Il Groppo della Rocca e il Monte Dosso: anello da Varsi

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Punto di partenza/arrivo: Varsi 426 m

Dislivello: 1000 m ca.

Durata complessiva: 6,15/6,30 h

Tempi parziali: Varsi-Groppo della Rocca (1,25 h) ; Groppo della Rocca-Monte Dosso (1,30 h) ; Monte Dosso-Contile (1,40 h) ; Contile-Varsi (1,45 h)

Difficoltà: EE l’ascesa e discesa del Groppo della Rocca ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: settembre 2019

Accesso stradale: Parma-Fornovo-Varsi

mapwww.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Lunga e completa escursione implicante il raggiungimento della sommità del caratteristico Groppo della Rocca mediante un sentiero che, con un giro a semicerchio, sfrutta i punti più deboli dell’impervia ofiolite. La salita da Rocca di Varsi alla cima del Monte Dosso avviene per ampie carraie che, seppur con segnaletica scarsa, non pongono problemi di identificazione del giusto tracciato. Per la discesa si percorre interamente la dorsale orientale del Dosso fino a giungere a poca distanza dal borgo di Contile che visiteremo con breve deviazione. Si ritorna infine a Varsi seguendo il percorso n° 814 che nella prima parte si svolge all’interno di un fitto bosco e presenta una singola sezione in cui risulta poco evidente. Raggiunta infine la stradina che collega tra loro le diverse frazioni di Varsi, la si percorre comodamente verso quest’ultima località.

Dal centro di Varsi si segue per un breve tratto la provinciale in direzione di Bardi fino ad imboccare sulla sinistra Via della Pieve. Si percorre quest’ultima e, nel momento in cui curva a destra, si continua per ampia traccia sottopassando inizialmente un ponte stradale. Si avanza in salita per mulattiera passando a fianco delle ultime case del paese, notando a terra ciò che rimane del selciato originario. Si prosegue per il bel tracciato penetrando appena dopo nel bosco, sbucando infine nella SP 42 in corrispondenza di una casa. Si segue questa strada a destra per un buon tratto, raggiungendo in seguito una panoramica costa dove a destra si stacca lo stradello d’accesso a Cà Enrichino. Effettuata una netta svolta a sinistra si abbandona l’asfalto imboccando a destra una mulattiera (Sinter di Brigant). Si procede inizialmente in discesa e, dopo essere transitati a fianco di una baracca, si varca un ruscello. Oltre quest’ultimo si incontra un crocicchio dove si tira diritto (freccia di legno), scendendo brevemente per poi risalire ripidamente. Si continua per l’ampia traccia con andamento in piano/lieve discesa raggiungendo più avanti un bivio dove si prosegue diritto/destra per sentiero. Si avanza avendo a sinistra muretti a secco e a destra il margine superiore di un campo che offre interessanti visuali. Si prosegue comodamente per il bel tracciato all’interno di un bellissimo ambiente boschivo, oltrepassando più avanti il Rio Vadsel. Il sentiero risulta successivamente molto rovinato dal passaggio di moto da cross, presentandosi per un tratto dissestato e fangoso. Si prosegue per il percorso principale, prima in salita poi in piano, incontrando, in corrispondenza di una radura, un bivio dal quale si prende la carraia di sinistra. Dopo una ripida salita si rimette piede nella provinciale per la Val Mozzola che si segue a destra, raggiungendo in breve la frazione di Cà del Frer. In corriposndenza di una cappella si prende a destra una stradina avanzando il lieve discesa e in piano, ammirando notevoli visuali sull’ofiolitico Groppo della Rocca (alla cui sommità siamo diretti) e sulla Val Ceno. Giunti alle pendici del versante nord-occidentale del groppo, tra la fitta boscaglia si scorge un sentiero (n° 814C) il cui imbocco è contrassegnato da un freccia segnaletica. Seguendo questo percorso si effettua subito una netta curva a sinistra avanzando poi per carraia inerbita. Dopo una svolta a destra e una salita si giunge nei pressi di un roccione con anfratto (Tana della Volpe) da cui si piega a sinistra. Si prosegue per magnifica e vecchia mulattiera, delimitata da lacerti di muretti a secco, in un contesto ambientale di grande pregio. Avanzando il lieve salita e in piano si trascurano tracce secondarie, costeggiando poco più avanti il limite inferiore di un pendio prativo (possibile scorciatoia). Si continua per lo spettacolare tracciato ammirando, dopo una curva a destra, altri notevoli resti di antichi muretti a secco, costeggiando poi la base di altri prati. Dopo un’ultima salita si rimette piede nella provinciale a poca distanza dalla frazione di Rocca, dominata dalla caratteristica ofiolite. In corrispondenza delle prime case del paese, nel momento in cui la strada curva a sinistra, si nota a destra uno spiazzo prativo con palo elettrico a sinistra. Qui si imbocca una tracciolina che, inoltrandosi subito nella fitta boscaglia, sale costeggiando una recinzione con capanno. Trascurata una traccia che si stacca a destra in corrispondenza della terminazione dell’area recintata, si inizia a guadagnare quota mediante alcuni tornanti. Poco più in alto si raggiunge un masso con la scritta “difficile”, scorgendo anche degli sbiaditi cerchi bianchi che ci guideranno fino in cima all’ofiolite. Dal masso con scritta si presentano due possibilità di percorso che si riuniranno poco più in alto: in questa sede si descrive la prima in salita e la seconda in discesa. Si prosegue quindi a sinistra aggirando uno spigolo, portandosi in questo modo nel versante meridionale del groppo ofiolitico. Orientandosi con i poco visibili segnavia si attraversano alcune rocce avanzando più o meno a mezza costa, ma ad un certo punto occorre piegare nettamente a destra e risalire una specie di rampetta (percorso molto poco evidente). Raggiunto uno sbiadito cerchio bianco con freccia si deve procede in traverso a sinistra e non salire verso destra come verebbe spontaneo seguendo la direzione indicata dalla freccia. Ci si dirige verso alcuni spuntoni oltre i quali si attraversa un canale, ammirando sopra di noi verticali quinte rocciose. Successivamente si asseconda una cergetta parallela ad un ripiano roccioso e, giunti sotto un spigolo, si risale a destra una placchetta fino ad arrivare alla base di quest’ultimo. Lo si doppia e si prosegue per cengia/rampa nel versante occidentale del groppo, continuando poi per ripida traccia. Con spostamento verso destra si arriva alla base di pareti rocciose dove si nota un bollo bianco con freccia. Da qui si avanza per ripido sentierino che, piegando successivamente a destra, conduce alla forcella tra la cima principale a sinistra e uno spuntone con croce a destra. Andiamo quindi a sinistra aggirando inizialmente un risalto, guadagnando appena dopo la sommità del Groppo della Rocca, 708 m, dove si trovano i resti murari di una fortificazione. Dalla cima ritorniamo sui nostri passi, ma, una volta raggiunto il cerchio bianco con freccia, non si segue a ritroso il percorso fatto in salita, peraltro molto poco evidente, si continua invece a sinistra per marcata