Il Monte Caio da Zibana

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Punto di partenza/arrivo: Zibana 755 m

Dislivello: 900 m ca.

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: Zibana-Passo del Cozzanello (1,15 h) ; Passo del Cozzanello-Monte Caio (1,20 h) ; Monte Caio-San Matteo (40 min) ; San Matteo-Zibana (1, 30 h)

Difficoltà: E (E+/EE in due brevi tratti)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: dicembre 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Isola. Da quest’ultima località si continua ancora per un breve tratto lungo la S.P. 665R in direzione di Monchio delle Corti. Al primo bivio (indicazioni) si imbocca a destra una stradina che conduce dopo alcune svolte al pittoresco paese di Zibana. Si parcheggia l’auto nei pressi della chiesa di Santa Maria Assunta, la cui fondazione originaria risale al 1230.

map www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario  

Spettacolare e completo itinerario in luoghi solitari e ricchi di fascino. 

Dalla chiesa di Zibana, seguendo lo stradello di sinistra, si attraversa il suggestivo borgo, ignorando poco sopra il percorso tradizionale per S. Matteo che si stacca a destra. Si prosegue per stradina asfaltata in direzione di Cozzanello effettuando inizialmente un paio di tornanti. Giunti nei pressi di alcune di case, si continua lungo una carraia che scende per un breve tratto per poi avanzare pressoché in piano. Si prosegue comodamente per il bellissimo tracciato aggirando più avanti una costa (belle visuali panoramiche), raggiungendo infine una casa isolata in località Case Solaroli. Si insiste per il comodo tracciato, ora asfaltato, procedendo a fianco di panoramici campi, fino a giungere in corrispondenza di un rio. Qui si imbocca a destra una carraia che guadagna quota avendo a sinistra il rio in questione e a destra i campi alla cui base siamo transitati poco prima. Dopo una presa dell’acquedotto si affronta una ripida salita oltre la quale in tracciato piega progressivamente a destra, allontanandosi in questo modo dal rio. Ritornati nei pressi di quest’ultimo si incontra un bivio da cui si prosegue diritto/destra, notando, in corrispondenza del bivio, degli interessanti muretti a secco che delimitano il corso d’acqua. Trascurata un’altra traccia a destra, si guadagna quota piuttosto ripidamente avendo sempre a sinistra e più in basso il rio. Si contorna poi il margine sinistro di un’area di bosco diradato, raggiungendo più avanti un bivio con due carraie nei pressi di un solco formato dal corso d’acqua di prima. Noi prendiamo la traccia di sinistra, attraversando subito il menzionato solco ed avanzando successivamente in direzione ovest, avendo a destra il corso d’acqua e un’area disboscata (appena dopo il bivio si notano a sinistra dei suggestivi ruderi). Segue un tatto in cui si guadagna quota in ripida e sostenuta salita compiendo una curva a destra. Per carraia successivamente meno ripida (più in basso a sinistra si nota un rio) si raggiunge un bivio dove si tralascia a destra una carrareccia per S. Matteo. Al successivo bivio si deve prendere la traccia di sinistra, guadando in questo modo il rio alla cui destra siamo saliti nell’ultimo tratto. Sbucati in un’area parzialmente disboscata, si avanza in moderata pendenza fino ad approdare su una panoramica costa dove il tracciato volge repentinamente a destra. Si prosegue per bella carraia in direzione del non lontano crinale Cedra/Bratica, contornando inizialmente il margine superiore di una radura arbustiva. Rientrati nel bosco, si incontra un bivio da cui si tralascia a destra un’ampia traccia e, proseguendo per il percorso principale, si approda senza possibilità di errore sulla dorsale meridionale del Monte Caio, in corrispondenza del Passo del Cozzanello (proprio qui il 20 novembre del 1944 furono uccisi i partigiani Ottavio Ricci e Rubens Guatelli). Messo piede sull’ampia traccia di crinale, la si segue a destra tralasciando subito, a sinistra, una carraia che scende in direzione di Ballone. Dopo una svolta a sinistra si continua in moderata pendenza, per poi procedere in leggera salita e in piano sulla sinistra del crinale spartiacque. Raggiunto il Passo di Zibana1252 m, notiamo a destra un cippo con Madonna ai piedi di un bell’esemplare di faggio e una traccia che scende in versante Cedra. Si prosegue lungo il percorso di crinale sottopassando, più avanti, una linea elettrica ed iniziando successivamente, in versante Parma, l’aggiramento del Groppo Cardello, la cui sommità è deturpata da antenne. In seguito si recupera il filo della dorsale e lo si valica procedendo in moderata pendenza in versante Cedra. Poco più avanti si rimette piede sul crinale spartiacque in un punto altamente panoramico, procedendo successivamente tenendosi leggermente a destra del filo della dorsale. Mediante netta svolta a sinistra si valica nuovamente il crinale, avanzando per un breve tratto in versante Parma (notevoli stratificazioni del Flysch del Monte Caio). Dopo una breve discesa si continua assecondando il crinale divisorio al sommo di bellissime radure, delimitate da una recinzione con filo spinato, che digradano in versante Parma. Dopo essere transitati nei pressi della sommità della Punta Fegni, si