Alta Val d’Enza: anello da Miscoso

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Punto di partenza/arrivo: Miscoso 901 m

Dislivello: 975 m

Durata complessiva: 6/6,15 h

Tempi parziali: Miscoso-Ponte della Golara-Valcieca (1 h) ; Valcieca-Monte Palerà (1,45 h) ; Monte Palerà-Rigoso-Lago Squincio (1,15 h) ; Lago Squincio-Lago Paduli (diga)-sentiero n° 659-sentiero SD-Miscoso (2 h)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Monchio delle Corti-Rigoso-Miscoso ; Reggio Emilia-Vetto d’Enza-Ramiseto-Castagneto-Lugolo-Miscoso

mapwww.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Ampio e splendido anello che si sviluppa da una sponda all’altra dell’Alta Val d’Enza.

Parcheggiata l’auto nei pressi del ristorante “La Montanara”, situato lungo la provinciale poco sopra il centro di Miscoso, si imbocca Via della Croce e la si segue fino a raggiungere una caratteristica fontanella situata alla nostra destra. Preso lo stradello di destra, si esce dal magnifico e antico borgo proseguendo per sentiero infrascato (percorso CAI n° 609) in costante discesa. Dopo un tratto in direzione N/NE e alcuni tornanti, si esce in un’area disboscata dove, ad un bivio, si svolta repentinamente a destra ignorando tracce che si staccano a sinistra. Effettuando inizialmente altri tornanti e continuando a perdere quota piuttosto ripidamente, si confluisce infine in un’ampia traccia trasversale che si segue a sinistra (cartelli). Dopo una ripida discesa si approda al medievale Ponte della Golara, 675 m, mediante il quale si oltrepassa il Torrente Enza. Per ampia mulattiera si raggiunge quasi subito (cartelli) un bivio da cui si prende la traccia di sinistra. Il percorso inizia a guadagnare quota in costante e ripida salita effettuando diverse svolte, costeggiando, più in alto, il margine sinistro di un vasto campo (sulla destra possiamo ammirare notevoli esemplari di muretti a secco). Immessosi, più avanti, in una carraia, si esce dal bosco e si avanza a fianco di panoramici campi che regalano suggestivi scorci panoramici. Dopo una breve salita all’interno del bosco, si sbuca nella SP 68 appena prima del paese di Valcieca. Si segue l’asfalto a destra, imboccando la prima stradina in salita che si stacca a sinistra a fianco di una casa. Raggiunta una presa dell’acquedotto con maestà sulla destra, si prende la traccia di sinistra che procede in leggera salita inizialmente a fianco di un fosso. Si continua lungo l’ampia mulattiera fino ad incontrare, dopo una svolta a sinistra, un bivio. Qui giunti, nonostante verrebbe spontaneo proseguire diritto, si deve invece imboccare la traccia di destra (segnavia). Si sale per mulattiera affiancata da panoramici campi, raggiungendo poco più avanti un altro bivio dove si deve svoltare a destra per ampia traccia in leggera salita. Dopo una netta curva a sinistra, si incontra sulla destra una fontana (acqua non sempre presente), oltre la quale si procede per un breve tratto in leggera discesa ignorando a destra una traccia inerbita. Giunti ad un bivio all’interno di un’area disboscata, si deve prendere la traccia di destra (segnavia) mediante la quale si rientra nel bosco. Si varca un ruscello e si prosegue per l’ampia traccia in moderata pendenza. Progredendo in direzione nord, ci si immette più avanti in un’altra carraia di esbosco che si segue fino a raggiungere un incrocio. Qui si deve piegare nettamente a sinistra per ampia traccia pianeggiante e in leggera discesa, incontrando poco dopo un ulteriore bivio (paletto con due frecce segnaletiche di colore giallo e blu). Abbandonata la carraia, si imbocca a destra un ripido sentiero che in breve conduce ad una caratteristica selletta sulla dorsale Ronco Bora/Palerà. Da qui si prosegue a sinistra per il percorso di crinale, guadagnando inizialmente il sommo di un poggetto erboso. Dopo aver attraversato un fosso, effettuata una faticosa salita, si conquista la sommità di un panoramico poggio conosciuto come il Castellaro1170 m. Qui possiamo notare i basamenti murari di una rocca, risalente al XIII secolo, eretta a scopo difensivo dalla famiglia Vallisneri. Una ripida discesa per rocce scagliose precede una selletta boscosa, oltre la quale si riprende a salire per