RSS

Monte Alto: crinale est – versante sud/ovest

28 Set

100_6831 (FILEminimizer)

Punto di partenza/arrivo: Passo del Cerreto 1261 m

Dislivello: 1150 m ca.

Durata complessiva: 6/6,15 h

Tempi parziali: Passo del Cerreto-Monte Alto (2 h) ; Monte Alto-Camporaghena (2,20 h) ; Camporaghena-Passo del Cerreto (1,45 h)

Difficoltà: EE

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2018

Accesso stradale: Reggio Emilia-S.S. 63-Castelnovo Monti-Passo del Cerreto ; Aulla-S.S. 63-Fivizzano-Passo del Cerreto

Immagine (FILEminimizer)

N.B.: la sezione sezione finale del sentiero n° 104 è evidenziata con tratteggio e ha un carattere puramente esemplificativo. Il percorso in questione, nella parte che precede il raggiungimento del paese di Camporaghena, non corrisponde affatto con il tracciato della carta escursionistica utilizzata dall’autore della relazione.

 

Descrizione dell’itinerario

Anello di ampio respiro, in luoghi selvaggi e su tracce spesso incerte. Il sentiero 00, che percorre interamente il crinale est del Monte Alto, è forse uno dei più avvincenti itinerari di cresta di tutto l’Appennino emiliano/lunense. Il suddetto sentiero obbliga al superamento di alcuni passi d’arrampicata e presenta diversi tratti esposti. Di conseguenza andrebbe intrapreso solo con terreno asciutto e assenza di vertigini. La discesa lungo il percorso n° 104 è molto selvaggia e pone, in particolare nella sezione finale, rilevanti problemi di identificazione della giusta traccia.