incomincia a perdere marcatamente quota effettuando un tornante sinistrorso. Raggiunta una sella in località Fornace1434 m (qui si trascura a sinistra una carraia che conduce a Ballone), si continua per il percorso principale che avanza appena a destra del filo della dorsale temporaneamente fuori dal bosco (notevoli visuali panoramiche). Ignorata a destra la carraia che scende a S. Matteo, si prosegue lungo il tracciato di crinale in leggera salita, scavalcando successivamente un poggio. Dopo una discesa nella quale si passa a fianco di affioramenti del Flysch e di una lapide, si mette piede in una panoramica sella dove a destra si stacca la traccia (nel primo tratto franata) che seguiremo al ritorno per raggiungere S. Matteo. Appena dopo si abbandona la carraia prendendo a destra un sentiero che inizialmente procede in piano/leggera discesa. Successivamente la traccia si impenna notevolmente e risale un ripido profilo da cui si ammirano notevoli visuali sui friabili dirupi che digradano in versante Cedra. Rimesso piede nella carraia di prima, la si segue verso la non lontana sommità del Caio, incontrando più avanti un bivio in corrispondenza di un bel crinaletto ghiaioso/roccioso. Da qui si prende il sentiero di sinistra che asseconda il menzionato crinale, aggirando a destra un primo muretto, superando invece, nel punto più debole, un secondo risalto in cui è necessario aiutarsi con le mani (breve passaggio classificabile EE). Sempre assecondando la dorsale, si raggiunge poco dopo un bivio da cui si tralascia a sinistra il percorso n° 737A proveniente da Agna. Proseguendo diritto (percorso n° 732B) si sale ripidamente per poi tagliare in obliquo ascendente i pendii digradanti dalla “Punta Bocchialini”. Guadagnata la splendida dorsale sommitale, volgendo a destra ci si dirige verso la cima del Monte Caio1580 m, che si raggiunge in breve. La sommità è caratterizzata da un cippo a ricordo dell’agronomo Fabio Bocchialini e da un curioso cannocchiale. Dopo una meritata sosta al fine di ammirare il grandioso panorama, percorrendo a ritroso il tragitto effettuato in salita si ritorna alla panoramica sella con traccia che si stacca a sinistra (a destra nell’altro senso). Come già detto, quest’ultima risulta franata appena dopo il bivio, per cui è necessario continuare per la carraia fin quasi al sommo della salita. Poi ci si cala per ripido pendio boscoso (passaggio classificabile EE), recuperando in questo modo il sentiero appena oltre il breve tratto franato. Si segue la traccia abbastanza evidente, effettuando poco più avanti un tornante sinistrorso cui segue uno destrorso (l’orientamento è facilitato da nastri di plastica bianco/rossi). Dopo altri due tornanti si riprende la direzione SW, aggirando, mediante curva a destra, una costa, giungendo poco dopo nei pressi di pendii con detriti dominati da friabili dirupi. Approdati nella magnifica radura sottostante gli edifici di S.Matteo, la si contorna sulla destra e dopo una breve salita si raggiunge la chiesetta omonima (la cui fondazione è antecedente al XII secolo) con l’annesso oratorio ricostruito da Fabio Bocchialini. Dopo una sosta d’obbligo in questo luogo magnifico e carico di storia (una traccia erbosa in discesa, che si stacca a sinistra nei pressi dei tavoli con panche, conduce ad un’antica fonte), si mette piede nella carrareccia d’accesso proveniente da Zibana, che costituisce la nostra comoda via di discesa. Ignorato subito a sinistra il sentiero proveniente da Sommogroppo, si procede per l’ampia traccia attraversando due vallette formate da rii (nella prima si trova una fonte), avanzando successivamente in salita. Aggirata una costa, si incomincia a perdere progressivamente quota inizialmente fuori dal bosco (notevoli visuali panoramiche). Rientrati in quest’ultimo e attraversata un’altra valletta, si procede ancora per un tratto in piano/lieve salita, per poi riprendere a scendere costeggiando il margine superiore di un’ampia area disboscata. Continuando lungamente per la comoda carrareccia, si raggiunge più avanti una costa dove a sinistra si nota panchina e una lapide. Dopo una discesa si approda nelle splendide radure della località Lago Maggiore (si tratta di uno stagno stagionale) che si attraversano avanzando in lieve salita. Congiuntisi con un’altra traccia che a destra sale verso il crinale del Caio, si volta a sinistra costeggiando un ampio campo con capanno in legno (a destra si trova una fonte). Si prosegue lungo l’evidente tracciato e nel momento in cui curva a destra lo si abbandona continuando diritto per ampia mulattiera. Dopo qualche minuto si rimette piede nella carraia di prima che si segue in direzione di Zibana. Effettuando diversi tornanti e costeggiando splendide e panoramiche radure, si giunge in corrispondenza della recinzione dell’area di addestramento cani S. Matteo, dove a sinistra si stacca una traccia che conduce a Sommogroppo. Proseguendo per il percorso principale, si transita, dopo aver effettuato un tornante sinistrorso, in corrispondenza dell’ingresso della menzionata area. Poco più avanti si raggiungono le prime case di Zibana (bella fontana sulla destra) e per stradello si scende alla chiesa. 

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