Punta Sud dei Mugoni: Via Normale

101_1259 (FILEminimizer)A titolo puramente indicativo e senza alcuna pretesa di esattezza, il percorso evidenziato in colore rosso indica la via seguita dall’autore della relazione al fine di raggiungere la cresta/dorsale W/NW della Punta Sud dei Mugoni, mentre quello evidenziato in colore giallo indica la linea di discesa

 

Punto di partenza/arrivo: Rifugio Paolina, 2125 m, raggiungibile con seggiovia la cui partenza è situata sotto il Passo di Costalunga, in direzione del Lago Carezza

Dislivello: 610 m ca.

Durata complessiva: 4/4,15

Tempi parziali: Rifugio Paolina-Rifugio Roda di Vaèl-Gran Busa di Vaèl (1,10 h) ; Gran Busa di Vaèl-Punta Sud dei Mugoni (1 h) ; Punta Sud dei Mugoni-Gran Busa di Vaèl (1 h) ; Gran Busa di Vaèl-Rifugio Paolina (1 h)

Difficoltà: F la Via Normale alla Cima Sud dei Mugoni ; E (in un tratto E+/EE) la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo e casco per escursionisti con buona esperienza di montagna e autonomia nel superare passaggi rocciosi senza alcuna assicurazione. Ordinaria da arrampicata per chi è alle prime armi

Ultima verifica: luglio 2019

Riferimento bibliografico: Sandro Caldini e Roberto Ciri – Dolomiti di Fiemme e di Fassa (Vie normali a 90 cime) – Idea Montagna 2016

Accesso stradale: da Vigo di Fassa si imbocca la S.S. 241 raggiungendo in circa 9 km il Passo di Costalunga. Dal valico si continua oltre in direzione del Lago Carezza, parcheggiando l’auto nel piazzale adiacente al punto di partenza della seggiovia per il Rifugio Paolina, in corrispondenza della località Carezza

 

mapwww.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

La “normale” alla Punta Sud dei Mugoni rappresenta un facile salita collocabile, come classificazione complessiva, in quella “terra di nessuno” che gravita tra l’escursionismo molto evoluto e l’alpinismo facile. Ho percorso questo itinerario senza l’ausilio di alcuna attrezzatura specifica, “inventandomi” un percorso alternativo per l’ascesa, una volta resomi conto che gli ometti, disposti strategicamente al fine di indicare la giusta direzione, sarebbero stati utili per questo scopo solo durante discesa. Quindi nella relazione ho riportato, a grandi linee e in modo molto sommario, il percorso che personalmente ho effettuato, il quale non corrisponde – eccetto al tratto finale relativo all’aggiramento a destra dell’ultima sezione rocciosa e il successivo raggiungimento della cresta ovest-nord/ovest della punta sud che conduce alla sommità di quest’ultima – al tracciato vero e proprio della via normale. Comunque si tratta di una salita veramente suggestiva e raramente percorsa, se non come discesa da parte degli alpinisti che ripetono il “Diedro Vinatzer” o altre impegnative vie. Questa salita è raccomandabile solo con buona visibilità!

Dal Rifugio Paolina si imbocca il frequentato sentiero n° 539 in direzione del Rifugio Roda di Vaèl, avanzando inizialmente in moderata pendenza. Dopo un paio di tornanti si procede a mezza costa tagliando ripidi pendii prativi e godendo di straordinarie visuali sul gruppo del Latemar. Appena prima dell’aquila in bronzo che costituisce il monumento a Theodor Christomannos (1854 -1911), ai piedi delle rocce che rappresentano il limite meridionale della Cresta del Masarè, si stacca a sinistra (cartelli) il percorso n° 549 che si ignora. Sempre per comodo e altamente panoramico sentiero si effettua un’ampia curva a sinistra, avanzando successivamente verso nord in direzione del non lontano Rifugio Roda di Vaèl2280 m. Raggiunto quest’ultimo si prosegue lungo il sentiero n° 541 alla volta del Passo delle Zigolade, procedendo per un buon tratto perlopiù in piano a mezza costa, ammirando stupende visuali, soprattutto sulla soprastante parete orientale della Roda di Vaèl. La Punta Sud dei Mugoni è evidentissima ed è caratterizzata da uno strapiombante pilastro, a destra del quale si innalza il classico “Diedro Vinatzer”, intuibile ma non visibile dal punto in cui ci troviamo. Approdati nel magnifico pianoro di Pael2330 m, si prende a sinistra la traccia contrassegnata n° 551, avanzando inizialmente in obliquo per ripidi ghiaioni. Raggiunta la base di pareti rocciose, si procede in direzione di un ripido canalone, raggiunto il quale lo si segue in ripida e malagevole salita. In questo tratto occorre assecondare in modo preciso i ben posizionati segnavia che indicano il percorso migliore. Approdati ad una sella, ci si trova nei pressi della Gran Busa di Vaèl, sopra la quale si erge il costone di rocce lavorate nel quale si svolge la “normale” per la Cima Sud dei Mugoni, quest’ultima situata molto più a destra rispetto il menzionato costone. Prima di scendere nella sottostante valletta consiglio di studiare preventivamente il percorso che si dovrà, o meglio, che si vorrà seguire (infatti, come già espresso nell’introduzione, gli ometti sono disposti per l’orientamento solo per la discesa, perciò, data la conformità della “parete”, sono possibili innumerevoli varianti più o meno dirette) per risalire il costone, caratterizzato da alcune fasce rocciose più compatte intervallate da roccette e ghiaie, e un’ultima sezione rocciosa che si aggirerà a destra per cengia. Quindi si abbandona il percorso segnato scendendo per vaga traccia nel sottostante fondo della Gran Busa, aggirando poi verso destra delle rocce. Si continua successivamente in direzione della prima fascia rocciosa, puntando al suo margine sinistro, individuando e mirando nella parte alta uno spuntone giallo dalla vaga forma di becco, alla cui destra si nota un più evidente pilastro. Raggiunta la base delle rocce (ometto), il tracciato della “normale” continua a sinistra, aggirando in questo modo la soprastante sezione rocciosa, per poi piegare a destra. Noi invece risaliamo un facile canale leggermente obliquo a sinistra, transitando, nella parte superiore, a fianco del menzionato spuntone, situato alla nostra destra (I° e II°-). Al termine della fascia rocciosa si individua un ometto, scorgendo anche una vaga traccia che si dirige a destra, ma noi pieghiamo poco dopo a sinistra in direzione di un’altra sezione rocciosa. In obliquo a sinistra si risalgono facili rocce per poi traversare a sinistra per un paio di metri e superare un paretina un po’ più ripida (II°+), oltre la quale si continua per canale (queste vaghe indicazioni sono relative alla linea seguita dal sottoscritto che in questo tratto, come nel precedente, non ricalca il tracciato della via normale, la quale procede ulteriormente a destra per poi salire in obliquo a sinistra). Al termine di quest’altra sezione rocciosa si incontra un ometto e si prosegue per roccette e ghiaie in obliquo a sinistra incontrando altri ometti. Ci troviamo ai piedi di una terza sezione rocciosa che si può risalire in diversi punti, fermo restando che la linea della “normale”, che supera questa sezione in obliquo verso destra, non è visibile in quanto, come già più volte affermato, gli ometti sono visibili solo nel senso di discesa. Quindi si può risalire, come ha fatto il sottoscritto, un canale roccioso (passi di II°) e le successive facili rocce senza percorso obbligato, fino ad arrivare in vista dell’ultima più ripida fascia rocciosa che precede la cresta/dorsale W/NW della Punta Sud dei Mugoni. Si aggira a destra per cengia (ometti) questa sezione, arrivando poi in vista di un ampio catino di rocce e ghiaie, in prossimità del quale si scorgono, più in alto e a sinistra rispetto al punto in cui siamo, degli ometti. Si sale scomodamente per ghiaie e roccette, guadagnando in questo modo l’ampio filo della cresta occidentale della punta sud che si segue a destra in direzione di una quota che precede la cima vera a propria. Facilmente si arriva a poca distanza dalla forcella, situata alla nostra sinistra, che divide la menzionata quota dalla Cima Principale dei Mugoni (la forcella in questione costituisce il punto di arrivo del “Diedro Vinatzer”). Si risalgono friabili roccette fino a guadagnare la sommità della quota, dalla quale si continua per bella cresta, restando spesso alla destra del suo esposto filo, fino ad approdare con soddisfazione sulla sommità della Punta Sud dei Mugoni, 2734 m. Per la discesa si ripercorre lo stesso tragitto effettuato in salita fin nei pressi del catino e, oltre quest’ultimo, aggirando a destra (faccia a valle) la sezione rocciosa. Da qui si seguono gli evidenti (solo nel senso di salita) ometti, discendendo in obliquo verso destra (faccia a valle) ripidi gradini (passi di I°+/II°-). Si continua poi a perdere quota per ghiaie e roccette, questa volta in obliquo a sinistra (faccia a valle), tenendo sempre d’occhio gli ometti, in questo tratto non particolarmente evidenti. Poi verso destra (faccia a valle) e in seguito in discesa verso sinistra per roccette e ghiaie, si aggira l’ultima sezione rocciosa, quella che in salita abbiamo superato direttamente nel suo limite sinistro (faccia a monte). Complessivamente la discesa, se con buona visibilità, non pone grandi problemi di identificazione del giusto percorso. Ritornati alla Gran Busa di Vaèl, si rientra al Rifugio Paolina seguendo a ritroso lo stesso itinerario effettuato all’andata.

 

 

 

 

 

 

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