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Il crinale delle Porraie e il Monte Sillano

03 Set

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Punto di partenza/arrivo: Ligonchio di Sopra 892 m

Dislivello: 1050 m ca.

Durata complessiva: 6 h

Tempi parziali: Ligonchio-Passo di Romecchio (2,30 h) ; Passo di Romecchio-Monte Sillano (1,40 h) ; Monte Sillano-Bivacco Il Piano (1 h) ; Bivacco Il Piano-S.Rocco di Ligonchio (45 min)

Difficoltà: E+ 

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Accesso stradale: Reggio Emilia-Castelnovo né Monti-Busana-Cinquecerri-Ligonchio. Si parcheggia l’auto nella parte alta del paese e più esattamente nel nucleo di S. Rocco di Ligonchio

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Il crinale che dal Passo Romecchio si estende in direzione ovest verso il Passo di Pradarena è uno dei più spettacolari di tutto l’Appennino tosco-emiliano. L’itinerario proposto prevede: 1) una lunga salita da Ligonchio verso il Passo Romecchio; 2) l’attraversamento del crinale seguendo il sentiero 00 e poi una traccia non segnata fino alla vetta del Monte Sillano; 3) la discesa a valle seguendo il sentiero n° 741 che per un buon tratto asseconda la dorsale che dal Sillano si dilunga verso nord, e che fa da spartiacque tra le valli formate dal Rio Re e dal Torrente Ozola.

N.B.: il sentiero n° 633 che conduce al Fosso di Rimale risulta attualmente chiuso per pericolo frana

