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Anello di Cervarezza

05 Set

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Punto di partenza/arrivo: Cervarezza 897 m

Dislivello: 700 m ca.

Durata complessiva: 5 h

Tempi parziali: Cervarezza-Cà Malagoli (1, 45 h) ; Cà Malagoli-Cà Ferrari (1, 15 h) ; Cà Ferrari-Frassinedolo (40 min) ; Frassinedolo-Cervarezza (1,20 h)

Difficoltà: E

Ultima verifica: luglio 2018

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – Le Valli del Secchia e l’Alta Garfagnana – L’Escursionista Editore 2008

Accesso stradale: Reggio Emilia-Castelnovo né Monti-Cervarezza

1 (FILEminimizer)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Inusuale anello alla scoperta di borgate e angoli remoti della Val Secchia. La segnaletica è assente per quasi tutta l’estensione del percorso.

Abbandonata l’auto in un parcheggio situato poco prima di entrare nel centro vero e proprio di Cervarezza, si scende lungo Via della Resistenza che attraversando interamente il nucleo più antico costituisce la strada principale. Nel momento in cui essa inizia a salire si imbocca a sinistra Via Giuseppe Notari, svoltando subito a sinistra. Seguendo un viottolo si svolta a destra transitando appena dopo a fianco di un bel lavatoio. Usciti nel parcheggio antistante si segue verso sinistra una stradina asfaltata abbandonandola appena dopo per stradello diretto al campo sportivo. Raggiunto un bivio con carraia che si stacca a destra, si imbocca quest’ultima (indicazione per Busana) procedendo in lieve discesa all’interno di un bel castagneto. Poco più avanti si passa a fianco di una casa, raggiungendo in breve una presa dell’acquedotto situata alla nostra sinistra. Si continua diritto per ampia traccia che avanza in discesa per poi risalire leggermente valicando una selletta (tracce secondarie che si staccano ai lati sono da ignorare). Successivamente si svolta a sinistra perdendo quota a fianco di campi, continuando lungo il percorso principale che si restringe a sentiero per poi ampliarsi nuovamente. Varcato il Rio Bolzone si sale per poco fino a sottopassare una linea elettrica, entrando appena dopo nel suggestivo borgo di Casale, 795 m. Attraversato il nucleo più antico, si raggiunge la strada asfaltata per Talada nei pressi di una piazzetta caratterizzata da un dirupo di rocce scure. Seguiamo l’asfalto a sinistra per poco, svoltando poi a destra per stradina a fianco di alcune case, avanzando successivamente per carraia in discesa. Si procede lungo il percorso principale transitando nelle vicinanze di un capanno, incontrando più avanti una madonnina cui fa seguito una bella fontana. Si continua per comoda carraia che avanza in leggera salita e in piano, ignorando ad un bivio una traccia che si stacca a sinistra. Si effettua invece una svolta a destra in salita, proseguendo poi a mezza costa ammirando notevoli visuali sulla Val Secchia. Si continua successivamente in lieve salita, a saliscendi e poi in più decisa discesa. Dopo una netta svolta a sinistra si incontra un bivio (cartelli per Busana e per l’Ecomaratona del Ventasso) dove si vira a destra per ampia traccia che inizialmente transita nei pressi di un palo della linea elettrica. Passati a fianco di una casa diroccata, si avanza all’interno di un magnifico bosco (sulla destra sono visibili antichi esemplari di muretti a secco), varcando successivamente una valletta. Segue una ripida salita oltre la quale si raggiunge un bel poggetto caratterizzato da affioramenti di gesso. Si procede inizialmente in discesa per poi riguadagnare quota, valicando in questo modo un’altra costa boscosa con poggetto a sinistra. Si avanza successivamente in discesa per magnifico tracciato affiancato da suggestivi muretti a secco. Appena dopo ci si immette in una mulattiera (indicazioni dell’Ecomaratona del Ventasso) che seguiamo a sinistra in discesa, ammirando il selciato originario e, poco più avanti, usciti temporaneamente dal bosco, stupendi muretti a secco formati da massi di roccia vulcanica. Aggirato mediante netta svolta a sinistra il dorso di una costa, si continua a perdere quota rientrando nel bosco e, dopo aver effettuato due piccole svolte, si raggiunge una selletta. Ignorato il sentiero che prosegue diritto, si vira a sinistra per vecchia mulattiera poco frequentata, penetrando in una valletta che si attraversa facendosi largo tra vegetazione invadente e fastidiosa. Appena dopo si abbandona questo tracciato imboccando a destra un sentiero, ormai totalmente abbandonato, che ci darà filo da torcere per individuarlo. Passati sotto il tronco di un albero caduto, si avanza per l’incerta traccia (sbiaditissimo segnavia bianco-azzurro) effettuando alcuni piccoli tornanti. Approdati nel sottostante ripiano con sterpaglie la traccia si perde: noi continuiamo ad avanzare in direzione S/SE al centro della valletta formata dal Rio Fontanalbo che si trova alla nostra destra. Continuando in questa direzione si attraversa un ripiano boschivo dove la traccia scompare del tutto. Poco dopo si varca il menzionato rio (asciutto), procedendo sempre in direzione S/SE avendo quest’ultimo alla nostra sinistra. Avanzando senza una vera e propria traccia si sbuca poco più avanti in un’area con felci e rovi. La si deve obbligatoriamente attraversare transitando a fianco di un rudere seminascosto dalla vegetazione, piegando oltre quest’ultimo leggermente a destra. Rientrati nel bosco il tracciato diviene molto più evidente (si scorge sul tronco di un albero un altro segnavia bianco-azzurro) e conduce, dopo una breve discesa, in una carraia trasversale. Seguendo quest’ultima a sinistra, procedendo a saliscendi prima all’interno del bosco poi a fianco di panoramici campi, si raggiunge infine Cà Malagoli 569 m. Si continua lungo la carrareccia d’accesso immettendosi poi in una stradina asfaltata in corrispondenza di alcuni capannoni agricoli e una casa isolata (località Ghiaie 516 m). Si segue la strada a sinistra salendo verso Talada, ammirando lungo il tragitto bellissime visuali sulla Val Secchia. Giunti in corrispondenza di una netta curva a sinistra della strada, si nota a destra una carraia: la imbocchiamo procedendo in leggera discesa. Avanzando lungo il bel tracciato (che ha origini antiche), si guada il Torrente Talada e si prosegue avvicinandosi al greto del Secchia. Dopo aver attraversato un piccolo ruscello (il Rio Tramonti, quota 489 m) si sbuca in una radura con erba alta dove si incontra un bivio non evidente: delle due tracce si deve prendere quella di sinistra e non quella di destra, la quale condurrebbe al vicino greto del fiume (possibile e consigliata digressione). Rientrati nella vegetazione si sbuca quasi subito in un’area disboscata e, seguendo il percorso principale, ci si sposta a destra. Si sale ripidamente all’interno di un bel ambiente boschivo guadagnando quota lungo la sponda sinistra orografica della valletta formata dal Rio Tramonti. Più in alto ci si immette in un’altra traccia (ometto) che si segue a sinistra continuando a salire ripidamente. Dopo questa faticosa salita il percorso vira nettamente a sinistra avanzando alla base di campi incolti (tracce che si straccano a destra sono da ignorare). Raggiunto un altro bivio si prosegue a sinistra sbucando appena dopo in una stradina asfaltata nei pressi di un incrocio con maestà. Da qui è altamente consigliabile una visita (cani permettendo!) al vicino nucleo di Cà Ferrari, 730 m, situato più in basso rispetto al punto in cui siamo. Dal crocicchio si continua diritto imboccando lo stradello che sale al centro, transitando inizialmente nei pressi di alcune case e proseguendo successivamente per bella carraia. Si avanza in moderata pendenza assecondando il dorso di un crinale, ammirando notevoli visuali sulla Val Secchia e sulle caratteristiche stratificazioni arenacee del Monte Cà di Viola. Più in alto si sottopassa una linea elettrica e si prosegue lungo il percorso principale che procedendo in sostenuta salita conduce in una traccia trasversale che si segue a sinistra. Si avanza in leggera discesa e in piano, incontrando più avanti una traccia che si immette da destra e che si ignora. Si prosegue lungo il percorso principale fino ad una netta svolta a sinistra in corrispondenza di un poggetto. Qui si prende a destra una carraia piuttosto inerbita che si segue in discesa, tralasciando a destra una traccia in salita e appena dopo un’altra a sinistra. Si attraversa una valletta e dopo essere passati a fianco di una maestà ci si immette in una stradina in corrispondenza di una casa. Siamo in località Frassinedolo ,796 m, il cui bellissimo borgo lo si visita seguendo la stradina a sinistra, raggiungendo poco più avanti la chiesa, dietro la quale si trova un prato con alcune querce secolari. Ritornati al bivio di prima si prosegue in salita per bella e ampia mulattiera che guadagna quota verso N, restringendosi più in alto a sentiero. Approdati in un’altra traccia, la si segue a sinistra transitando poco più avanti nei pressi di una presa dell’acquedotto. Messo piede in una carraia (indicazione con scritto “giro pineta”) all’interno di un bosco di conifere, la si segue a sinistra effettuando poi un’ampia curva a destra. Al bivio successivo si prosegue a destra assecondando per un buon tratto un crinaletto boscoso, fino ad incontrare un altro bivio dove si va a sinistra. Raggiunto un ulteriore bivio si piega a sinistra (indicazione per il Fortino dello Sparavalle), innestandosi poco dopo in un’altra traccia che seguita a destra conduce alla S.S. 63. Dall’altro lato della carreggiata si mette piede in un marcato sentiero che sale lievemente assecondando il dorso di un crinaletto al sommo di panoramici prati che degradano nel versante Secchia. Dopo una breve ma ripida salita si raggiunge il Fortino dello Sparavalle, 988 m, costruito originariamente dagli Estensi e restaurato in questi ultimi anni (il nome Sparavalle è dato dal fatto che ci troviamo lungo la linea spartiacque tra la Val Secchia e la valle formata dal Torrente Lonza). Seguendo un bel sentiero all’interno di un rimboschimento a conifere si mette piede in pochi minuti di cammino nella strada asfaltata che scende verso Canova e Ramiseto. L’attraversiamo e con un balzo superiamo un muretto onde recuperare la continuazione del percorso. Si sale per traccia erbosa ammirando notevoli visuali panoramiche, raggiungendo infine un osservatorio astronomico a quota 1010 m. Si continua lungo lo stradello d’accesso, immettendosi poco dopo nella strada asfaltata di accesso alle Fonti di S. Lucia. Seguendo quest’ultima a sinistra si scende alla S.S. 63 proprio sopra al centro di Cervarezza. Nella parte opposta della carreggiata si imbocca Via Frassineto che dopo netta svolta a sinistra riconduce nei pressi dal parcheggio iniziale.

 

 

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