RSS

Il Monte Fuso da Querceto

13 Giu

100_4694

Punto di partenza/arrivo: S.P. 80 nei pressi del bivio per Querceto

Dislivello: 720 m ca.

Tempi parziali: S.P. 80-Parco faunistico Monte Fuso (1 h) ; Parco faunistico-cippo Monte Fuso (45 min) ; cippo Monte Fuso-incrocio a quota 812 m (30 min) ; incrocio a quota 812 m-costa a quota 810 m (25/30 min) ; costa a quota 810 m-Gulghino (30 min) ; Gulghino-Parco faunistico-Querceto-S.P. 80 (1,20 h)

Durata complessiva: 4,30/4,45 h

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2018

Accesso stradale: Parma-Traversetolo-Neviano degli Arduini-Sasso-Scurano-Ruzzano. Da quest’ultima località si continua lungo la S.P.80 in direzione di Lagrimone solo per poco. Infatti, individuata a destra la stradina cementata per Querceto (N° civico 9), si abbandona l’auto in un qualche spiazzo a sinistra della carreggiata (scarse possibilità di parcheggio)

0001 (FILEminimizer)Mappa escursionistica del Monte Fuso

 

Descrizione dell’itinerario

Interessante escursione nel versante Enza del Monte Fuso. La carraia che da Querceto conduce al Parco faunistico è purtroppo percorsa da mezzi d’esbosco, moto da cross e fuoristrada. Per questo motivo risulta in diversi tratti alquanto fangosa e con profondi solchi, rendendo il cammino, nonostante la bellezza dell’ambiente boschivo in cui ci si trova, a volte poco gradevole.

