Il Monte Cassio da Calestano

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Punto di partenza/arrivo: Calestano, 402 m

Dislivello: 870 m ca.

Durata complessiva: 6 h

Tempi parziali: Calestano-Puilio di Casola (1,45 h) ; Puilio di Casola-Monte Cassio (1,30 h) ; Monte Cassio-Castello di Casola (1,15 h) ; Castello di Casola-Calestano (1,30 h)

Difficoltà: E/E+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: dicembre 2019

Accesso stradale: Parma-Felino-Marzolara-Calestano

map(1)www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Suggestivo e insolito percorso che è l’insieme di due anelli che possono anche essere svolti singolarmente. La prima parte consiste nella faticosa risalita del ripido fianco orientale del Monte Croce, seguendo una mulattiera in più tratti alquanto dissestata. Raggiunta la dorsale sud/est della montagna, si prende un sentiero poco frequentato ma abbastanza evidente (eccetto qualche singolo passaggio) che taglia, in ambiente spettacolare e molto selvaggio, i ripidi pendii del versante meridionale del Monte Croce. Messo piede sul crinale Baganza/Sporzana e sulla SS 62, si imbocca una carrozzabile sterrata che conduce a Cazzola. Prima di quest’ultima località, si inizia, mediante carraia e sentiero, la risalita del versante settentrionale del Monte Cassio. La discesa avviene poi in ambito Baganza, seguendo nella prima parte un’ampia carraia, poi, raggiunta e abbandonata quasi subito la SS 62, percorrendo un tratto di Via Francigena. L’itinerario continua attraversando i borghi di Villa di Casola e Castello di Casola, fino a ritornare al valico della Crocetta sul crinale Baganza/Sporzana. Da qui si rientra a Calestano percorrendo una carraia che procede nel versante Sporzana del Monte Croce, permettendo, in questo modo, una conoscenza abbastanza approfondita di entrambi i versanti della montagna. L’itinerario, eccetto il tratto di Via Francigena, si svolge su carraie, mulattiere e sentieri privi di segnaletica CAI.