Da S. Rocco di Ligonchio si imbocca a sinistra Via Ravinella seguendola in salita per pochi minuti per poi abbandonarla per stradello cementato che si diparte a sinistra (cartelli: percorso CAI n° 633). Dopo aver costeggiato una recinzione si prosegue per magnifica mulattiera, affiancata ai lati da resti di antichi muretti a secco, che avanza in costante salita verso E/SE. Più in alto si effettuano un paio di tornanti, sbucando infine nella strada asfaltata che da Ligonchio conduce alla Presa Alta. Si sale lungo quest’ultima sottopassando inizialmente un grande tubo per il trasposto dell’acqua alla, e compiendo appena dopo una svolta a destra. Avanzando in ripida salita si transita a fianco della vasca di carico di Tarlanda e si prosegue fino a raggiungere un evidente bivio. Da qui si abbandona l’asfalto imboccando a sinistra il percorso della decauville (n° 633) che procede in piano a mezza costa. Si alternano ampie sezioni all’interno del bosco a tratti all’aperto in cui, costeggiando verticali pareti, si ammirano straordinarie visuali sulla gola dell’Ozola. Si prosegue lungamente per il magnifico sentiero (tra i più belli di tutto l’Appennino emiliano) penetrando infine nella valle formata dal Fosso di Rimale (poco prima si immette da sinistra il percorso n° 635). Mediante ponticello in legno si varca il corso d’acqua immettendosi poi in una carrareccia che si segue a destra solo per poco. Infatti la si abbandona per sentiero a sinistra (cartelli) che attraversa inizialmente un solco franato. Si avanza verso est paralleli alla carrareccia di prima per traccia a mezza costa che poco dopo si impenna e sale ripidamente. Mediante curva a destra si aggira una costa boscosa raggiungendo dopo pochi minuti il bivio con il sentiero n° 639 che si stacca a destra e che si ignora. Continuando invece lungo il percorso n° 633 si oltrepassa un solco e appena dopo un breve tratto di sentiero franato, affrontando poi un ripido strappo in salita. Oltre l’aggiramento di una costa si incontra un bivio dove a sinistra scende il percorso n° 639 per la Presa Alta, che si tralascia. Dopo un tratto in piano e in leggera discesa, la traccia si impenna avanzando in direzione SE e poi S. Più avanti il percorso guadagna quota effettuando una lunga sequenza di tornanti, conducendo al bivio con il sentiero n° 633A che si stacca a destra e che si ignora. Avanzando in leggera discesa e poi in piano in direzione SE, si giunge in prossimità del Lago del Capriolo (in estate asciutto) e si continua per il percorso principale senza mai guadagnare effettivamente quota. Raggiunto un bivio (cartelli) si prosegue a destra in direzione del Passo Romecchio avanzando in moderata pendenza per traccia ottimamente segnata. Dopo uno spostamento a sinistra si effettua una sequenza di tornanti, per poi piegare a sinistra e procedere verso est. Si continua per un buon tratto in questa direzione per sentiero a mezza costa e, una volta usciti dalla vegetazione, svoltando a destra si approda finalmente al Passo Romecchio 1680 m. Dal valico di crinale si prosegue a destra lungo il percorso 00 transitando inizialmente a fianco della chiesetta di S. Bartolomeo. Avanzando a mezza costa nel versante garfagnino si aggirano così alcune quote secondarie fino a lambire nuovamente il filo della dorsale spartiacque. Lo si abbandona quasi subito e si procede lungo il magnifico sentiero a mezza costa sempre nel versante toscano (visuali grandiose). Ripreso il crinale divisorio, la traccia prosegue ora nel versante Ozola, aggirando in questo modo un primo dosso erboso e successivamente la più marcata cima delle Porraie. Raggiunta una selletta, situata lungo il filo della dorsale che dalla citata cima si dilunga verso nord, si incontra un bivio dove si ignora a destra il percorso n° 639A. Si prosegue per il sentiero 00 avanzando a mezza costa in versante Ozola al di sopra di uno spettacolare anfiteatro erboso di origine glaciale, riguadagnando successivamente il filo del crinale spartiacque. Ammirando incredibili visuali, si procede lungo l’ottima traccia che avanza tenendosi poco a sinistra rispetto il filo della dorsale. A un certo punto una netta svolta a sinistra e una breve salita riportano sull’arioso crinale che si discende utilizzando eventualmente una corda metallica. Si prosegue lungo il percorso n° 00 avvicinandosi sempre più al caratteristico Monte di Soraggio, che precipita nel versante Ozola con verticali strati di arenaria. Giunti alla base del groppo lo si aggira nel versante toscano, raggiungendo in breve una selletta di crinale dove il percorso si biforca. Noi continuiamo lungo la non segnata traccia di destra che avanza assecondando fedelmente il filo della dorsale spartiacque. Guadagnata la sommità di una quota secondaria, si scende alla sottostante ampia sella, per poi affrontare la salita finale alla volta della cima del Monte Sillano. Dalla sommità, 1876 m (panorama grandioso), si scende lungo il sentiero n° 641 che asseconda il crinale nord (si tratta della dorsale che separa la Valle del Rio Re dalla Val d’Ozola), affrontando inizialmente un tratto di discesa ripido ed esposto. Successivamente si scavalca una quota secondaria e si prosegue per il bellissimo crinale in direzione del limite del bosco. Penetrati in esso (notevoli e contorti esemplari di faggio) si continua per il sentiero raggiungendo in breve una mulattiera in località Sella Lama di Mezzo 1724 m. Si segue l’ampia traccia a destra effettuando subito una netta svolta in questa direzione, incontrando appena dopo un bivio (cartelli) dove si continua a sinistra ignorando a destra il percorso n° 639. Si procede inizialmente in leggera discesa per poi risalire per un breve tratto, raggiungendo in breve una bella selletta erbosa. Il sentiero evita sulla sinistra, procedendo a mezza costa, un primo dosso prativo, conducendo successivamente a poca distanza dalla sommità di un secondo dosso erboso: si tratta della panoramica cima del Monte1785 m, che si raggiunge con breve deviazione a sinistra. Si continua lungo il bellissimo sentiero che poco dopo rientra nel bosco, procedendo dapprima a sinistra della dorsale, poi a destra. Poco più in basso si rimette piede nel crinale boscoso in corrispondenza di un bivio, dove da sinistra confluisce il sentiero n° 641A. Noi invece scendiamo a destra per bella mulattiera in direzione del Bivacco Il Piano Ligonchio. Più in basso si raggiunge un poggetto erboso dove la traccia effettua una curva a sinistra, per poi transitare a destra di un’area disboscata. Dopo aver attraversato una piccola radura ci si immette in una carraia di esbosco che si segue a destra (il tracciato si restringe poi a mulattiera). Giunti ad una netta svolta a sinistra della carrareccia, si prosegue a destra (segnavia) per mulattiera scampata dalla distruzione operata dal passaggio dei mezzi di esbosco. Appena dopo, purtroppo, si rimette piede nella carraia di prima e la si segue a destra giungendo nei pressi di una magnifica radura con alcuni esemplari di faggio di rara bellezza. Alla nostra sinistra si nota una costruzione: si tratta del Bivacco Il Piano1449 m. Si continua per bella e comoda carraia, abbandonandola quando essa effettua una netta svolta a destra (attenzione ai segnavia). Si deve continuare diritto lungo un’orribile traccia di esbosco (poco più avanti è possibile seguire a sinistra, per un breve tratto, la vecchia mulattiera) che si segue in costante discesa attraversando in questo modo un’area tristemente disboscata. Dopo una curva a destra si mette piede nella stradina asfaltata proveniente da Ligonchio e diretta alla Presa Alta. A sinistra si scorge la continuazione della mulattiera, piuttosto trascurata, che taglia un tornante della strada fino a confluire nuovamente in essa. La si attraversa e si continua per sentiero che in costante discesa conduce in un’ampia traccia trasversale che si segue a destra (la traccia in questione è in realtà la sede di una vecchia decauville). In breve si rimette piede nella stradina asfaltata nei pressi del bivio con il sentiero n° 633 seguito all’andata. Da qui si rientra a Ligonchio ripercorrendo lo stesso tragitto effettuato in salita.

 

 

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