cengia/rampa. Poi si segue una traccia che, dopo un tornante destrorso, riporta al masso con la scritta “difficile”. Ritornati a Rocca di Varsi, si prosegue lungo la provinciale fino a giungere nei pressi della chiesa, imboccando, in corrispondenza di quest’ultima, una stradina a sinistra (indicazioni per Corlina e segnavia del CAI). Si sale quindi per questa strada raggiungendo, dopo aver trascurato uno stradello cementato che si stacca a destra, un bivio. Da qui si prende a destra un’altra strada avanzando in sostenuta salita, ammirando ampie visuali panoramiche. Si guadagna quota in direzione di una casa isolata (località La Piastra), proseguendo diritto/sinistra ai due bivi che si incontrano. Giunti in corrispondenza dell’ingresso della casa, si continua per carraia che curva subito a destra. Poco più avanti ci si immette nel percorso n° 814a che si segue a destra costeggiando inizialmente un bel campo situato alla nostra destra. Ai due bivi che si incotrano successivamente, situati a poca distanza l’uno dall’altro, si trascurano a destra due tracce, di cui la seconda potrebbe costituire una scorciatoia al percorso segnato. Si asseconda invece quest’ultimo progredendo per carrareccia che sale in modo piuttosto sostenuto. In corrispondenza di una curva a destra si trascura a sinistra un’ampia traccia e si continua per percorso principale che si presenta sempre abbastanza ripido. Progredendo lungamente per la carraia si raggiunge molto più in alto il dorso di una costa che si asseconda contornando il margine superiore di una vasta area disboscata. Si prosegue lungo questa direttrice incontrando un bivio che costituisce il punto di congiunzione nel nostro tracciato della suddetta scorciatoia. Senza possibilità di errore si raggiunge la dorsale del Monte Pelato dove, dal crocicchio che si incontra, si prende la carraia che sale a sinistra (ometto). Si avanza per ampio crinale boscoso procedendo inizialmente in moderata pendenza e, dopo un tratto in falsopiano, si riprende a salire ripidamente. Poi, approdati in un’area di rado bosco con felci, si incontra un crocicchio dal quale si prosegue a sinistra. Si procede per ampia carraia nel bosco che sale in moderata pendenza svoltando poi a destra. Raggiunto un bivio si continua a destra per il percorso principale, mentre al bivio successivo, situato a poca distanza dalla sommità della montagna, si prende invece a sinistra, abbandonando temporaneamente la carraia. Dopo una svolta a destra si esce nelle radure sommitali e, avanzando inizialmente nei pressi del limite del bosco, si raggiunge infine la cima del Monte Dosso, 1244 m, caratterizzata da una chiesetta. Dopo una meritata sosta si prende un’ampia traccia che si immette subito nella carraia precedentemente abbandonata per la raggiungere la cima della montagna. Si segue il tracciato a sinistra contornando il margine superiore di un’area disboscata, effettuando prima una curva a sinistra poi un’altra a destra. Proprio qui si diparte un sentiero che asseconda il filo della dorsale della montagna offrendo, dopo la parte iniziale all’interno del bosco, ampie visuali panoramiche. Purtroppo il suddetto sentiero, una volta rientrati nel bosco, tende a perdersi, perciò, nonstante accorci non di poco la discesa, non lo imbocchiamo. Si prosegue quindi per la carraia che perde quota alla base di pendii ghioioso/cespugliosi piegando poi a destra. Si svolta successivamente a sinistra (in corrispondenza della curva si stacca un sentiero che conduce ad una fonte) e, giunti ad un bivio, si continua a sinistra. Il tracciato piega poi verso nord in direzione del crinale del Dosso, attraversando più avanti un’area di bosco rado con folta vegetazione. Si effettua appena dopo una svolta a sinistra aggirando una costa, proseguendo poi in lieve salita. Al bivio che si incontra successivamente si prende la traccia di destra (freccia di legno con segnavia bianco-rosso) e, in corrispondenza di un’area di rado bosco, si compie una netta curva a destra che determina un brusco cambio di direzione. Si perde quota verso sud svoltando poi nettamente a sinistra, trascurando, in corrispondenza della curva, una traccia che si stacca a destra. Si continua per la carraia principale ma, nel momento in cui effettua una svolta a destra, la si abbandona per traccia a sinistra. Si prosegue per mulattiera (si tratta di una scorciatoia) ricongiungendosi, in corrispondenza di panoramici prati, con il percorso di prima. Seguendo quest’ultimo si raggiunge poco dopo Casa del Dosso, 1005 m, oltre la quale si prosegue per comoda carraia che scende in direzione nord-est. Dopo una curva a destra si esce dal bosco e si avanza contornando il margine sinistro di una magnifica radura, notando alla nostra sinistra interessanti muretti a secco. Si prosegue lungamente per il percorso di crinale in bellissimo ambiente boschivo, fino ad approdare al Passo Bandiera, 940 m, importante crocevia di carraie. Dal valico continuiamo per l’ampia traccia che asseconda la dorsale Ceno/Pessola avanzando nel primo tratto in piano/falsopiano. Ignorata una traccia che si innesta nel nostro percorso da destra, si incomincia a scendere compiendo un paio di tornanti. Messo piede in un’altra carraia trasversale la si segue a sinistra uscendo presto dal bosco. Immessosi successivamente in un’ampia traccia la si dovrebbe seguire a destra in discesa, mentre noi, al fine di guadagnare la dorsale sommitale del Monte Lei, l’assecondiamo a sinistra in salita. Raggiunto in breve il crinale della montagna, spostandosi a destra è possibile ammirare, al sommo di verticali