Dal Passo del Cerreto si imbocca, nel retro dell’omonimo albergo/ristorante, il sentiero 00. Si avanza perlopiù in quota all’interno della faggeta attraversando anche alcune radure, raggiungendo in circa 20/25 min l’ampio pianoro prativo del Passo dell’Ospedalaccio 1271 m. Qui ci si inserisce in una carraia (la storica Via Parmesana, che originariamente collegava Sassalbo a Parma) che si segue a destra solo per poco. Infatti, al primo bivio (indicazioni), si volta a sinistra, uscendo appena dopo dal bosco per sentiero che guadagna quota ripidamente. Raggiunto un altro bivio (indicazioni), si lascia a destra il percorso n° 671 per le Sorgenti del Secchia e si continua diritto lungo il sentiero 00 che risale tutto l’ampio profilo sud/orientale del Monte Alto. Si sale seguendo le linee di massima pendenza tenendo a destra un solco, incontrando più in alto il bivio con il sentiero n° 102 che si stacca a sinistra e che si ignora. Si prosegue lungamente in ripida salita, orientandosi più in alto con ometti ben posizionati, puntando alla sezione terminale dell’ampio profilo che stiamo risalendo. Progredendo tra pietraie e massi, si raggiunge infine il roccioso crinale, dove si piega a sinistra salendo paralleli a quest’ultimo. Dopo un ripido strappo si guadagna il culmine del profilo, da cui, tenendosi a sinistra rispetto il filo della dorsale, si scavalca un dosso. Effettuata breve discesa, si sale obliquando a sinistra piuttosto espostamente, raggiungendo in questo modo il sommo di un altro groppo. Si prosegue lungo il magnifico crinale est del Monte Alto, scavalcando uno spuntone ed iniziando più avanti la risalita del profilo di una marcata cima della lunga dorsale. Dalla sommità si scende obliquando a sinistra per grossi blocchi, perdendo poi quota lungo l’areo filo del crinale. Giunti alla base di un groppo roccioso, lo si aggira nei primi metri sulla sinistra, per poi piegare a destra e scalare un canalino (I°). Successivamente si attraversano lisce lastre rocciose perdendo poi quota lungo l’esposto filo della dorsale. Messo piede in una selletta alla base di un altro groppo roccioso, si aggira a sinistra lo spigolo di quest’ultimo, per poi rimontare le roccette di destra in leggero obliquo a sinistra. Messo piede sull’esposta crestina sommitale del groppo, si scala un brevissimo gradino, per poi scendere scomodamente tenendosi al sommo di lastre rocciose, oppure evitare in parte quest’ultimo tratto spostandosi appena a sinistra o leggermente a destra del crinale. Raggiunta una sella, si prosegue lungo ripida traccia in obliquo ascendente, approdando più in alto sul dorso di un costone, dove il sentiero piega repentinamente a destra. Dopo breve salita si guadagna infine l’altamente panoramica cima del Monte Alto 1904 m. Dalla vetta ci si cala senza traccia nel versante lunense della montagna, perdendo scomodamente quota per ripidi pendii prativi e pietraie. Raggiunto il fondo di un canale, lo si discende per franosa pietraia, ma nel momento in cui il solco si rinserra ulteriormente facendosi più ripido e profondo, lo si abbandona virando a destra (segnavia sbiadito) per traccia esigua. Si procede inizialmente a mezza costa puntando ad un evidente spuntone, situato più in basso e a destra rispetto al punto in cui siamo. Giunti nei suoi pressi, seguendo labili tracce e orientandosi con i segnavia presenti, ci si cala nel sottostante canale. Raggiunto il fondo di quest’ultimo, lo si segue in discesa per alcuni metri, per poi spostarsi a destra avanzando in obliquo discendente per traccia labile. Si prosegue in modo intuitivo con andamento pianeggiante in direzione del dorso dell’evidente Costa di Giannandrea, che costituisce la nostra direttrice di discesa. Raggiunto il bel crinale erboso (l’ambiente in cui ci troviamo è davvero selvaggio e stupendo), lo si segue a sinistra intercettando con fatica l’esiguo sentiero. Si perde inizialmente quota sul dorso della costa, successivamente ci si sposta a destra scendendo parallelamente al crinale (qualche sbiaditissimo segnavia). Più in basso si rimette piede sulla dorsale e si scavalca un poggetto erboso, oltre il quale si continua a perdere quota sul filo dell’ampio crinale. Ad un certo punto la traccia piega a destra (segnavia rosso) e, come in precedenza, perde quota un poco a destra rispetto il dorso della costa. Poi si raggiunge nuovamente il crinale e nei pressi di alcuni alberi si scende per un tratto alla sua destra. Giunti poco sopra il limite superiore del bosco, si deve svoltare repentinamente a destra, per poi curvare a sinistra (su un sasso appuntito si nota un segnavia), penetrando progressivamente nella vegetazione. Giunti nuovamente nei pressi del crinale, ora boscoso, la traccia vira a destra e poi subito a sinistra, perdendo quota in modo lineare. Ignorate tracce laterali, si giunge in corrispondenza di un’area con felci, dove si ignora subito una traccia a sinistra. Poco dopo però il percorso segnato svolta a sinistra e scende in obliquo attraversando folti cespugli di felci che rendono piuttosto complesso l’orientamento (queste felci ci accompagneranno per un buon tratto!). Continuando in questa