Dalla S.P. 80 si imbocca a destra (cartelli) una stadina, inizialmente cementata, che conduce alla casa isolata di Querceto618 m. Appena oltre la costruzione, l’ampia traccia svolta a destra conducendo ad un bivio in corrispondenza di un tornante destrorso. Ignorata una carraia che si stacca a sinistra, continuiamo per il percorso principale (contrassegnato n° 761) effettuando appena dopo una curva a sinistra. Si avanza in direzione NE, superando uno strappo piuttosto ripido e procedendo in seguito in leggera discesa. Aggirata mediante curva a sinistra una costa boscosa, si entra nella valle delimitata dal Monte Faino ad ovest e dal Monte Lavacchio a est, e si continua per il percorso principale che guadagna quota in moderata pendenza. Senza possibilità di errore (ad un bivio si prosegue a destra) si raggiunge il limite inferiore di un’area orribilmente disboscata dove si ignora a sinistra una traccia di esbosco. Si continua invece a destra per carraia infangata contornando tutto il margine inferiore dell’area disboscata. Dopo una presa d’acquedotto, è necessario compiere una ripida e poco piacevole salita per carraia alquanto rovinata dai fuoristrada. Poco più in alto si passa a fianco di una suggestiva parete strapiombante con presa dell’acquedotto e si prosegue per l’ampio tracciato effettuando in seguito un paio di tornanti. Dopo l’attraversamento di un’altra area disboscata e appena prima di un ruscello, ci si immette in un’altra carraia (cartello) che si segue a destra. Appena dopo, mediante netta svolta a destra, si varca un secondo ruscello, costeggiando in questo tratto un notevole muro a secco (situato alla nostra sinistra) e passando a fianco di una costruzione diroccata (alla nostra destra). Confluiti in una carraia, la seguiamo a destra avanzando in piano, raggiungendo in questo modo il sommo della valle la cui sponda sinistra orografica abbiamo risalito. Qui incontriamo il bivio con il percorso n° 762A proveniente da Scurano, oltre il quale si approda nel piazzale antistante il Parco faunistico del Monte Fuso886 m. Si segue la strada asfaltata a sinistra per pochi metri e la si abbandona imboccando una mulattiera contrassegnata n° 761A (cartelli). Al primo bivio si ignora a sinistra una traccia inerbita (che conduce ad una casa) e si prosegue per la mulattiera selciata delimitata da muretti a secco. Poi il tracciato si restringe a sentiero che si segue temporaneamente fuori dal bosco. Poco dopo ci si inserisce in una carraia che si prende a sinistra avanzando in piano, notando alla nostra destra altri interessanti esemplari di muretti a secco. Giunti nei pressi di un’area disboscata, si incontra un bivio (cartelli) dove si prosegue a destra, avanzando in salita lungo il margine sinistro dell’area. Al bivio successivo si prende a destra (freccia segnaletica gialla con il n°1) e dopo breve salita si mette piede nella strada asfaltata che si segue a sinistra. Dopo alcuni minuti di cammino, in corrispondenza di una curva a sinistra della strada, si stacca a destra uno stradello che si imbocca piegando subito a sinistra (cartello). Si guadagna quota per bellissimo sentiero che inizialmente asseconda una notevole stratificazione di arenaria del tipo della Pietra di Bismantova (ne incontreremo altre nel prosieguo dell’escursione). Poco più avanti si segue una costa boscosa, costeggiando successivamente il margine destro di una bella radura. Poi il sentiero si impenna e, in moderata pendenza con alcune svolte, conduce alla sommità del Monte Fuso1115 m, caratterizzata da un cippo eretto nel 1901. Dalla cima si scende a destra seguendo l’ampia mulattiera che asseconda il crinale della montagna (percorso CAI n° 761-763). Poco più in basso si passa a fianco di un magnifico balcone panoramico, punto di decollo per i voli con il parapendio, da cui si ammira una visuale davvero grandiosa. Al bivio successivo si prosegue a sinistra lungo il sentiero di crinale, lasciando a destra la continuazione dell’ampia traccia seguita fino a questo momento. Si perde quota lungo l’ottimo sentiero raggiungendo più in basso, nei pressi di un rimboschimento a conifere, un bivio (cartelli) dal quale il percorso n° 761 si sposta a destra (appena dopo il bivio possiamo notare un interessante cippo confinario). Noi continuiamo a seguire il percorso di crinale, sempre evidente e ben segnato, fino ad uscire temporaneamente dal bosco al sommo di una bella e panoramica radura che si attraversa. Rientrati nella vegetazione, si scende ancora per un breve tratto, raggiungendo infine un incrocio (cartelli) a quota 812 m. Da qui il sentiero segnato continua a sinistra aggirando la dorsale del monte; noi invece proseguiamo a destra per mulattiera contrassegnata da sporadici bolli di vernice gialla, paletti e frecce segnaletiche dello stesso colore. Seguendo un sentiero in leggera discesa (piuttosto infrascato nella stagione estiva) si esce poco più avanti dal bosco in corrispondenza del margine inferiore della radura che in precedenza abbiano attraversato al suo sommo. Per tratturo abbastanza evidente nonostante l’erba alta, si attraversa tutto il limite inferiore del campo fino a compiere una svolta a sinistra all’interno di un piccolo avvallamento. Subito dopo si piega a destra (freccia segnaletica di colore giallo seminascosta dalla folta vegetazione) e si continua per sentiero marcato a mezza costa. Dopo una curva a destra si costeggia con andamento pianeggiante il margine inferiore di un’altro campo, ignorando poco più avanti una traccia che sale a destra. Il percorso effettua poi una netta svolta a sinistra costeggiando un notevole e antico esemplare di muro a secco. Si prosegue per la pianeggiante mulattiera avanzando ai lati di altri campi e radure, per poi salire leggermente compiendo alcune svolte. Più avanti il tracciato, delimitato a sinistra da una recinzione, confluisce in una carrareccia (l’accesso ad una casa) che va seguita a destra. Si procede in leggera salita avendo a destra una radura e a sinistra un poggetto boscoso. Ignorata a destra una carraia in salita, si abbandona appena dopo il percorso che stiamo seguendo, continuando diritto su ampia traccia che in breve conduce ad un bivio in corrispondenza di una costa boscosa (810 m). Delle due mulattiere che si staccano a destra, si prende preferibilmente quella di destra (si può seguire anche l’altra) che poco dopo piega a sinistra spegnendosi in una carraia. La seguiamo a sinistra per pochi metri rinvenendo a destra la continuazione del vecchio tracciato. Si guadagna quota camminando su notevoli stratificazioni arenacee che potrebbero sembrare a prima vista un selciato costruito dall’uomo. Giunti ad un bivio (paletto con freccia di colore giallo) si va a destra e si sale per ampia traccia, incontrando poco più in alto un incrocio dove si tira diritto. Il percorso svolta subito a sinistra (a destra si ignora una carraia inerbita) e procede in moderata pendenza assecondando altre interessanti stratificazioni arenacee. Giunti in corrispondenza di una recinzione con cancello a destra, il tracciato svolta repentinamente a sinistra e sale costeggiando la menzionata recinzione. Dopo una curva a destra si guadagna quota nei pressi del margine sinistro di un campo e si avanza ancora per un tratto in moderata pendenza. Confluiti nella carraia abbandonata a quota 810 m, che ora si presenta per un tratto cementata, la seguiamo a destra (il cemento lascia poi posto allo sterrato) raggiungendo in breve un bivio (a sinistra si nota una piccola costruzione diroccata) dove a destra si stacca un’altra carraia. Proseguiamo diritto virando appena dopo a sinistra ed avanzando in leggera discesa. Si oltrepassa una sbarra e si raggiunge poco più avanti un ripiano in mezzo a bosco dove il percorso piega a destra. Delle due tracce che si presentano, prendiamo quella di sinistra mediante la quale effettuiamo subito una svolta in questa direzione. Poco più avanti si taglia un sentiero per le MTB e, dopo una curva a destra, lo si riattraversa nuovamente. Si raggiunge in breve un evidente incrocio (cartelli) dove prendiamo a sinistra la mulattiera per Gulghino. Si scende lungo l’antico tracciato che asseconda per un tratto un’incredibile lastra d’arenaria. Osservando gli splendidi muretti a secco ed effettuando alcune svolte, si giunge ad un bivio (cartelli) a poca distanza dal nucleo agricolo. Proseguendo diritto si raggiungono le case diroccate situate nei pressi di un’ampia e magnifica radura. Ritornati sul percorso principale lo si segue in costante discesa penetrando più in basso in una valletta. La vecchia mulattiera prosegue lungo la sua sponda destra ed avanza prima in leggera discesa, poi in lieve salita ed infine a saliscendi. Approdati nella strada asfaltata proveniente da Scurano in corrispondenza di un suo tornante destrorso (nel senso di salita), la seguiamo a sinistra raggiungendo in meno di 10 minuti il Parco faunistico. Da qui si ritorna a Querceto seguendo a ritroso lo stesso percorso effettuato in salita.

 

 

 

Annunci
 

Tag: , ,

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: