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Archivio mensile:giugno 2018

Monte Roccabiasca: anello dai Cancelli

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Punto di partenza/arrivo: Cancelli 1236 m

Dislivello: 800 m ca.

Durata complessiva: 4,30/5 h

Tempi parziali: Cancelli-Roccabiasca (1,30 h) ; Roccabiasca-bivio nei pressi delle Capanne di Badignana (40 min) ; bivio nei pressi delle Capanne di Badignana-bivio con il sentiero n° 715A (25 min) ; bivio con il sentiero n° 715A-Sella Brusà-Capanne delle Guadine-Passo delle Guadine (30 min) ; Passo delle Guadine-Sella dello Sterpara-Lago Santo-Cancelli  (1,30 h)

Difficoltà: E/E+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio-Cancelli

 

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Magnifico anello in una delle più suggestive aree dell’intero Appennino parmense.

Dalla località Cancelli ci si incammina lungo la sterrata per i Lagoni procedendo in leggera discesa e costeggiando il confine della Riserva Naturale Guadine-Pradaccio. Dopo il ponte sul Torrente Parma delle Guadine, la carrareccia avanza in salita svoltando più avanti a sinistra e poi nettamente destra, iniziando così l’attraversamento dell’ampio e boscoso profilo settentrionale del Monte Roccabianca. Proprio qui, sulla destra, si diparte il sentiero n° 721 che imbocchiamo, procedendo inizialmente in moderata salita con alcuni tornanti. Lambito il boscoso crinale NW della montagna, segnato dalla recinzione della riserva naturale, la traccia piega a sinistra avanzando in obliquo in direzione S/SE. Poco più avanti si raggiunge un bel ripiano boscoso e si continua per l’ottimo sentiero progredendo in leggera salita nella stessa direzione di prima. Dopo una piazzola di carbonaia si incontra un ruscello che si varca e si prosegue transitando poco più avanti nei pressi di un’altra piazzola e di un grosso e caratteristico masso. Poco dopo si attraversa un secondo ruscello, continuando lungo l’evidente percorso all’interno di un ambiente boschivo di rara bellezza. In seguito la traccia guadagna quota assecondando il dorso di una costa, per poi piegare a sinistra avanzando ancora in direzione S/SE. Usciti dal bosco si attraversa un bel pendio panoramico, incontrando appena dopo un bivio dove si ignora una traccia non segnata che si stacca a sinistra. Noi invece proseguiamo a destra salendo in direzione W, avendo come riferimento, oltre i segnavia, una fascia rocciosa situata alla nostra destra. Dopo aver effettuato un paio di tornanti si penetra nuovamente nella vegetazione e si guadagna quota piuttosto ripidamente compiendo un tornante destrorso. Appena dopo si raggiunge una radura dove la traccia piega a sinistra (paletto con segnavia) e prosegue attraversando una breve fascia boscosa. Si continua a guadagnare quota per sentiero “intagliato” tra cespugli di mirtillo, fino ad uscire definitivamente dalla vegetazione ormai in vista della non lontana sommità del Monte Roccabiasca. Raggiunto un bivio (cartelli) si piega a destra avanzando verso ovest, tagliando così tutto l’ampio profilo settentrionale della montagna. Raggiunto il suo bordo nord-occidentale lo si asseconda e, dopo un’ultima panoramica ed aerea salita, si guadagna la stupenda cima della Roccabiasca1730 m. Dalla sommità si ritorna al bivio  incontrato in precedenza e si continua in direzione delle Capanne di Badignana. Si scende inizialmente lungo una costa tenendosi appena a destra del limite della vegetazione, per poi piegare nettamente a destra perdendo quota piuttosto ripidamente. Più in basso si incomincia un bel traverso a mezza costa sotto le spettacolari bancate arenacee che caratterizzano questo versante della montagna. Poi si piega a sinistra scendendo ancora per un breve tratto, raggiungendo lo sbocco di un ampio canalone che sale a destra. Attraversata una piccola pietraia si penetra nel bosco seguendo la traccia che dopo una curva a destra e una breve salita porta ad attraversare un’altra e più ampia pietraia sotto caratteristiche placche. Rientrati nel bosco si asseconda in lieve salita il dorso di una costa giungendo poi in un bel ripiano boscoso. Più avanti si discende una prima radura con massi e, dopo un breve tratto all’interno del bosco, si sbuca sul margine superiore di un’altra radura. Dopo qualche metro occorre piegare nettamente a destra (segnavia sbiadito su un masso) scendendo per poco e virando poi a sinistra (altro segnavia più evidente). Si effettuano due piccoli tornanti e si rientra nella faggeta seguendo l’evidente sentiero che poco più avanti attraversa una traccia trasversale. Il percorso dopo un’ampia curva a destra attraversa un rio, conducendo infine ad un bivio (paletto con