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Anello dell’Alta Valle Liocca

10 Set

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Punto di partenza/arrivo: tornante sulla strada per Succiso Nuovo, 950 m

Dislivello: 900 m ca.

Durata complessiva: 5,45/6 h

Tempi parziali: tornante sulla strada per Succiso Nuovo-Rifugio Sarzana (2 h) ; Rifugio Sarzana-Ghiaccioni (30 min.) ; Ghiaccioni-Sentiero Federico Barbarossa-Rifugio Rio Pascolo (1,45 h) ; Rifugio Rio Pascolo-Succiso Nuovo-tornante (1, 15 h)

Difficoltà: EE il Sentiero Federico Barbarossa ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: luglio 2017

Accesso stradale: Reggio Emilia-Vetto d’Enza-Ramiseto-Castagneto-Succiso di Mezzo. Dopo quest’ultima località, si prosegue verso Succiso Nuovo parcheggiando l’auto in uno spiazzo in corrispondenza di un tornante sinistrorso

ImmagineStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Magnifico e completo anello in una delle più affascinanti aree dell’Appennino reggiano. Il Sentiero Federico Barbarossa, che dai Ghiaccioni conduce al Rifugio Rio Pascolo, va affrontato solo con ottima visibilità, assenza di vertigini e, in particolare, terreno asciutto. Infatti lungo il tragitto ci si trova spesso ad attraversare ripidi pendii con erba alta che risulterebbero particolarmente insidiosi in caso di terreno bagnato. Il suddetto sentiero non va assolutamente sottovalutato: in alcuni tratti l’esposizione è sostenuta ed un’eventuale scivolata avrebbe conseguenze disastrose. Purtroppo la tendenza a sottovalutare, sottogradare, sminuire l’impegno complessivo di determinate tipologie di percorsi (escursionistici, come anche alpinistici) è una delle tante conseguenze dell’attuale omologazione delle attività montane all’ideologia dello “sportivismo”.

