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Monte Fuso: anello da Sasso

26 Gen

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Punto di partenza/arrivo: bivio per la Pieve di Sasso 670 m

Durata complessiva: 3,30 h

Tempi parziali: bivio per la pieve-costa a quota 810 m (1 h) ; costa a quota 810 m-cippo Monte Fuso (45 min) ; cippo Monte Fuso-bivio sentiero n° 760 (45 min) ; bivio sentiero n° 760-bivio per la pieve (1 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: gennaio 2018

Accesso stradale: Parma-Traversetolo-Neviano degli Arduini-Sasso. Da quest’ultima località si prosegue in direzione di Scurano parcheggiando l’auto in prossimità del bivio con la stradina asfaltata che conduce alla pieve romanica di Sasso.

Immagine (FILEminimizer)

 

Descrizione dell’itinerario

Interessante anello su sentieri evidenti ma pochissimo frequentati a livello escursionistico. Attualmente l’unica “fruizione” di questa notevole montagna del medio Appennino parmense sembra essere quella delle discese in MTB, con appositi sentieri riservati unicamente a questa attività. Il percorso suggerito permette di gustare le peculiarità di entrambi i versanti del Monte Fuso.

Dal bivio per la pieve romanica si imbocca nel lato opposto della strada un’ampia traccia contrassegnata CAI n° 763. Al primo bivio (cartelli) si piega a sinistra procedendo in più decisa salita effettuando alcune svolte. Successivamente si continua per ottimo sentiero, delimitato da una staccionata, che dopo un ripido strappo confluisce in una carraia. La si segue a destra, inizialmente in leggera discesa, giungendo poco dopo al bivio con il percorso n° 759A proveniente da Case Ruffaldi. Noi continuiamo a sinistra per ampia mulattiera che sale tenendosi nei pressi del dorso di una costa marnosa. Appena dopo si rientra nel bosco e si prosegue in moderata pendenza incontrando poco più in alto un cippo a ricordo dei partigiani. Dopo aver attraversato una piccola area disboscata, si inizia mediante svolta a destra l’aggiramento del dorso del crinale NE del Monte Fuso (notevoli esemplari di muretti a secco). Giunti ad incrocio in versante Enza, si abbandona il percorso n° 763 e si prosegue diritto per sentiero evidente contrassegnato da bolli di vernice gialla e alcune frecce segnaletiche. Poco più avanti si esce temporaneamente dal bosco per attraversare il margine inferiore di una bella radura seguendo un evidente tratturo. Penetrati in una piccola valletta, si abbandona la traccia che piega a sinistra in discesa e si prosegue diritto (freccia segnaletica gialla con il numero 4) per sentiero per procede in lieve salita. Con andamento pianeggiante si costeggia un’altra bella radura fino a compiere una netta svolta a sinistra in corrispondenza di un notevole muro a secco con massi di arenaria sistemati ad arte. Contornando quest’ultimo per un tratto, si avanza comodamente per la splendida mulattiera pianeggiante affiancata ai lati da campi e panoramici prati. Rientrati nel bosco, si prosegue per ampia traccia effettuando poco più avanti una svolta a destra, confluendo in breve in una carraia. La seguiamo a destra in lieve salita al margine di un’ampia radura alla nostra destra. Ignorata una ripida traccia che si stacca in questa direzione, si abbandona appena dopo la carraia su cui stiamo camminando nel momento in cui essa piega a sinistra in discesa. Proseguiamo diritto approdando quasi subito sul dorso di una costa boscosa a quota 810 m. Da qui si staccano a destra due tracce: noi imbocchiamo quella di destra che poco dopo confluisce in una carraia che si segue a sinistra per pochissimi metri. Infatti, appena prima che la traccia confluisca con il percorso abbandonato a quota 810 m, si scorge a destra la continuazione della vecchia mulattiera che seguiamo in moderata pendenza ammirando notevoli stratificazioni arenacee. Giunti ad un bivio, si prende la traccia di destra che dopo una salita piega a sinistra conducendo ad un incrocio. Proseguiamo diritto per ampia traccia che svolta subito a sinistra (si ignora un’altra carraia che si stacca a destra) e guadagna quota con fondo formato da altre stratificazioni arenacee. Giunti in corrispondenza di un cancello situato alla nostra destra, si prosegue a sinistra per carraia affiancata a destra da una recinzione. Si effettuano poi un paio di svolte, confluendo poco più avanti nella carrareccia abbandonata a quota 810 m, che ora si presenta cementata. La seguiamo a destra in salita, ignorando poco più in alto un’ampia traccia che si stacca a destra ed osservando alla nostra sinistra una piccola costruzione diroccata. Dopo una netta svolta a sinistra, si oltrepassa una sbarra, approdando appena dopo in uno spiazzo in mezzo al bosco. Guardando alla nostra destra si nota un muretto con pietre ricoperte da muschio che divide due tracce: noi seguiamo quella di sinistra che effettua subito una curva proprio in questa direzione. Il sentiero continua in lieve salita tagliando per un prima volta una traccia trasversale utilizzata dalle MTB, che si attraversa