cartelli) a poca distanza dalle Capanne di Badignana1479 m. Qui si imbocca il percorso n° 719 in direzione del Passo delle Guadine, procedendo in leggera/moderata pendenza ed effettuando alcuni tornanti. Dopo un tratto a mezza costa in direzione ovest, il sentiero compie altri tornanti tagliando lisce lastre rocciose. Rientrati nella faggeta si attraversa un ruscello salendo per alcuni metri alla sua destra, per poi varcarlo una seconda volta. Dopo un tratto in direzione est in cui si attraversa un altro ruscello, si guadagna quota con maggiore decisione all’interno di un ambiente boschivo di rara bellezza. Usciti dalla vegetazione si incontra un bivio dove si ignora a sinistra il sentiero n° 715A per la Fontana del Vescovo e si prosegue diritto attraversando una bella pietraia. Per magnifico sentiero a mezza costa si raggiunge in breve la Sella Brusà1645 m, dove a destra inizia la spettacolare cresta sud della Roccabiasca. Continuando lungo il percorso n° 715 si incontra poco dopo un bivio: andando a sinistra, in circa 10 minuti di cammino, si arriverebbe al Passo delle Guadine. Noi invece prendiamo la traccia di destra (n° 719B) in direzione delle Capanne Guadine, perdendo quota con alcuni tornanti per pendio erboso sulla destra di un crinaletto. Più in basso il poco evidente sentiero procede in direzione W e SW conducendo nei pressi di un ruscello. Qui la traccia piega a destra e scende lungo la sponda destra orografica del corso d’acqua, che si varca poco più in basso. Avanzando in lieve discesa verso NW si raggiunge un altro ruscello, oltre il quale si attraversa un tratto con vegetazione particolarmente invadente. Appena dopo, sul dorso di una costa, incontriamo i suggestivi ruderi delle Capanne delle Guadine 1589 m. Da qui per traccia molto più lineare anche se poco evidente, assecondando una poco marcata costa, si raggiunge in costante salita il Passo delle Guadine 1687 m. Dal valico di crinale, situato tra il Monte Brusà a SW e il Monte Aquila a NE, si prosegue lungo il sentiero n° 719 in direzione della Sella dello Sterpara e di Lago Santo. Il percorso è evidentissimo e non abbisogna di particolari spiegazioni: si procede sempre a mezza costa ai piedi degli erbosi pendii settentrionali del Monte Aquila. Dopo l’attraversamento di un ruscello si penetra nella faggeta e si prosegue lungo il sentiero prestando attenzione ai segnavia sugli alberi. Con percorso che avanza in leggera salita si raggiunge infine la Sella dello Sterpara, dove verso nord inizia la lunga sequenza di risalti dell’omonima cresta. Dal valico si segue l’evidente e ampio sentiero immettendosi, dopo dieci minuti scarsi di cammino, nel percorso n° 723. Lo si segue a destra ignorando al successivo bivio il percorso n° 729 diretto alla Capanna Braiola, svoltando invece a destra per sentiero che scende costeggiando una caratteristica lastra rocciosa. Dopo una curva a sinistra si esce temporaneamente dal bosco e si perde quota mediante un paio di tornanti. In costante discesa all’interno della faggeta si raggiunge infine la sponda sud/occidentale del Lago Santo nei pressi della vecchia peschiera. Da qui si seguono i recenti segnavia bianco/rossi costeggiando tutta la sponda meridionale e orientale del lago. Dopo il guado del Torrente Parma di Lago Santo si mette piede nella mulattiera (percorso CAI n° 723A) diretta a Lagdei, che si segue solo per pochi minuti. Al primo bivio, infatti, la si abbandona imboccando a destra il Sentiero delle Carbonaie (percorso CAI n° 723B). Dopo la prima salita si svolta a sinistra procedendo a mezza costa in lieve pendenza e in piano. Lambito il margine superiore di panoramiche pietraie si continua in leggera salita all’interno della faggeta, transitando alla base di un caratteristico risalto di arenaria. Poco dopo mediante svolta a destra si raggiunge l’ampio dorso boscoso del Monte Sterpara che si discende effettuando alcuni tornanti. Con spostamento a sinistra si entra in un rimboschimento a conifere, e dopo altre svolte si raggiunge il bivio con sentiero n° 723B che si stacca a sinistra. Noi proseguiamo a destra per ampia e bella mulattiera che procedendo in direzione est attraversa alcune piazzole di carbonaia. Più avanti il percorso svolta nettamente a sinistra e con breve ma ripida discesa conduce ad un ripiano boscoso. Si continua a perdere quota lungo il ben incavato sentiero fino ad effettuare una netta curva a sinistra oltre la quale il tracciato procede in piano a mezza costa parallelamente alla sottostante carrareccia diretta ai Lagoni. Poco più avanti si piega a destra e, dopo un ultima discesa per sentiero a tornanti, si raggiunge la località Cancelli, punto di partenza della nostra escursione.

 

 

 

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Il Monte Fuso da Querceto

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Punto di partenza/arrivo: S.P. 80 nei pressi del bivio per Querceto

Dislivello: 720 m ca.

Tempi parziali: S.P. 80-Parco faunistico Monte Fuso (1 h) ; Parco faunistico-cippo Monte Fuso (45 min) ; cippo Monte Fuso-incrocio a quota 812 m (30 min) ; incrocio a quota 812 m-costa a quota 810 m (25/30 min) ; costa a quota 810 m-Gulghino (30 min) ; Gulghino-Parco faunistico-Querceto-S.P. 80 (1,20 h)

Durata complessiva: 4,30/4,45 h

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2018

Accesso stradale: Parma-Traversetolo-Neviano degli Arduini-Sasso-Scurano-Ruzzano. Da quest’ultima località si continua lungo la S.P.80 in direzione di Lagrimone solo per poco. Infatti, individuata a destra la stradina cementata per Querceto (N° civico 9), si abbandona l’auto in un qualche spiazzo a sinistra della carreggiata (scarse possibilità di parcheggio)

0001 (FILEminimizer)Mappa escursionistica del Monte Fuso

 

Descrizione dell’itinerario

Interessante escursione nel versante Enza del Monte Fuso. La carraia che da Querceto conduce al Parco faunistico è purtroppo percorsa da mezzi d’esbosco, moto da cross e fuoristrada. Per questo motivo risulta in diversi tratti alquanto fangosa e con profondi solchi, rendendo il cammino, nonostante la bellezza dell’ambiente boschivo in cui ci si trova, a volte poco gradevole.

Dalla S.P. 80 si imbocca a destra (cartelli) una stadina, inizialmente cementata, che conduce alla casa isolata di Querceto618 m. Appena oltre la costruzione, l’ampia traccia svolta a destra conducendo ad un bivio in corrispondenza di un tornante destrorso. Ignorata una carraia che si stacca a sinistra, continuiamo per il percorso principale (contrassegnato n° 761) effettuando appena dopo una curva a sinistra. Si avanza in direzione NE, superando uno strappo piuttosto ripido e procedendo in seguito in leggera discesa. Aggirata mediante curva a sinistra una costa boscosa, si entra nella valle delimitata dal Monte Faino ad ovest e dal Monte Lavacchio a est, e si continua per il percorso principale che guadagna quota in moderata pendenza. Senza possibilità di errore (ad un bivio si prosegue a destra) si raggiunge il limite inferiore di un’area orribilmente disboscata dove si ignora a sinistra una traccia di esbosco. Si continua invece a destra per carraia infangata contornando tutto il margine inferiore dell’area disboscata. Dopo una presa d’acquedotto, è necessario compiere una ripida e poco piacevole salita per carraia alquanto rovinata dai fuoristrada. Poco più in alto si passa a fianco di una suggestiva parete strapiombante con presa dell’acquedotto e si prosegue per l’ampio tracciato effettuando in seguito un paio di tornanti. Dopo l’attraversamento di un’altra area disboscata e appena prima di un ruscello, ci si immette in un’altra carraia (cartello) che si segue a destra. Appena dopo, mediante netta svolta a destra, si varca un secondo ruscello, costeggiando in questo tratto un notevole muro a secco (situato alla nostra sinistra) e passando a fianco di una costruzione diroccata (alla nostra destra). Confluiti in una carraia, la seguiamo a destra avanzando in piano, raggiungendo in questo modo il sommo della valle la cui sponda sinistra orografica abbiamo risalito. Qui incontriamo il bivio con il percorso n° 762A proveniente da Scurano, oltre il quale si approda nel piazzale antistante il Parco faunistico del Monte Fuso886 m. Si segue la strada asfaltata a sinistra per pochi metri e la si abbandona imboccando una mulattiera contrassegnata n° 761A (cartelli). Al primo bivio si ignora a sinistra una traccia inerbita (che conduce ad una casa) e si prosegue per la mulattiera selciata delimitata da muretti a secco. Poi il tracciato si restringe a sentiero che si segue temporaneamente fuori dal bosco. Poco dopo ci si inserisce in una carraia che si prende a sinistra avanzando in piano, notando alla nostra destra altri interessanti esemplari di muretti a secco. Giunti nei pressi di un’area disboscata, si incontra un bivio (cartelli) dove si prosegue a destra, avanzando in salita lungo il margine sinistro dell’area. Al bivio successivo si prende a destra (freccia segnaletica gialla con il n°1) e dopo breve salita si mette piede nella strada asfaltata che si segue a sinistra. Dopo alcuni minuti di cammino, in corrispondenza di una curva a sinistra della strada, si stacca a destra uno stradello che si imbocca piegando subito a sinistra (cartello). Si guadagna quota per bellissimo sentiero che inizialmente asseconda una notevole stratificazione di arenaria del tipo della Pietra di Bismantova (ne incontreremo altre nel prosieguo dell’escursione). Poco più avanti si segue una costa boscosa, costeggiando successivamente il margine destro di una bella radura. Poi il sentiero si impenna e, in moderata pendenza con alcune svolte, conduce alla sommità del Monte Fuso1115 m, caratterizzata da un cippo eretto nel 1901. Dalla cima si scende a destra seguendo l’ampia mulattiera che asseconda il crinale della montagna (percorso CAI n° 761-763). Poco più in basso si passa a fianco di un magnifico balcone panoramico, punto di decollo per i voli con il parapendio, da cui si ammira una visuale davvero grandiosa. Al bivio successivo si prosegue a sinistra lungo il sentiero di crinale, lasciando a destra la continuazione dell’ampia traccia seguita fino a questo momento. Si perde quota lungo l’ottimo sentiero raggiungendo più in basso, nei pressi di un rimboschimento a conifere, un bivio (cartelli) dal quale il percorso n° 761 si sposta a destra (appena dopo il bivio possiamo notare un interessante cippo confinario). Noi continuiamo a seguire il percorso di crinale, sempre evidente e ben segnato, fino ad uscire temporaneamente dal bosco al sommo di una bella e panoramica radura che si attraversa. Rientrati nella vegetazione, si scende ancora per un breve tratto, raggiungendo infine un incrocio (cartelli) a quota 812 m. Da qui il sentiero segnato continua a sinistra aggirando la dorsale del monte; noi invece proseguiamo a destra per mulattiera contrassegnata da sporadici bolli di vernice gialla, paletti e frecce segnaletiche dello stesso colore. Seguendo un sentiero in leggera discesa (piuttosto infrascato nella stagione estiva) si esce poco più avanti dal bosco in corrispondenza del margine inferiore della radura che in precedenza abbiano attraversato al suo sommo. Per tratturo abbastanza evidente nonostante l’erba alta, si attraversa tutto il limite inferiore del campo fino a compiere una svolta a sinistra all’interno di un piccolo avvallamento. Subito dopo si piega a destra (freccia segnaletica di colore giallo seminascosta dalla folta vegetazione) e si continua per sentiero marcato a mezza costa. Dopo una curva a destra si costeggia con andamento pianeggiante il margine inferiore di un’altro campo, ignorando poco più avanti una traccia che sale a destra. Il percorso effettua poi una netta svolta a sinistra costeggiando un notevole e antico esemplare di muro a secco. Si prosegue per la pianeggiante mulattiera avanzando ai lati di altri campi e radure, per poi salire leggermente compiendo alcune svolte. Più avanti il tracciato, delimitato a sinistra da una recinzione, confluisce in una carrareccia (l’accesso ad una casa) che va seguita a destra. Si procede in leggera salita avendo a destra una radura e a sinistra un poggetto boscoso. Ignorata a destra una carraia in salita, si abbandona appena dopo il percorso che stiamo seguendo, continuando diritto su ampia traccia che in breve conduce ad un bivio in corrispondenza di una costa boscosa (810 m). Delle due mulattiere che si staccano a destra, si prende preferibilmente quella di destra (si può seguire anche l’altra) che poco dopo piega a sinistra spegnendosi in una carraia. La seguiamo a sinistra per pochi metri rinvenendo a destra la continuazione del vecchio tracciato. Si guadagna quota camminando su notevoli stratificazioni arenacee che potrebbero sembrare a prima vista un selciato costruito dall’uomo. Giunti ad un bivio (paletto con freccia di colore giallo) si va a destra e si sale per ampia traccia, incontrando poco più in alto un incrocio dove si tira diritto. Il percorso svolta subito a sinistra (a destra si ignora una carraia inerbita) e procede in moderata pendenza assecondando altre interessanti stratificazioni arenacee. Giunti in corrispondenza di una recinzione con cancello a destra, il tracciato svolta repentinamente a sinistra e sale costeggiando la menzionata recinzione. Dopo una curva a destra si guadagna quota nei pressi del margine sinistro di un campo e si avanza ancora per un tratto in moderata pendenza. Confluiti nella carraia abbandonata a quota 810 m, che ora si presenta per un tratto cementata, la seguiamo a destra (il cemento lascia poi posto allo sterrato) raggiungendo in breve un bivio (a sinistra si nota una piccola costruzione diroccata) dove a destra si stacca un’altra carraia. Proseguiamo diritto virando appena dopo a sinistra ed avanzando in leggera discesa. Si oltrepassa una sbarra e si raggiunge poco più avanti un ripiano in mezzo a bosco dove il percorso piega a destra. Delle due tracce che si presentano, prendiamo quella di sinistra mediante la quale effettuiamo subito una svolta in questa direzione. Poco più avanti si taglia un sentiero per le MTB e, dopo una curva a destra, lo si riattraversa nuovamente. Si raggiunge in breve un evidente incrocio (cartelli) dove prendiamo a sinistra la mulattiera per Gulghino. Si scende lungo l’antico tracciato che asseconda per un tratto un’incredibile lastra d’arenaria. Osservando gli splendidi muretti a secco ed effettuando alcune svolte, si giunge ad un bivio (cartelli) a poca distanza dal nucleo agricolo. Proseguendo diritto si raggiungono le case diroccate situate nei pressi di un’ampia e magnifica radura. Ritornati sul percorso principale lo si segue in costante discesa penetrando più in basso in una valletta. La vecchia mulattiera prosegue lungo la sua sponda destra ed avanza prima in leggera discesa, poi in lieve salita ed infine a saliscendi. Approdati nella strada asfaltata proveniente da Scurano in corrispondenza di un suo tornante destrorso (nel senso di salita), la seguiamo a sinistra raggiungendo in meno di 10 minuti il Parco faunistico. Da qui si ritorna a Querceto seguendo a ritroso lo stesso percorso effettuato in salita.

 

 

 

 

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Monte Navert: anello da Casarola

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Punto di partenza/arrivo: Casarola 996 m

Dislivello: 687 m ca.

Tempi parziali: Casarola-sella quota 1251 m (50 min) ; sella quota 1251 m-Monte Navert (1,10 h) ; Monte Navert-Pian del Monte (40 min) ; Pian del Monte-Grammatica (1,30 h) ; Grammatica-Casarola (50 min)

Durata complessiva: 5/5,15 h

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: giugno 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Corniglio-Sivizzo-Riana-Grammatica-Casarola

map (1)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Quella proposta è certamente una delle più interessanti e complete escursioni dell’intero Appennino parmense. In questo percorso si ha la possibilità di visitare luoghi di impareggiabile bellezza e preziosità, come il pianoro prativo di Pian del Monte e il Bosco delle Fate (splendido castagneto ai piedi del Groppo Sovrano). La segnaletica CAI lascia molto a desiderare, tuttavia l’itinerario nel suo complesso non pone problemi di individuazione del giusto percorso.

Da Casarola si imbocca uno stradello (Via Attilio Bertolucci) che sale a fianco di una casa ed effettua poco sopra una netta svolta a destra. Ignorato a sinistra un viottolo di accesso ad un’altra casa, si prosegue diritto compiendo una curva a sinistra. Al successivo bivio si continua a destra per bella carraia pianeggiante che si segue tralasciando a sinistra una traccia in salita (cartelli in legno del Sentiero Natura e Cultura). Più avanti il percorso costeggia spettacolari pareti di arenaria stratificata (a destra si stacca il Sentiero Natura) per poi iniziare a guadagnare quota in moderata pendenza con qualche strappo un po’ più ripido. Senza possibilità di errore si giunge nei pressi di una bella radura con fonte-abbeveratoio, incontrando poco più avanti un bivio dove da sinistra si innesta una carraia, proveniente dal Passo di Riana, contrassegnata n° 737 (è il segnavia che ci accompagnerà fino in cima al Navert). Appena dopo il bivio si affronta una ripida salita raggiungendo in breve un altro bivio dove si prosegue diritto/sinistra (cartelli). Si avanza comodamente con alcuni saliscendi ammirando, nell’altro lato della valle, una spettacolare parete di arenaria che ricorda in piccolo il Groppo Sovrano. Quando l’ampia traccia piega nettamente a sinistra, noi la seguiamo ignorando una mulattiera inerbita che prosegue diritto. Dopo una breve salita per carraia alquanto dissestata all’interno di un’area disboscata, si approda ad una selletta sulla dorsale Bratica/Cedra a quota 1251 m. Dal passo si prosegue a destra lungo il sentiero di crinale in direzione della sommità del Monte Navert. Inizialmente il percorso asseconda il filo della boscosa dorsale spartiacque, per poi avanzare in versante Bratica. Poco più avanti si presenta un bivio dove si prende il sentiero di destra (segnavia) che sale per un breve tratto piuttosto ripidamente tenendosi sulla destra rispetto il filo della dorsale. In seguito una salita a sinistra riconduce sul crinale divisorio che si valica procedendo in versante Cedra. Giunti ad un bivio non particolarmente marcato (segnavia sbiaditi e cartello dell’ippovia) occorre piegare a destra salendo ripidamente verso il dorso del crinale, dal quale spostandosi brevemente a destra (cartello) si esce temporaneamente dal bosco al sommo di panoramici pendii prativi. Qui giunti, guardando a destra, si nota un poggetto erboso: consiglio vivamente di raggiungerne la sommità da cui si ammira una notevole visuale sulle sottostanti valli Bratica e Cedra. Si prosegue lungo il percorso principale rientrando appena dopo nel bosco (breve tratto di sentiero non evidente), avanzando tendendosi nei pressi del dorso del crinale. Dopo un tratto aperto (notevoli visuali panoramiche) si continua in versante Bratica incontrando un bivio dove si prosegue a sinistra. Poco più avanti ci si sposta in versante Cedra e si avanza per bellissimo e panoramico sentiero notando più in basso, alla nostra sinistra, una valletta. Giunti a poca distanza dalla dorsale ovest del Navert (paletto con cartelli collocato sul crinale), si continua diritto rientrando nel bosco ed uscendone poco più avanti. Tralasciato a destra un sentiero si prosegue assecondando l’ampio crinale erboso, attraversando l’ultima fascia boscosa. Oltre quest’ultima ci si trova alla base della ripida sezione di crinale che precede la sommità del Navert. Mediante traccia, inizialmente marcata poi pressoché inesistente, si risale ripidamente e faticosamente la dorsale ammirando notevoli visuali sulle ripide bancate arenacee che caratterizzano il versante meridionale della montagna. Raggiunta la magnifica sommità del Monte Navert1653 m, ci si inebria di un grandioso panorama a 360°. Dalla cima si attraversa in direzione NW tutto il magnifico pianoro sommitale, assecondando la traccia del percorso n° 739. Rientrati nel bosco si avanza tenendosi nei pressi della dosale Parma/Bratica, attraversando poco più avanti una bella radura. Oltre quest’ultima, una volta rientrati definitivamente nella vegetazione, si transita a fianco di straordinari esemplari di faggio dalle singolari forme contorte. Poi il sentiero piega leggermente a destra e poco più in basso a sinistra (attenzione ai segnavia), riportando nei pressi dell’ampio dorso del crinale. Dopo un’ultima discesa si approda ad una selletta a quota 1529 m da cui si prosegue diritto. Mediante ampio ed evidente sentiero si avanza in leggera salita all’interno di una faggeta che ha pochi eguali in fatto di bellezza. Effettuando anche alcune svolte e restando quasi sempre nei pressi della dorsale spartiacque, si esce dalla vegetazione approdando in magnifiche radure. Siamo nel ripiano prativo conosciuto come Pian del Monte1578 m, luogo di una certa importanza per i valligiani: sembra che un tempo vi si tenesse un mercato estivo. Dopo un’eventuale sosta ad un piccolo rifugio/bivacco situato poco più in basso e a destra rispetto il tracciato che stiamo seguendo, si continua attraversando il ripiano prativo fino ad un bivio non segnato da cui si abbandona a destra un’ampia traccia che scende verso Riana. Noi invece proseguiamo diritto/sinistra per ottimo sentiero che rientra nel bosco uscendone poco più avanti. Ora il percorso segnato piega nettamente a sinistra verso la cima del poggio erboso chiamato Groppo Fosco1585 m, da cui è possibile ammirare una notevole visuale dell’Alta Val Parma con il suo circondario di montagne. Dalla sommità la traccia, non particolarmente marcata, piega leggermente a destra procedendo in direzione NW verso il vicino limite del bosco. Raggiunto quest’ultimo, si effettua una netta svolta a destra immettendosi in un’ampia mulattiera che si segue a destra scendendo inizialmente verso E/NE, poi N. Il percorso (si tratta dell’antico accesso ai pascoli di Pian del Monte) procede in modo lineare (ad un bivio segnato si lascia a destra una traccia per Pian del Monte) tenendosi in prossimità dell’ampia dorsale spartiacque. Più avanti il tracciato avanza sulla destra rispetto il dorso del crinale divisorio, aggirando in questo modo la boscosa sommità del Monte Quadro. La mulattiera/carraia raggiunge più avanti il limite superiore di un’area disboscata ed effettua, oltre quest’ultima, una svolta a sinistra conducendo nei pressi di una radura dove da sinistra si innesta un sentiero proveniente dal Passo della Sisa. Noi proseguiamo diritto lungo l’antica direttrice, compiendo più in basso una svolta a sinistra ed approdando ad un bivio dal quale si ignora a sinistra un’ampia mulattiera per il Passo della Sisa. Seguiamo la carraia principale perdendo quota in direzione NE, prima all’interno del bosco, poi assecondando una panoramica costa. Dopo alcuni tornanti si raggiunge la caratteristica chiesa di Grammatica1008 m, mettendo piede nella provinciale Corniglio-Monchio che si segue a destra. Si effettua subito una netta svolta a destra costeggiando successivamente verticali pareti arenacee. Poco dopo si transita alla base di un singolare poggio parzialmente roccioso (il Groppo Torsello) varcando poi, mediante ponte, il Rio Acquabella. Oltre quest’ultimo si continua lungo la provinciale ancora per poco: infatti, dopo una maestà situata alla nostra sinistra, si scorge in lontananza un cartello. Qui giunti si abbandona la strada asfaltata imboccando a sinistra una mulattiera in discesa. Si tratta di un antico tracciato ancora ben conservato all’interno di un castagneto che ha pochi eguali in tutto l’Appennino parmense. Poco più avanti si transita nelle vicinanze di un essiccatoio diroccato e si continua comodamente lungo la mulattiera (guardando in alto a destra è possibile scorgere altre costruzioni in pietra). Dopo essere passati a fianco di un secondo essiccatoio si giunge ad un bivio da cui, ignorata a sinistra una traccia con cartello di divieto d’accesso, si prosegue diritto/destra. Una breve discesa conduce al magnifico Bosco delle Fate: si tratta di un ripiano boscoso punteggiato da diversi essiccatoi (pannelli esplicativi riportano poesie di Attilio Bertolucci) e da massi erratici. Dopo una consigliabile perlustrazione si prosegue per l’antica mulattiera, fiancheggiata da muretti a secco, passando a fianco dell’ennesima costruzione in sasso ancora ben conservata. Il tracciato, delimitato a sinistra da una staccionata, piega poi a destra e conduce ad un solco che si attraversa. Appena dopo si transita a fianco di una casa (il Molino di Riana) e si oltrepassa mediante ponte in legno un ramo del Torrente Bratica. Al successivo bivio si prende la traccia di sinistra giungendo nei pressi di alcune abitazioni. Oltrepassato anche il torrente principale, si procede per carraia che sale in direzione di Casarola. Dopo pochi minuti ci si innesta in uno stradello che si segue a destra in salita, piegando poi a sinistra onde entrare nel borgo antico di Casarola. Lo si attraversa ammirando angoli suggestivi ed imboccando, nei pressi delle ultime case, una stradina in salita. Seguendo quest’ultima si raggiunge la chiesa del paese e, poco più in alto, la provinciale per Monchio.

 

 

 

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