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Monte Marmagna: cresta nord-est (invernale)

30 Gen

100_3084 (FILEminimizer)

Punto di partenza/arrivo: Cancelli 1236 m

Dislivello: 615 m

Durata complessiva: 4,15/4,30 h

Tempi parziali: Cancelli-Rifugio Lagdei-Rifugio Mariotti al Lago Santo (1 h) ; Rifugio Mariotti-Lago Padre-sella/punto di partenza cresta NE (40 min) ; sella/punto di partenza cresta NE-Monte Marmagna (50 min/1 h) ; Monte Marmagna-Sella del Marmagna-Rifugio Mariotti al Lago Santo (45 min) ; Rifugio Mariotti-“Le Carbonaie”-Cancelli (45 min/1 h)

Difficoltà: F la cresta nord-est del Marmagna ; EEAI la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo invernale (picozza e ramponi)

Ultima verifica: gennaio 2018

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Bosco di Corniglio-Cancelli (Lagdei)

Immagine (FILEminimizer)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

La cresta NE del Monte Marmagna è molto panoramica e, in veste invernale, costituisce una valida alternativa al frequentato percorso del crinale SE. La salita è tutto sommato semplice ma con un passaggeto (evitabile) che richiede attenzione. E’ consigliabile affrontare questa ascesa solo con neve ben assestata.