Da Calestano ci si incammina lungo la provinciale per Fornovo attraversando il ponte sul Torrente Baganza. Proprio al termine di quest’ultimo si prende a sinistra uno stradello (indicazione per Montale) che si segue trascurando a destra due viottoli. Giunti in corrispondenza di un cancello, si prende a sinistra una carraia che avanza in piano parallela al corso del torrente. Si procede avendo alla nostra destra interessanti dirupi del flysch del Monte Cassio, incontrando, nei pressi della terminazione dell’area dirupata, un bivio. Qui si abbandona la carrareccia, che continua a progredire al livello del torrente, prendendo a destra un’ampia traccia. Appena dopo si abbandona anche quest’ultima imboccando a destra un’altra carraia in salita chiusa inizialmente da una sbarra. Si avanza all’interno di una valletta ai piedi della terminazione sud-occidentale dei dirupi del flysch, raggiungendo in breve un capanno alla cui sinistra è situata una casa. Si prosegue per sentiero che procede all’interno del bosco, contornando il margine destro dei prati dell’appena lasciata località Magazzola. Avanzando in leggera/moderata pendenza ed effettuando una curva a sinistra, si raggiunge un bivio nei pressi di un rimboschimento a conifere. Trascurata la traccia di destra che prosegue parallela al corso d’acqua che forma la valletta in cui ci troviamo, si prende il tracciato di sinistra che avanza in salita. Dopo la prima svolta a destra si guadagna ripidamente quota per traccia molto dissestata. Effettuate altre due svolte, il percorso prende le sembianze di un fosso che si risale ripidamente e scomodamente. Dopo questo faticoso strappo si prosegue in minore pendenza fino a giungere in corrispondenza del limite di un rimboschimento a conifere. Qui il percorso svolta nettamente a sinistra e progredisce costeggiando quest’ultimo, effettuando poi una netta curva a sinistra. Si procede per ottimo sentiero all’interno di un bell’ambiente boschivo svoltando poco dopo a destra. Dopo un tratto in falsopiano, il tracciato si impenna nuovamente virando prima a sinistra e poi a destra. Si procede all’interno di un bosco misto a roverelle con qualche conifera di reimpianto, affrontando poco dopo un altro ripido strappo. Si continua poi più comodamente, trascurando, nel momento in cui il tracciato svolta a destra, un labile sentiero a sinistra. Dopo un tratto in piano, si deve affrontare una ben ripida salita che presenta caratteristiche similari a quella superata più in basso: si tratta infatti di assecondare un franoso solco (è ciò che rimane del vecchio tracciato ormai totalmente eroso dall’acqua) che rende la progressione disagevole e faticosa. Il percorso prosegue poi in moderata pendenza presentandosi per fortuna meno dissestato e più piacevole. Dopo un’ulteriore salita in cui il sentiero torna ad essere incanalato, si avanza più comodamente fino ad immettersi in un’ampia traccia. La si segue a sinistra compiendo subito una decisa curva a destra, guadagnando quota in sostenuta salita. Una netta svolta a sinistra determina un brusco cambio di direzione: il tracciato, infatti, procede verso sud all’interno di un interessante ambiente boschivo. Doppiata una costa boscosa, il percorso tende ad appianarsi procedendo in direzione di un’altra evidente costa. Valicata quest’ultima (splendide visuali sulla Val Baganza e il suo circondario di montagne), si avanza verso nord-ovest tenendo a destra il dorso della costa (si tratta della dorsale sud-est del Monte Croce). Si guadagna quota per il bel sentiero recuperando poco più in alto il filo del boscoso crinale. Ora attenzione: effettuata una svolta a sinistra e prima di un’altra curva a destra, si stacca a sinistra un poco evidente sentiero (sul tronco di un albero si notano due bolli gialli sbiaditi). Si procede nel primo tratto in lieve discesa per poi svoltare a sinistra e perdere quota con maggiore decisione. Poco dopo la traccia curva a destra e conduce in un avvallamento dove sembra perdersi. Lasciandosi guidare anche dai bolli gialli, si attraversa la valletta avanzando successivamente in lieve salita e in piano a mezza costa per sentiero labile. Raggiunto il dorso di una prima costa, la traccia si perde: si deve scendere a sinistra per pochi metri, scorgendo a destra (faccia a valle) la continuazione del percorso (due bolli gialli molto sbiaditi sul tronco di un albero a sinistra). Poco dopo si esce dal bosco in corrispondenza di un pendio marnoso che si attraversa per sentiero abbastanza scosceso, ammirando stupende visuali. Si continua poi per traccia tutto sommato evidente che progredisce in lieve discesa e in piano. Attraversato un solco e raggiunto il dorso di una seconda costa, si segue quest’ultimo a sinistra in discesa per pochi metri, prestando attenzione a svoltare quasi subito a destra. Si continua per il solitario sentiero all’interno di un bell’ambiente