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Il Rifugio Pratizzano e il Lago Calamone: anello da Ponte Andrella

18 Ott

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Punto di partenza/arrivo: Ponte Andrella 652 m

Dislivello: 880 m ca.

Durata complessiva: 6/6,15 h

Tempi parziali: Ponte Andrella-Rifugio Pratizzano (1, 45 h) ; Rifugio Pratizzano-Lago Calamone (1 h) ; Lago Calamone-Montemiscoso (1,10 h) ; Montemiscoso-Castagneto (1 h) ; Castaneto-Ponte Andrella (1,10 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2018

Accesso stradale: Reggio Emilia-S.Polo d’Enza-Vetto-Ramiseto. Da quest’ultima località si continua in direzione di Succiso e Miscoso oltrepassando Castagneto e Lugolo. Oltre quest’ultimo si penetra nella valle formata dal Torrente Andrella e si parcheggia l’auto in corrispondenza del ponte omonimo

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Descrizione dell’itinerario

Ampio e interessantissimo anello alla scoperta di angoli poco conosciuti dell’alta Val d’Enza. Il percorso n° 679, diretto al Rifugio Pratizzano, se nella sua prima sezione risulta molto evidente (si tratta di una carraia), presenta nella parte successiva alcuni tratti in cui il reperimento del giusta traccia non è immediato. Inoltre nella discesa verso Castagneto si è costretti ad abbandonare temporaneamente il tracciato contrassegnato n° 680, in quanto totalmente inglobato dalla vegetazione, aggirando questa parte utilizzando una carraia contrassegnata n° 677A.