Dalla località Cancelli seguiamo la carrareccia di accesso a Lagdei per circa 10 minuti. Prima di raggiungere il pianoro dove è situato il rifugio, imbocchiamo a sinistra il percorso n° 723A in direzione di Lago Santo. La bella mulattiera risale inizialmente il dorso di una costa boscosa per poi piegare a destra. Da qui inizia un lineare obliquo ascendente (ad un bivio si lascia a sinistra il sentiero n° 723C per le “Carbonaie”) in cui si tagliano ripidi pendii boscosi. Più avanti si attraversa una prima pietraia e si prosegue all’interno della faggeta per traccia un po più ripida. Poco dopo si attraversa una seconda pietraia, rientrando poi nel bosco ed incontrando appena dopo il bivio con il sentiero n° 723B (le “Carbonaie”), che seguiremo al ritorno. Dopo una breve discesa si esce dal bosco giungendo a lambire il limite orientale del Lago Santo. La mulattiera piega a destra contornando dall’alto la sponda NE del lago, conducendo in breve al Rifugio Mariotti1508 m. Si continua costeggiando la sponda NW e SW del lago, incominciando, una volta giunti in corrispondenza della Peschiera, la risalita del soprastante pendio boscoso. Seguendo l’evidente traccia nella neve si guadagna quota effettuando inizialmente alcuni tornanti, per poi procedere in obliquo ascendente. Mediante altri tornanti si risale un breve ma ripido pendio temporaneamente fuori dal bosco, effettuando poi una netta svolta a destra e salendo a fianco di una caratteristica lastra rocciosa all’interno di una pineta. Appena dopo si incontra un bivio (cartelli), dal quale si imbocca a destra il percorso n° 729 diretto a Capanna Schiaffino. Inizialmente si procede verso sinistra in leggera discesa raggiungendo una piccola torbiera (“Padule della Capanna”) situata alla nostra sinistra. Si svolta poi a destra e si sale in obliquo tenendosi alla sinistra di un’area caratterizzata da grossi massi. Rientrati nella faggeta si effettuano alcune piccole svolte (non sempre è presente una traccia nella neve, perciò prestare attenzione ai segnavia sugli alberi) per poi piegare a sinistra penetrando in un rimboschimento a conifere. Dopo una breve discesa, si arriva nei pressi della torbiera conosciuta come Lago Padre1573 m, che si contorna lungo il suo limite sinistro. Rientrati nel bosco, si inizia a risalire il soprastante pendio effettuando diverse svolte e tornanti (attenzione ai segnavia sugli alberi), approdando infine ad una sella che costituisce il naturale punto di inizio della cresta NE del Marmagna. Da qui si abbandona il percorso segnato e si incomincia a risalire la soprastante dorsale boscosa aggirando a destra un piccolo poggetto. Più in alto, spostandosi leggermente a destra, si esce dal bosco e si risale una rampa nevosa sulla destra del limite della vegetazione arbustiva. Poco più avanti si nota a sinistra uno spuntone caratterizzato da una liscia lastra rocciosa solitamente ricoperta di ghiaccio nella stagione invernale. Ci si dirige verso il risalto e lo si scala con grande attenzione, scendendo poi delicatamente per ripide roccette (questo passaggio può essere evitato a sinistra). Si aggira a sinistra un altro piccolo spuntone, per poi rimontare la bellissima e panoramica dorsale tenendosi a sinistra del suo bordo nord/occidentale. Più in alto si raggiunge lo sbocco del “canalino” del Marmagna (fittone arrugginito) e si continua la risalita della ripida dorsale ammirando visuali davvero grandiose. Raggiunto il culmine della cresta, si continua a saliscendi lungo un esposto crinale, per poi calarsi verso sinistra all’interno di una piccola conca. Da qui si risale il breve pendio finale, raggiungendo con soddisfazione la sommità del Monte Marmagna1851 m. Il panorama che possiamo ammirare dalla cima è impareggiabile: nelle terse giornate invernali è possibile scorgere in lontananza L’Isola d’Elba. Dalla vetta si scende lungo il frequentato crinale SE raggiungendo senza alcuna difficoltà la Sella del Marmagna1725 m. Da qui ci si cala nel sottostante vallone compreso tra il suggestivo versante NW del Monte Aquilotto e quello E del Marmagna. Successivamente si perde quota a sinistra di un rio, entrando poco dopo nella faggeta ed approdando al sottostante ripiano (si tratta di una torbiera) con bivio (cartelli). Proseguendo diritto ci si ricongiunge con il percorso effettuato all’andata che si segue fino al Rifugio Mariotti al Lago Santo e, oltre quest’ultimo, fino al bivio con il sentiero n° 723B (le “Carbonaie”) che si imbocca. Nella stagione invernale non sempre è presente una traccia nella neve, di conseguenza il tratto iniziale del percorso risulta piuttosto delicato. Infatti si devono tagliare ripidi pendii nevosi che richiedono molta attenzione e un’attenta valutazione delle condizioni del manto nevoso: in caso di neve fresca e non assestata è assolutamente sconsigliato proseguire. Inizialmente si procede in obliquo ascendente per ripido pendio che poi si attraversa delicatamente. Si continua a mezza costa attraversando il limite superiore di una pietraia, penetrando successivamente nella faggeta. Affrontando altri tratti delicati a causa della ripidezza del pendio, si transita sotto un risalto roccioso, risalendo ancora per un tratto ed effettuando infine una netta svolta a destra. Ci troviamo nell’ampio profilo settentrionale del Monte Sterpara che si incomincia a discendere effettuando alcuni tornanti. Poi si scende in obliquo verso sinistra penetrando in un rimboschimento a conifere. Dopo una svolta a destra si incontra il bivio con il sentiero n° 723C che si stacca a sinistra e che si ignora. Procedendo in direzione est si attraversa un primo ripiano boscoso per poi scendere lungo una sorta di canale. Attraversato un altro ripiano, si continua in direzione est ancora per un breve tratto, svoltando poi repentinamente a sinistra. Si discende mediante ampia curva a sinistra il sottostante pendio boscoso, approdando poco sotto in un altro ripiano. Il percorso continua a perdere quota compiendo alcune svolte per poi allargarsi, dopo una discesa piuttosto ripida e una netta curva a sinistra, ad ampia mulattiera. La si segue procedendo a mezza costa parallelamente alla carrozzabile Cancelli-Lagoni, in inverno adibita a pista per lo sci da fondo. Dopo un’ultima breve ma ripida discesa per sentiero a tornanti, si approda in località Cancelli, punto di partenza della nostra escursione.

 

 

 

 

 

 

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