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Archivio mensile:marzo 2018

Punta Buffanaro: placche nord-est (Via “Diretta Nord”)

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Punto di partenza/arrivo: Succiso Nuovo 988 m

Dislivello: 950 m ca

Durata complessiva: 5,30/6,45 h

Tempi parziali: Succiso Nuovo-Ghiaccioni (1,15 h) ; Ghiaccioni-attacco Via “Diretta Nord” (45 min) ; Via “Diretta Nord”-sommità Punta Buffanaro (1,30/2,30 h) ; Punta Buffanaro ; Punta Buffanaro-Sella Buffanaro (25 min) ; Sella Buffanaro-Sella di Monte Acuto (45 min) ; Sella di Monte Acuto-Lago di Monte Acuto-Ghiaccioni (1 h) ; Ghiaccioni-Succiso Nuovo (1 h)

Difficoltà: EE l’avvicinamento alla Via “Diretta Nord” dal sentiero n° 659 ; PD/PD+ La Via “Diretta Nord” ; EE la discesa dalla Punta Buffanaro alla sella omonima ; EE/EEA (tratti attrezzati facili con un passaggio di media difficoltà) il Sentiero Attrezzato dei Groppi di Camporaghena in direzione della Sella di Monte Acuto ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da arrampicata (la chiodatura è del tutto assente, portare quindi un assortimento di chiodi per attrezzare le soste e qualche nuts e friends)

Ultima verifica: agosto 2017

Accesso stradale: Reggio Emilia-Ramiseto-Succiso Inferiore-Succiso Nuovo

map (1)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

La Via “Diretta Nord”, aperta da A. Piazza F. Rossetti nell’ottobre del 2012, è un’interessante arrampicata di stampo prettamente alpinistico il cui attacco è in comune con la Via “Ti Vedo Tentennare”. Leggermente più impegnativa di quest’ultima, nella prima parte si sviluppa lungo una successione di placche e lastre che richiedono attenzione per la presenza di diversi blocchi instabili. Nella seconda sezione si supera invece, con un passaggio molto bello, un’evidente cintura strapiombante tenendosi nel suo margine destro. L’autore della relazione ha effettuato questa ascesa in solitaria seguendo una linea che solo in pochi punti ricalca fedelmente il tracciato dei primi salitori. D’altronde la struttura della parete è tale da prestarsi a innumerevoli varianti. La scalata non verrà descritta tiro dopo tiro ma fornendo solo indicazioni di massima.

