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Archivio mensile:maggio 2018

Il Monte Aguzzo da Grammatica

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Punto di partenza/arrivo: Grammatica 1008 m

Dislivello: 340 m ca.

Durata complessiva: 2,15/2,30 h

Tempi parziali: Grammatica-bivio quota 1238 m (30 min) ; bivio quota 1238 m-Passo della Sisa-Monte Aguzzo (45 min) ; Monte Aguzzo-Passo della Sisa-Grammatica (1 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – LE VALLI DI PARMA E L’ALTA LUNIGIANA – l’Escursionista 2002

Ultima verifica: maggio 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Corniglio-Sivizzo-Grammatica

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Stupendo anello alla scoperta di luoghi ormai dimenticati che in passato ebbero una certa importanza per i valligiani. Nell’introduzione di una relazione relativa ad un altro percorso in Val Bratica, mi è capitato di scrivere che in queste zone il tempo è come se si fosse fermato. Ebbene, la stessa magnifica sensazione la si prova nel percorre questo itinerario. In Val Bratica – così come in poche altre aree montuose – è possibile percepire il “senso” più profondo della montagna appenninica. La perla che arricchisce l’escursione proposta è una mulattiera che dal Passo della Sisa conduce a Grammatica. Si tratta di un antico tracciato che veniva utilizzato dai valligiani per raggiungere il crinale Bratica/Parma, e da qui spingersi fino alla dorsale prativa chiamata Pian del Monte, luogo di un antico mercato che si teneva nella stagione estiva. Consiglio a quei pochi interessati ad un simile itinerario di gustarselo metro dopo metro senza fretta, immergendosi in un’atmosfera dilatata dove il passato è una dimensione realmente percepibile.

Parcheggiata l’auto nella parte finale di Grammatica in direzione di Riana, ci si incammina imboccando una stradina (percorso CAI n° 739) che parte sulla destra della caratteristica chiesa del paese. Si guadagna quota piuttosto ripidamente effettuando alcune svolte, assecondando in seguito il panoramico dorso di una costa (ad un bivio si prosegue a destra in salita). Più avanti si penetra nel bosco e si continua lungamente per la bella carraia, raggiungendo infine un bivio a quota 1238 m (segnavia su un sasso a terra). Qui si abbandona il percorso segnato imboccando a destra un’ampia traccia che procede prima in piano poi in discesa. Oltrepassato un solco si effettua una netta svolta a destra e si avanza costeggiando dall’alto una radura il cui margine nord-occidentale si raggiunge in breve. Questo ripiano erboso ospitava in passato una coltivazione a cereali invernali come il grano marzaiolo, da cui deriva il nome del luogo: Marzolare (cfr. Canossini). Continuando per l’ampia mulattiera si varca poco dopo un ruscello e si costeggia il margine inferiore un’altra splendida radura. Appena dopo si confluisce in un’ampia traccia che si segue a destra raggiungendo in breve il Passo della Sisa1211 m (poco prima si stacca a destra una mulattiera proveniente da Grammatica), storico valico di crinale e incrocio di diversi percorsi. Noi proseguiamo alla volta della sommità del Monte Aguzzo, imboccando il ripido sentiero che abbiamo di fronte. Dopo il primo strappo, la traccia, non segnata ma evidente, avanza assecondando il boscoso dorso del crinale spartiacque Bratica/Parma. Procedendo perlopiù in piano e leggera discesa, si esce poi dal bosco in corrispondenza di una magnifica costa marnosa (panorama stupendo). Qui il sentiero piega a destra e sale ripido ancora per un breve tratto all’interno del bosco, per poi uscirne ed effettuare un obliquo ascendente verso sinistra tagliando un ripido e friabile pendio di marne. Si prosegue lungo la traccia affrontando l’ultimo faticoso strappo che precede la sommità del Monte Aguzzo1324 m, caratterizzata da un palo in ferro residuo di una stazione radio risalente alla Seconda Guerra Mondiale (cfr. Canossini). Dopo una meritata sosta al fine di ammirare il grandioso panorama offerto dalla cima di questo monte, si ritorna al Passo della Sisa seguendo lo stesso percorso effettuato in salita. Dal valico si rientra a Grammatica percorrendo con immenso piacere una delle poche mulattiere storiche rimaste ancora intatte, scampata miracolosamente dalla distruzione ed invadenza operata da moto da cross, mountain bike, cartacce e pattume vario abbandonato da escursionisti cialtroni. Dal passo si prende quindi la traccia di sinistra procedendo in piano verso N/NE al sommo di radure arbustive. Poi il percorso svolta repentinamente a destra e perde quota in leggera discesa all’interno di un ambiente boschivo di rara bellezza. Poco dopo si esce in una piccola radura con affioramenti argillosi che si attraversa lungo il suo margine destro (guardando a destra si nota un notevole esemplare di antico muretto a secco). Rientrati nel bosco si continua a scendere per la splendida mulattiera inizialmente larga e molto incavata, poi più stretta ma sempre evidente (in alcuni punti è possibile notare ciò che rimane del selciato originario). Più avanti si raggiunge una panoramica costa marnosa che costituisce il sommo della sponda sinistra (orografica) della valletta formata dal Rio del Canalaccio. Si prosegue lungo la mulattiera raggiungendo in breve la strada provinciale della Val Bratica appena prima del paese di Grammatica. Si attraversa tutto lo splendido e antico nucleo fino alla chiesa del paese nei pressi della quale abbiamo parcheggiato l’auto.

 

 

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