direzione per traccia molto incerta, si giunge nei pressi di un muretto a secco, dove il sentiero vira leggermente a destra. Da qui, guardando di fronte, dovremmo notare un segnavia sul tronco di un albero: ci dirigiamo quindi verso quest’ultimo, rassicurati di essere nel giusto percorso. Dal segnavia si svolta a sinistra continuando per sentiero più evidente, sempre tra cespugli di felci, dirigendosi verso la macchia boscosa che abbiamo di fronte. Ma, appena prima di quest’ultima, si vira a destra puntando ad un segnavia sul tronco di un albero isolato sul dorso di una costa. Successivamente ci si dirige verso un ometto su un masso, da cui, spostandosi a sinistra, si procede alla volta di un altro segnavia apposto sul tronco di un albero. Nei pressi di quest’ultimo si svolta a destra e si continua a perdere quota per labile traccia, raggiungendo in seguito il dorso di una panoramica costa. Si scende assecondando il crinale, caratterizzato da interessanti rocce dalla particolare colorazione rossastra, per sentiero quasi invisibile. Incontrando qualche sbiaditissimo segnavia, si continua a perdere quota sempre diritto, passando più in basso a fianco di alcuni arbusti (qualche ometto ci aiuta nell’orientamento). Giunti nei pressi di splendidi muretti a secco, si piega a sinistra, immettendosi poco dopo nel sentiero contrassegnato n° 102 (paletto con cartelli). Lo seguiamo a destra affiancati inizialmente da altri notevoli esemplari di muretti a secco, oltrepassando successivamente una macchia di rovi. Raggiunto un ripiano prativo, la traccia sembra perdersi: è necessario piegare poco dopo a destra, penetrando in una macchia boscosa, dove si rinviene la continuazione del percorso. Seguiamo il sentiero a sinistra avanzando in falsopiano tra vegetazione invadente, notando alla nostra destra altri muretti a secco e uno sbiadito segnavia. Giunti ad un trivio, si deve effettuare un tornante sinistrorso, tralasciando la traccia che prosegue diritto e un’altra che sale a destra. Il sentiero, delimitato a sinistra da i già incontrati muretti a secco, poco dopo diviene alquanto incerto: occorre tuttavia effettuare una curva verso destra, prestando la massima attenzione ad imboccare la traccia giusta. Una volta presa la direzione ovest, il tracciato progressivamente si amplia, conducendo infine nel paese di Camporaghena 842 m. Dalla chiesa, seguendo gli evidenti segnavia TL (Trekking Lunigiana), si attraversa tutto il magnifico borgo di fondazione medievale, ammirando angoli suggestivi in un’atmosfera dilatata in cui il tempo sembra essersi fermato. Usciti dal borgo antico si continua per splendida mulattiera transitando nei pressi di alcune maestà, giungendo infine in località Le Tre Fontane 810 m. Si continua lungo l’evidente e antico tracciato passando a fianco di una costruzione, varcando appena dopo mediante ponte il Torrente Taverone. Segue una salita in cui si effettuano alcuni tornanti e, valicata una costa, si giunge poco dopo in località Prati di Camporaghena 965 m. Si continua lungamente per la bellissima mulattiera che guadagna costantemente quota in lieve e moderata pendenza. Dopo aver varcato un rio asciutto, si prosegue lungo la mulattiera ancora per poco: infatti i segnavia inducono a piegare a sinistra e procedere per prati parallelamente al percorso di prima. Dopo un ulteriore tratto in salita, si raggiunge un bivio (cartelli), dove si prende a sinistra il sentiero contrassegnato n° 100 per il Passo dell’Ospedalaccio. Si sale per traccia erbosa in mezzo a cespugli di felci con costante direzione nord, penetrando progressivamente nella faggeta. Successivamente si continua a guadagnare quota sulla sinistra del dorso di una costa che poi si raggiunge, incontrando qui un bivio dove si ignora a sinistra la traccia contrassegnata n° 102A. Procedendo lungo il percorso n° 100 si effettua subito un bellissimo traverso a mezza costa, piuttosto scosceso, tagliando notevoli stratificazioni rossastre. Poco dopo si affronta una salita resa molto fastidiosa dalla folta vegetazione spinosa, doppiando successivamente una costa. Sempre per traccia piuttosto infrascata si perde quota lungo la sponda destra orografica della valle formata dal Canale dell’Acqua Torbida. Raggiunto il greto del corso d’acqua, lo si attraversa, recuperando nella sponda opposta la continuazione del percorso segnato. Si affronta appena dopo una ben ripida e sostenuta salita, effettuando più in alto alcuni tornanti, valicando successivamente una costa boscosa. Si continua a guadagnare quota lungo il sentiero evidente, giungendo, dopo una svolta a destra, nei pressi di un rimboschimento a conifere. Dopo aver varcato un paio di solchi, si attraversa un’area con folta vegetazione, mettendo successivamente piede nella Via Parmesana, a poca distanza del Passo dell’Ospedalaccio (situato alla nostra sinistra). Raggiunto quest’ultimo si fa rientro al Passo del Cerreto seguendo a ritroso lo stesso percorso effettuato all’andata.

 

 

 

 

Annunci
 
Lascia un commento

Pubblicato da su 28 settembre 2018 in Escursionismo, Lunigiana

 

Tag: , , ,

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: