La Rocca Pumaccioletto e il Monte Navert dal Ponte del Cogno

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Punto di partenza/arrivo: Ponte del Cogno 984 m

Dislivello: 920 m ca.

Durata complessiva: 6/6,15 h

Tempi parziali: Ponte del Cogno-Lagoni (1,40 h) ; Lagoni-Rocca Pumaccioletto (1 h) ; Rocca Pumaccioletto-Passo della Colla-Monte Navert (1,15 h) ; Monte Navert-guado Torrente Parma di Badignana (1,20 h) ; guado Torrente Parma di Badignana-Ponte del Cogno (50 min)

Difficoltà: EE

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo (utili in più tratti i bastoni da trekking)

Ultima verifica: giugno 2019 

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio. Da quest’ultima località si continua in direzione di Lagdei per circa 2 km, parcheggiando l’auto in corrispondenza dell’imbocco di una carraia, subito dopo il Ponte del Cogno.

 

mapwww.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Magnifica e completa escursione lungo traccie per nulla o poco frequentate che pongono, in alcuni tratti, problemi di individuazione. In particolare, risulta problematico il reperimento del giusto percorso nella risalita della valletta formata dal Torrente Parmetta. Se nella seconda sezione di questo tracciato ci si orienta con ben posizionati bolli rossi, nella parte iniziale si dovrà tribolare non poco nell’intuizione del giusto sentiero. Sia nella discesa lungo la dorsale settentrionale della Rocca Pumaccioletto, quanto – e soprattutto – nella risalita del profilo meridionale del Monte Navert, si dovranno affrontare diversi ripidi strappi. Ciononostante l’escursione proposta, sia per gli ampi panorami, quanto per la varietà e integrità degli ambienti attraversati, è una delle più belle di tutta la l’Alta Val Parma.

Dal Ponte del Cogno ci si incammina per una carraia (percorso CAI n° 721) che poco più avanti, nei pressi di una casa, effettua una netta curva a destra (in corrispondenza della svolta si lascia a sinistra un’altra carrareccia). Si procede in lieve discesa a fianco di prati e campi, alcuni dei quali coltivati a patate, in direzione sud. Ignorata a destra una traccia e dopo breve risalita, si raggiunge a attraversa il Ponte del Prolo (a sinistra del ponte nuovo è situato il vecchio manufatto a schiena d’asino). Si procede poi in salita, iniziando in questo modo l’aggiramento del profilo della dorsale che separa la valletta formata dal Torrente Parma di Francia ad ovest (quest’ultimo attraversato con il Ponte del Prolo), da quella formata dal Torrente Parma di Badignana Torrente Parma dei Lagoni a est. Giunti ad un bivio si trascura a sinistra un’ampia traccia e si prosegue in salita, fino ad effettuare una netta curva a destra, penetrando così nella valle del Torrente Parma di Badignana. Dopo una salita e un’ulteriore svolta a destra, si incontra un bivio (cartelli) da cui il percorso segnato asseconda la carraia di destra, mentre noi proseguiamo a sinistra per ampia traccia non segnata. Si avanza comodamente lungo la poco frequentata carraia, trascurando più avanti un traccia inerbita a destra. Con andamento in piano, leggera discesa e saliscendi, ammirando anche notevoli esemplari di faggio, si continua lungamente per il bel tracciato, uscendo in seguito in un’area disboscata. Si attraversa quest’ultima effettuando una curva a destra, penetrando successivamente nel bosco e oltrepassando poco più avanti un suggestivo rio. Dopo una radura arbustiva che il tracciato costeggia alla sua sinistra, si raggiunge una sbarra con cartello di divieto d’accesso. Ci troviamo nei pressi del greto del Torrente Parma di Badignana: l’ampia traccia lo costeggia per un tratto per poi svoltare nettamente a sinistra e attraversare il corso d’acqua. Appena prima del guado si abbandona la carraia e si avanza per labilissimo sentiero che procede in direzione NE, costeggiando per un tratto il corso del torrente. Poi ci si sposta leggermente a destra, raggiungendo e transitando a fianco di un paio di grossi massi. Successivamente la traccia, estremamente labile, conduce, con spostamento verso destra, ad un ripiano boscoso con grosso masso, dove il percorso sembra perdersi del tutto. Guardando a sinistra si dovrebbe notare un sentiero che non è da prendere, in quanto conduce, spegnendosi, nel corso d’acqua della Parmetta. Dal masso, quindi, si sale verso destra per pochi metri, poi, cercando di scorgere l’incavo di una traccia, si svolta a sinistra procedendo in obliquo ascendente (questo tratto richiede un buon intuito, sempre nell’ipotesi di NON avere con se il navigatore satellitare). Raggiunto un altro ripiano (forse una carbonaia), a destra si dovrebbe intravvedere l’incavo di un sentiero: lo seguiamo transitando a fianco di una piazzola di carbonaia, situata alla nostra sinistra. Sempre con andamento in obliquo verso NW, si raggiunge un’altra piazzola e si continua con lo stesso andamento e direzione di prima. Poi si effettua un tornante sinistrorso (la traccia è sempre molto poco evidente), oltrepassando anche il tronco di un albero che sbarra il cammino, proseguendo lungo il percorso principale nella stessa direzione assunta dopo il tornante, quindi verso SW. Poco dopo si effettua una netta svolta a destra che anticipa altri tre tornanti, oltre i quali si lambisce il bordo di una costa (dietro gli alberi si intravedono delle lisce placche d’arenaria). Si effettuano altre tre ulteriori tornanti, notando alla nostra sinistra dei bolli rossi impressi sui tronchi degli alberi. Dopo il terzo tornante si abbandona la traccia su cui stiamo camminando spostandosi a sinistra, cominciando in questo modo ad assecondare i segnavia rossi. Si risale, senza una vera e propria traccia, una costa boscosa caratterizzata da grossi massi. Più in alto si prosegue recuperando un sentiero, mantenendosi sempre nei pressi del bordo di una costa, che non è altro che il margine superiore del pendio che fa da sponda sinistra orografica della valletta formata dal torrente Parmetta. Si avanza in modo lineare in bel ambiente boschivo per vecchio sentiero (si tratta forse di un percorso tracciato dai forestali), avvicinandosi e lambendo il menzionato corso d’acqua. Raggiunto un ripiano boscoso si prosegue orientandosi con gli ottimamente posizionati bolli rossi, virando prima a sinistra poi a destra. Successivamente si piega a destra, effettuando quasi subito una netta svolta a