traccia abbastanza evidente e con segnaletica ripristinata. Ad un certo punto, il percorso si sposta sulla destra del crinale (segnavia) per poi ricongiungersi ancora con esso. Assecondando attentamente i segnavia, ci si sposta successivamente, per la seconda volta, sulla destra del crinale, procedendo parallelamente ad un solco. Giunti in corrispondenza di un paletto con indicazione, si volge repentinamente a sinistra onde riprendere il filo della dorsale. Lo si risale per sentiero non particolarmente evidente tra fitto bosco, fino ad arrivare ad una selletta da cui si trascura a destra una traccia più marcata. Noi proseguiamo diritto continuando ad assecondare l’ampia dorsale (segnavia), guadagnando quota piuttosto ripidamente. Più in alto si avanza al sommo di stratificazioni che digradano in versante Enza, ammirando, grazie ad alcune aperture, notevoli visuali sull’Alpe di Succiso. Si affronta, poi, un tratto in cui si sale molto ripidamente avendo come direttrice il boscoso crinale, cui fa seguito un faticoso obliquo ascendente in versante Enza, dove il sentiero risulta piuttosto stretto e scosceso. Al culmine di questa sezione, raggiunto una sorta di poggetto erboso, si prosegue con andamento pianeggiate, tenendosi, come del resto prima, alla sinistra del filo della dorsale. Dopo un tratto in cui si avanza per pendii prativi all’interno di un piacevole ambiente boschivo, si guadagna un dosso erboso dove il percorso volge inaspettatamente a sinistra. Si perde marcatamente quota per dorsale prima erbosa e poi boscosa (segnavia), raggiungendo una panoramica sella che offre belle visuali sulla Val Cedra. Si continua per il comodo percorso di crinale costeggiando una recinzione a filo spinato, fino ad uscire dal bosco e risalire la dorsale ora erbosa. Dopo una fascia boscosa, scavalcata la recinzione, si avanza per il filo del crinale costeggiando il limite del bosco, guadagnando la sommità di un dosso ormai a poca distanza dalla duplice cima del Monte Palerà. Continuando ad assecondare il crinale, scavalcata l’anticima, si conquista la vetta vera e propria della montagna, 1315 m. Dalla cima si scende lungo il crinale meridionale che nel primo tratto è molto erto, ma allo stesso tempo suggestivo e panoramico. Dopo una discesa per ripido e scosceso pendio in parte roccioso, si raggiunge una sella da cui si continua per sentiero evidente che progressivamente si amplia. Usciti dal bosco ci si immette in una carraia, proveniente da destra, che si segue in direzione della Cima Nuda, altura che il percorso lascia a sinistra effettuando una netta svolta a destra. Dopo un tornante sinistrorso, si confluisce in un’altra carrareccia che si segue a sinistra, raggiungendo in breve uno spiazzo adiacente alla SP 665, ai piedi del boscoso poggio denominato Monte Bastia. Da qui non resta altro che seguire la panoramica strada verso Rigoso, ammirando, lungo il cammino, stupende visuali dell’Alpe di Succiso. Dalle prime case del paese si imbocca la stradina di sinistra, raggiungendo in breve la chiesa e la piazza principale di Rigoso, 1131 m. Da qui si svolta a sinistra e appena dopo a destra, seguendo uno stradello che riconduce sulla provinciale. La si segue a sinistra solo per poco: infatti, raggiunto un bivio evidente (cartelli), si imbocca a destra una carraia in salita (percorso CAI n° 703) in direzione del Lago Squincio. Si segue la carrareccia (percorsa da mezzi di esbosco) fino ad incontrare un bivio dove si ignora una traccia che si stacca a destra. Appena dopo si attraversa una prima area disboscata oltre la quale, ad un bivio, si prende la carraia di sinistra. Seguendo l’ampia traccia si aggira, mediante svolta a destra, una costa, sbucando successivamente in un’area disboscata. Si segue la carraia di esbosco che avanza in leggera salita transitando a fianco di un grosso masso situato alla nostra destra. Oltre una svolta a destra, si presenta un bivio (segnavia) dal quale si prende la mulattiera di sinistra che procede inizialmente in salita. Dopo il primo strappo, il percorso avanza pianeggiando a mezza costa, attraversando alcune pietraie e procedendo all’interno di un ambiente boschivo di rara bellezza. Mediante breve risalita si guadagna