Monte Pelpi: anello da Montevaccà

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Punto di partenza/arrivo: Passo di Montevaccà 805 m

Dislivello: 950 m ca.

Durata complessiva: 5,15 h

Tempi parziali: Montevaccà-Monte Pelpi (2 h) ; Monte Pelpi-Masanti di Sopra (1,30 h) ; Masanti di Sopra-Nociveglia (1 h) ; Nociveglia-Montevaccà (45 min)

Difficoltà: E/E+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo (utili, in un tratto, i bastoncini da trekking)

Ultima verifica: maggio 2019

Riferimento bibliografico: Andrea Greci – GUIDA AI SENTIERI DELL’APPENNINO PARMENSE, Val Taro e Val Ceno – Gazzetta di Parma 2011

Accesso stradale: Parma-Fornovo-Borgo Val di Taro-Bedonia. Da quest’ultima località si imbocca la S.P. 359/R (indicazione per Bardi) e la si segue posteggiando l’auto nel parcheggio di Montevaccà, località distante 5 km da Bedonia

map (1)www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Splendida escursione che si svolge a cavallo tra il versante Taro e Ceno del Monte Pelpi. La segnaletica è vetusta e sistemata in modo grossolano. In particolare è necessario, sia durante la salita quanto nel percorso di ritorno, prestare attenzione ad alcuni bivi non segnati che possono trarre in errore.