boschivo, avanzando perlopiù in piano/lieve discesa. Il percorso esce successivamente dalla vegetazione in corrispondenza di una costa da cui è possibile ammirare un notevole panorama sul fondo della Val Baganza. Si prosegue poi in piano alla base di interessanti placche rocciose e rientrati nel bosco si avanza per un tratto in salita. Doppiata un’altra splendida costa, si continua ad avanzare in piano/lieve discesa al sommo di spettacolari placche. Segue l’attraversamento dell’ennesima costa che si presenta come un’affilata crestina rocciosa, mentre sopra di noi si nota la sommità del Monte Croce nel cui versante meridionale ci troviamo. Rientrati nel bosco, si deve svoltare nettamente a sinistra perdendo quota per un breve tratto, virando poi a destra. Dopo un’apertura panoramica si valica un’ulteriore costa, scendendo oltre quest’ultima all’interno di un avvallamento. Appena dopo l’attraversamento del canale, si trascura a sinistra una labile traccia e si prosegue per il sentiero principale che procede in salita. Poco più avanti si confluisce nel tracciato proveniente da Puilio di Casola e diretto alla Costa di Seda, che si segue a sinistra verso la prima località. Si avanza comodamente in piano/lieve salita doppiando un paio di notevoli coste similari alle tante valicate nella sezione precedente. Dopo la seconda più marcata costa, il tracciato perde quota costeggiando inizialmente suggestive placche rocciose. Si riprende poi a procedere in piano/lieve salita, notando anche un vecchio segnavia del CAI (si tratta perciò di un percorso un tempo segnato, poi caduto, come tanti altri tracciati in Val Baganza, in totale disuso). Messo piede in un’ampia traccia, la si segue a destra progredendo in lieve salita. Si attraversano successivamente un paio di vallette, costeggiando, oltre la seconda, interessanti e friabili dirupi. Dopo aver valicato altre due coste (la prima sembrerebbe percorsa da un sentiero) ed essere passati a fianco di campi coltivati, si entra nella frazione di Puilio di Casola, 740 m. Giunti in corrispondenza di una fontana, si può salire per stradello a destra fino ad immettersi nella stradina che unisce Lughero a Puilio, oppure continuare diritto e attraversare tutto il suggestivo borgo, congiungendosi in questo modo con la strada di collegamento poco più avanti. Si segue quest’ultima a sinistra in salita, approdando dopo alcuni minuti sul filo del panoramicissimo crinale Baganza/Sporzana in località Crocetta, 794 m. Si prosegue diritto (cippi con formelle della Via Francigena) immettendosi poco più avanti nella strada di accesso a Calstello di Casola, località che visiteremo nel percorso di rientro. Continuando sempre per stradina asfaltata si giunge in località Case Storti in corrispondenza della quale ci si inserisce nella SS 62 della Cisa. La si segue a sinistra per poco, abbandonandola per carraia a destra (indicazione per Cazzola). Si segue lungamente senza possibilità di errore questo tracciato, inizialmente in piano, poi in lieve discesa. Più avanti si attraversa la valletta formata dal Rio Vizzana, affluente del Taro, ammirando spettacolari dirupi. Si prosegue successivamente in lieve salita, iniziando ad aggirare una costa boscosa. La carraia, che è delimitata a destra da una barriera di cemento, offre in questo tratto notevoli visuali sul sottostante paese di Corniana con le sue incredibili conformazioni ofiolitiche. In corrispondenza della terminazione della menzionata barriera e di una netta svolta a sinistra del tracciato, si imbocca a sinistra una carraia. Si procede inizialmente paralleli alla carrareccia appena abbandonata, piegando poi a destra. Al primo bivio si prosegue a sinistra e si sale, anche piuttosto ripidamente, costeggiando ampie radure. Appena prima di un poggio boscoso, si prende il percorso di destra che si segue trascurando tracce laterali. Giunti a poca distanza dalle ampie radure costeggiate in precedenza, si effettua un tornante sinistrorso che precede uno destrorso. Dopo questa ripida salita si approda in un campo (la parte superiore delle stesse radure di prima) dove la traccia sembra perdersi, ma spostandosi a sinistra ci si inserisce in una carraia che si segue a destra. Costeggiando campi e radure si avanza per ampia traccia che poco dopo si restringe a sentiero (purtroppo percorso da moto da cross). La traccia si sposta progressivamente verso sud-est e procede in direzione di una costa boscosa. Raggiunta quest’ultima il percorso svolta a destra ed avanza in lieve salita presentandosi molto fangoso. Poco più avanti, in corrispondenza di una specie d’avvallamento boscoso, il sentiero sembra perdersi poiché ostruito da rami. Assecondando le tracce lasciate dalla moto si aggira a sinistra questo ostacolo, rimettendo piede nel percorso principale. Dopo un paio di svolte si varca un rio oltre il quale si sale in direzione della soprastante costa. Poco