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Alta Val d’Enza: anello da Miscoso

29 Dic

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Punto di partenza/arrivo: Miscoso 901 m

Dislivello: 975 m

Durata complessiva: 6/6,15 h

Tempi parziali: Miscoso-Ponte della Golara-Valcieca (1 h) ; Valcieca-Monte Palerà (1,45 h) ; Monte Palerà-Rigoso-Lago Squincio (1,15 h) ; Lago Squincio-Lago Paduli (diga)-sentiero n° 659-sentiero SD-Miscoso (2 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Monchio delle Corti-Rigoso-Miscoso ; Reggio Emilia-Vetto d’Enza-Ramiseto-Castagneto-Lugolo-Miscoso

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Ampio e splendido anello che si sviluppa da una sponda all’altra dell’Alta Val d’Enza. L’itinerario proposto implica la salita al Monte Palerà da Valcieca seguendo il sentiero n° 735A/739. Si tratta di un percorso in totale disuso con segnaletica estremamente carente che pone non poche difficoltà nel reperimento della giusta traccia. Basterebbe un po più di impegno finalizzato a rivalutare sentieri e mulattiere storiche che versano in stato di semi-abbandono. L’anello si svolge a cavallo tra le province di Reggio-Emilia e Parma.

Parcheggiata l’auto nei pressi del ristorante “La Montanara”, situato lungo la provinciale poco sopra il centro di Miscoso, si imbocca Via della Croce e la si segue fino a raggiungere una caratteristica fontanella situata alla nostra destra. Da qui si prende la stradina di destra, uscendo presto dal magnifico e antico borgo e proseguendo per sentiero infrascato (percorso CAI n° 609) in costante discesa. Dopo un tratto in direzione N/NE e alcuni tornanti, si esce in un’area disboscata dove, ad un bivio, si svolta repentinamente a destra ignorando tracce che si staccano a sinistra. Effettuando inizialmente altri tornanti e continuando a perdere quota piuttosto ripidamente, si confluisce infine in un’ampia traccia trasversale che si segue a sinistra (cartelli). Dopo una ripida discesa si approda al medievale Ponte della Golara675 m, mediante il quale si oltrepassa il Torrente Enza. Si prosegue per ampia mulattiera incontrando subito un bivio (cartelli) dove si prende la traccia di sinistra. Il percorso inizia a guadagnare quota in costante ripida salita effettuando diverse svolte, costeggiando più in alto il margine sinistro di un vasto campo (sulla destra possiamo ammirare notevoli esemplari di muretti a secco). In seguito ci si immette in una carraia che si segue uscendo dal bosco e si sale affiancati da panoramici campi. Poi il tracciato svolta a destra avanzando in piano/falsopiano al sommo di bellissimi prati, rientrando in breve all’interno del bosco. Poco più avanti si sbuca nella S.P. 68 appena prima del paese di Valcieca. Si segue l’asfalto a destra imboccando la prima stradina in salita che si stacca a sinistra a fianco di una casa. Raggiunta una presa dell’acquedotto con maestà sulla destra, si prende la traccia di sinistra che procede in leggera salita inizialmente a fianco di un fosso. Si continua lungo l’ampia mulattiera fino ad incontrare, dopo una svolta a sinistra, un bivio. Qui giunti, nonostante verrebbe spontaneo proseguire diritto, si deve invece imboccare la traccia di destra (sbiadito segnavia sul tronchetto di un albero appena dopo il bivio). Si sale per mulattiera affiancata da panoramici campi, raggiungendo poco più avanti un altro bivio dove si deve svoltare a destra per ampia traccia in leggera salita (segnaletica insufficiente). Dopo una netta svolta a sinistra si incontra sulla destra una fontana (acqua non sempre presente), oltre la quale si procede per un breve tratto in leggera discesa ignorando a destra una traccia inerbita. Giunti ad un bivio all’interno di un’area disboscata, si deve prendere la traccia di destra (segnavia assenti) mediante la quale si rientra nel bosco. Si varca un ruscello (appena prima di esso si incontra un segnavia sul tronco di un albero) e si prosegue per l’ampia traccia in moderata pendenza. Si avanza in direzione nord, immettendosi più avanti in un’altra carraia d’esbosco che si segue fino a raggiungere un incrocio. Qui si deve piegare nettamente a sinistra per ampia traccia pianeggiante in leggera discesa, incontrando poco dopo un ulteriore bivio (paletto con due frecce segnaletiche di colore giallo e blu). Si abbandona la carraia per imboccare a destra un ripido sentiero che in breve conduce ad una caratteristica selletta sulla dorsale Ronco Bora/Palerà. Da qui si prosegue verso sinistra per la traccia di crinale (percorso CAI n° 739) che dopo il primo tratto avanza alla sua destra per poi assecondarlo nuovamente. Si scende poi ad un piccola selletta, più che altro un fosso, dalla quale si riprende subito a salire ripidamente giungendo in vista di alcuni resti murari e, appena dopo, al sommo di un panoramico poggio a quota 1170 m. Qui sorgeva Il Castellaro: “eretto dalla famiglia Vallisneri tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV e distrutto nel 1448 dalle truppe del Comune di Parma” (Andrea Greci: GUIDA AI SENTIERI DELL’APPENNINO PARMENSE- Val Bratica, Val Cedra e Val d’Enza ; GAZZETTA DI PARMA 2011). Dalla sommità si scende molto ripidamente per labile traccia alla sottostante sella boscosa da cui si continua per il percorso di crinale. Poco più avanti il sentiero procede a destra della dorsale, avanzando in leggera discesa, per poi rimontare sul crinale raggiungendo in breve un’area di bosco rado. Qui la traccia sembra perdersi: si deve piegare leggermente a destra scorgendo un varco tra la folta vegetazione. Si prosegue per labile sentiero raggiungendo una selletta da cui, ignorando a destra un’ampia traccia, si continua diritto lungo il sentiero di crinale. Si guadagna quota in ripida salita, prima assecondando il filo della dorsale boscosa, poi salendo alla sua sinistra per traccia stretta e anche scoscesa (diversi segnavia sbiaditi). Si esce infine in una radura arbustiva dove il sentiero sembra perdersi: si deve proseguire mantenendosi in quota per labilissima traccia nell’erba alta prestando attenzione ai segnavia sugli alberi. Poco più avanti si scende verso sinistra per qualche metro onde immettersi in una traccia più evidente che si segue puntando al limite del bosco che si ha di fronte (nel caso si smarrisse il sentiero, è sufficiente salire a destra fino a rimettere piede sul dorso del crinale boscoso alla cui sinistra ci troviamo). Ritornati nei pressi del filo della dorsale, Il percorso prosegue tenendosi leggermente a sinistra di quest’ultimo, conducendo poco più avanti in un’altra radura dove il sentiero sembra nuovamente perdersi. Da qui, anche se verrebbe spontaneo proseguire diritto, si deve invece svoltare repentinamente a sinistra e scendere per labilissima traccia nell’erba alta. Poco più in basso si nota a sinistra una recinzione con filo spinato dove si rinviene uno sbiaditissimo segnavia su un tronchetto di sostegno che ci conferma di essere nel percorso giusto (la dorsale del Monte Palerà, proprio in corrispondenza dell’appena menzionata radura, si sdoppia: noi dobbiamo percorrere il ramo di sinistra). Poi si penetra nel bosco, scendendo per sentiero ancora poco evidente ma con segnaletica più puntuale. Poco dopo si sbuca al sommo di un panoramico pendio prativo dove è possibile ammirare una notevole visuale sulla Val Cedra e il suo circondario di montagne. Si continua lungo il crinale boscoso tenendosi appena a destra di una recinzione con filo spinato: quando il sentiero si sposta a destra, noi non lo seguiamo ma continuiamo ad assecondare il filo della dorsale. Poco più avanti si incontrano alcuni segnavia e la traccia si sposta sulla sinistra del crinale: la seguiamo andando a destra ad un bivio poco marcato (guardando di fronte si scorge un segnavia e, in lontananza, la dorsale prativa del Monte Palerà). Si esce dal bosco avanzando per labile traccia nell’erba alta, piegando successivamente a destra onde rimontare sul dorso del crinale caratterizzato dalla recinzione già incontrata poco prima. Oltrepassata quest’ultima, si rinviene la continuazione del percorso segnato che si segue tenendosi sulla destra del filo del crinale. Appena dopo ci si sposta a sinistra approdando al sommo di splendidi pendii prativi e si prosegue restando nei pressi del limite del bosco e della recinzione con filo spinato. Ci si sposta nuovamente per un breve tratto alla destra del crinale, per poi rimontare su di esso ormai in vista della doppia cima del Monte Palerà. Dopo aver raggiunto l’anticima, si scende alla sottostante selletta, guadagnando infine la sommità principale, 1315 m, caratterizzata da un grandioso panorama. Dalla cima si scende lungo il crinale meridionale che nel primo tratto è molto ripido ma allo stesso tempo suggestivo e panoramico. Dopo una discesa per ripido e scosceso pendio in parte roccioso, si raggiunge una sella da cui si continua per sentiero evidente che progressivamente si amplia. Usciti dal bosco ci si immette in una carraia proveniente da destra e la si segue in direzione della Cima Nuda che si lascia a sinistra effettuando una netta svolta a destra. Dopo un tornante sinistrorso, si confluisce in un’altra carrareccia che si segue a sinistra, raggiungendo in breve una spiazzo adiacente alla S.P. 665, ai piedi del boscoso poggio denominato Monte Bastia. Da qui non resta altro che seguire la panoramica strada verso Rigoso, ammirando lungo il cammino stupende visuali dell’Alpe di Succiso. Dalle prime case del paese, si imbocca la stradina di sinistra, raggiungendo in breve la chiesa e la piazza principale di Rigoso1131 m. Da qui si svolta a sinistra e appena dopo a destra, seguendo uno stradello che riconduce sulla provinciale. La si segue a sinistra solo per poco: infatti, raggiunto un bivio evidente (cartelli), si imbocca a destra una carraia in salita (percorso CAI n° 703) in direzione del Lago Squincio. Si segue la carrareccia (percorsa da mezzi di esbosco) fino ad incontrare un bivio dove si ignora una traccia che si stacca a destra. Appena dopo si attraversa una prima area disboscata oltre la quale, ad un bivio, si prende la carraia di sinistra. Seguendo l’ampia traccia si aggira mediante svolta a destra una costa, sbucando successivamente in un’ampia area disboscata. Si segue la carraia d’esbosco che avanza in leggera salita transitando a fianco di un grosso masso situato alla nostra destra. Oltre una svolta a destra si presenta un bivio (segnavia) dal quale si prende la mulattiera di sinistra che procede inizialmente in salita. Dopo il primo strappo, il percorso avanza pianeggiando a mezza costa, attraversando alcune pietraie e procedendo all’interno di un ambiente boschivo di rara bellezza. Mediante breve risalita si guadagna il dorso di una costa che si doppia, scendendo poi leggermente fino ad approdare in un ripiano prativo dove alla nostra destra è situato il Lago Squincio, 1238 m, chiuso ad occidente da una diga. Piegando invece a sinistra si raggiunge un bivio (cartelli), dove si imbocca il sentiero n° 703C in direzione della diga del Lago Paduli. La traccia perde quota in costante discesa compiendo subito una netta curva a destra ed effettuando in seguito altre svolte. Poi si scende a fianco di una linea elettrica e si continua a perdere quota fino a mettere piede nella S.P. 