dirupi, ampie visuali sulla sottostante Val Ceno. Ripresa la carraia di prima si scende per essa tra radure arbustive, andando a sinistra al bivio che si presenta. Si continua a procedere per belle radure che offrono notevoli visuali sulla Val Pessola, avanzando successivamente per ampia traccia inerbita. In breve si giunge nei pressi della diroccata Casa di Lei (situata alla nostra sinistra) continuando poi per bella mulattiera all’interno di un interessante ambiente boschivo. Più in basso si transita a fianco di un’altra costruzione diroccata e, dopo una curva a destra, si raggiunge un bivio importante (indicazioni). A sinistra il percorso n° 814 – che dovremo seguire – riconduce a Varsi, mentre noi per ora andiamo a destra al fine di visitare il bellissimo borgo di Contile. Si perde quota per ampia traccia transitando poco più in basso a fianco di una casa, svoltando subito dopo a sinistra. Entrati nel suggestivo borgo lo si risale per viottolo fino a raggiungere il sommo del poggio dove si trova la Chiesa di San Leonardo, 725 m. Ritornati al bivio di prima, si prosegue lungo il percorso n° 814 – che si presenta inizialmente ampio e comodo – attraversando poco dopo un’area con folta vegetazione. Raggiunto un bivio in località Il Crocione si prende la traccia di sinistra, trascurando subito, nella stessa direzione, una carraia inerbita. Si avanza per bella mulattiera che avanza in piano e leggera discesa, effettuando poi un’ampia svolta a sinistra. Poco più avanti si attraversa un’area di folta vegetazione in cui l’ampia traccia si restringe per un tratto a sentiero. Si prosegue comodamente per il bel percorso, aggirando in seguito un’ostruzione costituita da rami di albero caduti a terra. Più avanti, dopo una palina segnaletica, si scende per un tratto molto ripidamente per traccia alquanto dissestata, proseguendo poi per il percorso principale che diviene piuttosto incerto. Avanzando per poco evidente traccia, con spostamento verso destra ci si immette nuovamente nel tracciato principale che risulta interrotto o poco visibile nella sezione precedente (segnaletica perlopiù assente). Si prosegue effettuando in seguito un saliscendi, giungendo poco dopo nei pressi di una presa dell’acquedotto dove finalmente si incontra un segnavia che ci conferma di essere nel giusto percorso. Dopo una discesa si raggiunge un bivio (indicazioni) dal quale si prosegue a sinistra, trascurando a destra una labile traccia per Carpadasco. Si continua per il percorso segnato avanzando inizialmente in lieve salita tra folta vegetazione, continuando successivamente a guadagnare quota in moderata pendenza (sulla destra si nota una recinzione). Raggiunto un bivio (palina segnaletica) si trascura a sinistra una labile traccia e si prosegue diritto/destra per il percorso principale. Si continua ad assecondare quest’ultimo che procedendo in discesa conduce, dopo una svolta a sinistra, ad un rio che si varca. Attraversato poco dopo un secondo rio e un solco più piccolo, si continua per ampia traccia immettendosi successivamente in una carraia che si asseconda a destra. Ci si inserisce poco dopo in un altro percorso che si segue a destra, avanzando comodamente per esso senza possibilità di errore. In corrispondenza di una curva a sinistra del tracciato si trascurano a destra sentieri secondari, uscendo poi in un’area disboscata. La si discende per carraia che compie una svolta a destra e, rientrati nel bosco, si continua per il percorso principale ignorando tracce laterali. Si prosegue per la carraia – percorsa purtroppo dagli ingombranti e rovinosi mezzi di esbosco – compiendo alcune svolte, costeggiando più avanti belle radure e campi. In corrispondenza di un cippo si innesta da destra un altro tracciato, mentre noi proseguiamo diritto uscendo in breve dal bosco ormai in vista della frazione di Monte. Messo piede in una stradina in gran parte asfaltata la si segue a sinistra in direzione di Varsi. Si procede lungamente per lo stradello effettuando un paio di tornanti e trandistando a fianco delle case del nucleo di Cà Principe. Giunti nei pressi della successiva frazione di Lubbia, si incontra un bivio dove si prosegue a sinistra compiendo subito una tornante destrorso. Appena dopo quest’ultimo si prende a sinistra una carraia che si percorre in salita costeggiando dei campi. Poco dopo, in corrispondenza della Maestà di Lubbia, ci si inserisce nuovamente nella stradina di prima che si segue a sinistra. Si avanza per ampia carrareccia in lieve salita ammirando belle visuali panoramiche, oltrepassando più avanti una valletta. Dopo una curva a destra si raggiunge una maestà (indicazioni) da cui si imbocca a sinistra una carraia. Avanzando dapprima in lieve discesa tra bosco e campi, si riprende poi a salire per stradello asfaltato transitando a fianco delle belle case in sasso della frazione di Perotti. Ripresa la strada di collagamento tra i diversi nuclei di Varsi, si continua in direzione di quest’ultimo passando sotto la frazione di Peracchi. Più avanti si stacca a sinistra il percorso n° 814a per il Monte Dosso, mentre poco dopo si trascura a destra Via Papa Giovanni XXIII. Al bivio successivo, situato nella parte alta del paese di Varsi, si prende a destra Via Pontremoli che scende a fianco di alcune vecchie case con il caratteristico tetto di ardesia. Più in basso ci si inserisce in uno stradello cementato che si segue a destra, immettendosi infine nella SP 42. Andando a destra si scende verso il centro vero e proprio del paese di Varsi.

 

 

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