più avanti, giunti nei pressi di alcune radure, ci si inserisce in un altro percorso che si segue a destra (cartello della ciclopista dei Salti del Diavolo). Si avanza per questa traccia evidente e dopo aver attraversato una valletta si raggiunge un bivio. Qui si abbandona la ciclopista prendendo a sinistra un altro sentiero che procede inizialmente all’interno di una valletta. Si prosegue lungamente per questo percorso non segnato che più avanti inizia a salire in modo piuttosto sostenuto. Senza possibilità di errore ci si immette nella carrareccia d’accesso alla sommità del Monte Cassio che si segue a destra in direzione dei vicini ripetitori. In corrispondenza di questi ultimi il tracciato svolta a sinistra conducendo nelle radure sommitali della montagna, 1023 m. Dopo una meritata sosta, ci si sposta nel margine sinistro della radura delimitata a sud dal margine superiore della pineta che caratterizza il versante Baganza della montagna, immettendosi in un’ampia traccia. Confluiti poco dopo in una carraia, la si segue a destra perdendo quota per radure con arbusti. Il percorso si inserisce poi nella carrareccia d’acceso alla sommità della montagna in prossimità di un bivio e del margine della pineta del Monte Cassio. Noi andiamo a destra, avanzando per un buon tratto in direzione ovest con andamento perlopiù pianeggiante. Giunti in corrispondenza di un tornante sinistrorso del percorso, si stacca a destra un’ampia traccia che si trascura. Si continua a perdere quota compiendo una serie di svolte e tornanti, ignorando, in corrispondenza di una netta curva a sinistra, una traccia a destra. Poco più in basso si mette piede nella SS 62 (area pic-nic con mappa della Via Francigena) che si segue a sinistra solo per un breve tratto. Infatti, nel momento in cui la strada effettua una curva a sinistra, si imbocca a destra un sentiero che corrisponde al percorso della Via Francigena. Dopo un tratto in piano, si procede in discesa e nei pressi di una radura si prende la traccia di destra. Costeggiata interamente quest’ultima, si prosegue per il bel tracciato della Via Francigena purtroppo in alcuni punti rovinato dal passaggio di moto da cross. Appena prima di un rio, si trascura a destra una variante della Francigena: quest’ultima, procedendo in direzione di Cassio, si ricongiunge in seguito con il percorso tradizionale prima della menzionata località e dopo aver valicato la dorsale dei dirupi di Malacosta. Si continua comodamente per il tracciato principale, sempre all’interno della pineta del Monte Cassio, attraversando due solchi. Appena dopo il secondo il sentiero è delimitato a destra dalla recinzione di una proprietà che ci accompagnerà per un buon tratto. Effettuata una ripida discesa, si giunge in corrispondenza dell’ingresso della suddetta proprietà, mentre a sinistra si innesta lo stradello d’accesso a quest’ultima. Si prosegue diritto per il percorso della Francigena, varcando più avanti un rio appena prima del quale ha termine la recinzione che ci ha accompagnato fino a questo punto. Il tracciato poi si amplia notevolmente e procede in piano e in discesa all’interno di un rado bosco, attraversando una valletta. Si prosegue alternando tratti pianeggianti a ripide discese, ammirando in seguito, alla nostra sinistra, interessanti esemplari di vecchi muretti a secco. Seguendo il percorso della Francigena si raggiungono infine le prime case della frazione Villa di Casola, 655 m, in corrispondenza delle quali si svolta nettamente a destra. Si perde quota per vecchia mulattiera costeggiando una proprietà, inserendosi poco più in basso in uno stradello asfaltato. Al sottostante incrocio si tira diritto (a destra è possibile raggiungere una bella fontana con lavatoio), iniziando così l’attraversamento della parte più antica del borgo. In corrispondenza delle ultime suggestive case in sasso, si presenta un bivio dove si prosegue a sinistra, costeggiando inizialmente il muro di una vecchia abitazione. Dopo un recinto con cani vocianti, usciti definitivamente dal nucleo abitato, si prosegue per il tracciato della Via Francigena in direzione di Castello di Casola. Si varca un ruscello oltre il quale inizia una faticosa salita, ma dopo il primo ripido strappo si prende un più comodo sentiero a destra. Mediante tornante sinistrorso al termine del quale si trascura a destra una traccia, ci si ricongiunge con il percorso abbandonato poco più in basso. Al bivio successivo si svolta a destra, avanzando per bellissima mulattiera – in un tratto selciata – che mediante curva a sinistra aggira una costa. Si transita poi a fianco di una casupola in sasso e si continua a progredire per lo storico percorso avendo ai lati campi e radure. Giunti ad un incrocio, si prosegue diritto e dopo un’ultima salita si entra nel borgo di Castello di Casola, 755 (i resti dell’antico maniero – edificato in epoca medievale – si trovano