sinistra, proseguendo per traccia poco evidente. Poco dopo si mette piede nella carrozzabile per i Lagoni, appena prima del ponte sulla Parmetta. In circa 15 minuti di cammino si raggiunge il Lago Gemio Inferiore1342 m, dal cui margine orientale (fontana) si imbocca a destra un sentiero lastricato (n° 711A; in realtà l’imbocco vero e proprio del percorso è appena dopo la fontana in direzione Passo della Colla). Al primo bivio si trascura sulla sinistra la traccia per la Falesia del Rifugio e si prosegue per l’ottimo sentiero passando a fianco di un grosso masso. Raggiunto un ripiano, si inizia la risalita, mediante alcuni tornanti, di un ben ripido fianco boscoso, uscendone poi verso destra. Continuando per il percorso segnato si transita nei pressi di un balcone panoramico (bella visuale del Monte Scala), avanzando successivamente a mezza costa, tagliando un ripido pendio dominato da blocchi d’arenaria. Dopo una svolta a sinistra ci si dirige verso il fondo di una piccola valletta, raggiunto il quale lo si segue a sinistra per poco. Messo piede su un ripiano, si volta a destra (segnavia) risalendo il soprastante pendio boscoso, per poi piegare a destra. Ci si dirige verso un’evidente costa boscosa, attraversando, prima di raggiungere quest’ultima, una piazzola di carbonaia. Valicata la costa, ci si sposta per qualche metro a destra, per poi discendere il sottostante pendio in direzione di una pietraia. Il sentiero poi costeggia quest’ultima sulla destra, rientrando successivamente nel bosco, ma uscendone poco dopo, attraversando il margine inferiore di una seconda e più ampia pietraia dominata da pareti d’arenaria. Rientrati nel bosco si prosegue in moderata pendenza, lambendo più avanti una terza e più piccola pietraia, fino a raggiungere il bivio (cartelli) con il percorso (n° 711A/737), che si stacca a sinistra, per la cresta e Rocca Pumaccioletto. Si segue questo sentiero, invero non particolarmente marcato, dapprima tra vegetazione invadente e massi, poi all’interno della faggeta. Raggiunto il crinale divisorio, lo si segue a destra ammirando straordinari esemplari di faggio dai rami contorti, aggirando in seguito un’altura. Oltre quest’ultima si esce improvvisamente dal bosco e si risale, anche piuttosto ripidamente, il profilo settentrionale della Rocca Pumaccioletto. Raggiunta la sommità, 1692 m (croce con targa dedicata a Gian Franco Bertè), costituita da un ammasso di blocchi arenacei, si ammira un vastissimo panorama a 360°. Dalla vetta si ritorna al bivio di prima e si continua diritto lungo il percorso n° 737, che asseconda la dorsale Parma/Cedra. Dopo un’altura si discende, per ripido e malagevole sentiero, un erto profilo boscoso, alla destra di grandi placconate arenacee. Più in basso la pendenza diminuisce, mentre il sentiero si fa meno evidente, quindi si prosegue orientandosi con i segnavia bianco-rossi impressi sui tronchi degli alberi. Giunti nei pressi di un poggio, il percorso vira repentinamente a sinistra svoltando poco dopo a destra, scendendo ancora per un tratto ripidamente. Più in basso si raggiunge il fondo di una piccola valletta e dopo breve risalita si recupera il filo della dorsale spartiacque, che si asseconda in lieve salita. Dopo un tratto in piano e una breve discesa, si raggiunge il Passo della Colla1466 m, dove si incontra la carrozzabile proveniente da Valditacca e diretta ai Lagoni. Si attraversa la strada e si prosegue lungo il percorso n° 737 in direzione del Monte Navert, iniziando subito a progredire in ripida salita, assecondando più o meno il filo del profilo meridionale della montagna. Dopo questo primo tratto ripido, si prosegue brevemente in piano, per poi riprendere a guadagnare quota contornando il limite del bosco alla nostra sinistra e il margine sinistro di ripidi pendii prativi. Raggiunto un bivio si tralascia a destra una traccia e si continua a salire (sbiadito segnavia su un masso) sempre ripidamente per prati. Rientrati nella faggeta si affronta un ripido strappo, prendendo, poco prima di un grosso masso di rocce calcaree, la traccia di destra. Usciti dal bosco si sale molto ripidamente per sentiero con affioramenti rocciosi (questa sezione potrebbe risultare alquanto scivolosa e oggettivamente pericolosa con terreno bagnato), aggirando a sinistra le bancate calcaree che caratterizzano il versante meridionale del Monte Navert. Dopo aver lambito un rimboschimento a conifere, si prosegue per bella dorsale erbosa, fino ad approdare sul magnifico ripiano sommitale della montagna. Dalla vetta del Navert1653 m (grandioso panorama a 360°), si asseconda per traccia erbosa (percorso CAI n° 739) il pianoro sommitale verso N/NW. Si prosegue poi assecondando la dorsale Parma/Bratica, avanzando pressoché in piano, uscendo più avanti e attraversando una bella radura con conifere di reimpianto. Poi si rientra nella faggeta e si scende per l’evidente sentiero, uscendo poco dopo e per un breve tratto dal bosco. Rientrati nella vegetazione, si transita inizialmente a fianco di straordinari e scultorei esemplari di faggio dai particolari rami contorti, oltre i quali si incomincia a perdere quota con maggiore decisione. Tenendosi un poco a destra del filo della dorsale spartiacque, si affronta successivamente un’ultima ripida discesa lungo il filo del crinale divisorio, approdando infine su una selletta con piccola radura. Da qui si imbocca a sinistra (faccia a valle) una traccia non segnata in versante Parma, avanzando inizialmente a mezza costa in piano/lieve discesa. Dopo alcuni tornanti si riprende la direzione di prima (S/SW), per poi effettuare ulteriori tornanti e scendere verso il sottostante ripiano boscoso. Raggiunto quest’ultimo la traccia si fa piuttosto labile: si prosegue in direzione W, passando a fianco di alcuni massi, cercando di intuire l’incavo della vecchia mulattiera (a terra si notano delle traverse formate da pietre). Poco dopo il percorso, ora più marcato, effettua una netta svolta a sinistra, compiendo poi un’ulteriore curva a sinistra. Si continua lungo l’ampia traccia, che ritorna ad essere poco marcata, fino a mettere piede su una carraia in disuso, appena prima di un solco. Si segue questo tracciato a sinistra, oltrepassando subito il menzionato solco, varcandone successivamente un secondo. Si affronta poi una contropendenza, fino a raggiungere e valicare una costa boscosa, oltre la quale si prosegue in piano/lieve discesa. Si continua per l’ampia traccia, transitando alla base dei ripidi e suggestivi pendii che caratterizzano il versante occidentale del Monte Navert. Dopo l’aggiramento di un’altra costa si prosegue in discesa, sbucando infine nella carrozzabile Lagoni-Passo della Colla in corrispondenza di un suo tornante sinistrorso. Si segue la strada a destra per circa 10 minuti, effettuando svolte e tornanti, abbandonandola per carraia a destra, appena prima dell’attraversamento di un suggestivo ramo sorgentizio del Teorrente Parma dei Lagoni, incassato tra lisce placche arenacee. Si perde quota lungo la strada forestale dei Chiosi, tenendosi alla sinistra (orografica) del menzionato rio, svoltando poi a sinistra. Transitando a fianco di caratteristiche lastre rocciose, si effettua poco dopo una curva a destra, procedendo parallelamente ad un ruscello, situato più in basso alla nostra sinistra. Poi, seguendo il comodo tracciato, si compie una netta svolta a destra, trascurando a sinistra, in corrispondenza della svolta, un sentiero che conduce e attraversa il menzionato ruscello, allargandosi successivamente a carraia. Poco più avanti si varca il ramo sorgentizio del Torrente Parma del Lagoni, svoltando appena dopo il guado a sinistra, raggiungendo successivamente una specie di rifugio forestale. Si prosegue per bella carraia, perdendo quota all’interno di un suggestivo ambiente boschivo caratterizzato da conifere di reimpianto e bianchi massi calcarei, mentre più in basso alla nostra sinistra “rumoreggia” il Torrente Parma dei Lagoni, nella cui sponda destra orografica ci troviamo. Dopo un paio di tornanti, si riprende la direzione di prima (nord), sempre all’interno di un rimboschimento (parzialmente) a conifere, piegando poi a sinistra. Si continua a scendere lungo il percorso principale (nel lato opposto della valle si intravvedono lisce placconate arenacee), avanzando più avanti in piano ed oltrepassando un rio. Dopo alcuni minuti si raggiunge un bivio importante: a destra la carraia continua verso Sesta, attraversando inizialmente, mediante ponte, un rio. Noi andiamo a sinistra per ampia traccia meno battuta che, dopo una curva a destra, prosegue in lieve discesa tra conifere di reimpianto e faggi d’alto fusto. Dopo aver attraversato un buio rimboschimento a conifere, si prosegue all’interno della faggeta, effettuando in seguito una netta svolta a sinistra. Appena dopo quest’ultima si deve guadare il Torrente Parma di Badignana, il cui attraversamento potrebbe risultare molto complesso o impraticabile con acqua abbondante (in ogni modo, a meno di non cercare un altro punto in cui guadare il corso d’acqua, ci si deve togliere gli scarponi). Dopo il guado ci si ricongiunge con il percorso effettuato all’andata, seguendolo fino al punto di partenza.

 

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