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Gli Schiocchi del Secchia: anello da Collagna

18 Set

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Punto di partenza/arrivo: Collagna, 814 m

Dislivello: 700 m ca.

Durata complessiva: 5,30/6 h

Tempi parziali: Collagna-Cerreto Alpi (1,30 h) ; Cerreto Alpi-Sentiero degli Schiocchi-Casa Cantoniera (1/1,15 h) ; Casa Cantoniera-Valbona (1,30 h) ; Valbona-Collagna (1,20 h)

Difficoltà: E+/EE il Sentiero degli Schiocchi ; E la restante parte dell’itinerario

Ultima verifica: luglio 2017

Riferimento bibliografico: Daniele Canossini – Le Valli del Secchia e l’Alta Garfagnana – L’Escursionista Editore 2008

Accesso stradale: Reggio Emilia-Castelnovo né Monti-Collagna. Si parcheggia l’auto in uno spiazzo situato in alto a destra, appena entrati nel paese

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Anello di grande interesse paesaggistico, piuttosto impegnativo per lunghezza e presenza di passaggi esposti nel “Sentiero degli Schiocchi”. Quest’ultimo non va sottovalutato e andrebbe intrapreso solo con terreno asciutto. Infatti, in presenza di bagnato, diversi tratti risulterebbero decisamente scivolosi e, di conseguenza, rischiosi. Di non facile reperibilità è il percorso che dalla Casa Cantoniera del Piagneto, situata lungo la S.S. 63 per il Passo del Cerreto, risale la sponda destra orografica della valle del Torrente Biola. Si tratta di una traccia, sebbene appaia in alcune carte contrassegnata come sentiero CAI n° 609, in disuso, che richiede attenzione alla segnaletica, in alcuni punti alquanto sbiadita e disposta in modo sommario.

Dall’ampio parcheggio dove abbiamo abbandonato l’auto, si entra nel centro di Collagna, raggiungendo in breve il bivio con la strada per Vaglie che si imbocca. Si perde quota lungo la panoramica stradina, sottopassando la variante della S.S. 63 e svoltando subito a destra per stradello in salita inizialmente asfaltato, poi sterrato. Poco più avanti si incomincia a scendere prima per carraia, poi per stradello ciottolato, fino a raggiungere il fondo della Val Secchia, dove si attraversa il fiume mediante ponte. Si continua per carraia in salita effettuando una ripida svolta a sinistra ed avanzando successivamente verso SE. Giunti ad un bivio (edicola contenente bassorilievo in marmo), si prende l’ampia traccia di destra mediante la quale si guadagna quota in moderata pendenza. Dopo alcuni minuti occorre tenere d’occhio i segnavia: infatti, si deve abbandonare la mulattiera seguita fino a questo punto, imboccando a destra un sentiero (cartelli). Si cammina all’interno di un magnifico bosco per ottima traccia, attraversando poco più avanti il solco di un ruscello asciutto, por poi continuare in salita sulla destra di quest’ultimo. Giunti sotto un poggetto, il sentiero piega a destra e appena dopo a sinistra, lambendo il sommo del dosso boscoso. In prossimità di una panoramica costa (bella visuale sul Monte Casarola), la traccia vira a sinistra, confluendo dopo un’ultima salita in una mulattiera/carraia trasversale (paletto con cartelli). La si segue a destra con andamento pressoché pianeggiante, attraversando e ammirando un ambiente boschivo di rara bellezza. Dopo una lieve risalita, in corrispondenza di un tornante sinistrorso dell’ampio tracciato, lo si abbandona proseguendo diritto in direzione di Cerreto Alpi (cartello con scritto: “Wild Life Watching Trail Cerreto Alpi” e segnavia bianco-azzurri). Percorriamo ora una magnifica mulattiera, in alcuni tratti con il selciato originario, affiancata a sinistra da pareti di arenaria. Procedendo a saliscendi nella sponda destra orografica della Gola degli Schiocchi, si sbuca, in circa venti minuti dal bivio di prima, nelle vicinanze di Cerreto Alpi921 m. Si attraversa una parte del suggestivo borgo, fino a raggiungere il Canal Cerretano che si oltrepassa tramite ponte, svoltando poi a destra. Si cammina per viottolo all’interno della parte più antica del nucleo e, una volta raggiunto il bar/ristorante “Gian”, si svolta a destra per stradello lastricato. Più in basso, nei pressi di un poggetto con edicola votiva alla base, la bella mulattiera svolta a sinistra e scende serpeggiando verso il fondo della Val Secchia. Giunti nelle vicinanze del Mulino di Cerreto Alpi, tramite ponte si attraversa il fiume e appena dopo si prende a destra un’antica mulattiera che procede in lieve salita, attraversando successivamente una scarpata marnosa. Poco dopo si incontra un bivio non segnato, dove si prende il sentiero di destra (si tratta del “Sentiero degli Schiocchi”) che avanza a mezza costa. Poco più avanti, guardando in basso, si nota il primo dei due ponti sospesi che attraversano la gola del Secchia e, parallelamente alla nostra traccia, si osserva un altro sentiero che va assolutamente ignorato. Dopo una svolta a sinistra, si incontra un primo brevissimo tratto con fune d’acciaio, oltre il quale si intravede sulla destra un invitante pulpito panoramico. Mediante ripida discesa, si approda in un canale che si attraversa, costeggiando successivamente una parete rocciosa che precede una piccola frana. La si attraversa con grande attenzione e si prosegue sotto altre pareti, fino ad oltrepassare un solco cui fa seguito un altro canale caratterizzato dalla presenza di rifiuti (ci troviamo esattamente a perpendicolo sotto la S.S. 63: sembra che i canali in questione venissero sfruttati come piccole discariche). Si prosegue con breve risalita, raggiungendo una pietraia dove la traccia piega a sinistra in salita, per poi riprendere ad attraversare a mezza costa. Più avanti si varca l’ennesimo canale, sovrastato da suggestive pareti di arenaria, continuando poi per sentiero a mezza costa (più in basso si nota un secondo pulpito panoramico). L’attraversamento di un canale (brevissimo tratto di sentiero molto scosceso, attenzione in caso di bagnato!), una lieve risalita e una discesa, precedono un tratto attrezzato con cordino inizialmente metallico, successivamente di nylon. Aiutandosi con la corda e sfruttando alcuni scalini, si discende in obliquo una lastra rocciosa che precede l’attraversamento di un ulteriore solco. La traccia continua costeggiando verticali pareti riducendosi a stretta ed esposta cengia (è presente una fune d’acciaio). Più avanti si attraversa l’ultimo solco, dopo il quale si inizia a risalire per sentiero che poi si allarga a mulattiera. Poco più avanti si giunge in vista di alcuni ruderi, nei pressi dei quali l’ampia traccia svolta a sinistra spegnendosi in un ramo abbandonato della S.S. 63. Si segue l’asfalto a sinistra, immettendosi poco più avanti nel nuovo tratto della statale che si segue in salita effettuando un tornante sinistrorso. Poco dopo si giunge alla Casa Cantoniera del Piagneto877 