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Monte Ventasso: anello dalla S.S. 63

21 Set

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Punto di partenza/arrivo: spiazzo lungo la S.S. 63 nei pressi del Rio Ricco, 887 m

Dislivello: 970 m ca.

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: S.S. 63-Oratorio S.Maria Maddalena-Monte Ventasso (2,15 h) ; Monte Ventasso-Oratorio S.Maria Maddalena-Nismozza (1, 45 h) ; Nismozza-Cà Manari-Agriturismo Rio Riccò-S.S. 63 (45 min.)

Difficoltà: E (E+ nel tratto Oratorio S.Maria Maddalena-sommità Monte Ventasso)

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: luglio 2017

Accesso stradale: Reggio Emilia-Castelnovo né Monti-S.S. 63 per il Passo del Cerreto. Oltrepassato Carvarezza, si continua per la statale ignorando sinistra il bivio per Busana. Poco dopo si entra nella valletta formata dal Rio Riccò: si può abbandonare l’auto nel grande spiazzo adiacente all’autorimessa A.N.A.S.,oppure in uno slargo situato sulla sinistra, appena dopo il ponte sul Rio Riccò

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Antiche mulattiere, magnifici castagneti e panorami mozzafiato caratterizzano questo percorso, certamente uno degli anelli più interessanti al fine di gustare le bellezze ambientali, nonché gli aspetti più propriamente storici/antropologici del Monte Ventasso.