Da Ponte Andrella ci si incammina per carraia (percorso CAI 679/SD) che avanza in salita costeggiando il torrente. Giunti nei pressi di una casa abitata stagionalmente, si continua effettuando subito un tornante sinistrorso, guadagnando quota in ripida salita. Dopo altri tornanti si incontra un bivio dove, ignorata una traccia a sinistra, si prosegue svoltando nettamente a destra. Arrivati in prossimità di un campo, situato alla nostra sinistra, dobbiamo andare a destra per traccia meno battuta, giungendo poco più avanti in un altro campo che si attraversa evitando di seguire una traccia infrascata a sinistra, camminando invece lungo il margine sinistro del campo in questione. Giunti in corrispondenza di una casa diroccata si piega a sinistra per ampia traccia, oltrepassando a destra un tratto franato e dissestato, continuando successivamente per carraia inerbita. Dopo una svolta a destra si sbuca in un altro campo che si risale costeggiando il suo margine sinistro. Appena dopo si mette piede in un ampio sentiero trasversale (paletto con indicazioni) da cui si prosegue a destra lungo il percorso n° 679 in direzione del Rifugio Pratizzano. Si avanza inizialmente in piano/falsopiano per poi procedere per un breve tratto in discesa, raggiungendo e attraversando un solco all’interno di un’area alquanto dissestata da frane e disboscamenti. Si prosegue per l’ampia traccia che guadagna quota in moderata pendenza e conduce in una valletta dove si varca un rio, immettendosi poi in un’altra carraia. Si continua senza possibilità di errore lungo il percorso principale, penetrando in seguito nella suggestiva valletta formata dal Torrente Andrella, che si varca ammirando a monte notevoli stratificazioni. Si prosegue comodamente per l’ampia traccia oltrepassando un solco, confluendo dopo pochi minuti nella strada asfaltata per il Passo di Pratizzano. La si segue a sinistra per circa quindici minuti, effettuando cinque tornanti, transitando nei pressi della località Poviglio Vecchio. Dopo una svolta a sinistra si continua ancora per un breve tratto lungo la strada asfaltata, abbandonandola in corrispondenza di un’ulteriore svolta a sinistra. Da qui si prende a destra una traccia inerbita (segnavia appena dopo) che piegando a sinistra sale, decisamente infrascata, avendo a destra un’ampia radura. Si prosegue lungo l’incerta mulattiera prestando attenzione ad un segnavia che indica di deviare a destra: noi invece proseguiamo ancora per qualche metro lungo la traccia infrascata, per poi volgere effettivamente a destra mettendo piede nella già menzionata radura. Da qui, avanzando tra arbusti spinosi, si tende leggermente a destra e, raggiunto un albero con segnavia sbiadito, si vira a sinistra in salita. Procedendo in obliquo a destra si punta al vicino limite del bosco (segnavia), dove ci si inserisce in una traccia che si segue a destra oltrepassando subito una recinzione con filo spinato. Si continua lungo il percorso segnato che si presenta alquanto incerto e infossato, incontrando un bivio in cui si può proseguire indifferentemente a destra o sinistra. Avanzando per la mulattiera (ormai in disuso da anni o decenni) con arbusti e rami secchi che invadono il tracciato e segnaletica alquanto latitante, si guadagna costantemente quota, fino a mettere piede in una traccia trasversale in prossimità di un tornante della strada asfaltata. Seguiamo la traccia a destra immettendosi poco dopo in una carraia che si segue a sinistra, effettuando subito una netta svolta a destra in cui si lambisce nuovamente la strada asfaltata. Si prosegue per traccia erbosa parallelamente alla carreggiata, per poi rientrare nel bosco e procedere in piano/falsopiano. Dopo pochi minuti di cammino si sbuca nel magnifico pianoro prativo del Lago di Pratizzano (si tratta di una antica torbiera), dove più avanti sulla sinistra è collocato l’omonimo rifugio, 1203 m. Dopo un’eventuale sosta si raggiunge la soprastante strada asfaltata che si segue a destra per poco, imboccando sulla sinistra (cartelli) una mulattiera contrassegnata n° 677 (si tratta dell’antica Via Parmesana che originariamente collegava Fivizzano e Sassalbo con Parma). Dopo circa quindici minuti di cammino si raggiunge la strada proveniente da Ramiseto, che si segue a sinistra costeggiando la torbiera denominata Borra Scura. Dal successivo bivio (cartelli) si va a destra in direzione del Lago Calamone, seguendo un’ampia traccia che sale in moderata pendenza tra macchie di bosco e radure. Raggiunta un’area disboscata, si sale molto ripidamente per orribile carraia di esbosco, svoltando poi nettamente a destra e continuando a costeggiare, sempre in ripida salita, il margine dell’area. Successivamente il tracciato piega a sinistra e attraversa una macchia di bosco, uscendo poco dopo in un bel avvallamento prativo che si attraversa interamente. Dopo un breve tratto nel bosco e una curva verso sinistra si raggiunge una pista da sci dove il percorso segnato vira a destra e appena dopo a sinistra. Si attraversa un’altra pista da sci con skilift e si avanza per ampia traccia, sbucando dopo breve risalita in magnifici declivi prativi. Si continua diritto per poi piegare nettamente a destra (segnavia) e procedere per un tratto in discesa. Effettuando un’ampia curva a sinistra si approda poco più avanti in un altro pianoro con torbiera che si attraversa interamente prima in discesa e poi in lieve salita. Si prosegue effettuando subito una netta svolta a destra cui fa seguito un tornante sinistrorso. Appena dopo si deve abbandonare l’ampia traccia su cui stiamo camminando prendendo a destra un sentiero, il quale conduce dopo una ripida discesa all’interno delle faggeta in una traccia trasversale nei pressi della sponda meridionale del Lago Calamone 1403 m. Seguiamo il percorso a destra scendendo in breve al Rifugio Venusta, ammirando nel pendio boscoso soprastante, poco più in alto rispetto al punto in cui siamo, uno straordinario esemplare di faggio. Si continua per il sentiero, molto frequentato dai turisti, costeggiando la sponda occidentale e poi quella settentrionale del lago (durante il cammino si ammirano, sia lungo il sentiero quanto a poca distanza da esso, altri scultorei e secolari esemplari di faggio). Successivamente si imbocca a destra il percorso n° 667 in direzione di Montemiscoso, seguendo un’ampia traccia che effettua una svolta a destra. Appena dopo si prende un sentiero a sinistra che scende in un’area disboscata, curvando a sinistra ed immettendosi in un’ampia traccia. La seguiamo a destra avanzando a saliscendi, sbucando poco più avanti in un’altra area disboscata. Effettuando una netta svolta a sinistra si perde quota lungo il margine destro dell’area, rientrando poi nel bosco. Dopo breve discesa ci si immette in un’altra traccia che si segue a sinistra e, appena dopo aver oltrepassato un fosso, si piega repentinamente a destra. Si effettua una curva a destra e si perde quota nel bosco tenendosi alla destra del solco di prima, virando poi repentinamente a sinistra oltrepassando per la terza volta il ruscello. Si prosegue costeggiando il margine inferiore di un’area disboscata, avanzando poi tra folta vegetazione e raggiungendo poco dopo una presa dell’acquedotto. Il percorso piega nettamente a destra attraversando un paio di ruscelli, svoltando poi nettamente a sinistra (si tralascia a destra una traccia in salita), perdendo quota piuttosto ripidamente. Poco dopo si esce in un’area di bassa vegetazione e si prosegue lungo il percorso principale che svolta successivamente a sinistra. Si continua ad attraversare questa zona disboscata e successivamente ricolonizzata da arbusti, rientrando poi nel bosco ed effettuando una netta curva a destra (corso d’acqua più in basso a sinistra). Si continua a perdere quota effettuando diverse svolte, raggiungendo, appena dopo un ruscello, un bivio dove ci si immette in una carraia che si segue a sinistra in discesa. Al successivo bivio si continua a destra incontrando subito una biforcazione dove si prende il tracciato di sinistra. Appena prima di congiungersi con il ramo di destra si prosegue a sinistra per carraia e, confluiti nel tracciato di destra, si prende a sinistra un’ampia traccia d’esbosco. Si prosegue passando a fianco di bei muretti a secco, penetrando in seguito nella valletta formata dal Torrente Lonza. Si procede parallelamente a quest’ultimo raggiungendo un bivio in località Molino di Montemiscoso 980 m, da cui si segue a sinistra una stradina asfaltata che dopo aver varcato il Lonza avanza in salita in direzione di Montemiscoso. Entrati ed attraversato in parte il suggestivo nucleo, si imbocca a sinistra una stradina in salita (percorso n° 677) e, lasciatosi alle spalle le ultime case del paese, si continua per carraia che guadagna quota in moderata pendenza (si tralascia a sinistra un’ampia traccia). Dopo una curva a sinistra si passa a fianco di una stalla, raggiungendo appena dopo il dorso un’assolata costa dove si tralascia a sinistra la continuazione del percorso n° 677, diretto al Passo di Pratizzano, proseguendo invece a destra lungo il n° 680, scendendo in questo modo alla sottostante strada provinciale Ramiseto-Pratizzano. La seguiamo a sinistra in salita per pochi minuti e in corrispondenza di un tornante sinistrorso l’abbandoniamo imboccando a destra una carraia (cartelli). Si avanza inizialmente costeggiando il margine superiore di panoramici campi, poi raggiunto un bivio si vira a sinistra procedendo in salita, ammirando alla nostra destra i classici muretti a secco. Dopo un tratto in piano si incontra un bivio da cui si ignora a sinistra il percorso n° 677A, proseguendo a destra in discesa lungo il n° 680 SD per Castagneto. Dopo la prima discesa il tracciato in questione dovrebbe proseguire diritto, tuttavia non lo si segue poiché ormai – almeno nel tratto iniziale – pressoché impercorribile a causa della vegetazione invadente e spinosa. Quindi svoltiamo a sinistra continuando lungo la carraia contrassegnata n° 677A, che costituisce una variante dell’altro percorso. Al successivo bivio si prosegue a destra in discesa (freccia segnaletica con scritto Castagneto), perdendo successivamente quota sulla destra di una radura. L’ampia traccia piega poi nettamente a destra contornando il margine superiore di un bellissimo campo, sottopassando una linea elettrica. Penetrati nuovamente nel bosco si varca un rio oltre il quale ricompaiono i segnavia bianco-rossi. Poco dopo si immette da destra un’altra traccia (probabilmente il percorso n° 680 abbandonato in precedenza). Giunti ad un bivio si prosegue a destra in discesa, curvando successivamente a destra e perdendo quota lungo il margine superiore di un altro magnifico e altamente panoramico campo. La carraia svolta poi a sinistra e scende costeggiando il margine destro del campo in questione. Più in basso si transita nei pressi di una casa isolata e si continua a scendere effettuando alcuni tornanti. In corrispondenza delle case del nucleo Costa di Castagneto, ci si immette in una stradina asfaltata che si segue a sinistra, sbucando dopo alcuni minuti di discesa nella strada provinciale poco prima del paese di Castagneto 744 m. Volgendo a sinistra si attraversa tutto il nucleo principale e, una volta lasciatosi il paese alle spalle, si continua a seguire la strada asfaltata ancora per qualche minuto. Individuato a sinistra l’imbocco di una carraia (cartelli), la si segue in salita all’interno del bosco effettuando quasi subito un tornante sinistrorso. Appena dopo ci si immette in un’altra carraia che si segue a destra andando a sinistra al primo bivio e a destra al secondo. Si procede perlopiù in salita raggiungendo un ulteriore bivio da cui si continua a destra, incontrando nei pressi di una maestà l’ennesimo bivio dove si prosegue sempre a destra. Si procede per carraia in discesa e dopo alcuni saliscendi e una valletta si sbuca in corrispondenza di panoramici campi che si attraversano interamente. Giunti a poca distanza dal paese di Lugolo, si incontra un bivio dove si vira a sinistra, avanzando in lieve salita in magnifico ambiente agreste. Una volta rientrati nel bosco si incontra un bivio (cartelli) dove si prende la traccia di destra. Dopo una salita all’interno del bosco si sbuca in un campo e si procede contornando il suo margine destro, raggiungendo poi un ulteriore bivio da cui si prosegue a destra. L’attraversamento di una valletta e una breve contropendenza precedono un altro campo (alla nostra sinistra possiamo ammirare interessanti stratificazioni rocciose) che si contorna lungo il suo margine inferiore. Poco più avanti si incontra il bivio, incontrato nella prima sezione dell’escursione, dove il percorso SD si separa dal n° 679. Seguendo a ritroso lo stesso tragitto effettuato all’andata si fa rientro a Ponte Andrella.

 

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