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Monte Ventasso: anello da Ramiseto

12 Dic

 

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Punto di partenza/arrivo: Bora di Ramiseto 800 m

Dislivello: 927 m

Durata complessiva: 5,30/6 h

Tempi parziali: Bora di Ramiseto-Fonti di Santa Lucia (1/1,15 h) ; Fonti di Santa Lucia-Bivacco Le Cadoniche (1 h) ; Bivacco La Cadoniche-sommità Monte Ventasso (1,20 h) ; sommità Monte Ventasso-Lago Calamone (35 min) ; Lago Calamone-Mulino di Montemiscoso-Ramiseto (1,30 h)

Difficoltà: EE il seguente tratto: sentiero n° 663-targa Charlie Alpha-sentiero n° 661-sommità Monte Ventasso ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: agosto 2017

Accesso stradale: Reggio Emilia-S. Polo d’Enza-Vetto d’Enza-Ramiseto. Dal centro di quest’ultima località, ci si dirige verso Cervarezza, parcheggiando l’auto nell’ampio spiazzo adiacente al Market Ponte (località Bora di Ramiseto)

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Anello di notevole interesse che permette un’approfondita conoscenza del versante Lonza del Monte Ventasso. L’itinerario proposto implica un fuori-sentiero che consiste nella risalita dell’ampia pietraia che caratterizza questo versante della montagna. In questo tratto si procede di masso in masso con un’ascesa in alcuni punti faticosa ma molto appagante dal punto di vista panoramico. Poi, una volta messo piede nell’esposto sentiero n° 661, lo si segue fino in vetta. Per la discesa, dopo aver raggiunto lo spettacolare Lago Calamone, si utilizza il sentiero n° 667 e poi n° 680, che permette un lento e rilassante rientro in valle.