Da Montevaccà, avendo come riferimento la Trattoria Oppici, si segue a destra la Provinciale verso Bedonia per poche decine di metri, imboccando poi a sinistra (frecce segnaletiche dei percorsi CAI n° 829 e n° 825A) una carraia. Lasciatosi il paese alle spalle, si contorna inizialmente un bel campo, fino ad incontrare un evidente bivio da cui si prende a destra un’ampia traccia che effettua subito una svolta a destra. Si avanza in lieve salita giungendo in seguito nei pressi di una presa dell’acquedotto situata alla nostra destra. Poi il tracciato si restringe a sentiero, allargandosi nuovamente poco dopo, iniziando successivamente a guadagnare quota con maggiore decisione. Dopo una ripida salita all’interno di un’area di rado bosco, giunti in prossimità di un ruscello, ci si immette in una traccia trasversale (CAI n° 825A), che si segue a destra. Si procede per bella mulattiera, inizialmente in lieve salita poi in leggera discesa, effettuando una curva a sinistra. Appena dopo una carraia che si immette nel nostro percorso da destra, si confluisce in un’ampia carrareccia, proveniente da Case Lavaio, che si segue a sinistra in salita (percorso CAI n°829). Si compie quasi subito un ampio tornante destrorso, procedendo poi comodamente in ambiente boschivo solitario, giungendo più avanti nei pressi di un’area disboscata. Si avanza contornando il suo margine inferiore, trascurando subito una traccia che si stacca a destra, proseguendo per il percorso principale che in ripida salita effettua un ampio tornante sinistrorso. Si continua per il bel tracciato senza possibilità di errore, tralasciando in seguito a destra una carraia che conduce in una radura, mentre alla nostra sinistra si nota appena dopo il bivio una fonte/abbeveratoio. Subito oltre quest’ultima si effettua un tornate sinistrorso, avanzando poi in sostenuta salita e, con progressivo spostamento a destra, si esce temporaneamente dal bosco in corrispondenza del margine sinistro della radura di Pian de l’Era. Si procede avendo quest’ultima a destra e un rimboschimento a conifere a sinistra, fino ad incontrare un bivio da cui si prende il percorso di destra (segnaletica assente). Si guadagna quota per bella mulattiera effettuando alcuni tornanti, raggiungendo in seguito una radura arbustiva dove il percorso diventa molto incerto (segnaletica assente). Al bivio che si presenta si va a sinistra, attraversando in questo modo la radura tenendosi nei pressi del suo margine sinistro, fino ad arrivare alla base di un ripidissimo pendio inizialmente prativo con arbusti, poi boscoso. Lo si risale direttamente e scomodamente per traccia incanalata, particolarmente ripida nella parte superiore appena prima di rientrare nel bosco (attenzione in caso di terreno bagnato; utili, come specificato nella scheda iniziale, i bastoncini da trekking). Poi ci si inserisce in un altro sentiero, proveniente da destra, che si segue a sinistra, affrontando appena dopo un’altra ripidissima e sostenuta salita che potrebbe risultare alquanto scivolosa in caso di terreno bagnato. Poco più in alto si esce dal bosco, avanzando lungo il margine superiore di una bella radura. Dopo una macchia boscosa si sbuca in un’altra radura, dove il percorso piega repentinamente a sinistra e sale piuttosto ripidamente. Inizia successivamente un obliquo ascendente per bellissime radure punteggiate da macchie di faggi. Per traccia sempre evidente ma priva di segnavia (ad un certo punto si attraversa una carraia trasversale) si guadagna costantemente quota, tenendosi nel versante Taro della dorsale W del Monte Pelpi, conosciuta come Costa Agucchia. Approdati sul crinale di quest’ultima, si scende per un breve tratto, notando a sinistra, in versante Ceno, un’ampia area disboscata e un sentiero, privo di segnaletica, che seguiremo al ritorno. Noi proseguiamo alla volta dell’evidente cima del Pelpi, assecondando la stupenda dorsale erbosa che, oltre a regalare visuali impareggiabili, offre nella stagione tardo primaverile splendide fioriture, in particolare di orchidee selvatiche. Avanzando a saliscendi si guadagna, non senza fatica, la quota più elevata del Monte Pelpi1495 m, deturpata da antenne e, spostandosi a destra, si raggiunge la vistosa croce di 27 m, situata su una quota leggermente più bassa rispetto a quella principale. Dopo una meritata sosta al fine di ammirare il grandioso panorama che ci circonda, ritorniamo al bivio incontrato sulla Costa Agucchia, proprio in corrispondenza della menzionata area disboscata. Si prende a destra un sentiero che procede a mezza costa, trascurando a destra tracce di esbosco, fino a virare a destra dirigendosi e raggiungendo il dorso di una costa. Giunti ad un bivio, si ignora a sinistra una carraia in discesa e si prosegue diritto (segnavia sbiadito del percorso CAI n° 825) per sentiero che poco dopo si inoltra nel bosco. Si perde quota, a volte piuttosto ripidamente, per traccia quasi sempre ben incavata, facendo attenzione, ad un bivio poco evidente, a prendere il sentiero di destra (segnavia sbiadito). Più in basso ci si immette in una mulattiera che si segue a sinistra (segnavia), uscendo successivamente dal bosco nell’ambito di radure arbustive. Il percorso poco più avanti vira nettamente a destra e prosegue in direzione E/NE, attraversando le radure con arbusti della località Pian da Jassa. Rientrati nella vegetazione, si piega a sinistra innestandosi prima in una traccia più ampia, confluendo poi, dopo una discesa, in una carrareccia (segnavia e frecce segnaletiche in corrispondenza dell’innesto). Si segue quest’ultima a sinistra in leggera