Appena dopo il ponte sul Rio Ricco, in direzione del Passo del Cerreto, si imbocca a destra un sentiero (cartelli e tabella del percorso CAI n° 661) inizialmente piuttosto infrascato. La traccia effettua alcuni tornanti per poi progredire in direzione nord in moderata pendenza. Stiamo camminando su una splendida e antica mulattiera: la presenza, in diversi tratti, del lastricato originario e i muretti a secco che delimitano il tracciato, sono una chiara testimonianza della storicità ed importanza di questo percorso. Più avanti la traccia effettua alcune piccole svolte, entrando poi nel bosco (la vegetazione risulta, in alcuni punti, piuttosto invadente, segno della ingiustificata trascuratezza di questo percorso). Poco dopo si svolta a sinistra onde cominciare a risalire il pendio boscoso, compiendo in seguito alcuni tornanti ed ammirando lungo il cammino altri splendidi muretti a secco. Progressivamente si penetra nella valletta formata dal Rio Riccò, che si varca poco più avanti mediante ponticello. La traccia guadagna successivamente quota tenendosi a destra del corso d’acqua appena attraversato, per poi spostarsi più a destra e continuare in moderata pendenza. Dopo un ripido strappo, il sentiero vira repentinamente a destra attraversando un ruscello asciutto. Si risale poi una radura per ampia traccia, svoltando più in alto a sinistra ed approdando in un’altra bella radura dove si ha un notevole colpo d’occhio sui “Denti della Vecchia”. Qui occorre abbandonare l’ampia traccia piegando a sinistra (segnavia) per sentiero che attraversa una macchia di vegetazione piuttosto invadente. Si continua per bella mulattiera, giungendo presto in prossimità di un’ampia radura e proseguendo a sinistra di quest’ultima. Si procede per un tratto in piano e, dopo l’attraversamento di un ruscello, si approda in una radura con presa dell’acquedotto. L’ampio sentiero continua in moderata pendenza, svoltando poco dopo a destra ed attraversando in ripida salita un’area con folta vegetazione. Poco più avanti si sbuca in una carraia (cartelli) che si segue a sinistra costeggiando una bella radura. Giunti ad un bivio (cartelli), si abbandona la carraia prendendo a destra un sentiero che in breve conduce ad un altro bivio (cartelli), dove temporaneamente si ignora a sinistra il percorso n° 663 per Nismozza, che seguiremo al ritorno. Saliamo invece a destra in direzione dell’Oratorio di S.Maria Maddalena per ottimo sentiero che guadagna quota effettuando numerosi tornanti. In 20 minuti di cammino (piuttosto faticoso nella parte finale a causa della pendenza più accentuata della traccia) dal bivio di prima, si raggiunge il bel ripiano con conifere dove è situato l’Oratorio di S.Maria Maddalena1502 m, con l’annesso bivacco. Da qui si affronta la salita finale alla volta della sommità del Ventasso: il sentiero che seguiremo non va sottovalutato in quanto ripido e in un tratto decisamente esposto (occorre prestare molta attenzione in caso di terreno bagnato). Dall’oratorio/bivacco si prende a destra (faccia a monte) una traccia che inizia a salire ripidamente tagliando a mezza costa erti pendii. Raggiunta una panoramica costa, la si segue in salita svoltando poi a sinistra verso alcuni alberi situati sotto la base del poderoso monolito di arenaria (i “Denti della Vecchia”). Oltrepassati gli alberi, si effettua un esposto traverso, per poi guadagnare quota in ripida salita. Si approda successivamente sull’arioso dorso di una costa che si segue per poco, giungendo in questo modo al sommo dalla sezione più ripida del pendio. Da qui ci si sposta in direzione del crinale dei Denti della Vecchia, su cui si mette piede poco più in alto (andando a destra per traccia, evitando a destra alcune rocce e, infine, superando un facile gradino, si guadagna la sommità del gendarme roccioso, caratterizzato da grossi blocchi di arenaria separati da profonde fenditure). Si segue il panoramico crinale approdando sulla sommità di una cima secondaria da cui si scende alla sottostante ampia sella erbosa. Un’ultima salita, sempre per crinale, precede la cima del Monte Ventasso1727 m, dove è possibile ammirare un panorama assolutamente grandioso e completo, in particolare verso la Val Secchia e il suo circondario di montagne. Dalla cima si ripercorre il tragitto effettuato in salita, fino al bivio con il percorso n° 663, che si imbocca in direzione di Nismozza. Dopo un prima breve discesa, il sentiero si immette in un’ampia traccia che si segue a destra temporaneamente fuori dal bosco. Successivamente, rientrati in esso, si comincia a perdere quota effettuando alcune svolte, giungendo così in prossimità di un’ampia radura. Qui si abbandona temporaneamente l’ampia traccia su cui stiamo camminando andando a destra per sentiero (segnavia). Raggiunto il Ricovero Ventasso si prosegue attraversando subito un ruscello asciutto, per poi approdare nella già menzionata radura dove ci si ricongiunge con l’ampia traccia abbandonata in precedenza. Si scende verso destra lungo la radura, rientrando poco dopo nel bosco e attraversando nuovamente il ruscello asciutto varcato poco prima. Approdati in un un’altra radura, si deve abbandonare l’ampia traccia fin qui seguita, imboccando a sinistra (segnavia bianco-rosso e cartello dell’Ecomaratona del Ventasso) un sentiero. Poco dopo la traccia attraversa una radura con erba alta, rientrando successivamente nel bosco (alla nostra sinistra possiamo ammirare uno splendido esemplare di faggio). Effettuando diverse svolte si perde quota lungo il pendio boscoso, costeggiando poco più avanti una scarpata formata da ghiaie e rocce scagliose. La traccia prosegue compiendo altre svolte, per poi procedere in piano varcando due ruscelli asciutti. Poco più avanti si esce temporaneamente dal bosco, attraversando a mezza costa un panoramico pendio dove si ha un notevole colpo d’occhio sul Cusna e il Cavalbianco. Successivamente si guada Rio Rondino e si continua nella sponda opposta, penetrando poco più avanti in un bosco di castagno. Dopo una discesa piuttosto ripida, una svolta a destra e un tratto in piano, si discende il pendio boscoso per magnifica e antica mulattiera effettuando una successione di tornanti. Più in basso si transita nei pressi di un grosso masso e si prosegue perdendo quota all’interno dello splendido castagneto. Ci si immette successivamente in una traccia trasversale che si segue a sinistra (segnavia spostato più a sinistra). Tramite bella mulattiera si giunge nei pressi di alcune recinzioni, incontrando poco dopo le prime case che costituiscono la parte alta del paese di Nismozza. Si prosegue per stradello lastricato, piegando appena dopo a destra per sentiero, fino ad approdare nella S.S. 63 nei pressi del ponte sul Rio Rondino. Si va a destra lungo la statale, svoltando poi a sinistra onde entrare nel centro vero e proprio di Nismozza. Si scende per stradello passando a fianco della chiesa, proseguendo poi a destra per viottolo all’interno del borgo antico. Per raggiungere Cà de Manari e l’Agriturismo Rio Riccò, seguiremo una magnifica e antica mulattiera rivalorizzata come percorso artistico. Sono presenti, infatti, diverse realizzazioni scultoree, manufatti di vario genere e grandi foto d’epoca di valligiani, il tutto accompagnato da racconti e componimenti poetici. Più in basso si raggiunge il cimitero del paese dove si prosegue per mulattiera a destra, ignorando subito una traccia che si stacca a destra. Dopo un tratto in piano, si aggira mediante svolta a destra una costa boscosa, incontrando successivamente un bivio da cui si continua a sinistra per mulattiera affiancata da antichi muretti a secco. Si penetra poco più avanti nella valletta formata dal Rio Rondino, incontrando qui la prima “stazione” del percorso artistico. Si guada tramite ponticello il corso d’acqua, per poi risalire brevemente notando alla nostra sinistra altre singolari realizzazioni artistiche. Dopo un tratto piuttosto ripido, ci si immette in un’ampia traccia che si segue a destra, raggiungendo in pochi minuti Cà de Manari754 m (poco prima di quest’ultima, in un ripiano boscoso, possiamo osservare delle grandi foto d’epoca ritraenti alcuni valligiani). Si attraversa il piccolo nucleo imboccando a sinistra dell’ultima casa una mulattiera che sale nel castagneto. Il tracciato effettua subito una netta svolta a sinistra procedendo piuttosto ripidamente, conducendo dopo una curva a destra ad un bivio. Si prosegue diritto (indicazione per l’Agriturismo Rio Riccò) continuando a guadagnare quota per l’ampia mulattiera (si incontrano ai lati altre composizioni artistiche e foto d’epoca). Dopo una repentina svolta a destra, si scende per un breve tratto, giungendo poco più avanti in una radura dove si incontra un bivio. Si piega a sinistra per traccia in salita sbucando, poco sopra, in un’altra bella radura nei pressi dell’Agriturismo Rio Riccò865 m. Dopo un’eventuale sosta, si prosegue per lo stradello d’accesso, fino a sbucare nella statale 63 che si segue a destra, ritornando in breve allo spiazzo dove abbiamo parcheggiato l’auto.

 

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