Cima Nord delle Pope (Via Normale) e Cima Scalieret (traversata)

101_1637 (FILEminimizer)La Cima Nord delle Pope con il tracciato della Via Normale

Punto di partenza/arrivo: Rifugio Ciampedie, 1998 m, raggiungibile con funivia da Vigo di Fassa (orari e prezzi estate 2019)

Dislivello: 1150 m ca.

Durata complessiva: 6/6,15 h

Tempi parziali: Ciampedie-Gardeccia (40 min) ; Gardeccia-Rifugi Vajolet/Preuss (30 min) ; Rifugi Vajolet/Preuss-Sentiero Don Guido-Passo delle Pope (1 h) ; Passo delle Pope-Cima Nord delle Pope-Passo delle Pope (40 min) ; Passo delle Pope-Cima Scalieret (25 min) ; Cima Scalieret-Passo di Scalieret-Rifugio Principe (1 h) ; Rifugio Principe-Ciampedie (1,50 h)

Difficoltà: EE il Sentiero Don Guido ; F la Via Normale alla Cima Nord delle Pope ; E/E+ la salita dal Passo delle Pope alla Cima Scalieret ; EE (in un breve tratto EE+) la discesa lungo la cresta nord della Cima Scalieret ; E/E+ la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo per escursionisti con ottima esperienza di montagna, abituati a muoversi in totale autonomia su terreni rocciosi e capaci di superare passaggi di facile arrampicata senza l’ausilio di alcuna assicurazione

Ultima verifica: agosto 2019

Accesso stradale: dal casello autostradale dell’A22 di Ora/Auer si segue la S.S. 48 raggiungendo in circa 24 km Cavalese. Continuando lungo la statale, si attraversa tutta la Val di Fiemme fino a Moena, il cui centro vero e proprio non si raggiunge. Entrati in Val di Fassa, si oltrepassa inizialmente il paese di Soraga e in circa 3,5 km di strada si arriva a Vigo di Fassa. Dalla rotatoria lungo la statale, si va a sinistra verso il centro vero e proprio, entrati nel quale si abbandona l’auto nel parcheggio (gratuito, ma nell’alta stagione estiva e invernale si riempie in fretta) della funivia 

mapwww.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Combinazione del massimo interesse implicante la salita a due cime, appartenenti al Sottogruppo del Larséc, poco visitate e frequentate. La Cima Nord delle Pope presenta una “normale” tecnicamente facile, ma che richiede attenzione alla qualità della roccia, non sempre solida. La traversata della Cima Scalieret, eccetto un breve tratto piuttosto esposto nella cresta di discesa, non pone alcun problema ed è di carattere escursionistico.

