La Rocca Pianaccia e il Monte Sillara dal ponte sul Torrente Cedra

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Punto di partenza/arrivo: ponte sul Torrente Cedra della Colla, 1041 m

Dislivello: 880 m ca.

Durata complessiva: 4,15 h

Tempi parziali: ponte sul Torrente Cedra-Rocca Pianaccia (1,50 h) ; Rocca Pianaccia-Monte Sillara (30 min) ; Monte Sillara-Lago Inferiore di Compione (25 min) ; Lago Inferiore di Compione-ponte sul Torrente Cedra (1,30 h)

Difficoltà: EE la salita alla Rocca Pianaccia dall’omonima sella ; E/E+ la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2019

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Monchio delle Corti. Da quest’ultima località, il cui centro vero e proprio non si raggiunge, si prosegue lungo la Massese (S.P. 665R), abbandonandola poco dopo in corrispondenza della frazione di Trincera. Qui si imbocca a destra la strada per Pianadetto e Valditacca che sale effettuando alcuni tornanti. Lasciata a destra la prima località e senza entrare nel centro vero e proprio della seconda, si prende a destra una stretta stradina asfaltata in direzione del Passo della Colla e dei Lagoni. Appena prima di una netta svolta a destra, si abbandona la strada asfaltata imboccando a sinistra una carraia in discesa (indicazione del percorso n° 709). Si parcheggia l’auto appena prima del ponte sul Torrente Cedra della Colla 

mapwww.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario 

Escursione di grande interesse ambientale e panoramico. Il raggiungimento della cima della Rocca Pianaccia dalla sella omonima avviene senza una vera e propria traccia da seguire, implicando anche il superamento (facoltativo) di alcune roccette. Il Lago Inferiore di Compione e la valle di origine glaciale formata dal Rio Grotta, sono tra i luoghi più suggestivi di tutto l’Appennino parmense e probabilmente emiliano. 

