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Monte Scalocchi: anello da Cerreto Laghi

03 Set

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Punto di partenza/arrivo: Cerreto Laghi 1344 m

Dislivello: 870 m ca

Durata complessiva: 5 h

Tempi parzialli: Cerreto Laghi-Monte Maccagnino (25 min) ; Monte Maccagnino-guado Torrente Riarbero (45 min) ; guado Torrente Riarbero-Passo del Lupo (50 min) ; Passo del Lupo-Passo di Cavorsella (25 min) ; Passo di Cavorsella-Monte Scalocchi (40 min) ; Monte Scalocchi-Passo di Belfiore (20 min) ; Passo di Belfiore-Cerreto Laghi (1,40 h)

Difficoltà: E (l’attraversamento del Monte Scalocchi implica un breve tratto classificabile come E+)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2018

Accesso stradale: Reggio Emilia-Castelnovo Monti-Passo del Cerreto-Cerreto Laghi

Immagine (FILEminimizer)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Anello di grande interesse che si svolge in luoghi solitari e ricchi di fascino. Sia il Monte Ischia quanto il Monte Scalocchi sono aggirati dal sentiero 00, tuttavia la seconda sommità è raggiungibile con breve deviazione dal percorso segnato.

Dal Lago del Cerretano si prende a sinistra un viottolo scalinato che sale a fianco di alberghi e ristoranti. Seguendo i segni bianco-rossi si continua poi per stradina asfaltata, fino ad immettersi in Via Belfiore propio sotto un grande condominio. Si va a sinistra effettuando subito un tornante destrorso, nel quale si costeggia un altro condominio situato alla nostra sinistra. Appena dopo, in corrispondenza di una piccola staccionata in legno, si trova il poco visibile imbocco del sentiero n° 647C, che inizialmente attraversa una radura. Messo piede su una carraia la si segue a destra avanzando in leggera discesa, compiendo poi alcune svolte. Giunti ad un bivio, si prosegue per la traccia di destra procedendo in piano e attraversando un piccolo ruscello. Sbucati in una pista da sci in disuso, si sale per alcuni metri lungo il suo margine destro, per poi piegare a sinistra ed attraversarla. Rientrati nella faggeta si continua lungo il bel sentiero che con andamento pressoché pianeggiante avanza, dopo una curva a sinistra, in direzione N. Approdati su una dorsale boscosa si incontra un bivio segnato dove a sinistra si stacca il sentiero n° 649D diretto alla sommità del Monte Maccagnino. Se si ha intenzione di effettuare questa breve digressione, si seguono i puntuali segnavia assecondando costantemente la dorsale del monte. Poco più avanti si transita nei pressi di un’area disboscata e dopo una radura e un ultimo tratto nel bosco si sbuca in un pianoro con felci che costituisce la sommità del Monte Maccagnino 1393 m. Ritornati al bivio precedente si continua lungo il percorso n° 647C che comincia a perdere quota transitando poco sotto in prossimità di una fossa (si tratta di uno stagno). Si prosegue lungo il sentiero, quasi sempre ben incavato ma con sterpaglie, che avanza in costante discesa lungo la sponda sinistra orografica della valle formata dal Torrente Riarbero.  Si effettuano diversi tornanti (prestare costante attenzione agli ottimamente posizionati segnavia) perdendo  successivamente quota alla sinistra di un solco, per poi svoltare nettamente a destra ed attraversarlo. Si continua per sentiero pianeggiante varcando un altro ruscello e proseguendo per traccia più ampia e per un tratto sassosa. Dopo un tornante sinistrorso si confluisce nel percorso n° 647 che si segue a destra avanzando inizialmente in leggera discesa. Poco più avanti si guadano due ruscelli, fino a giungere ad un bivio a quota 1021 m, situato poco prima del Torrente Riarbero, dove a destra si stacca il percorso n° 647B che si ignora. Si effettua il guado del torrente (impraticabile in caso di piena) e si prosegue per ampia mulattiera che inizialmente sale avendo a destra il corso d’acqua. Appena dopo occorre piegare nettamente a sinistra ignorando la traccia che continua diritto, proseguendo comodamente a mezza costa in direzione nord nella sponda destra orografica della valle formata dal Torrente Riarbero. A quota 1151 m incontriamo il bivio tra i percorsi 647 e 647A: seguendo il primo si raggiungerebbe il Passo del