Dalla parte finale di Bora di Ramiseto, in direzione di Cervarezza, si imbocca a destra una ripida stradina asfaltata (Via Fonda) e la si segue fino al suo termine. Si continua poi per carraia che procede piuttosto ripidamente alla base di erti pendii erbosi. Poco dopo si penetra nel bosco, avanzando sempre in sostenuta salita, fino a costeggiare dei bellissimi prati situati alla nostra sinistra. Più in alto si incontra una maestà e si prosegue per ripida mulattiera confluendo infine in un’ampia traccia proveniente da Canova. La si segue a destra in salita abbastanza sostenuta (in un tratto è visibile il selciato originario), fino a giungere ad un bivio dove si prende la traccia di sinistra che procede in piano. Poco dopo ci si immette in una bella mulattiera, contrassegnata n° 680, che si segue a sinistra in direzione di Cervarezza/Fonti di Santa Lucia. Il percorso è molto lineare e si sviluppa perlopiù a saliscendi, tenendosi quasi sempre all’interno del bosco, eccetto un paio di tratti in cui si cammina a fianco di una linea elettrica. Dopo una panoramica apertura, la carraia su cui stiamo camminando si trasforma in strada asfaltata che si segue in salita transitando a fianco degli edifici di imbottigliamento dell’acqua. Giunti nell’ampio piazzale delle Fonti di Santa Lucia, si prende a destra il sentiero che sale verso l’omonima chiesetta. Poco prima ci si immette in un’ampia traccia che si segue a sinistra transitando a destra di una casa. Appena dopo si confluisce in un’altra mulattiera/carraia che si segue a destra sbucando sul dorso di una costa. Qui si imbocca a destra un’ampia traccia (percorso CAI n° 665) in decisa salita e, raggiunto un bivio, si prende la carraia di destra (segnavia). Avanzando in lieve pendenza ed effettuando diverse svolte, si confluisce più avanti in un’altra traccia che si segue a destra incontrando subito un bivio dove si prende la mulattiera di destra. Si continua lungamente per il bel percorso, alternando tratti in leggera salita a strappi più ripidi, giungendo ad un bivio dove si sceglie la traccia di destra (si può proseguire anche a sinistra, infatti i due percorsi si ricongiungono appena dopo il bivio). Si prosegue sempre per ampia mulattiera in leggera e moderata pendenza fino ad un bivio dove si piega a destra. Poco dopo si attraversa un ruscello e si avanza successivamente in piano per un breve tratto. Poi il percorso si impenna, effettuando una svolta a sinistra e conducendo ad un ulteriore bivio dove si prosegue a destra. Poco più avanti si effettua un’ampia curva verso sinistra proseguendo, ad un bivio poco marcato, sempre a sinistra. Si giunge successivamente nei pressi di una piccola radura dove si effettua una netta svolta a destra, ignorando una traccia che si stacca a sinistra. Dopo una breve discesa, l’ampia traccia riprende a salire ripidamente per radura arbustiva. Ci si immette poi in una carraia che si segue a destra superando inizialmente un ripido strappo. L’ampia mulattiera si riduce in seguito a sentiero che, dopo una svolta a sinistra, procede a mezza costa. Si oltrepassa una selletta boscosa e si avanza in piano e in leggera discesa, entrando poi in una valletta dove si guada un ruscello. Il percorso continua in modo lineare, varcando un altro ruscello e conducendo infine nei pressi del Bivacco Le Cadoniche1370 m. Si prosegue per ampia traccia abbandonandola quando essa effettua una netta svolta a sinistra: infatti si deve continuare diritto per sentiero che in ripida salita conduce ad una bella apertura panoramica. Dopo un paio di tornanti si rientra nel bosco e si prosegue per un tratto in sostenuta salita. Più avanti la traccia svolta a sinistra e appena dopo a destra contornando il margine destro di una radura arbustiva. Poco dopo si monta sul dorso di una costa che si asseconda per alcuni minuti fino ad incontrare un bivio (cartelli): qui si abbandona il sentiero n° 665 per imboccare a destra il percorso contrassegnato n° 663. Dopo una breve discesa e l’attraversamento di un rio, si ricomincia a salire lievemente per ottima traccia all’interno della faggeta. Poco oltre una piccola pietraia situata alla nostra sinistra, si incontra un bivio (cartello): da qui abbandoniamo il sentiero n° 663 per dirigersi verso il luogo dove il 18/08/1990 precipitò l’elicottero Charlie Alpha. Dal cartello si affronta subito un brevissima salita per pietraia continuando poi in piano per alcuni metri. Senza alcun segnavia con cui orientarsi, dobbiamo spostarci a destra entrando nel bosco, rinvenendo qui una labile traccia. Poco più avanti si sbuca in un’ampia e magnifica pietraia: guardando di fronte a noi, su un grosso masso a destra, dovremmo notare la targa apposta in memoria dei soccorritori deceduti nel terribile incidente. Raggiunta la targa ci si sposta a sinistra iniziando poco più avanti a risalire un ripido pendio formato da grossi blocchi ed erba. Successivamente si riprende ad attraversare, sempre per pietraia, avendo il limite del bosco poco sotto (attenzione alla presenza di diversi blocchi instabili). In seguito si inizia un obliquo ascendente puntando ad alcuni grossi massi situati più in alto alla nostra sinistra (faccia a monte). Raggiunta faticosamente la base del primo, lo si aggira a sinistra, per poi piegare a destra onde risalire il canalino che separa i due grandi massi. Appenda dopo si attraversa a sinistra in direzione di un una crestina, notando alla nostra destra il poderoso monolito roccioso dei Denti della Vecchia. Messo piede sulla crestina, si scende alla bene e meglio nel versante opposto, fino ad approdare sul sentiero n° 661 proveniente dall’Oratorio Maria Maddalena e diretto alla sommità del Ventasso. Si continua lungo la traccia segnata, oltrepassando subito alcuni