Attraversato il ponte sul Torrente Cedra della Colla, si sale per carraia (percorso CAI n° 709) effettuando subito una netta svolta a destra, ignorando in corrispondenza di quest’ultima un percorso a sinistra. Si guadagna quota in lieve pendenza compiendo successivamente un tornante sinistrorso, proseguendo per un tratto in direzione SE. Fa seguito una sequenza di altri tornanti alcuni dei quali, soprattutto nella parte superiore, possono essere opportunamente tagliati per vecchio sentiero/mulattiera. Si continua poi in direzione SE procedendo in leggera discesa e in lieve salita, oltrepassando più avanti un rio. Dopo una svolta a destra si sale un po’ più ripidamente in bell’ambiente boschivo transitando a fianco di alcuni caratteristici massi ed avanzando parallelamente al rio di prima. Raggiunto e superato un prefabbricato in lamiera, si presenta un bivio (paletto con cartelli) da cui si abbandona la comoda carraia seguita fino a questo punto, imboccando a sinistra un’ampia traccia (percorso CAI n° 709). Si procede in lieve/moderata pendenza per bella mulattiera costeggiando una specie di avvallamento ed effettuando, poco sopra, una curva a destra. Raggiunto un bivio (cartelli), si trascura a sinistra il percorso n° 709B per il Lago Ballano e si prosegue diritto. Dopo aver valicato un’ampia insellatura, si incontra un altro bivio dal quale si ignora a sinistra il sentiero n° 709A per il Lago Verde. Si prosegue a destra alla volta del Rio Frasconi (nella cui valle ci troviamo), avanzando per mulattiera con andamento parallelo ad un crinale boscoso. Poco dopo, mediante curva a destra, si valica quest’ultimo e si prosegue assecondandone il dorso per un breve tratto. Si continua lungo il tracciato principale guadagnando quota mediante alcuni tornanti, tenendosi sempre nei pressi della costa di prima. Dopo una breve discesa e una svolta a sinistra in cui si costeggia un grosso masso, si approda in un bel ripiano boscoso. Si attraversa quest’ultimo orientandosi con i segnavia, lambendo poco più avanti un rio che si varca. Giunti alla base di un ripido fianco boscoso con massi, si procede inizialmente in obliquo ascendente per poi effettuare un tornante sinistrorso. Si prosegue lungo lo spettacolare sentiero ai piedi di strapiombanti blocchi d’arenaria e, continuando in questa direzione, si giunge nei pressi di una pietraia. Attraversata la base di quest’ultima, si compie un tornante sinistrorso oltre il quale si transita a fianco di un faggio centenario. Successivamente si raggiunge una costa che costituisce il sommo della sponda sinistra orografica di un rio caratterizzato da spettacolari lastre d’arenaria. Poco più in alto si attraversa il menzionato rio oltre il quale si svolta a destra e subito dopo a sinistra. Lambito il sommo della sponda sinistra orografica del Rio Frasconi, si raggiunge poco più avanti un evidente bivio (paletto con cartelli) situato nei pressi di una costa. Si lascia a sinistra la continuazione del percorso n° 709 – da cui torneremo – e si continua diritto lungo il sentiero n° 711 per Sella Pumacciolo, avanzando inizialmente all’interno di una valletta. Poco dopo occorre prestare attenzione a svoltare nettamente a destra e risalire un pendio fino a guadagnare il dorso della menzionata costa. Si asseconda quest’ultima inizialmente fuori dal bosco per poi ritornare al suo interno ed avanzare orientandosi con i segnavia. Il sentiero continua a progredire avendo come direttrice la costa di prima, conducendo in seguito in una piccola radura con cespugli di mirtillo. Raggiunto appena dopo un solco, si sale tra grossi massi in direzione di un’evidente pietraia che il sentiero evita virando a sinistra. Dopo aver varcato un ruscello, si volge a destra e si sale parallelamente al solco da esso formato, uscendo poi dal bosco e risalendo la prima di numerose lastre d’arenaria che incontreremo lungo il tragitto. Risalita in obliquo verso destra una seconda lastra di rocce montonate, si approda in una specie di pianoro ammantato da cespugli di mirtillo. Il sentiero attraversa questa sezione in lieve salita e, virando poco dopo a destra, conduce in un avvallamento ai piedi dei ripidi pendii meridionali, caratterizzati da fasce d’arenaria, della Rocca Pianaccia. Si asseconda l’avvallamento solo per poco, spostandosi poi a sinistra (attenzione ai segnavia) e appena dopo a destra, risalendo successivamente altre magnifiche lastre modellate dai ghiacci. Poi si sale lungo un suggestivo avvallamento delimitato a destra da una cintura rocciosa, raggiungendo poco più in alto una piccola torbiera a poca distanza dalla Sella di Rocca Pianaccia, 1712 m. Da qui si incomincia la risalita della dorsale meridionale della menzionata Rocca, guadagnando, mediante labilissima traccia, oppure direttamente, il sommo del primo cespuglioso dosso. Oltre quest’ultimo si scende in un avvallamento e si continua in direzione di verticali fasce rocciose che si evitano a sinistra. Attraversata una pietraia (ometto), ci si dirige verso un’evidente cengia/rampa obliqua da sinistra a destra. Seguendo quest’ultima si recupera il filo della dorsale e lo si asseconda in direzione delle roccette terminali che si possono superare direttamente oppure evitare a destra. Dalla cima della Rocca Pianaccia, 1764 m (la vetta più elevata della montagna parmense), aggirate ad E le ripide roccette finali, si ritorna mediante lo stesso percorso all’omonima sella. Lasciata a destra la continuazione del segnavia n° 711, si prosegue diritto per sentiero segnato ma non numerato che avanzando piuttosto ripidamente si mantiene sulla sinistra della dorsale che divide il vallone (di origine glaciale) di Pumacciolo da quello del Sillara, al cui centro si trovano gli omonimi laghi. Orientandosi con paletti di legno e con qualche ometto, si mette piede sul filo del costone che si asseconda ammirando straordinarie visuali. Raggiunto un bivio, si tralascia a sinistra un sentiero proveniente dai Laghi del Sillara e si prosegue diritto per evidente traccia che guadagna quota sulla sinistra della dorsale settentrionale del Monte Sillara. Risalito con una certa fatica il panoramico profilo, si guadagna il crinale sommitale a poca distanza dalla cima del Monte Sillara, 1861 m. Una prolungata sosta sul “tetto” dell’Appennino parmense/lunense è d’obbligo, se non altro per ammirare il vastissimo panorama a 360° che offre: nelle giornate terse è possibile scorgere la sagoma dell’Isola d’Elba. Ripreso il cammino, si inizia a discendere il ripido ma spettacolare profilo SE della montagna, notando, poco sotto la cima, un profondo canale/fenditura che precipita nel versante lunense. Si prosegue poi molto più comodamente avanzando sulla sinistra del dorsale divisoria, ammirando suggestive visuali sui sottostanti Laghi del Sillara. Recuperato il filo del crinale, si riprende a salire fino a raggiungere la sommità del Monte Nuda di Iera, 1840 m, nominato in alcune mappe come Monte Losanna. Dalla panoramica cima si scende facilmente verso la sottostante ampia insellatura del Passo di Compione, 1794 m. Dal valico si prende a sinistra il percorso n° 709 (diretto al sottostante e ben visibile Lago Inferiore di Compione) che inizialmente scende in obliquo verso sinistra oltrepassando un solco. Si continua a perdere quota per il poco evidente tracciato transitando a fianco di pietraie e, più in basso, di caratteristiche rocce montonate. Costeggiato il bordo di un laghetto, si sale per poco raggiungendo un bivio situato su una costa. Andando a destra ed assecondando il sommo della morena che chiude a NE il Lago Inferiore di Compione, 1681 m, si giunge in corrispondenza di quest’ultimo, certamente uno dei più spettacolari specchi d’acqua di tutto l’Appennino parmense. Dopo una sosta d’obbligo per ammirare l’impareggiabile bellezza del luogo, si continua per il sentiero raggiungendo quasi subito un bivio (grosso ometto e segnavia). Si prende a sinistra un’incerta traccia (percorso CAI n° 709) che conduce poco più in basso nei pressi di un piccolo stagno. Qui il percorso svolta a sinistra fino a varcare un ruscello, volgendo subito dopo a destra. Si continua a scendere per sentierino tra cespugli di mirtillo, notando più in basso delle lastre rocciose con segnavia bianco-rosso. Raggiunte le rocce montonate si svolta a destra perdendo quota per esse, volgendo poi a sinistra e procedendo a mezza costa nella sponda sinistra orografica della selvaggia valle formata dal Rio Grotta. Avanzando parallelamente a quest’ultimo e ammirando sotto di noi altre interessanti rocce montonate, si raggiunge il limite della vegetazione. Attraversata una piccola fascia boscosa, si svolta a destra avvicinandosi al margine del bosco. Inoltratosi nella faggeta si scende per ampio sentiero sassoso non ben incavato nel terreno, perciò poco evidente (prestare attenzione ai puntuali segnavia). Dopo una curva a destra e la successiva svolta a sinistra si sbuca in una radura caratterizzata da folta vegetazione. Si attraversa quest’ultima transitando a fianco dei resti murari di una costruzione un tempo utilizzata dai pastori come ricovero. Rientrati nella faggeta, si prosegue per ampia traccia attraversando poco dopo il Rio Grotta. Tenendo d’occhio i segni bianco-rossi, si procede per un tratto parallelamente ad esso, volgendo successivamente a destra. Lambito il Rio Frasconi, il percorso vira a destra ed avanza per un tratto in piano all’interno di una splendida faggeta, conducendo, dopo una svolta a sinistra, ad un bivio (palina segnaletica). Guadato il Rio Frasconi, si ritorna al bivio incontrato all’andata e si rientra al ponte sul Torrente Cedra seguendo a ritroso lo stesso percorso. 

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