Lupo con minor tempo (circa 15 minuti in meno), proseguendo diritto lungo il percorso n° 647A si allunga l’escursione. Optiamo per la seconda possibilità e proseguiamo comodamente per l’ampia traccia all’interno di un ambiente boschivo di notevole bellezza. Raggiunto un bivio (segnavia) si prende la traccia di destra che avanzando in salita effettua un svolta a destra. Si prosegue salendo in moderata pendenza, incontrando più avanti un bivio dove il percorso principale svolta nettamente a destra. Si continua lungamente lungo l’ampia mulattiera che guadagna quota piuttosto ripidamente nella sponda sinistra orografica della valle formata dal Canale di Cavorsella. Dopo alcuni tornanti si raggiunge una dorsale prativa che si aggira mediante netta curva a sinistra, approdando infine al Passo del Lupo 1408 m. Da qui si prosegue in direzione del Passo di Cavorsella avanzando comodamente lungo l’ampia traccia contrassegnata n° 647. Con direzione est e poi nord si procede con andamento pressoché pianeggiante, o in leggera salita, attraversando in seguito un paio di ruscelli. Nei pressi di una pietraia, situata alla nostra destra, si incontra un bivio dove da sinistra si inserisce il percorso n° 645. Proseguendo diritto si approda infine al boscoso Passo di Cavorsella 1505 m, situato sul crinale spartiacque Reggio Emila/Lucca tra il Monte Ischia a SW e il Passo di Pradarena a NE. Dal valico si prosegue in direzione del Passo di Belfiore imboccando a destra il sentiero 00, che per un buon tratto sale ripidamente tenendosi sulla sinistra rispetto al filo della dorsale, aggirando in questo modo la sommità del Monte Ischia. Usciti improvvisamente dalla vegetazione, si avanza in leggera salita e in piano, attraversando magnifici e panoramici pendii prativi. Raggiunta una selletta di crinale situata sotto il profilo nord del Monte Scalocchi, si abbandona il sentiero segnato guadagnando quota per traccia evidente che staccandosi a destra asseconda il filo della dorsale. Guadagnata la magnifica sommità del Monte Scalocchi, 1727 m, si prosegue per un tratto lungo l’aereo crinale, abbandonandolo poi per traccia che piega a sinistra e scende in obliquo. Dopo un tornante sinistrorso si rimette piede nel percorso segnato appena prima che esso entri nel bosco. Si prosegue lungo l’ottimo tracciato tenendosi perlopiù sulla sinistra del crinale divisorio, per poi recuperarlo raggiungendo infine il bivio con il sentiero n° 649, situato poco prima del Passo di Belfiore 1689 m.  Imbocchiamo quindi questa traccia che nel primo tratto perde quota ripidamente effettuando alcune svolte e tornanti. Più in basso si piega a sinistra e si avanza verso ovest, fino a raggiungere il bivio con il sentiero n° 649C diretto, come del resto anche il n° 649, a Cerreto Laghi. Imbocchiamo il primo percorso attraversando inizialmente una piccola radura per poi rientrare nella faggeta. Si prosegue lungo il bel sentiero attraversando una sequenza di ben sette ruscelli, di cui gli ultimi due generalmente con acqua anche nella stagione estiva. Si prosegue a mezza costa passando a fianco di una prima piazzola di carbonaia cui fa seguito poco dopo una seconda. Più avanti si attraversa una panoramica pietraia e si prosegue all’interno del bosco aggirando mediante svolta a sinistra una costa. Si continua lungo il bellissimo e antico percorso dei carbonai effettuando alcune svolte ed aggirando più avanti un’altra costa. Dopo alcuni tornanti si scende per un breve tratto a fianco di un ruscello che poco sotto si varca. In seguito ci si immette in un’ampia mulattiera che si segue a sinistra avanzando in leggera salita. Senza possibilità di errore si raggiunge, dopo alcuni minuti, il bivio con il sentiero n° 647B che si stacca a destra e che si ignora. Dopo un ulteriore tratto in salita si sbuca nel margine inferiore di un’ampia area disboscata che si contorna per un buon tratto. Ignorata a destra la traccia contrassegnata n° 649D, si svolta a sinistra raggiungendo in breve le prime case di Cerreto Laghi, immettendosi in Via Belfiore a pochissima distanza dall’imbocco del percorso n° 647C che abbiamo seguito all’andata.

 

 

 

 

 

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