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Monte Navert: anello da Casarola

05 Giu

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Punto di partenza/arrivo: Casarola 996 m

Dislivello: 687 m ca.

Tempi parziali: Casarola-sella quota 1251 m (50 min) ; sella quota 1251 m-Monte Navert (1,10 h) ; Monte Navert-Pian del Monte (40 min) ; Pian del Monte-Grammatica (1,30 h) ; Grammatica-Casarola (50 min)

Durata complessiva: 5/5,15 h

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Corniglio-Sivizzo-Riana-Grammatica-Casarola

map (1)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Quella proposta è certamente una delle più interessanti e complete escursioni dell’intero Appennino parmense. In questo percorso si ha la possibilità di visitare luoghi di impareggiabile bellezza e preziosità, come il pianoro prativo di Pian del Monte e il Bosco delle Fate (splendido castagneto ai piedi del Groppo Sovrano). La segnaletica CAI lascia molto a desiderare, tuttavia l’itinerario nel suo complesso non pone problemi di individuazione del giusto percorso.

Da Casarola si imbocca uno stradello (Via Attilio Bertolucci) che sale a fianco di una casa ed effettua poco sopra una netta svolta a destra. Ignorato a sinistra un viottolo di accesso ad un’altra casa, si prosegue diritto compiendo una curva a sinistra. Al successivo bivio si continua a destra per bella carraia pianeggiante che si segue tralasciando a sinistra una traccia in salita (cartelli in legno del Sentiero Natura e Cultura). Più avanti il percorso costeggia spettacolari pareti di arenaria stratificata (a destra si stacca il Sentiero Natura) per poi iniziare a guadagnare quota in moderata pendenza con qualche strappo un po’ più ripido. Senza possibilità di errore si giunge nei pressi di una bella radura con fonte-abbeveratoio, incontrando poco più avanti un bivio dove da sinistra si innesta una carraia, proveniente dal Passo di Riana, contrassegnata n° 737 (è il segnavia che ci accompagnerà fino in cima al Navert). Appena dopo il bivio si affronta una ripida salita raggiungendo in breve un altro bivio dove si prosegue diritto/sinistra (cartelli). Si avanza comodamente con alcuni saliscendi ammirando, nell’altro lato della valle, una spettacolare parete di arenaria che ricorda in piccolo il Groppo Sovrano. Quando l’ampia traccia piega nettamente a sinistra, noi la seguiamo ignorando una mulattiera inerbita che prosegue diritto. Dopo una breve salita per carraia alquanto dissestata all’interno di un’area disboscata, si approda ad una selletta sulla dorsale Bratica/Cedra a quota 1251 m. Dal passo si prosegue a destra lungo il sentiero di crinale in direzione della sommità del Monte Navert. Inizialmente il percorso asseconda il filo della boscosa dorsale spartiacque, per poi avanzare in versante Bratica. Poco più avanti si presenta un bivio dove si prende il sentiero di destra (segnavia) che sale per un breve tratto piuttosto ripidamente tenendosi sulla destra rispetto il filo della dorsale. In seguito una salita a sinistra riconduce sul crinale divisorio che si valica procedendo in versante Cedra. Giunti ad un bivio non particolarmente marcato (segnavia sbiaditi e cartello dell’ippovia) occorre piegare a destra salendo ripidamente verso il dorso del crinale, dal quale spostandosi brevemente a destra (cartello) si esce temporaneamente dal bosco al sommo di panoramici pendii prativi. Qui giunti, guardando a destra, si nota un poggetto erboso: consiglio vivamente di raggiungerne la sommità da cui si ammira una notevole visuale sulle sottostanti valli Bratica e Cedra. Si prosegue lungo il percorso principale rientrando appena dopo nel bosco (breve tratto di sentiero non evidente), avanzando tendendosi nei pressi del dorso del crinale. Dopo un tratto aperto (notevoli visuali panoramiche) si continua in versante Bratica incontrando un bivio dove si prosegue a sinistra. Poco più avanti ci si sposta in versante Cedra e si avanza per bellissimo e panoramico sentiero notando più in basso, alla nostra sinistra, una valletta. Giunti a poca distanza dalla dorsale ovest del Navert (paletto con cartelli collocato sul crinale), si continua diritto rientrando nel bosco ed uscendone poco più avanti. Tralasciato a destra un sentiero si prosegue assecondando l’ampio crinale erboso, attraversando l’ultima fascia boscosa. Oltre quest’ultima ci si trova alla base della ripida sezione di crinale che precede la sommità del Navert. Mediante traccia, inizialmente marcata poi pressoché inesistente, si risale ripidamente e faticosamente la dorsale ammirando notevoli visuali sulle ripide bancate arenacee che caratterizzano il versante meridionale della montagna. Raggiunta la magnifica sommità del Monte Navert1653 m, ci si inebria di un grandioso panorama a 360°. Dalla cima si attraversa in direzione NW tutto il magnifico pianoro sommitale, assecondando la traccia del percorso n° 739. Rientrati nel bosco si avanza tenendosi nei pressi della dosale Parma/Bratica, attraversando poco più avanti una bella radura. Oltre quest’ultima, una volta rientrati definitivamente nella