al sommo del poggio in cui è arroccato lo splendido borgo). Dopo una consigliabile visita al nucleo, una volta ritornati al punto in cui siamo sbucati con la Via Francigena, si prende a destra uno stradello, trascurando in questo modo la strada d’accesso al borgo. Si prosegue poi per carraia che si restringe a sentiero, avanzando in piano e ammirando notevoli visuali. Al primo bivio che si incontra si tiene la sinistra, progredendo in lieve/moderata pendenza con un piccolo saliscendi. Continuando per il percorso principale, si avanza ancora per un tratto in lieve salita a fianco di bellissimi prati per poi guadagnare quota più ripidamente. Appena dopo essere transitati a fianco di una casa, si approda nuovamente al valico della Crocetta, 794 m. Si segue la strada asfaltata a destra e al primo bivio si prende a sinistra una carraia che corrisponde al percorso della Via Francigena. Al bivio che si presenta quasi subito (tabella con cartina e tavoli con panche), si va a destra, uscendo in questo modo dallo storico tracciato che scende verso Terenzo e Bardone. Si avanza per carraia in lieve salita all’interno di un rimboschimento a conifere, uscendone poco dopo in corrispondenza di una linea elettrica. Si procede poi tra radure arbustive ammirando continue e stupende visuali sulla bassa Val Sporzana e la pianura (nelle giornate di cielo terso sono visibili le cime dell’arco alpino). Avanzando in lieve salita tra rado bosco e trascurando tracce laterali, si contorna in seguito il limite inferiore di belle radure delimitate nella parte superiore dal rimboschimento a conifere che ammanta la dorsale del Monte Croce. Si prosegue per comoda carraia, ignorando a sinistra un percorso in discesa e appena dopo un’ampia traccia che staccandosi a destra sale verso il crinale del Monte Croce. Il tracciato poi si restringe e una volta inoltratosi nel bosco diviene piuttosto fangoso a causa del passaggio di moto da cross. Si continua lungamente per questo percorso senza possibilità di errore con andamento in lieve salita, aggirando in più punti pozzanghere e singole sezioni alquanto fangose. Dopo aver valicato una costa, si presenta un bivio dove si prosegue a sinistra, trascurando a destra un tracciato che conduce alla dorsale sud/est del Monte Croce. Si avanza per ampia traccia dovendo fare i conti, anche in questo caso, con diverse sezioni fangose ed ampie pozzanghere da aggirare scomodamente ai lati. Successivamente il percorso principale perde quota e virando a sinistra conduce a delle radure arbustive. Piegando poi a destra si esce al sommo di bellissimi prati che offrono ampie visuali panoramiche. Dopo una discesa all’interno del bosco, altre radure che si attraversano e un ulteriore tratto in discesa in cui si effettua una netta svolta a sinistra, si approda in un altipiano prativo (Le Piane, 749 m) di impareggiabile bellezza. Dopo una meritata sosta in questo luogo veramente idilliaco, si penetra nel rimboschimento a conifere che lo delimita a nord, compiendo subito una curva a sinistra. Si procede nel primo tratto in lieve discesa per ampia carraia che, spostandosi in seguito verso destra, inizia a perdere quota molto ripidamente. Più in basso, ad un bivio, si ignora una traccia che si stacca a destra e proseguendo per il percorso principale si effettuano un paio di tornanti. Approdati in belle radure che offrono interessanti visuali sul Monte Prinzera, si lambisce la provinciale della Val Sporzana. Anziché seguire quest’ultima, prendiamo a destra una carraia che avanza tra bellissime radure con andamento verso sud. Dopo aver costeggiato il limite del bosco e assecondato per un tratto una linea elettrica, si effettua una svolta a sinistra che precede un paio di tornanti. Ripresa la direzione nord, si avanza comodamente per carraia che offre continue e bellissime visuali sulla Val Baganza con il suo circondario di montagne. Giunti nei pressi di una presa dell’acquedotto, ci si immette in una stradina asfaltata che si segue a destra costeggiando un corso d’acqua che delimita la carreggiata a sinistra. Dopo essere passati a fianco di alcune case, si mette piede nella provinciale Calestano-Fornovo che si segue a destra in direzione della prima località. Poco dopo si abbandona la trafficata strada prendendo a sinistra uno stradello che procede a fianco delle villette della località S. Remigio. Dopo una netta curva a destra e una discesa, ci si inserisce nuovamente nella provinciale che si segue solo per un breve tratto. Infatti, al primo bivio si prende a sinistra una strada, imboccando subito a destra uno stradello che avanza costeggiando un campo da calcio. Dopo una breve salita in cui si effettua una svolta a sinistra, si ritorna sulla provinciale proprio in corrispondenza dell’inizio (o fine provenendo da Calestano) del ponte sul Torrente Baganza.

 

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