Da Ciampedie si scende al vicino Rifugio Negritella, oltre il quale, verso destra, si continua a perdere quota per pista da sci. Al bivio che si presenta (indicazioni), si prosegue a destra avanzando per comodo e ampio sentiero all’interno di un magnifico ambiente boschivo (tabelle esplicative illustrano le peculiarità e la vita del bosco). Con andamento in piano e leggera discesa, si sottopassa una seggiovia e si attraversano due piste da sci che offrono notevoli visuali panoramiche. Si procede perlopiù in lieve discesa, con qualche breve saliscendi, fino a raggiungere e oltrepassare il vecchio e diroccato Rifugio Catinaccio. Oltre quest’ultimo, si attraversa una fiumana detritica, dove, ad un bivio (indicazioni), si lascia a sinistra il percorso n° 550 per il Passo delle Coronelle. Dopo pochi minuti si raggiunge il frequentatissimo Rifugio Gardeccia1949 m, dal quale si continua alla volta dei Rifugi Vajolet/Preuss. Si avanza per ampia carraia (n° 546) passando inizialmente a fianco del Rifugio Stella Alpina e di una struttura diroccata, iniziando successivamente a guadagnare quota con maggiore decisione. Si procede in ripida salita per ampia traccia effettuando alcune svolte e tornanti, per poi avanzare più comodamente costeggiando il letto del Rio Sojal. Si passa a fianco di alcuni caratteristici massi, riprendendo in seguito a salire ripidamente. Compiendo alcuni tornanti, ci si avvicina alla ciclopica parete est del Catinaccio/Rosengarten, incontrando più avanti, proprio ai piedi della parete orientale della Punta Emma, il bivio con il sentiero n° 541 per Passo delle Coronelle. Noi continuiamo verso il vicino Rifugio Preuss, collocato su un caratteristico poggio, avanzando ripidamente e faticosamente per ampia traccia iper frequentata nei mesi clou della stagione estiva. Raggiunti i rifugi a quota 2243 m, al fine di imboccare il Sentiero Don Guido vi sono due possibilità: 1) dal Rifugio Vajolet si scende alla stazione di partenza della teleferica per il Rifugio Re Alberto, incontrando appena dopo un cartello indicante il sentiero in questione, che si dirige verso il fondo della valletta formata dal Rio de Sojal. 2) Dai Rifugi Preuss e Vajolet si prosegue lungo il sentiero n° 584 diretto al Passo e Rifugio Principe, ma, poco prima del bivio con il percorso n° 542 per il Rifugio Re Alberto, si prende a destra una labile traccia (freccia rossa su un sasso a terra) che, in discesa e in obliquo a sinistra, conduce al più marcato sentiero proveniente dalla stazione di partenza della teleferica. Dopo l’attraversamento del Rio de Sojal, si prosegue parallelamente al corso di quest’ultimo (frecce rosse e segnavia bianco-rossi), scorgendo a sinistra, su un masso, la targa dedicata a Don Guido Sansavini. Avanzando ancora in questa direzione (S/SE), si oltrepassa un solco, raggiungendo poco dopo un bivio dove occorre prendere la traccia che sale a sinistra. Si procede in direzione di pareti rocciose, alla base delle quali (segno rosso ben visibile dal basso) si vira a sinistra entrando in un canale. Si risale quest’ultimo assecondando una rampa nella sua sponda destra (sinistra orografica) a ridosso di verticali pareti, superando qualche facile passo di arrampicata. Si continua poi in direzione nord, tenendo d’occhio le ben posizionate frecce rosse, risalendo successivamente un pendio ghiaioso/erboso orientandosi con ben evidenti ometti. Ci si sposta in seguito a destra, compiendo poco dopo un tornante sinistrorso, guadagnando successivamente quota in direzione di una costa. Raggiunta quest’ultima, si sale per roccette (frecce rosse), piegando poi a sinistra verso un evidente solco che costituirà per un tratto la nostra direttrice. Si sale parallelamente e sulla destra del menzionato canale orientandosi con le frecce rosse, superando anche una fascia di facili rocce che oppongono qualche passo di . Sopra di noi si erge la Cima Nord delle Pope, mentre il Passo delle Pope, che dovremo raggiungere, non è ancora visibile dal punto in cui siamo. Si continua a guadagnar quota per ripida traccia ghiaiosa, svoltando prima a destra e virando subito dopo a sinistra. Si avanza in faticosa salita effettuando altri tornanti, spostandosi poi a sinistra verso il centro di un ampio canale ghiaioso. Si deve innanzitutto attraversare un solco e un ripido e franoso pendio per traccia decisamente scoscesa. Poi, entrati nel canale in questione, si sale molto ripidamente, spostandosi in seguito a sinistra verso una costola rocciosa. Si risale quest’ultima seguendo le frecce rosse, continuando successivamente per delicato e franoso pendio, raggiungendo infine il selvaggio Passo delle Pope2617 m, compreso dalla Cima Scalieret a NE e dalla Cima Nord delle Pope a SW. Dal valico ci si dirige verso quest’ultima, seguendo a destra una labile traccia che, lasciando a destra il filo della dorsale, scende in obliquo ad una sella. Si prosegue attraversando appena dopo un’altra forcella, oltre la quale ci si trova sotto le strapiombanti pareti che caratterizzano questa sezione del versante est della Cima Nord delle Pope. Assecondando i ben visibili ometti, si segue una cengia rasentando le pareti rocciose, fino a raggiungere una costa. Sopra di noi si ergono gradoni rocciosi con a destra un canale, delimitato a destra dal pilastro verticale e strapiombante alla cui base siamo transitati. Orientandosi con gli ometti, inizialmente non molto evidenti, si scalano facili muretti di roccia discreta, arrivando poco più in alto a lambire il menzionato canale. Da qui si sale in obliquo a sinistra dirigendosi verso un evidente ometto, prestando attenzione alla roccia piuttosto friabile e ai detriti. Poi, con breve salita finale per sfaciumi, si raggiunge l’esclusiva, magnifica sommità della Cima Nord delle Pope2780 m. Dalla vetta, seguendo a ritroso lo stesso percorso, si rientra al Passo delle Pope, dal quale si inizia la risalita della dorsale SW della Cima Scalieret. Per ottima traccia, contrassegnata da ometti e frecce rosse, si guadagna rapidamente quota, godendo, man mano che si sale, visuali sempre più vaste e grandiose. Poco prima della sommità, si presenta un bivio dal quale si può scegliere indifferentemente una delle due tracce segnate. Dalla Cima Scalieret, che con i suoi 2889 m risulta la più elevata del Sottogruppo del Larséc, si prosegue lungo il crinale settentrionale alla volta del Passo di Scalieret e del Passo d’Antermoia. Si supera, proprio sul filo, un primo tratto di cresta piuttosto esposto e con un passo finale di , per poi continuare per comodo sentiero che si mantiene nei pressi o asseconda l’ampia e panoramica dorsale. In seguito la traccia aggira a destra delle rocce, riprendendo poi il filo del crinale che piega in direzione est. Tenendo alla nostra sinistra delle rocce, si scende al vicino Passo di Scalieret, 2789 m, che separa l’omonima cima dalla Punta del Larséc. Dalla selletta – delimitata a destra da uno spuntone che precipita nell’altro lato con rocce verticali su una forcella parallela alla nostra – ci si cala subito a sinistra per ripido e scomodo canalino. Messo piede nei ghiaioni sottostanti, si prosegue per evidente traccia che procede pianeggiando tenendosi a poca distanza dalle rocce che costituiscono il versante orientale della Punta del Larséc. Giunti poco sotto il menzionato passo, si può salire a destra per ghiaie e sfaciumi fino a raggiungerlo, oppure proseguire a sinistra per traccia, in alcuni punti scoscesa, che conduce nel sentiero n° 584 proprio alla base delle strapiombanti pareti del Catinaccio d’Antermoia. Messo piede nel frequentato percorso, lo si segue a sinistra, costeggiando inizialmente le suddette pareti, raggiungendo in seguito una panoramica spalla. Poi si perde quota per ripida e in alcuni punti malagevole traccia, ammirando continue e suggestive visuali sulle pareti del versante SW del Catinaccio d’Antermoia. Costeggiando altre verticali pareti, si raggiunge infine, a quota 2600 m, il Passo e il Rifugio Principe. Per il comodo e frequentatissimo sentiero n° 584, effettuando nella prima parte alcuni tornanti e svolte, procedendo in modo lineare nella seconda, nonché ammirando durante il cammino straordinarie visuali, si fa ritorno ai Rifugi Vajolet Preuss. Da qui, seguendo a ritroso lo stesso tragitto effettuato all’andata, si rientra a Ciampedie

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