Il Monte Scala dal Ponte del Cogno

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Punto di partenza/arrivo: Ponte del Cogno, 984 m

Dislivello: 725 m

Durata complessiva: 5,45 h

Tempi parziali: Ponte del Cogno-guado Torrente Parma di Badignana (45 min) ; guado Torrente Parma di Badignana-Lagoni (50 min) ; Lagoni-Monte Scala (1 h) ; Monte Scala-Passo di Fugicchia (35 min) ; Passo di Fugicchia-Capanne di Badignana (40 min) ; Capanne di Badignana-carrozzabile Cancelli-Lagoni (25 min) ; carrozzabile Cancelli-Lagoni-Borello dello Sbirro-Ponte del Cogno (1,20 h)

Difficoltà: E+/EE la salita al Monte Scala ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio. Da quest’ultima località si continua in direzione di Lagdei per circa due chilometri, parcheggiando l’auto in corrispondenza dell’imbocco di una carraia appena dopo il Ponte del Cogno

mapwww.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario  

Splendida escursione in luoghi di rara bellezza a livello naturalistico e paesaggistico. L’avvicinamento ai Lagoni partendo dal Ponte del Cogno permette la conoscenza di quella che forse è l’area più interessante e selvaggia di tutta la foresta dell’Alta Val Parma. La salita al Monte Scala risulta, nella parte finale, decisamente ripida e andrebbe intrapresa solo con terreno asciutto.  

