Pala della Ghiaccia (Via Normale) e Spiz dello Scarpello (Via Normale)

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Punto di partenza/arrivo: Rifugio Ciampedie, 1998 m, raggiungibile con funivia da Vigo di Fassa (orari e prezzi estate 2019

Dislivello: 850 m ca.

Durata complessiva: 7,15/7,30 h

Tempi parziali: Ciampedie-Rifugio Gardeccia (40 min) ; Rifugio Gardeccia-Passo delle Scalette (1,40 h) ; Passo delle Scalette-Pala della Ghiaccia-sentiero n° 583 (1,20 h) ; sentiero n° 583-Valle di Lausa-Spiz dello Scarpello-Valle di Lausa (1,15 h) ; Valle di Lausa-Rifugio Gardeccia-Ciampedie (2,30 h)

Difficoltà: EE/EEA, A/B il Sentiero Attrezzato delle Scalette ; PD- la Via Normale alla Pala della Ghiaccia ; EE/EE+ la Via Normale allo Spiz dello Scarpello ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da arrampicata per la Via Normale alla Pala della Ghiaccia (portare numerosi cordini e fettucce per gli spuntoni) ; da escursionismo (eventualmente cordino da ferrata per le due brevi e facili sezioni attrezzate del Sentiero delle Scalette) per la restante parte dell’itinerario

Ultima verifica: agosto 2019

Riferimento bibliografico: Sandro Caldini e Roberto Ciri – Dolomiti di Fiemme e di Fassa (Vie normali a 90 cime) – Idea Montagna 2016

Accesso stradale: dal casello autostradale di Ora/Auer si segue la S.S. 48 raggiungendo in circa 24 km Cavalese. Continuando lungo la statale si attraversa tutta la Val di Fiemme fino a Moena, il cui centro vero e proprio non si raggiunge. Entrati in Val di Fassa si oltrepassa inizialmente il paese di Soraga e in circa 3,5 km di strada si arriva a Vigo di Fassa. Dalla rotatoria lungo la statale si va a sinistra verso il centro vero e proprio, entrati nel quale si abbandona l’auto nel parcheggio (gratuito, ma nella stagione estiva si riempie in fretta) della funivia 

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Descrizione dell’itinerario

Grandiosa combinazione di due appartate cime nel contesto di una delle più selvagge aree del Gruppo del Catinaccio: i Dirupi di Larséc. La Via Normale alla Pala della Ghiaccia non va sottovalutata e andrebbe affrontata solo con attrezzatura alpinistica. La linea di salita è costituita da un’evidente ed estetica cresta che tuttavia seguiremo nel suo filo – o quasi – solo nella parte terminale, poco prima di raggiungere la vetta. Gli ometti sono presenti nella prima parte del percorso, mentre in seguito diventano latitanti o del tutto assenti. La seconda cima proposta, situata poco più a nord rispetto la Pala della Ghiaccia, è lo Spiz dello Scarpello, appuntita montagna che si lascia salire abbastanza facilmente lungo la sua ampia e ghiaiosa dorsale settentrionale. L’isolamento ed esclusività delle cime visitate, nonché l’impareggiabile bellezza dei luoghi in cui ci troviamo, rendono questa proposta escursionistico/alpinistica di grandissimo interesse e valore.

Da Ciampedie (indicazioni) si prende a sinistra il percorso n° 540 scendendo al vicino Rifugio Negritella, oltre il quale, verso destra, si scende ad un bivio (indicazioni). Preso il sentiero di destra, si prosegue comodamente all’interno di un magnifico ambiente boschivo (alcune tabelle esplicative raccontano la vita del bosco), con andamento perlopiù pianeggiante o in lieve discesa. Durante il cammino si attraversano un paio di panoramiche piste da sci da cui è possibile ammirare stupende visuali sulla Val di Fassa e i Dirupi di Larséc. Sempre comodamente, procedendo in gran parte in leggera discesa, si raggiunge dapprima il vecchio Rifugio Catinaccio, attraversando, oltre quest’ultimo, una fiumana detritica dove si trascura a sinistra il sentiero n° 550 per il Passo delle Coronelle. Poco dopo si raggiunge il celebre Rifugio Gardeccia1949 m, nei pressi del quale si vira a destra lungo la strada d’accesso. Appena dopo l’attraversamento di un ponte si imbocca a sinistra (indicazioni) il percorso n° 583 (Sentiero delle Scalette), avanzando inizialmente in moderata pendenza in mezzo a cespugli di pini mughi. Successivamente si incomincia un lungo tratto in piano/lieve discesa a mezza costa, attraversando in seguito una grande fiumana detritica, ammirando impressionanti visuali sulle soprastanti pareti della Gran Fermada. Continuando comodamente sempre in questa direzione (ovest), si oltrepassa più avanti un canalone con detriti, oltre il quale si costeggia una parete rocciosa sotto a dei pronunciati strapiombi. Appena dopo il sentiero incomincia a guadagnare quota all’interno del bosco, spostandosi progressivamente verso nord. Dopo la prima salita si prosegue con minore pendenza, uscendo in seguito dalla vegetazione, ammirando qui una notevole visuale sui Dirupi di Larséc, in particolare sulla gola che risaliremo mediante il Sentiero delle Scalette, delimitata a destra (est) dalla Pala della Ghiaccia. Si attraversa per traccia, in alcuni punti scoscesa, un ripido e franoso pendio, inoltrandosi, oltre quest’ultimo, nuovamente nel bosco. Dopo un paio di tornanti si raggiunge un bivio (indicazione), da cui si prosegue a sinistra in quanto il percorso di destra (il vecchio sentiero) risulta in un tratto franato. Si risale il pendio boscoso mediante altri tornanti, fino ad uscire definitivamente dal bosco e attraversare la parte alta di un solco franoso a ridosso di pareti rocciose. Dopo ripida discesa si raggiunge l’inizio della prima sezione di ferrata.