per una seconda volta dopo una curva a destra. Al successivo incrocio si prosegue diritto ignorando il percorso n° 761 che a destra sale alla dorsale del Fuso e a sinistra scende in direzione del piccolo nucleo chiamato Gulghino. Si continua per comodo sentiero che dopo uno strappo un po’ più ripido confluisce in una carraia. Andando a sinistra si raggiungerebbe la casa isolata chiamata l’Anna; noi invece proseguiamo a destra per ampia traccia che effettua subito una curva a sinistra e guadagna quota con fondo caratterizzato da altre notevoli stratificazioni arenacee. Si effettuano alcune svolte e si prosegue per il percorso principale (ad un bivio si prende la traccia di sinistra) che conduce, dopo un ultimo strappo, sulla dorsale del Monte Fuso. Seguendo a sinistra l’evidente sentiero di crinale (n° 763) si approda appena dopo in un balcone panoramico che costituisce il punto di partenza dei voli con il parapendio. Avanzando ancora per l’ampia mulattiera, si guadagna infine la sommità principale del Monte Fuso1115 m, caratterizzata da un cippo eretto nel 1901 (in realtà la quota più elevata della montagna, 1134 m, è situata poco sopra l’area denominata Prati Dolci). Dalla cima, mediante ottimo sentiero delimitato da una staccionata, si discende il sottostante pendio boscoso, fino ad approdare ad un bivio dove si ignora una mulattiera che si stacca a destra. Si prosegue diritto per l’ampia traccia di crinale che conduce in breve ad una sella a quota 1080 m. Qui si ignora a sinistra una carraia proveniente da Rusino e si prosegue a destra nel versante settentrionale della montagna. Poco più avanti si presenta un bivio (cartelli) da cui si piega a destra imboccando una mulattiera (CAI n° 761) in direzione di Campora Vezzano. Si perde quota effettuando diversi tornanti, contornando più in basso il limite superiore di un’ampia area disboscata. Dopo una curva a destra, si attraversa la base della menzionata area e si continua a scendere per l’ampia traccia che ora si fa più ripida. Effettuando altre svolte e prestando attenzione alla scivolosità del tracciato per la presenza di un folto tappeto di foglie che ricopre i sassi, si raggiunge in pochi minuti il bivio (cartelli) con il sentiero n° 760 che prosegue a destra. Lo imbocchiamo procedendo inizialmente in leggera discesa, per poi risalire lievemente e aggirare una costa boscosa. Poco più avanti ci si immette in un’altra e più ampia traccia che si segue a destra valicando un’altra costa. Oltre quest’ultima, si ignora il percorso che scende a sinistra e si prosegue a destra (segnavia) per sentiero. Al successivo incrocio si continua diritto procedendo a saliscendi per traccia ben segnata ma a volte non particolarmente incavata nel terreno. Poi si confluisce in una mulattiera che si segue a destra affrontando una ripida salita che precede una netta svolta a sinistra. Avanzando più comodamente, si raggiunge una costa dove il percorso svolta a destra assecondando in salita per un tratto il suo dorso. Raggiunto il soprastante bivio (ometto e segnavia), si prosegue a sinistra perdendo quota per evidente mulattiera, fino a transitare a fianco di uno spiazzo erboso con tavolo e panche. Si continua a scendere ancora per un tratto, raggiungendo poco dopo un bivio da cui si prosegue a destra per traccia pianeggiante. Approdati sul dorso di una costa marnosa, il percorso segnato piega a sinistra in direzione di Case Ruffaldi: noi invece proseguiamo a destra per ampia traccia che conduce poco più avanti nei pressi di un’area pic-nic situata più in basso alla nostra sinistra. Si prosegue per l’evidente mulattiera andando a destra al successivo bivio ed avanzando per traccia meno marcata. Il percorso poco dopo si riduce a stretto sentierino che procede pianeggiando e in leggera salita (ad un bivio si prende la traccia di destra) fino ad aggirare una costa. Oltre quest’ultima si deve attraversare un’area disboscata con vegetazione invadente in primavera/estate, confluendo infine nella mulattiera contrassegnata n° 763 percorsa in salita. Seguendo quest’ultima si fa ritorno in circa 20 minuti di cammino al bivio con la stradina che sale alla pieve romanica di Sasso.

 

 

 

 

 

 

 

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2 risposte a “Monte Fuso: anello da Sasso

  1. soncila

    3 giugno 2018 at 19:54

    Ciao. Noi abbiamo provato oggi questo sentiero e ci siamo persi! Ad un certo punto, dopo la radura erbosa finiscono i segnali del sentiero è non è chiaro, con l’erba alta di questo periodo, quale sia la strada da prendere. Dopo diversi tentativi siamo tornati indietro verso la pieve…. peccato.
    L’inizio prometteva molto bene.
    Speriamo si possa migliorare. Ilaria

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    • Matteo Ghiretti

      3 giugno 2018 at 22:47

      Ciao, mi dispiace che vi siate persi! Posso chiederti il punto esatto? La radura in questione è quella che si incontra dopo aver abbandonato a destra il sentiero n° 763?

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