Parcheggiata l’auto nei pressi di una fontana, situata nella parte alta di Succiso Nuovo, si imbocca (cartelli) una carraia che sale a fianco della chiesa. Appena dopo si raggiunge un bivio dove si ignora a sinistra il percorso n° 655 per il Rifugio Rio Pascolo e si prosegue diritto lungo l’ampia traccia contrassegnata n° 673. Procedendo in leggera salita e in un tratto anche in discesa, si raggiunge in circa 20/25 minuti il bivio con il sentiero n° 653 che si stacca a destra e che si ignora. Si prosegue diritto, sempre in leggera salita e in piano, fino ad uscire dal bosco e attraversare il Rio Pascolo (ponticello in legno utile in caso di piena). Dopo un’area pic-nic situata alla nostra sinistra, il bel sentiero continua nella faggeta guadagnando lentamente quota sviluppandosi nella sponda destra orografica della valle formata dal Torrente Liocca. Si prosegue lungamente per il comodo tracciato costeggiando e poi attraversando alcune pietraie, raggiungendo infine il bivio con il sentiero n° 673A (Sentiero Federico Barbarossa) che si stacca a sinistra. Lo si ignora e si guada appena dopo il Liocca (guado difficoltoso in caso di piena: è presente, poco più a monte, un ponticello) per poi svoltare a sinistra penetrando in una valletta formata da un ramo dello stesso torrente. Raggiunto il bivio con la traccia che conduce al vicino Bivacco Ghiaccioni, si prosegue diritto approdando appena dopo nel magnifico anfiteatro prativo dei Ghiaccioni. Si attraversano i prati verso ovest seguendo la traccia del percorso n° 659 diretto al Rifugio Sarzana. Penetrati nella faggeta, dopo una prima breve salita e un tratto in falsopiano, si raggiunge il letto asciutto di un rio che si attraversa e si segue per alcuni metri. Quando la traccia piega nettamente a destra (segnavia su un masso), si continua a salire lungo il rio in questione, abbandonando perciò il sentiero segnato e notando appena più in alto, alla nostra sinistra, una piazzola di carbonaia. Si prosegue lungo la naturale direttrice fino a sbucare ai piedi di un ripido pendio caratterizzato da un pietraia. Si sale lungo quest’ultima, continuando ad assecondare il pendio in questione anche quando esso più in alto piega verso sinistra. Faticosamente, destreggiandosi tra massi, erba e cespugli di mirtillo, ci si avvicina alle placche nord/orientali della Punta Buffanaro. Una volta giunti in vista della base, si continua a salire per poco spostandosi poi a destra, fino ad approdare all’inizio della placconata delimitata a destra da un muro verticale (chiodo arrugginito in comune con la Via “Ti Vedo Tentennare”). Dal punto di attacco si scala la soprastante bella lama rocciosa di 10 metri circa (II°+), continuando poi lungo una sequenza di placchette (40 metri ca. di II° e III°). Messo piede su una rampa obliqua da sinistra a destra, si avanza in obliquo a sinistra per placche e lame rocciose (60 metri ca. di II° e II°+ ; attenzione alla presenza di blocchi instabili) intervallate da strisce erbose. In questo tratto l’orientamento è dato due piastroni, situati più in alto a sinistra rispetto la nostra posizione, sovrastati da una cintura rocciosa. Giunti poco sotto quest’ultima, si traversa a sinistra sfruttando una cengetta erbosa e, una volta oltrepassato il margine sinistro del muro, si scala la soprastante liscia placca in obliquo a sinistra (6 metri ca. di III°/III°+). Poi si supera una svasatura con erba e si continua diritto ancora per poco (III°). Giunti sotto una piccola cintura rocciosa, si effettua un delicato traverso a sinistra di pochi metri per liscia placca (III°) onde portarsi sullo spigolo che costituisce la terminazione sinistra della placconata. Dallo spigolo si scende per pochi metri (II°) mettendo piede nel sottostante scivolo, formato da placche e zolle erbose, delimitato a sinistra da una canale e a destra dal muro che abbiamo doppiato. Ci troviamo esattamente sotto la perpendicolare di una vistosa cintura verticale/strapiombante che supereremo nel suo margine destro. Dal punto in cui siamo si sale direttamente sfruttando una serie di placchette che si superano con divertente arrampicata (70 metri ca. di II° e III°-). Ci si porta così sotto la cintura rocciosa e, in obliquo a destra per placca lavorata, si raggiunge la base di un evidente fessura verticale nei pressi del limite destro del muro. Si scala la fessura con bella arrampicata (6 o 7 metri di III°/III°+) oltre la quale si supera verso destra il successivo brevissimo muretto verticale (II°+). Da questo punto si scala senza via obbligata una sequenza di facili placchette (100 metri ca. di I° e II°) oltrepassando più in alto una cengia/ripiano. Dopo aver superato l’ultima facile lastra (50 metri ca. di II°-) si raggiunge la crestina sommitale che si segue a sinistra. In breve ci si congiunge con il sentiero 00 mediante il quale si guadagna la vicina sommità della Punta Buffanaro1879 m. Dalla cima si scende in direzione della Sella Buffanaro seguendo il sentiero 00. Quest’ultimo si sviluppa per un buon tratto nel versante lunense del crinale presentando diversi passaggi ripidi ed esposti. Più in basso si scende ripidamente assecondando il filo della dorsale spartiacque fino ad approdare alla Sella Buffanaro1752 m. Dal valico di crinale si continua in direzione della Sella di Monte Acuto, iniziando ad ascendere verso una cima secondaria mediante il Sentiero Attrezzato dei Groppo di Camporaghena.

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Tenendosi sull’esposto filo di cresta si rimontano facili placche (A) che precedono una breve discesa (A+) e un tratto di crinale aereo. Giunti sotto un ripido risalto, lo si supera direttamente sfruttando un diedro (B), cui fa seguito un’ esposta crestina (A). Si discende un brevissimo muretto verticale (B), per poi avvicinarsi ad un altro risalto che si supera agevolmente assecondando un canalino (A). Continuando lungo il filo di cresta, si rimontano in obliquo facili e gradinate placchette e si effettuano brevi traversi (A/A+). Superata una breve balza (A), si giunge al termine della prima sezione del percorso attrezzato. Una traccia conduce velocemente alla sommità di una panoramica cima da cui si discende nel lato opposto mantenendosi nei pressi del crinale divisorio. Raggiunta una selletta situata sotto un ripido groppo, si procede in obliquo ascendente effettuando successivamente un traverso (A+) con il quale si aggira il profilo dell’altura. Appena dopo ha termine (o inizio, dipende dal senso in cui lo si percorre) il Sentiero Attrezzato dei Groppi di Camporaghena. Si continua per traccia piuttosto labile, raggiungendo in breve la sommità di un’altra quota del lungo crinale, da cui si continua in piano alla volta della ben visibile Sella di Monte Acuto1721 m (poco prima di quest’ultima, sulla cima di un dosso erboso disposto alla nostra sinistra, è collocato un interessante cippo confinario risalente la 1828). Raggiunto il valico di crinale (cartelli) si scende a destra in direzione del Lago di Monte Acuto seguendo il sentiero n° 657. Inizialmente si perde quota per ripido pendio, poi si scende all’interno della faggeta. Dopo una breve contropendenza e un tratto a mezza costa, si raggiunge il limite orientale del Lago di Monte Acuto (cartelli) da cui si prosegue a destra lungo il percorso n° 659. Si procede per un tratto a saliscendi lambendo l’estremità di un lago in estate asciutto, per poi attraversare una pietraia dapprima in falsopiano passando di blocco in blocco e successivamente in leggera discesa. Rientrati nel bosco si procede a mezza costa, in un tratto piuttosto ripidamente, raggiungendo poco più avanti un bivio (paletto con cartelli) collocato sul dorso di una costa. Ignorato a destra il sentiero n° 657A per la Sella di Punta Buffanaro, si continua lungo il percorso n° 659 che inizia a scendere verso la conca dei Ghiaccioni. Si perde quota per ripida traccia che, dopo un tratto in direzione SW, effettua diversi tornanti tenendosi più in basso alla sinistra di una pietraia. Dopo uno spostamento a destra, si scende a fianco di un rio asciutto che si attraversa poco più in basso. Proprio qui ci si ricongiunge con il percorso effettuato in salita mediante il quale si fa ritorno a Succiso Nuovo.

 

 

 

 

 

 

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La Rocca Pumaccioletto per la cresta nord (invernale)

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Punto di partenza/arrivo: Cancelli 1236 m

Dislivello: 560 m

Durata complessiva: 5,30/6 h

Tempi parziali: Cancelli-Lagoni (1/1,15 h) ; Lagoni-Rocca di Pumaccioletto (1,30/2 h) ; Rocca di Pumaccioletto-Passo della Colla (45 min) ; Passo della Colla-Lagoni (30/40 min) ; Lagoni-Cancelli (1h) 

Difficoltà: EEAI 

Attrezzatura: da escursionismo invernale

Ultima verifica: marzo 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Bosco di Corniglio-I Cancelli

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Bella escursione su neve implicante il raggiungimento della sommità della Rocca Pumaccioletto. L’autore della relazione ha affrontato l’itinerario con abbondante manto nevoso, riscontrando qualche difficoltà nel rintracciare i segnavia del percorso n° 711A che dai Lagoni conduce alla Sella Rocca Pumacciolo e quelli del sentiero n° 711A/737 per la Rocca Pumaccioletto. Per questo motivo il percorso relazionato, in particolare nel tratto che precede il raggiungimento della dorsale settentrionale Rocca Pumaccioletto, non corrisponde totalmente con quello estivo. Una volta raggiunta la cima, per la discesa si consiglia di percorrere integralmente la cresta/dorsale nord fino al Passo della Colla. La tempistica dell’itinerario varia a seconda delle condizioni del manto nevoso: in caso di neve abbondante, considerando il fatto che eccetto l’ampia pista Cancelli-Lagoni raramente è presente una traccia calpestabile, i tempi lievitano considerevolmente.