m, dove si abbandona l’asfalto, imboccando a destra una traccia poco riconoscibile in quanto molto invasa dalla vegetazione. Destreggiandosi tra fastidiosi rovi, si approda poco sopra in un’ampia mulattiera che va seguita a destra. Il tracciato procede inizialmente in piano, per poi risalire restringendosi considerevolmente a causa della folta vegetazione. Segue una ripida salita a sinistra (traccia poco evidente), temporaneamente fuori dal bosco, rientrandovi appena dopo e continuando per mulattiera ampia ma poco marcata. Ad un certo punto, giunti in vista di un tubo con raccordo, si deve piegare repentinamente a sinistra (segnavia): continuando diritto, infatti, si arriverebbe sull’orlo di una grande frana che noi, invece, aggireremo dall’alto. La traccia procede ripidamente in obliquo verso destra ed è ben contrassegnata anche se, in alcuni tratti, poco incavata nel terreno. Raggiunto il vertice della già menzionata frana, il sentiero avanza comodamente a mezza costa allargandosi a mulattiera. Si aggira una costa boscosa, attraversando poco dopo un primo ruscello, cui fa seguito un secondo con presa dell’acquedotto. Qui ci immette in un percorso segnato, proveniente da Cerreto Alpi, che si segue a destra in lieve salita, per poi scendere leggermente fino a guadare il Torrente Biola. Si prosegue per carraia costeggiando in seguito la recinzione delimitante uno splendido castagneto, fino a varcare il Rio Stertarola. Usciti definitivamente dal bosco, si continua per l’ampia traccia che, effettuando alcuni tornanti, risale un panoramico pendio erboso. Raggiunta una selletta (a destra è ben visibile il paese di Valbona) si procede diritto per carrareccia inizialmente in discesa, poi in salita. Si attraversa una magnifica valletta caratterizzata da suggestive stratificazioni e si prosegue guadagnando quota piuttosto ripidamente. Poco più avanti si transita a sinistra di un poggetto ammantato da conifere e si continua per l’ampia traccia fino ad entrare nel nucleo di Valbona1121 m. Si attraversa il paese assecondando i segni bianco-rossi del percorso n° 609, giungendo nei pressi della chiesa e del suo particolare campanile. In corrispondenza del cimitero, si prende a sinistra una ripida carraia, mediante la quale si raggiunge, non senza fatica, la strada asfaltata per il Passo della Scalucchia. Si attraversa l’asfalto e si prosegue per carraia erbosa fino ad un bivio dove si abbandona a sinistra il percorso segnato. Si continua invece a destra per ampia traccia che poco dopo conduce nei pressi di un crinaletto. Si svolta a destra proseguendo per carraia (cartello di divieto di accesso) che procede verso est in leggera discesa sulla destra del crinale. Poco dopo si aggira a sinistra un piccolo dosso erboso, per poi continuare in leggera discesa tenendosi sulla destra della dorsale culminante nel Monte Guardia. Ammirando notevoli visuali panoramiche ed osservando particolari affioramenti calcarei, si perde lentamente quota per l’ampia traccia a mezza costa che più in basso diviene più vaga. Dopo alcune felci si aggira una costa, giungendo in vista di un rimboschimento a conifere collocato in basso a destra rispetto al punto in cui siamo. Ignorando tracce laterali, si scende fino a mettere piede in una carraia che si segue a sinistra in direzione del già menzionato rimboschimento. Raggiunto un casotto in legno, si continua per ampia traccia erbosa effettuando una svolta a sinistra ed ignorando, ad un bivio, una mulattiera infrascata che si stacca a sinistra. Poco dopo si penetra in un magnifico castagneto e si prosegue per il bel tracciato che effettua diverse svolte. Senza possibilità di errore, ci si immette in una bella mulattiera (segnavia del percorso CAI n° 609) che si segue a destra in discesa, raggiungendo infine la strada provinciale Collagna/Pratizzano. Nel lato opposto della strada, appena a destra di una panchina in legno, si scorge la continuazione del percorso segnato. Si scende nel castagneto, immettendosi poco più in basso in una traccia trasversale che si segue a sinistra (segnavia bianco sul tronco di un albero). Poco dopo, in corrispondenza di un tornante destrorso della mulattiera, si nota a sinistra una bella maestà. Si prosegue per l’antico percorso, non molto evidente ma ben segnato, in leggera discesa. Una breve risalita, l’attraversamento di un solco e una discesa, precedono un tornante sinistrorso del tracciato. Poco dopo la mulattiera effettua un secondo tornante (destrorso), confluendo in seguito in un’altra traccia più ampia. La si segue a destra, raggiungendo poco più avanti un’area pic-nic e continuando a risalire fino a sbucare nei pressi alcune case che costituiscono la parte alta del paese di Collagna. Più in basso si mette piede nella S.P. 102 per il Passo di Pratizzano, che si segue a destra per poi svoltare subito a sinistra imboccando Via Don Luca Pagliai. Si attraversa la parte più antica del paese di Collagna, fino a rimettere piede nella provinciale a poca distanza dal parcheggio dove abbiamo abbandonato l’auto, che è situato alla nostra sinistra.

 

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