665 a poca distanza dalla diga. Si segue l’asfalto a sinistra raggiungendo in breve un bivio dove si svolta a destra in direzione di Miscoso Ramiseto. Si attraversa il ponte stradale antistante la diga del Lago Paduli e, al primo bivio (tabella e cartelli), si prende a destra un’ampia traccia in salita delimitata a destra da una recinzione. Raggiunto subito un altro bivio (cartelli), si piega a sinistra in direzione del Rifugio Sarzana, proseguendo sempre a sinistra al successivo bivio collocato nei pressi di un cippo. Si segue lungamente la bella e comoda mulattiera (percorso CAI n° 659) dapprima in lieve/moderata pendenza, poi perlopiù in piano/leggera salita. Più avanti si contorna il margine sinistro di una piccola torbiera e si prosegue attraversando in seguito un’area di rado bosco. Successivamente si guada il Rio Garzoli e si continua guadagnando quota in moderata pendenza fino a valicare una costa boscosa. Poco dopo si incontra un bivio (cartelli) dove si abbandona il sentiero n° 659, imboccando a sinistra il percorso contrassegnato come SD (Sentiero dei Ducati) in direzione di Miscoso. La traccia avanza verso est attraversando poco più avanti una radura arbustiva, per poi rientrare nel bosco procedendo perlopiù in quota. Dopo aver oltrepassato una orripilante carraia di esbosco, si continua per il comodo sentiero che dopo un tratto in piano inizia a scendere verso il fondo della valletta formata dal Canalaccio. Si varca quest’ultimo e un suo ramo secondario per poi affrontare una breve ma ripida salita che deposita ad una selletta. Si continua per traccia che attraversa un’area di bosco rado, raggiungendo poco dopo un rifugio. Da quest’ultimo si prosegue per carraia che presto va abbandonata imboccando a sinistra un sentiero (segnavia). Dopo aver varcato un ruscello, si sbuca in un’orribile carraia di esbosco che si attraversa rinvenendo sulla destra la prosecuzione del sentiero. Si continua per comoda traccia procedendo in piano a mezza costa ed attraversando un’area di bosco rado. Aggirata una costa boscosa, il percorso cambia direzione avanzando verso est a mezza costa in piano e leggera discesa. Dopo un paio di svolte, si continua sempre a mezza costa attraversando una sequenza di tre solchi (appena dopo aver varcato il terzo canale, la traccia giusta è quella che avanza in salita e non quella che si stacca a sinistra in piano). Successivamente, procedendo a saliscendi, si attraversano altri due fossi, per poi scendere all’interno di un’area di bosco rado. Dopo una svolta a destra, ci si immette in un’ampia traccia che si segue a sinistra raggiungendo un bivio, situato in località Costalta, dove si prosegue diritto. Si continua per mulattiera sbucando poco dopo in una bella radura dove si svolta a sinistra ignorando a destra una carraia. Al successivo bivio, situato nei pressi di un’altra radura, si prende la traccia di sinistra, effettuando in seguito un’ampia curva verso destra. Il percorso asseconda successivamente il dorso di una panoramica costa che offre notevoli visuali, soprattutto verso il Monte Palerà. La bella mulattiera/carraia si sposta poco dopo a destra scendendo nel bosco (ad un bivio si ignora una traccia che si stacca a destra) per poi risalire leggermente per un breve tratto. Si continua a perdere quota per la panoramica carraia confluendo più in basso in un’altra traccia. Giunti ad un bivio, si prosegue a sinistra verso Miscoso, raggiungendo poco dopo l’edificio della Pro Loco Capo D’Enza. Oltre quest’ultimo si rientra nel bosco e si continua a scendere per bella mulattiera, effettuando in ultimo una svolta a sinistra fino a rimettere piede nella S.P. 15 proprio di fronte al ristorante “La Montanara”.

 

 

 

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