Il Monte Cogne da Montesover

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Punto di partenza/arrivo: Montesover, 1150 m

Dislivello: 1021 m

Durata complessiva: 5,30/5,45 h

Tempi parziali: Montesover-Malga Vernera alta (1,20 h) ; Malga Vernera alta-Monte Cogne (1/1,15 h) ; Monte Cogne-sentiero n° 468B-Montesover (2,30 h)

Difficoltà: E (in un tratto E+/EE)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: luglio 2019

Accesso stradale: Da Trento si imbocca la S.S. 47, diretta a Padova, abbandonandola in località Civezzano. Si continua lungo la S.P. 83 in direzione di Baselga di Pinè che si raggiunge in venti minuti circa. Da quest’ultima località si prosegue costeggiando il Lago della Serraia e il successivo Lago delle Piazze, oltrepassando in seguito i paesi di Centrale di Bedollo e Brusago. Dopo la località Sveseri, si abbandona la provinciale prendendo a destra una strada in direzione del vicino paese di Montesover. Si parcheggia l’auto nell’ampio piazzale adiacente alla chiesa nella parte alta del paese.

 

mapwww.openstreetmap.org

N.B.: la parte indicata con il tratteggio si riferisce alla sezione del percorso in cui i tronchi degli alberi, divelti dalla tempesta Vaia, rendono attualmente inagibile il sentiero. Mentre le linee di colore arancio si riferiscono a sezioni in cui il percorso evidenziato è puramente indicativo senza alcuna pretesa di esattezza

 

Descrizione dell’itinerario

Bella escursione dal dislivello non irrilevante e su sentieri, sia nella salita da Montesover Malga Vernera bassa quanto nella discesa lungo il percorso n° 468B, ripidi e piuttosto faticosi. Il vero problema di questo itinerario consiste nel fatto che nel tratto Malga Vernera alta-Cimatti ampie sezioni di bosco sono state divelte dalla tempesta Vaia del 29/10/2018. Questo evento cataclismatico ha determinato l’abbattimento di ettari di bosco lasciando come triste testimonianza “cadaveri” di abeti e pini, rendendo impercorribili, presumibilmente per alcuni anni, molti sentieri delle valli di Cembra, FiemmeFassa. Tuttavia un buon escursionista deve essere in grado di individuare – cartina alla mano – soluzioni alternative onde aggirare ostacoli. Ed è quello che, con tutte le attenzioni e cautele del caso, invito a fare, seguendo le indicazioni sommarie riportate in relazione, o cercando un altro percorso più comodo. Naturalmente questo vale fino a quando il sentiero in questione, limitatamente alla sezione indicata, non verrà riaperto.