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Utilizzando il cavo come corrimano si continua a scendere per cengetta, poi, con salita in obliquo a destra, si supera una placchetta servita da tre staffe (A+). Si prosegue salendo per zolle erbose e roccette, iniziando successivamente un traverso piuttosto esposto ma facile. Utilizzando comode staffe per i piedi, si procede prima orizzontalmente, poi in modo discendente (A/B), fino a mettere piede in un canale ghiaioso dove termina questa prima e breve sezione attrezzata. Si risale il canale raggiungendo il crinale di una costa e, oltre quest’ultima, una forcella. Si scende ripidamente nel lato opposto per roccette di melafiro e, seguendo i segnavia, si risale per un breve tratto il corso di un ruscello. Poi si vira a sinistra superando, con salita in obliquo, alcune roccette che obbligano a qualche breve e facile passo d’arrampicata. Raggiunto il limite sinistro (destro orografico) della gola, a ridosso di verticali pareti, si sale per un tratto per massi e roccette, piegando successivamente a destra. Si procede in obliquo assecondando attentamente i segnavia, prestando attenzione a non smuovere sassi. Raggiunta un costa (sotto di noi si trova un profondo canale formato dal rio incontrato e seguito per un breve tratto poco più in basso. Il canale in questione, che attraverseremo in corrispondenza del Lago Secco, delimita ad est la gola in cui ci troviamo), si guadagna quota per aperto pendio proprio al centro della gola. Si sale per ottima traccia effettuando alcuni tornanti, ammirando impressionanti visuali sulla ciclopica parete occidentale della Pala della Ghiaccia. Più in alto si sale in leggero obliquo verso destra per facili roccette, per poi virare a sinistra, superare altre roccette e mettere piede in un cengetta. Dopo pochissimi metri, in corrispondenza di un paletto in legno, si sale a destra per rocce articolate (I°), continuando poi per traccia in direzione della soprastante fascia rocciosa. Giunti alla base di quest’ultima si incontra la seconda sezione di ferrata. Si scala una bella rampa obliqua da sinistra a destra (A/B) e, dopo una brevissima discesa, si piega a sinistra risalendo un canale di rocce solide, utilizzando eventualmente alcune staffe come appoggio per i piedi (II°- avanzando senza l’ausilio dell’attrezzatura, altrimenti A/B). Verso destra si esce da questa seconda sezione di ferrata, iniziando appena dopo una lunga risalita dove occorre prestare attenzione ai segnavia. Si guadagna quota per traccia, roccette e ghiaie, effettuando diverse svolte e tornanti, evitando di uscire dal percorso segnato e prestando la massima attenzione a non smuovere sassi. Infine, dopo spostamento a destra, si raggiunge il Passo delle Scalette2348 m, da cui appare evidentissima la cresta nord della Pala della Ghiaccia, che costituisce la nostra direttrice al fine di guadagnarne la sommità. Dal passo si scende al sottostante Lago Secco (splendido colpo d’occhio sul Cogolo del Larséc) che si contorna a destra oltrepassando una profonda fenditura. Poi si risale una fascia rocciosa in obliquo e attraversando a sinistra (I°), guadagnando in questo modo una dorsale secondaria dove si abbandona il percorso segnato. Si segue l’ampio crinale a destra, iniziando presto a scendere in direzione della Pala della Ghiaccia e, più nello specifico, verso un evidente spuntone chiamato Guglia Margherita. Raggiunta la base di quest’ultima, ci si cala a sinistra per ripido pendio prativo con affioramenti rocciosi, in direzione del sottostante intaglio da cui precipita una profonda e impressionante gola. Appena dopo la forcella si risalgono verso destra, senza percorso obbligato, alcune roccette, per poi iniziare un traverso verso sinistra parallelamente alla cresta della montagna, che pur costituendo la nostra direttrice, in questa prima sezione non seguiremo. Si avanza assecondando la linea indicata dagli ometti, notando e ignorando un canale/camino che sale in obliquo verso sinistra in direzione della cresta. Dopo un tratto in lieve discesa (ometti), si deve effettuare un traverso su rocce piuttosto ripide sopra un ripiano e un canale obliquo verso sinistra, la cui continuazione è costituita da un rampa erbosa. Effettuato con attenzione il traverso (I°+), si mette piede nella menzionata rampa che si risale verso la forcella che separa la punta sud, a sinistra, da quella principale, a destra, della Pala della Ghiaccia. Nel momento in cui la rampa si trasforma in canale ghiaioso, a poca distanza dalla menzionata forcella, prendiamo a destra una bancata erbosa inclinata, aggirando verticali pareti e uno spigolo. Poi si risalgono in obliquo a destra ripide ma appigliate rocce (II°), giungendo nei pressi della cresta e salendo parallelamente ad essa (II°). Poco più in alto si scala un tratto più ripido quasi sul filo di cresta (II°+ ; esposto), superando infine gli ultimi gradini che precedono la magnifica sommità della Pala della Ghiaccia2423 m. Dalla cima ritorniamo esattamente sui nostri passi, prestando la massima attenzione sia all’esposizione del tratto iniziale (nel senso di discesa) della cresta, sia a virare a destra (faccia a valle) nel punto giusto (ometti assenti) al fine di recuperare la bancata inclinata che riconduce alla rampa d’accesso. Rimesso piede nel sentiero n° 583 lo si segue a destra in direzione del Passo di Lausa, raggiungendo in circa dieci minuti il magnifico ripiano erboso della Valle di Lausa, delimitato ad ovest dal Cogolo del Larséc. Alla nostra destra si ergono le pareti e i gradoni del versante occidentale dello Spiz dello Scarpello, alla cui sommità giungeremo risalendo il suo evidente profilo settentrionale. Perciò dalla Valle di Lausa si abbandona i sentiero n° 583 e si risale a destra un ghiaione, arrivando in questo modo ai piedi del menzionato profilo/dorsale, delimitato a sinistra da un friabile canalone. Aggirate le poco invitanti rocce basali del profilo si entra nel canale e, in obliquo verso destra, si scalano più solide placchette (I°+), superando in questo modo la piccola cintura rocciosa che fa da basamento alla dorsale della montagna. Si sale liberamente nonché faticosamente per essa, cercando il percorso migliore, quello verosimilmente meno franoso. Più in alto la dorsale si restringe e, dopo essere passati a fianco di uno spuntone e superata l’ultima balza, si guadagna il punto culminante della dorsale, 2625 m. Da qui, con grande attenzione a causa della notevole esposizione e della roccia franosa, si continua per cresta, restando a destra del suo espostissimo filo, in direzione dello spuntone che dovrebbe costituire la cima vera e propria. Dalla vetta, seguendo a ritroso il percorso effettuato in salita, si ritorna nuovamente alla Valle di Lausa, facendo poi rientro a Gardeccia e a Ciampedie ripercorrendo lo stesso tragitto seguito all’andata.

 

 

 

 

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