il dorso di una costa e doppiata quest’ultima si scende leggermente fino ad approdare in un ripiano prativo dove alla nostra destra è situato il Lago Squincio, 1238 m, chiuso ad occidente da una diga. Piegando invece a sinistra si raggiunge un bivio (cartelli), dove si imbocca il sentiero n° 703C in direzione della diga del Lago Paduli. La traccia perde quota compiendo subito una netta curva a destra ed effettuando in seguito altre svolte. Poi si scende a fianco di una linea elettrica e si continua a scendere fino a mettere piede nella SP 665 a poca distanza dalla diga. Si segue l’asfalto a sinistra raggiungendo in breve un bivio dove si svolta a destra in direzione di Miscoso e Ramiseto. Si attraversa il ponte stradale antistante la diga del Lago Paduli e al primo bivio (tabella e cartelli) si prende a destra un’ampia traccia in salita delimitata a destra da una recinzione. Raggiunto subito dopo un altro bivio (cartelli), si piega a sinistra in direzione del Rifugio Sarzana, proseguendo sempre a sinistra al successivo bivio collocato nei pressi di un cippo. Si segue lungamente la bella e comoda mulattiera (percorso CAI n° 659) dapprima in lieve/moderata pendenza, poi perlopiù in piano/leggera salita. Più avanti si contorna il margine sinistro di una piccola torbiera e si prosegue attraversando in seguito un’area di rado bosco. Guadato il Rio Garzoli, si sale in moderata pendenza fino a valicare una costa boscosa. Poco dopo si incontra un bivio (cartelli) dove si abbandona il sentiero n° 659 imboccando a sinistra il percorso contrassegnato SD (Sentiero dei Ducati) in direzione di Miscoso. La traccia avanza verso est attraversando poco più avanti una radura arbustiva, per poi rientrare nel bosco procedendo perlopiù in quota. Dopo aver oltrepassato una orripilante carraia di esbosco, si continua per il comodo sentiero che dopo un tratto in piano inizia a scendere verso il fondo della valletta formata dal Canalaccio. Si varca quest’ultimo e un suo ramo secondario per poi affrontare una breve ma ripida salita che deposita in una selletta. Si continua per traccia che attraversa un’area di bosco rado, raggiungendo poco dopo un rifugio. Da quest’ultimo si prosegue per carraia che presto va abbandonata imboccando a sinistra un sentiero (segnavia). Dopo aver varcato un ruscello, si sbuca in un’orribile carraia di esbosco che si attraversa rinvenendo sulla destra la prosecuzione del sentiero. Si continua per comoda traccia procedendo in piano a mezza costa ed attraversando un’area di bosco rado. Aggirata una costa boscosa, il percorso avanza verso est a mezza costa in piano e leggera discesa. Dopo un paio di svolte, si continua sempre a mezza costa attraversando una sequenza di tre solchi (appena dopo aver varcato il terzo canale, la traccia giusta è quella che avanza in salita e non quella che si stacca a sinistra in piano). Successivamente, procedendo a saliscendi, si attraversano altri due fossi, per poi scendere all’interno di un’area di bosco rado. Dopo una svolta a destra, ci si immette in un’ampia traccia che si segue a sinistra raggiungendo un bivio, situato in località Costalta, dove si prosegue diritto. Si continua per mulattiera, sbucando poco dopo in una bella radura dove si svolta a sinistra. Al successivo bivio, situato nei pressi di un’altra radura, si prende la traccia di sinistra, effettuando in seguito un’ampia curva verso destra. Il percorso asseconda successivamente il dorso di una panoramica costa che offre notevoli visuali, soprattutto verso il Monte Palerà. La bella mulattiera/carraia si sposta poco dopo a destra scendendo nel bosco (ad un bivio si ignora una traccia che si stacca a destra), per poi salire leggermente per un breve tratto. Si continua a perdere quota per la panoramica carraia confluendo più in basso in un’altra traccia. Giunti ad un bivio, si prosegue a sinistra verso Miscoso, raggiungendo poco dopo l’edificio della Pro Loco Capo D’Enza. Oltre quest’ultimo si rientra nel bosco e si continua a scendere per bella mulattiera, effettuando in ultimo una svolta a sinistra fino a rimettere piede nella SP 15, proprio di fronte al ristorante “La Montanara”.

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