alberi ed effettuando un esposto traverso di pochi metri. In ripida salita, tendendo poi verso sinistra, si approda sull’esposto dorso di una costa che si segue fino al sommo di questa ripida sezione del percorso. Ci troviamo sulla sinistra del crinale dei Denti della Vecchia, a cui giungiamo dopo una breve salita: andando a destra per traccia, evitando a destra alcune rocce e, infine, superando un facile gradino, si guadagna la sommità del monolito roccioso, caratterizzato da grossi blocchi di arenaria separati da profonde fenditure. Si asseconda il panoramicissimo crinale, oltrepassando una cima secondaria e scendendo alla sottostante ampia sella erbosa. Un’ultima salita precede la magnifica sommità del Monte Ventasso1727 m, da cui si ammira un grandioso panorama a 360°. Dalla cima si ignora a destra il ripido sentiero n° 661 e si prosegue assecondando il suggestivo crinale. Dopo una ripida discesa, la traccia svolta repentinamente a destra: la seguiamo iniziando un bellissimo traverso a mezza costa in cui si tagliano ripidi pendii prativi poco sopra il limite superiore del bosco. In seguito ci si congiunge con il già menzionato sentiero n° 661 e si prosegue in discesa oltrepassando poco dopo una breve fascia boscosa. Al successivo bivio (cartelli), si svolta a destra imboccando il sentiero n° 667 in direzione del non lontano Lago Calamone. La traccia, che perde quota quasi sempre in ripida discesa, permette di ammirare, poco prima del lago, esemplari di faggio di rara bellezza e imponenza. Si approda infine in un’ampia traccia trasversale nei pressi della sponda SW del Lago Calamone1403 m, a poca distanza dal Rifugio Venusta. Seguendo il percorso a sinistra, si transita a fianco del rifugio, per poi risalire lievemente contornando dall’alto la sponda del magnifico specchio d’acqua. Poco più avanti ci si abbassa piegando a destra onde costeggiare il limite occidentale del lago, ammirando altri scultorei esemplari di faggio che hanno pochi eguali. Dopo aver attraversato il Lonza mediante ponticello in legno, si giunge al bivio con il sentiero n° 667 che si stacca a sinistra. Imbocchiamo l’ampia mulattiera effettuando alcune svolte e ignorando a destra una traccia. Più in basso si confluisce in un’altra mulattiera/carraia che si segue a destra. Dopo un tratto in piano, si scende ripidamente effettuando una curva verso sinistra all’interno di un’area disboscata. Rientrati nel bosco, si continua per bella mulattiera fino ad immettersi in un’ampia traccia trasversale che va seguita a sinistra solo per poco (segnaletica insufficiente). Infatti, appena dopo aver attraversato un solco, si deve virare a destra (segnavia) e proseguire in discesa per ampio sentiero. Presto si effettua una svolta a destra varcando nuovamente il solco di prima, perdendo quota alla destra di quest’ultimo. Dopo una curva a sinistra, si attraversa un ruscello, giungendo più in basso nei pressi di una presa dell’acquedotto, dove si deve proseguire lungo la traccia di destra. Riattraversato il ruscello di prima e varcatone un secondo, si effettua una netta svolta a sinistra ignorando un’ampia traccia che si stacca a destra in salita. Dopo una discesa ripida si giunge in un’area di bosco rado, dove si varca un piccolo ruscello, e si prosegue giungendo in prossimità di una radura. Qui il sentiero svolta a sinistra e, poco più avanti, piega ancora a sinistra onde riattraversare l’area di bosco rado. Si penetra poi nella valletta formata dal Torrente Lonza dove si svolta nettamente a destra seguendo un’ampia traccia. Poco dopo, una curva a destra precede l’attraversamento di un ruscello, oltre il quale si confluisce in una mulattiera/carraia che si segue a sinistra in discesa. Il tracciato, che presenta profondi solchi dovuti al passaggio di fuoristrada e mezzi di esbosco, effettua successivamente una svolta a destra: noi lo assecondiamo lasciando a sinistra una traccia. Al sottostante bivio si prende il ramo di sinistra (si può anche proseguire a destra) immettendosi poco sotto nell’altro ramo che si segue a sinistra ignorando una traccia che scende diritto. Dopo un netto tornante destrorso, si confluisce in una carraia di esbosco che si segue a sinistra notando alla nostra destra notevoli esemplari di muretti a secco. Più avanti si penetra nuovamente nella valletta formata dal Torrente Lonza e si prosegue perdendo quota lungo la sua sponda destra orografica. Dopo alcuni minuti si approda in località Mulino di Montemiscoso980 m, dove si prende (cartelli) a destra una carraia in direzione di Cervarezza. Al primo bivio si continua per la traccia di sinistra (segnavia), avanzando comodamente affiancati da belle radure che offrono notevoli visuali del Monte Ventasso. Poco dopo si ignora una carraia che si stacca a sinistra in discesa e si sale leggermente, raggiungendo in seguito un bivio (cartelli) dove si abbandona il percorso n° 667, imboccando a destra l’ampia mulattiera contrassegnata n° 680. Dopo essere transitati a fianco di magnifici prati, si piega a destra scendendo piuttosto ripidamente all’interno del bosco. Più in basso si sbuca in una radura che si discende tenendosi lungo il suo margine destro (la mulattiera è per un tratto impercorribile poiché inglobata da vegetazione invadente). Poi si rientra nel bosco continuando a scendere lungo il percorso principale. Si prosegue per bella mulattiera (tracce che si staccano a destra sono da ignorare) perdendo quota sulla sinistra di un fosso. Dopo essere transitati a fianco di alcune baracche ed aver effettuato una curva a destra, si discende l’ultimo tratto del percorso fino a mettere piede sulla strada provinciale appena prima di un ponte e dell’omonimo market.

 

 

 

 

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