Dai Cancelli ci si incammina lungo la carrozzabile per i Lagoni in inverno normalmente adibita a pista per lo sci da fondo e le passeggiate su neve. Dopo un primo tratto in leggera discesa in cui si costeggia il confine della riserva naturale Guadine-Pradaccio, si varca mediante ponte il ramo del Torrente Parma delle Guadine. Poi il tracciato procede in leggera salita contornando le pendici settentrionali del Monte Roccabiasca. Con andamento pianeggiante o in lieve salita si oltrepassa il pittoresco ramo del Torrente Parma di Badignana. Poco dopo si incontra il bivio con il percorso che conduce alle capanne omonime e si continua per l’ampia traccia raggiungendo in breve la località Lagoni1342 m. Dal margine orientale del Lago Gemio Inferiore (fontana e tabella esplicativa), si imbocca il percorso n° 711A in direzione della Rocca Pumacciolo. Dopo un primo tratto in leggera salita dove ci si orienta con i segnavia sugli alberi, si approda in un piccolo ripiano boscoso. Da qui è necessario risalire un ripido pendio effettuando alcuni tornanti. Poi ci si sposta nettamente a destra procedendo a mezza costa in lieve salita, tenendo d’occhio i segni bianco-rossi. Dopo l’aggiramento di una costa si scende in un solco che si segue a sinistra solo per poco: infatti si deve poi svoltare nettamente a destra risalendo il soprastante pendio boscoso. Poco dopo si piega a destra (attenzione ai segnavia) avanzando in direzione del dorso di una costa boscosa. Varcata quest’ultima si perde qualche metro di quota per ripido pendio temporaneamente fuori dal bosco, continuando poi all’interno della faggeta. Appena dopo si attraversa un pendio aperto, soggetto a distacchi nevosi (attenzione!), dominato nella parte alta da bancate di arenaria. Si prosegue successivamente all’interno del bosco cercando di intuire l’incavo della mulattiera estiva (segnavia non visibili in caso di spesso manto nevoso). Giunti in vista di verticali pareti rocciose, situate un po più avanti rispetto al punto in cui siamo, si piega nettamente a sinistra risalendo un pendio caratterizzato da un solco. Rientrati nel bosco, si continua a guadagnare quota piuttosto ripidamente, approdando infine sul boscoso dorso del crinale settentrionale della Rocca Pumaccioletto. Lo si segue a destra inizialmente in leggera salita (segnavia del percorso CAI n° 737), poi più ripidamente. Usciti dalla vegetazione, si sale sulla sommità di un dosso nevoso da cui appare evidentissima la prosecuzione della cresta/dorsale culminante nella vicina cima. Si risale quindi il soprastante pendio nevoso (30° o poco più) guadagnando con soddisfazione la magnifica sommità della Rocca Pumaccioletto1692 m. Dopo una meritata sosta al fine di ammirare il notevole panorama che si estende a 360°, ritorniamo sui nostri passi, ma anziché piegare a sinistra, continuiamo diritto assecondando l’ampio dorso del boscoso crinale settentrionale in direzione del Passo della Colla. Dopo una breve contropendenza, si inizia a scendere ripidamente incontrando sporadici segnavia. Senza difficoltà di orientamento (è sufficiente tenersi sempre lungo il dorso del crinale), si discende la sezione più ripida, per poi affrontare una contropendenza orientandosi con i ben posizionati segni bianco/rossi. In breve si approda al Passo della Colla1467 m, situato alla pendici del ripido versante meridionale del Monte Navert. Dal valico si segue a sinistra la carrozzabile (in inverno solitamente ricoperta da uno spesso manto nevoso raramente con pista da calpestare) in leggera discesa effettuando più in basso alcuni tornanti. Poi si affronta una lieve risalita ai piedi di ripide lastronate rocciose ricoperte da neve in alcuni punti poco stabile che tende perciò a staccarsi (attenzione!). In breve si raggiunge il Rifugio Lagoni da cui si rientra ai Cancelli seguendo lo stesso percorso effettuato all’andata.

 

 

 

 

 

 

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