discesa effettuando alcuni tornanti, transitando più in basso a fianco di una presa dell’acquedotto. Si continua a perdere lentamente quota per l’ampio tracciato compiendo altri tornanti, giungendo in seguito nei pressi di una recinzione con ampio spiazzo adiacente. Si prosegue sempre per la comoda carrareccia effettuando ulteriori tornanti (in corrispondenza di un tornante destrorso si ignora a sinistra una carraia), incontrando e sottopassando più volte una linea elettrica. Più in basso si transita a fianco di spettacolari lastre rocciose, raggiungendo poco più avanti una sbarra, congiungendosi appena dopo con un’altra carrareccia, ormai alle porte del borgo di Masanti di Sopra783 m. Entrati nel centro di quest’ultimo, si prosegue a sinistra per stradello che conduce fuori dal paese, attraversando successivamente la piccola frazione di Fereto. Si penetra poi nel bosco seguendo un’ampia mulattiera, ignorando, ad primo un bivio, una carraia che si stacca a sinistra e, appena dopo, un sentiero che si stacca nella stessa direzione, contrassegnato da bolli rossi. Si continua in leggera discesa, oltrepassando poco dopo un ruscello, incontrando successivamente un bivio dal quale, immettendosi in un’ampia traccia, la si segue a sinistra in salita (segnavia). Si guadagna quota in leggera/moderata pendenza, attraversando un ruscello ed ignorando tracce laterali secondarie, tenendo sempre il percorso più battuto (segnavia latitanti). Più avanti si raggiunge un bivio con carraia a sinistra chiusa da una catena, da cui si prosegue diritto per la storica mulattiera: si tratta infatti, con grande probabilità, di un vecchio tracciato utilizzato dai valligiani come arteria di collegamento tra le varie frazioni della Val Ceno – tra cui l’appena visitato Masanti – con Nociveglia e il valico di Montevaccà. Al successivo bivio si trascura a sinistra un’altra traccia e si continua a destra per il percorso principale che, avanzando in lieve discesa, si restringe per un tratto a sentiero, per poi allargarsi successivamente. Si riprende quindi a salire, incontrando (finalmente!), sul tronco di un albero alla nostra destra, uno sbiadito segnavia che ci conferma di essere nel giusto percorso (CAI n° 825A). Poco più in alto si attraversa un un primo ruscello, cui fa seguito poco dopo un secondo, continuando poi a procedere in salita ed effettuando in seguito una svolta a sinistra. Si prosegue per il percorso principale, avanzando in lieve discesa tra radure arbustive e in seguito tra folta vegetazione all’interno di un rado bosco. Subito dopo un segnavia alla nostra sinistra, ci si immette in una carraia che si segue a destra solo per poco. Infatti, appena prima di una sua netta svolta a destra, la si abbandona per sentiero a sinistra (segnavia disposto più avanti sul tronco di un albero divelto). Si avanza per il sentiero attraversando un ruscello, oltre il quale il tracciato si amplia e conduce a varcare un secondo corso d’acqua. Poi si procede in lieve salita lungo la vecchia e suggestiva mulattiera (su un sasso con muschio in basso a sinistra si nota uno sbiadito segnavia con la numerazione del percorso) e, dopo un tratto in moderata pendenza, si effettua una curva a sinistra, immettendosi successivamente in un’ampia traccia che si segue a destra in discesa. Dopo l’attraversamento di un ruscello asciutto, si avanza in salita costeggiando un recinzione con filo spinato, notando poco dopo, sul tronco di un albero alla nostra destra, un altro segnavia. Si continua per la magnifica mulattiera con andamento pianeggiante, incontrando altri due segnavia, disposti l’uno dopo l’altro, trascurando, appena dopo il secondo segnavia, una traccia che si immette da destra. Più avanti il tracciato si restringe a sentiero invaso dalla vegetazione, allargandosi successivamente ad ampia mulattiera e procedendo in salita all’intero di un’area di bosco rado. Con andamento in piano/leggera discesa si arriva ad un ruscello asciutto che si varca, riprendendo appena dopo a salire, anche in moderata pendenza, fino ad immettersi in una carraia che si segue a destra. Giunti nel margine superiore di un campo (bel colpo d’occhio sul Monte Penna) ed in vista del campanile della chiesa di Nociveglia, si trascura a sinistra un’ampia traccia in salita e si prosegue per il percorso principale che procede in discesa. Dopo un tratto in salita si entra nel paese di Nociveglia874 m, dirigendosi, al bivio iniziale, a sinistra verso la chiesa, andando poi a destra al successivo bivio situato in prossimità della facciata dell’edificio. Si attraversa tutto il suggestivo borgo, continuando poi per carraia che effettua una curva a sinistra. Appena dopo quest’ultima, ad un bivio, si prende la traccia di destra (segnavia), guadagnando quota per carraia inerbita. Si penetra successivamente nel bosco, procedendo sempre in salita e forse transitando nei pressi del luogo dove anticamente sorgeva un castello. Dopo un tratto in lieve discesa a fianco di radure, si oltrepassa un ruscello, rientrando poi nel bosco. Si procede per il bel tracciato in lieve salita, ammirando vecchi muretti a secco che ci fanno intuire la sua storicità e importanza, fino a valicare una costa, oltre la quale si avanza in discesa. Dopo un tratto in cui il percorso potrebbe risultare alquanto fangoso, poiché asseconda un corso d’acqua, si ritorna al bivio incontrato all’inizio dell’escursione con la traccia contrassegnata n° 829. Seguendo quest’ultima si fa ritorno a Montevaccà, concludendo così questa spettacolare e completa escursione.

 

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