101_0112

3 pensieri riguardo “101_0112

  1. Ciao, complimenti per la descrizione dettagliata e le foto. Questo è il passaggio di III+? Ci sono spit in loco oppure un arbusto dove mettere una corda per sicurezza? È un passaggio obbligato o aggirabile? Vorremmo fare la cresta in libera e mettere la corda solo nei punti più impegnativi. Grazie!

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    1. Ciao, quello della foto è il diedrino che si incontra a metà salita. E’ di III°-, non è aggirabile e ci sono due arrugginiti chiodi di passaggio, nessun spit e, per quanto ricordo, nessun arbusto dove poter approntare una sosta. Potete usare spuntoni, oppure attrezzare una sosta con chiodi da fessura. Riguardo il diedro di III+, lo si trova proprio all’inizio dell’ascesa. Si tratta del diedro immediatamente a destra dell’evidente grotta all’inizio delle rocce dello sperone. Il diedro in questione è aggirabile a destra, mediante la variante che ho descritto in questa relazione, oppure ancora più a destra, destreggiandosi tra roccette e arbusti. Questo è il diedro: https://appenninismo.wordpress.com/2017/04/13/monte-treggin-sperone-sud/#jp-carousel-20476. Vi consiglio, se volete affrontare questa ascensione in piena sicurezza, di effettuarla dopo un prolungato periodo di bel tempo, affinché la roccia si asciughi. Infatti le rocce del Treggin possono risultare particolarmente insidiose in caso di bagnato, poiché spesso ricoperte da muschio. Inoltre in un tipo di scalata come questa gioca un ruolo molto importante le scelta autonoma del percorso. Nella relazione è riportato a grandi linee il percorso che io ho seguito, il che non significa che sia il migliore e il più consigliabile. Comunque, per tornare al diedro della foto, ripeto, è un passaggio obbligatorio (a destra è presente un altro diedro più impegnativo e di roccia probabilmente peggiore), esposto ma non difficile. Vi auguro una buona salita! Se avete bisogno di altre chiarificazioni, mi trovate sempre disponibile.

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    2. Ne approfitto per darvi ulteriori indicazioni. Come già specificato nel precedente commento, il diedro iniziale, lungo non più di 10 m, lo si può aggirare tenendosi appena alla sua destra su difficoltà di II°+/III°-, oppure ancora più a destra (possibilità che non ho sperimentato direttamente), avanzando poi in obliquo a sinistra su terreno vario (blocchi, roccette, arbusti e cespugli). In caso optaste per il diedro, tenete presente che non vi è alcun chiodo intermedio né tanto meno chiodi di sosta. A tal fine, vi è la possibilità di usare spuntoni oppure attrezzare una sosta con chiodi da fessura. Non ricordo al termine del diedro un arbusto utile per far sosta. C’è da dire che ho sempre affrontato questa ascesa in solitaria senza l’ausilio di alcuna assicurazione, per cui non mi sono mai effettivamente posto il problema di approntare soste. Infine, per quello che concerne l’avvicinamento, in relazione trovate descritto il percorso che ho sempre seguito al fine di raggiungere la grotta. Non è certamente comodo, in quanto ci si deve destreggiare con vegetazione invadente e risalire un canale con placchetta muschiosa nella parte finale, tuttavia è logico e diretto. Sempre disponibile per ulteriori chiarificazioni.

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