Dal Ponte del Cogno ci si incammina lungo una sterrata (percorso CAI n° 721) che poco più avanti svolta a destra passando a fianco di una casa. Si continua lungo la carraia in leggera discesa avanzando ai lati di campi coltivati, ammirando notevoli visuali panoramiche sul Monte Roccabiasca e sulla dorsale Parma/Bratica. Progressivamente ci si inoltra nella valletta formata dal Torrente Parma delle Guadine, che si attraversa mediante il Ponte del Prolo (il nuovo manufatto è affiancato da quello antico, ancora ben conservato e percorribile). Si incomincia poi a guadagnare quota ai piedi del profilo settentrionale del Monte Vidice, proseguendo diritto/destra al bivio che si incontra. Penetrati nella valle formata dal Torrente Parma di Badignana, si sale piuttosto ripidamente e al successivo bivio (cartelli) si abbandona a destra il segnavia n° 721 (da cui torneremo) proseguendo a sinistra per il n° 720. Si avanza comodamente per bella carraia all’interno di un suggestivo ambiente boschivo, incontrando poco dopo un bivio da cui si tralascia a destra una traccia inerbita. Si procede lungamente per il percorso principale in leggera discesa e a saliscendi, attraversando molto più avanti un’area soggetta ad operazioni di esbosco. Con grande piacere ci si lascia presto alle spalle la zona disboscata e rientrati nella splendida faggeta si varca un suggestivo rio. Proseguendo per il comodo e piacevolissimo tracciato, si costeggia in seguito una radura con arbusti, fino a raggiungere, una volta ripiombati nella più fitta copertura boscosa, una sbarra con cartello di divieto d’accesso. Ci troviamo nei pressi del greto del Torrente Parma di Badignana: a destra un labile sentiero conduce in località Borello dello Sbirro, noi invece proseguiamo diritto per l’ampia traccia inerbita. Poco dopo si volge a sinistra e si guada il torrente (prestare particolare attenzione alla portata dell’acqua; guado impraticabile per diversi mesi dell’anno). Dopo l’attraversamento del corso d’acqua, l’ampia traccia avanza in direzione sud-est in leggera/moderata pendenza all’interno di un rimboschimento a conifere. Effettuata una netta curva a sinistra, ci si immette nella forestale Sesta-Lagoni a poca distanza da un rio che il percorso attraversa mediante ponte. Si asseconda il tracciato in comoda e mai ripida salita, procedendo nella sponda destra orografica del Rio dello Stagnone. Si compiono in seguito due tornanti oltre i quali si avanza in un contesto ambientale molto interessante e vario, caratterizzato da conifere, faggi e bianchi massi erratici. Transitati a fianco di un rifugio/capanno, si effettua una netta svolta a destra onde varcare il Torrente Parma della Colletta, cui segue un altro corso d’acqua. Dopo una curva a sinistra, il percorso guadagna quota parallelamente ad un rio per poi volgere verso est. Costeggiate delle suggestive lastre rocciose, si avanza nella sponda destra (sinistra orografica) del corso d’acqua varcato in precedenza. Attraversatolo mediante ponte, ci si immette appena dopo nella carrozzabile per il Passo della Colla che si asseconda a destra in direzione dei Lagoni. In circa dieci minuti di cammino si raggiunge il pittoresco Lago Gemio Inferiore1342 m, da cui si imbocca il percorso n° 711/715 per il Lago Scuro. Il frequentato sentiero contorna inizialmente la sponda settentrionale dello specchio d’acqua per poi volgere a sinistra e procedere all’interno di una splendida faggeta. Si avanza in leggera salita in direzione sud per magnifica mulattiera, fino ad uscire dal bosco e guadagnare quota nei pressi e alla base di scivoli d’arenaria. Giunti in corrispondenza di una dorsale formata da rocce montonate, il sentiero rientra nel bosco e perde qualche metro di quota, conducendo nel margine destro di un ampio e magnifico ripiano con torbiera. Si riprende poi a salire all’interno della faggeta, oltrepassando, mediante simpatico ponticello, un suggestivo rio. Al bivio che si incontra poco più in alto si continua a destra e dopo una breve salita si raggiunge lo spettacolare Lago Scuro1526 m. Assecondando i segnavia per il Monte Scala e per la Falesia del Lago Scuro, si costeggia per un tratto lo specchio d’acqua, rientrando presto nella faggeta. Appena dopo si piega a sinistra e poi a destra avanzando in salita tra grossi massi. Volgendo successivamente a sinistra si asseconda brevemente il dorso di una costa per poi piegare a destra ed attraversare una pietraia (segnavia rossi sempre presenti e ottimamente posizionati). Con ulteriore spostamento a sinistra si sale prima per pietraia, poi per pendio erboso con cespugli di mirtillo. Assecondato il dorso di una poco accennata costa temporaneamente fuori dal bosco, si rientra in esso e si sale ripidamente costeggiando la base di ciclopici massi. Usciti dalla copertura boscosa, ci si trova ai piedi di un ripido pendio con massi e pietraie. Ignorata temporaneamente una traccia che si stacca a sinistra, si effettua una ripida curva a destra orientandosi con i ben posizionati ometti. Poi si piega repentinamente a sinistra salendo molto ripidamente, spostandosi appena dopo a destra in direzione della Falesia del Lago Scuro. Poco prima di essa la traccia piega a sinistra avanzando in sostenuta salita prima per pietraia poi per pendio erboso. Dopo un ripidissimo e faticoso strappo a ridosso della parete rocciosa ed un ultimo erto pendio erboso, si approda alla sella che separa l’anticima (meritevole di una visita) a destra dalla cima principale a sinistra. Seguendo l’aerea dorsale si guadagna in breve la magnifica sommità del Monte Scala1709 m, dove ci si inebria di uno straordinario panorama a 360°. Ritornati al bivio incontrato in precedenza, si imbocca a destra un sentiero non segnato che procede in direzione del Passo di Fugicchia. Si avanza inizialmente a mezza costa sotto notevoli pareti d’arenaria, avvicinandosi ad una pietraia che poi si attraversa in salita mirando ad un evidente masso appuntito (alcuni ometti facilitano l’orientamento). Il sentiero prosegue in direzione di un evidente crinale la cui prosecuzione verso nord è costituita da un verticale gendarme che precede lo spigolo sud del Monte Scala. Messo piede sul filo della dorsale, lo si segue per traccia esigua, scendendo poi ad una sella. Da qui, spostandosi a destra, ci si immette in un evidente sentiero che asseconda una rampa. Valicata la dorsale, si procede per un tratto a sinistra del suo filo, fino a raggiungere il Passo di Fugicchia1669 m. Dalla sella si scende lungo il sentiero n° 715 effettuando più in basso un tornante sinistrorso, approdando infine in un magnifico ripiano dove è situata la Fontana del Vescovo. Al bivio che si presenta quasi subito, si scende a destra mantenendo lo stesso segnavia di prima, trascurando poco dopo il percorso n° 715A che conduce alla Sella del Brusà. Ammirando notevoli visuali sulla parete ovest del Monte Scala, si raggiunge il margine settentrionale della torbiera conosciuta come Piana delle Antiche Pietre. Penetrati nella faggeta, si perde quota per ampio sentiero fino ad immettersi nella carraia d’accesso alle Capanne di Badignana (se si vuole visitare questa località si volta a sinistra). Si asseconda a destra il comodo tracciato oltrepassando mediante ponte il suggestivo corso d’acqua che si origina dalle Padule di Badignana, ai piedi della parete ovest del Monte Scala. Poi, effettuando diverse svolte ed avanzando in lieve discesa, si raggiunge il fondo della valletta formata dal torrente Parma di Badignana. Dopo aver attraversato un ponticello, si procede in leggera salita parallelamente al torrente, fino ad incontrare il bivio con il percorso n° 719C che conduce ai Lagoni. Dopo una svolta a destra e un tratto in lieve discesa si raggiunge carrozzabile Cancelli-Lagoni. La si segue a sinistra in direzione della prima località per circa venti minuti, ammirando durante il cammino la bellezza dell’ambiente boschivo in cui ci troviamo, impreziosito da alcuni grossi massi di arenaria. Arrivati alla base del boscoso profilo settentrionale del Monte Roccabiasca, sfiorato dalla riserva Guadine-Pradaccio, occorre imboccare a destra il percorso n° 721 recentemente segnato dal CAI. Inizialmente si perde quota per ampia mulattiera che conduce ad una selletta su un crinale boscoso. Il sentiero volge subito a destra e, scendendo all’interno di un rimboschimento a conifere, conduce ad un bivio nei pressi di un mucchio di macerie (è ciò che rimane del rifugio forestale conosciuto come Borello dello Sbirro). Trascurato a destra il percorso n° 721B, si insiste lungo lo stesso segnavia di prima valicando una sella boscosa e perdendo quota mediante un tornante destrorso (si tralascia a sinistra un labile sentiero). Approdati, poco più in basso, in una bella radura, la si attraversa interamente da un capo all’atro, rientrando subito dopo nella copertura boscosa. Qui il tracciato si amplia prendendo le sembianze di una carraia: la seguiamo lungamente senza possibilità di errore, tenendosi costantemente a destra del crinale che fa da spartiacque tra le valli formate dal Torrente Parma delle Guadine e dal Torrente Parma di Badignana. Lambita la dorsale, il percorso svolta nettamente a destra per poi volgere subito a sinistra e condurre in una piccola radura (la nostra attenzione non può che incentrarsi sul magnifico esemplare di faggio che si ammira appena prima della menzionata radura). Proseguendo per il solitario tracciato, che si svolge in un contesto ambientale di grande pregio, ci si immette infine nella carraia percorsa in salita con cui si fa ritorno al Ponte del Cogno (poco dopo il Ponte del Prolo, in un campo situato alla nostra destra si nota un cippo con bassorilievo in marmo che colpisce per la sua strana collocazione). 

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