vegetazione, si transita a fianco di straordinari esemplari di faggio dalle singolari forme contorte. Poi il sentiero piega leggermente a destra e poco più in basso a sinistra (attenzione ai segnavia), riportando nei pressi dell’ampio dorso del crinale. Dopo un’ultima discesa si approda ad una selletta a quota 1529 m da cui si prosegue diritto. Mediante ampio ed evidente sentiero si avanza in leggera salita all’interno di una faggeta che ha pochi eguali in fatto di bellezza. Effettuando anche alcune svolte e restando quasi sempre nei pressi della dorsale spartiacque, si esce dalla vegetazione approdando in magnifiche radure. Siamo nel ripiano prativo conosciuto come Pian del Monte1578 m, luogo di una certa importanza per i valligiani: sembra che un tempo vi si tenesse un mercato estivo. Dopo un’eventuale sosta ad un piccolo rifugio/bivacco situato poco più in basso e a destra rispetto il tracciato che stiamo seguendo, si continua attraversando il ripiano prativo fino ad un bivio non segnato da cui si abbandona a destra un’ampia traccia che scende verso Riana. Noi invece proseguiamo diritto/sinistra per ottimo sentiero che rientra nel bosco uscendone poco più avanti. Ora il percorso segnato piega nettamente a sinistra verso la cima del poggio erboso chiamato Groppo Fosco1585 m, da cui è possibile ammirare una notevole visuale dell’Alta Val Parma con il suo circondario di montagne. Dalla sommità la traccia, non particolarmente marcata, piega leggermente a destra procedendo in direzione NW verso il vicino limite del bosco. Raggiunto quest’ultimo, si effettua una netta svolta a destra immettendosi in un’ampia mulattiera che si segue a destra scendendo inizialmente verso E/NE, poi N. Il percorso (si tratta dell’antico accesso ai pascoli di Pian del Monte) procede in modo lineare (ad un bivio segnato si lascia a destra una traccia per Pian del Monte) tenendosi in prossimità dell’ampia dorsale spartiacque. Più avanti il tracciato avanza sulla destra rispetto il dorso del crinale divisorio, aggirando in questo modo la boscosa sommità del Monte Quadro. La mulattiera/carraia raggiunge più avanti il limite superiore di un’area disboscata ed effettua, oltre quest’ultima, una svolta a sinistra conducendo nei pressi di una radura dove da sinistra si innesta un sentiero proveniente dal Passo della Sisa. Noi proseguiamo diritto lungo l’antica direttrice, compiendo più in basso una svolta a sinistra ed approdando ad un bivio dal quale si ignora a sinistra un’ampia mulattiera per il Passo della Sisa. Seguiamo la carraia principale perdendo quota in direzione NE, prima all’interno del bosco, poi assecondando una panoramica costa. Dopo alcuni tornanti si raggiunge la caratteristica chiesa di Grammatica1008 m, mettendo piede nella provinciale Corniglio-Monchio che si segue a destra. Si effettua subito una netta svolta a destra costeggiando successivamente verticali pareti arenacee. Poco dopo si transita alla base di un singolare poggio parzialmente roccioso (il Groppo Torsello) varcando poi, mediante ponte, il Rio Acquabella. Oltre quest’ultimo si continua lungo la provinciale ancora per poco: infatti, dopo una maestà situata alla nostra sinistra, si scorge in lontananza un cartello. Qui giunti si abbandona la strada asfaltata imboccando a sinistra una mulattiera in discesa. Si tratta di un antico tracciato ancora ben conservato all’interno di un castagneto che ha pochi eguali in tutto l’Appennino parmense. Poco più avanti si transita nelle vicinanze di un essiccatoio diroccato e si continua comodamente lungo la mulattiera (guardando in alto a destra è possibile scorgere altre costruzioni in pietra). Dopo essere passati a fianco di un secondo essiccatoio si giunge ad un bivio da cui, ignorata a sinistra una traccia con cartello di divieto d’accesso, si prosegue diritto/destra. Una breve discesa conduce al magnifico Bosco delle Fate: si tratta di un ripiano boscoso punteggiato da diversi essiccatoi (pannelli esplicativi riportano poesie di Attilio Bertolucci) e da massi erratici. Dopo una consigliabile perlustrazione si prosegue per l’antica mulattiera, fiancheggiata da muretti a secco, passando a fianco dell’ennesima costruzione in sasso ancora ben conservata. Il tracciato, delimitato a sinistra da una staccionata, piega poi a destra e conduce ad un solco che si attraversa. Appena dopo si transita a fianco di una casa (il Molino di Riana) e si oltrepassa mediante ponte in legno un ramo del Torrente Bratica. Al successivo bivio si prende la traccia di sinistra giungendo nei pressi di alcune abitazioni. Oltrepassato anche il torrente principale, si procede per carraia che sale in direzione di Casarola. Dopo pochi minuti ci si innesta in uno stradello che si segue a destra in salita, piegando poi a sinistra onde entrare nel borgo antico di Casarola. Lo si attraversa ammirando angoli suggestivi ed imboccando, nei pressi delle ultime case, una stradina in salita. Seguendo quest’ultima si raggiunge la chiesa del paese e, poco più in alto, la provinciale per Monchio.

 

 

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