa direzione. Si continua per il bel tracciato in lieve pendenza, transitando in seguito a fianco di una casa diroccata. Attraversate le radure con casa della località I Casoni, si continua per splendida mulattiera (in più tratti emerge il selciato originario ancora ottimamente conservato) all’interno di un interessante ambiente boschivo. Più avanti si attraversa un’area disboscata, trascurando, una volta rientrati nel bosco, una traccia a sinistra. Si avanza comodamente per lo storico percorso, ignorando, in corrispondenza di una recinzione con filo spinato, una traccia a sinistra che procede per un tratto parallelamente alla nostra. Dopo una svolta a sinistra, si incontra un bivio (indicazioni) dove si abbandona il percorso segnato (n° 823) a destra, continuando diritto/sinistra. Si avanza per magnifica mulattiera con selciato originario ottimamente conservato, transitando più avanti a fianco di un capanno in legno e di una specie di stalla. Proseguendo senza possibilità di errore per lo storico percorso, si attraversa in seguito la valletta formata da un rio, trascurando più avanti una traccia a sinistra. Dopo aver varcato un altro suggestivo rio, il tracciato svolta a sinistra restringendosi a sentiero. Si guadagna quota piuttosto ripidamente a fianco di radure arbustive, compiendo prima una svolta a sinistra, poi una seconda a destra (in corrispondenza di quest’ultima si trascura a sinistra una traccia). Sbucati in un tornante sinistrorso della strada che da Spora conduce al Passo della Tabella, si va a sinistra in direzione della seconda località. Il tracciato è piuttosto lungo ma allo stesso tempo suggestivo e rilassante. Prima di raggiungere il valico, la carrozzabile procede parallelamente alla Costa del Cerro – che percorreremo sul suo dorso – e offre, proprio in questo tratto, stupende visuali panoramiche. Approdati al Passo della Tabella, 1258 m, e imboccato a sinistra il sentiero n° 829, si avanza assecondando il crinale della Costa del Cerro, alternando tratti all’interno del bosco (notevoli esemplari di faggio) ad altri in cui si procede al sommo di panoramici pendii prativi, gli stessi “tagliati” poco prima con la carraia d’accesso al passo. Raggiunto il sommo di un’altura boscosa, si perde quota per un breve tratto uscendo dalla vegetazione, approdando in una selletta con carraia trasversale. Da qui non resta altro che risalire, assecondando un ben evidente tratturo, il pendio terminale – piuttosto ripido nell’ultima parte – guadagnando in questo modo la sommità del Monte Orocco, 1365 m. Dopo una meritata sosta al fine di gustare l’ampio panorama che ci circonda, si inizia la discesa assecodando la dorsale settentrionale della montagna. Scavalcato un poggetto molto panoramico, si scende fino ad immettersi in un sentiero (CAI n° 829) mediante il quale si penetra nel bosco. Si procede alternando tratti all’interno faggeta ad altri in cui si contorna il margine superiore di pendii prativi. Il tracciato guadagna successivamente quota aggirando a sinistra un’altura boscosa, ricongiungendosi con il filo del crinale in corrispondenza di uno splendido balcone panoramico. Dopo un altro tratto in lieve salita, si riprende a scendere approdando in una selletta erbosa, per poi risalire leggermente fino a raggiungere il punto culminante della Costa dell’Orocco. Il percorso segnato dovrebbe, in linea di massima, scendere lungo il dorso di quest’ultima, tuttavia la traccia più evidente continua a perdere quota nell’ambito di ampie radure, spostandosi in questo modo verso nord-ovest, mentre la Costa dell’Orocco si dilunga verso nord-est. Si prosegue, quindi, scendendo nell’ambito di queste radure, con un percorso dapprima evidente poi molto più labile, lasciandoci guidare da alcuni paletti in legno. Più in basso, una targhetta di latta con scritto “Segarino”, affissa sul tronco di un albero alla nostra destra, ci conferma di essere nel giusto percorso, o almeno in una variante di quello contrassegnato n° 829. Dopo un breve tratto in mezzo ad arbusti, si esce in altre panoramiche radure, per poi riprendere a scendere tra rado bosco. Al bivio che si incontra poco dopo (indicazione), trascurata una traccia a sinistra e un’altra molto più labile che prosegue diritto nell’ambito di radure arbustive, si svolta nettamente a destra in direzione di Segarino (indicazione). Il percorso che ci accingiamo a seguire per raggiungere questa località – in realtà siamo diretti alla Maestà di Segarino situata poco prima del nucleo in questione – è molto evidente, perciò non abbisogna di dettagliate precisazioni. Si avanza per carraia che taglia i pendii del versante settentrionale della Costa dell’Orocco, alternando tratti all’interno del bosco ad aree disboscate (nell’ambito della prima, si trascura a destra una traccia in salita). Nel momento in cui ci si congiunge con il crinale della menzionata costa, si ignora a sinistra un percorso e si prosegue costeggiando radure arbustive. Giunti nei pressi di una cappella, situata su un poggetto alla nostra sinistra, si trascura una traccia che si stacca proprio in questa direzione (si tratta di un percorso, teoricamente segnato dal CAI, proveniente da Fornolo). Ignorata poco dopo una traccia a destra, si continua per carraia che procede contornando un prato recintato con vecchi carretti. Avanzando ulteriormente per l’ampia traccia affiancata da panoramici prati, ci si immette infine nella strada d’accesso a Segarino che si segue a destra verso la menzionata località. Ma, una volta giunti in corrispondenza della Maestà di Segarino, si prende a sinistra una carraia che procede inizialmente in lieve salita sulla destra di un poggio. Raggiunto un bivio in corrispondenza di una radura, si prende la traccia di sinistra che appena dopo piega a destra. Si perde quota lungo la sponda destra orografica della valletta formata da un corso d’acqua, tagliando pendii prativi con muretti a secco. Al primo bivio si tiene la sinistra, mentre al secondo si prosegue diritto/destra. Si continua a perdere quota per il percorso principale affiancato a destra da lacerti di vecchi muretti a secco (si tratta di un’area un tempo coltivata e ora in stato di totale abbandono). Giunti a poca distanza dal rio che forma la valletta in cui ci troviamo, si procede per un tratto parallelamente ad esso, raggiungendo una fontana. Dopo aver varcato il corso d’acqua, si sale per poco fino ad entrare nella frazione di Tomba, 891 m, passando inizialmente a fianco della suggestiva chiesetta. Si attraversa interamente il nucleo abitato, ignorando a sinistra la strada d’accesso e passando a fianco di una bella fontana. Lasciatosi alle spalle le ultime case, si prosegue per mulattiera che, piegando a destra, costeggia ampie radure. Appena dopo una netta svolta a sinistra, si presenta un bivio da cui si vira a destra per il percorso principale, trascurando la traccia che prosegue diritto e che conduce, costeggiando margine sinistro di un prato, ad un capanno. Si perde quota per ampia mulattiera dissestata che, compiedo tre tornanti, conduce nel fondo della suggestiva valletta formata da un rio. Guadato quest’ultimo, si prosegue per ampia traccia in salita avanzando parallelamente al corso d’acqua appena varcato (vecchi muretti a secco testimoniano la storicità e l’importanza del percorso che stiamo seguendo). La mulattiera, che si restringe poi a sentiero, procede successivamente nell’ambito di un’area di bosco rado, sottopassando una linea elettrica. Appena dopo quest’ultima, si svolta a sinistra assecondandone il tracciato per un tratto, per poi sottopassarla una seconda volta. Si prosegue per ampia mulattiera senza possibilità di errore, trascurando, in corrispondenza di un’area disboscata, una traccia a sinistra. Continuando nella stessa direzione di prima, con un percorso molto suggestivo si mette piede, dopo aver costeggiato la base di ripidi pendii e essere saliti per un breve tratto, nella strada che conduce a Tomba. Seguendo l’asfalto in discesa, si ritorna al primo bivio incontrato all’andata appena prima (o dopo nel senso di salita) del ponte sul Torrente Ceno.

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