Dalla piazza di Montesover (indicazioni del percorso n° 468) si sale a sinistra attraversando la parte alta del paese e, una volta lasciatosi alle spalle le ultime case, si procede per ripida mulattiera acciottolata affiancata da prati e campi. Giunti ad un bivio si prosegue a sinistra, avanzando ancora in sostenuta salita con percorso lineare. Guadagnando rapidamente quota, vista la costante pendenza del tracciato, si svolta poi a destra, raggiungendo in seguito un bivio in corrispondenza di una netta curva a sinistra del percorso principale. Si continua lungo quest’ultimo progredendo ancora per un tratto in ripida salita, per poi piegare a destra e proseguire più comodamente per mulattiera che si restringe a sentiero. Dopo una piccola radura che si contorna lungo il suo margine sinistro, si rientra nel bosco, affrontando poi un altro ripido strappo, avanzando successivamente in lieve pendenza. Procedendo all’interno di un magnifico ambiente boschivo, si approda poco più avanti nella stradina asfaltata, proveniente da Montesover, che si segue a destra verso Malga Vernera bassa. Dopo aver oltrepassato tramite ponte un rio, si abbandona la carrozzabile prendendo a destra (indicazioni) il sentiero n° 469A, il quale, dopo la prima ripida rampa di pochi metri, piega a destra e sale costeggiando il limite destro di una radura. Rientrati nel bosco si procede in lieve salita parallelamente al rio attraversato poco prima, facendo poi attenzione, ad un bivio poco evidente, a prendere la traccia di sinistra. Si sale in moderata pendenza, attraversando successivamente una radura, al termine della quale il percorso si biforca. Preso il sentiero di destra (segnavia), si sale all’interno del bosco per ripido pendio con molteplici tracce, puntando ad un segnavia collocato su un masso. Usciti dal bosco, si costeggia inizialmente un albero caduto a terra (il primo di tanti altri che, nella sezione del percorso successiva a Malga Vernera alta, dovremo aggirare) che ostruisce il sentiero, piegando poi a sinistra onde recuperare il percorso segnato. Si prosegue in ripida salita per traccia poco evidente (qualche paletto con segnavia) che risale un erto pendio prativo tenendosi alla destra del limite del bosco. Man mano che si guadagna quota per il sentiero, sempre poco marcato ma dall’andamento lineare, si scorge Malga Vernera bassa, a cui si giunge dopo uno spostamento a destra. Oltre la malga si mette piede in una carraia che si attraversa, continuando (indicazioni) per il sentiero n°469A alla volta di Malga Vernera alta. Si avanza parallelamente alla sterrata di prima costeggiando il limite del bosco, notando più in basso a destra la Chiesetta Alpina, a cui conduce la menzionata carraia. Una volta rientrati nel bosco si devono oltrepassare alcuni tronchi d’abete divelti dalla tempesta Vaia e, usciti dalla vegetazione, si risalgono in obliquo ripidi pendii prativi (paletti con segnavia) in direzione di Malga Vernera alta1780 m. Da quest’ultima si piega a sinistra per incerta traccia alla volta della dorsale che costituisce la direttiva di salita al fine di raggiungere la sommità del Monte Cogne. Proprio sulla dorsale in questione si incontrano i primi di una lunga serie di tronchi di alberi che si devono aggirare, oltrepassare o sottopassare (prestare molta attenzione!), tenendo sempre d’occhio il percorso segnato, per fortuna dall’andamento lineare. Messo piede in una carraia trasversale, il sentiero n° 469A prosegue diritto, ma dopo pochi metri risulta per ampie sezioni impercorribile a causa di un’ecatombe di abeti. Una possibile soluzione consiste nel seguire a sinistra la menzionata carraia che curva subito a destra, per poi abbandonarla poco dopo la svolta e risalire alla nostra destra e in obliquo a sinistra un ripido fianco parzialmente boscoso lambendo l’ampia area di alberi divelti. Tenere in considerazione il fatto che ad un certo punto, quando il bosco ritorna ad essere uniforme, ci si deve spostare a destra al fine di ricongiungersi con il sentiero segnato, che potrebbe avvenire, se abbiamo intuito il percorso migliore, poco prima del pianoro denominato Cimatti. Da quest’ultima località (tavolo con panche, sedie e tabella esplicativa), 1950 m, si prosegue per il percorso segnato alternando tratti all’interno del bosco a belle radure. In seguito si avanza lungo la dorsale del Monte Frattoni2073 m, la cui sommità vera e propria è spostata alla nostra sinistra, per magnifico sentiero dal quale si ammirano straordinarie visuali. Dopo una non ripida salita in cui ci si tiene a destra del filo vero e proprio dell’ampio crinale, si raggiunge quest’ultimo a poca distanza dalla sommità del Monte Cogne2171 m, caratterizzata da una croce e da un grandioso panorama. Dalla cima rientriamo sui nostri passi fino alla carraia trasversale che seguiamo a sinistra in lieve discesa. Dopo aver attraversato un’ampia area disboscata dall’uomo, si continua lungo la comoda carrareccia fino a raggiungere un bivio posto in corrispondenza di un suo tornante destrorso. Si va a sinistra (segnavia) lungo il percorso n° 468B, incontrando, nei pressi di una malga, un bivio (paletto con indicazioni), da cui si ignora a sinistra il sentiero n° 468 per Malga Vasoni alta. Al bivio successivo si prende invece a destra, raggiungendo dopo pochi minuti un’altra malga, appena prima della quale si vira a destra assecondando i segnavia. Si inizia poi a perdere quota all’interno del bosco per traccia inizialmente non molto marcata, poi più evidente, aggirando a destra una sezione di alberi divelti. Dopo una ripida discesa si mette piede in una carraia trasversale che si attraversa, continuando a perdere quota lungo il percorso n° 468B. Raggiunta poco dopo una piccola conchetta, si devono oltrepassare alcuni tronchi a terra e, proseguendo per il sentiero ripido e non molto marcato, si effettua un svolta a destra. Si scende ripidamente (in un breve tratto è presente una catena) all’interno del bosco, effettuando diverse svolte e tornanti, fino ad immettersi in una traccia trasversale che si segue a destra (segnavia). Si continua a perdere quota sempre in ripida e faticosa discesa per sentiero evidente, compiendo altre svolte e tornanti, approdando infine in una carraia inerbita. Da qui si ignora la continuazione del percorso n° 468B e si continua a destra per l’ampia traccia che avanza in piano/lieve salita. Dopo una netta svolta a destra e prima che il tracciato inizi a salire più ripidamente, a sinistra si scorge il poco distinguibile sbocco di un sentiero. Lo si segue con andamento lineare all’interno di un magnifico bosco di conifere, per fortuna ancore intatte e in ottima salute! Più in basso si incontra una madonnina incastonata nella roccia e, proseguendo per il comodo e ampio sentiero, appena dopo una panchina, guardando in basso a destra, si nota una curiosa nicchietta con altra madonnina in miniatura. Dopo una svolta a destra, un un’ultimo tratto all’interno del bosco e una curva a sinistra, ci si immette in una stradina d’accesso al paese di Montesover. Si transita a fianco di una cappella per poi entrare nel centro abitato, ritornando alla chiesa e al soprastante piazzale dove abbiamo parcheggiato l’auto.

 

 

 

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