Dallo spiazzo (paletto con cartelli) si imbocca una carraia in leggera discesa (percorso CAI n° 653A) che in breve conduce nel greto del Torrente Liocca. Lo si attraversa (guado difficoltoso o impraticabile in caso di piena) continuando poi per ampia traccia in moderata pendenza. Entrati nel bosco, si giunge in pochi minuti ad un bivio (cartelli) collocato sulla sinistra di un tornante destrorso della carraia. Si va a sinistra per bella mulattiera che avanza pianeggiando all’interno di un magnifico ambiente boschivo. Dopo una leggera risalita e una curva a sinistra, nel punto in cui l’ampia traccia effettua una netta svolta a destra, la si abbandona imboccando a sinistra un sentiero poco evidente (tenere d’occhio i segnavia) che porta ad attraversare il letto asciutto di un rio. Si piega poi a destra per traccia che si allarga a mulattiera, inizialmente in leggera discesa con il fondo non particolarmente incavato e con diverse sterpaglie, segno di una sua scarsa frequentazione. Poco più avanti si guada un ruscello e si continua in leggera salita sbucando infine in una carraia (paletto con cartelli). Si tratta del percorso CAI n° 653 che si segue a destra incontrando, appena dopo il bivio alla nostra sinistra, una fonte. Si prosegue per l’ampia mulattiera in leggera salita, attraversando nuovamente il letto asciutto del ruscello già varcato in precedenza, incontrando, dopo una netta svolta a sinistra, un bivio (cartelli). Qui si abbandona l’ampia traccia e si imbocca a sinistra un sentiero che costituisce la continuazione del percorso CAI n° 653 per il Rifugio Sarzana. La traccia procede in moderata pendenza svoltando poco dopo a destra onde risalire il dorso di una ripida costa boscosa. Successivamente il sentiero piega a sinistra, passando vicino ad alcuni massi, dopo i quali si incontra una prima piazzola di carbonaia. Si continua pianeggiando, poi si svolta a destra attraversando una traccia trasversale e risalendo il pendio boscoso sulla destra di un ruscello. Dopo un’altra piazzola di carbonaia, la traccia piega nettamente a sinistra, conducendo in breve in un ampio ripiano boscoso dove si incontra un bivio dal quale si continua a sinistra per il sentiero n° 657. Tenendo d’occhio i segnavia, si attraversa il ripiano oltrepassando dapprima un ruscello asciutto, per poi piegare a destra onde iniziare la risalita di una sponda boscosa. Poco dopo la traccia effettua un tornante sinistrorso, assecondando successivamente un solco/rampa con a destra delle lastre rocciose ricoperte da muschio. Dopo questo tratto in obliquo ascendente, si effettuano un paio di svolte, oltre le quali occorre piegare a destra ignorando perciò la traccia che continua a sinistra (attenzione ai segnavia). Il percorso si sposta successivamente a sinistra risalendo un pendio boscoso caratterizzato dalla presenza di pietre e massi. Poi la traccia piega a destra e procede a sinistra di un ruscello conducendo ad un piazzola di carbonaia da cui si continua diritto. Segue una svolta a sinistra (tenere d’occhio i segnavia, piuttosto distanti in questo tratto) onde risalire un altro pendio caratterizzato da pietre e massi. Ci si sposta successivamente a destra, raggiungendo un ripiano boscoso che si attraversa orientandosi con i segni bianco-rossi sugli alberi. Si inizia poi a risalire, mediante sentiero a tornanti, una ripida sponda boscosa al sommo della quale si approda in un ripiano dove a destra si intravede quella che potrebbe sembrare una radura. Si tratta invece del Lago Gora, 1425 m, ridotto ormai a torbiera, che si raggiunge con breve deviazione a destra. Dai pressi del lago, il sentiero piega nettamente a sinistra (occhio ai segnavia) risalendo ripidamente con alcuni tornanti la sponda boscosa che separa da un’altra torbiera, il Lago Gomella, 1497 m. Appena prima del lago si svolta a destra procedendo in moderata pendenza, per poi svoltare a destra per sentiero pianeggiante che aggira una costa boscosa. Sempre pianeggiando e in leggera discesa, si approda in un bel ripiano boscoso, da cui si risale il pendio soprastante incontrando poco sopra la deviazione per la Sorgente Bramapane. Poco più avanti il sentiero risale un ripido pendio caratterizzato dalla presenza di grossi massi d’arenaria, conducendo infine al Rifugio Sarzana, 1580 m, collocato a poca distanza dal pittoresco Lago di Monte Acuto. Appena oltre il rifugio, si incontra un bivio dove si prende a sinistra il sentiero n° 659 per i Ghiaggioni e l’omonimo bivacco. Raggiunta l’estremità orientale del Lago di Monte Acuto, si ignora il sentiero n° 657 diretto alla Sella di Monte Acuto e si prosegue diritto (a sinistra, appena dopo il bivio, si stacca un traccia in discesa che conduce ad una fonte). Si procede per un tratto a saliscendi lambendo l’estremità di un lago in estate asciutto, per poi attraversare una pietraia dapprima in falsopiano passando di blocco in blocco e successivamente in leggera discesa. Rientrati nel bosco si procede a mezza costa, in un tratto piuttosto ripidamente, raggiungendo poco più avanti un bivio (paletto con cartelli) collocato sul dorso di una costa. Ignorato a destra il sentiero n° 657A per la Sella di Punta Buffanaro, si continua lungo il percorso n° 659 che inizia a scendere verso la conca dei Ghiaccioni. Si perde quota per ripida traccia che, dopo un tratto in direzione SW, effettua diversi tornanti tenendosi più in basso alla sinistra di una pietraia. Dopo uno spostamento a destra, si scende a fianco di un rio asciutto che si attraversa poco più in basso. Si prosegue varcando un secondo rio e si continua pianeggiando per un tratto, per poi sbucare, dopo un’ultima breve discesa, nello straordinario altopiano prativo dei Ghiaccioni, 1379 m. Il luogo in cui ci troviamo ha pochi eguali in tutto l’Appennino settentrionale in fatto di maestosità e grandiosità: siamo ai piedi del poderoso e severo versante occidentale dell’Alpe di Succiso e verso SW si ergono le bellissime placconate rocciose della Punta Buffanaro. Si attraversano i prati verso est oltrepassando un ruscello ed immettendosi nel sentiero n° 673 che si segue a sinistra. Poco più avanti, dopo un altro ruscello che si attraversa, troviamo il bivio (cartelli) con il sentiero che a destra sale verso il vicino Bivacco Ghiaccioni. Si continua lungo il percorso n° 673 che in breve conduce al guado del Torrente Liocca. Appena dopo è collocato un bivio (cartelli) dove si abbandona il sentiero seguito fino a questo punto, imboccando a destra il percorso contrassegnato n° 673A: si tratta del Sentiero Federico Barbarossa. La traccia, fin dall’inizio piuttosto labile, sale in mezzo all’erba alta per poi piegare a sinistra e attraversare una pietraia. Tenendo d’occhio i segnavia, dopo un breve tratto all’interno del bosco, si raggiunge una radura con piccola pietraia a sinistra e un’altra a destra. Si svolta a destra salendo per qualche metro lungo il margine destro della menzionata pietraia. Poi la traccia piega a sinistra, risalendo appena dopo verso destra un’altra pietraia dove, su un masso rettangolare, si nota un segnavia. Da quest’ultimo, guardando a sinistra, si individua subito un ometto e poco più avanti un altro segnavia su un masso: lo si raggiunge e si attraversa una sequenza di due solchi. Successivamente si deve penetrare e attraversare il canale ovest dell’Alpe di Succiso: guardando in alto a sinistra, si nota un segnavia su un masso e, poco più in alto, un’evidente cengia/rampa, obliqua da destra a sinistra, che dovremo raggiungere e percorrere. Dopo l’attraversamento dell’ampio solco, si sale ripidamente per alcuni metri avendo il canale a destra, per poi piegare a sinistra effettuando un faticoso obliquo ascendente fino a raggiungere il menzionato masso con segnavia. La traccia, dopo un piccolo ripiano prativo di ineguagliabile bellezza, continua a guadagnare quota in ripida salita a destra di un profondo canalone. Giunti ad un segnavia, si piega a sinistra portandosi all’interno del solco, rimontandolo per alcuni metri fino ad un altro segnavia dal quale si attraversa a sinistra uscendo così dal canale. Per esile traccia si raggiunge poco dopo un paletto in legno ben visibile dal basso: qui ha inizio la cengia/rampa che costituisce il “grimaldello” onde completare l’attraversamento dell’aspro e scosceso versante ovest dell’Alpe di Succiso. Giunti a questo punto, è necessaria un’attenta valutazione delle condizioni del terreno: in presenza di erba bagnata, o lingue nevose (a meno che non si disponga di picozza e ramponi), è assolutamente sconsigliato proseguire! Dal paletto, per sentierino scosceso si risale brevemente un ripido canalino con massi, per poi spostarsi a sinistra onde assecondare faticosamente una rampa ghiaiosa. Raggiunto un poggetto panoramico, si aggira un costa e si sale per qualche metro, attraversando appena dopo un ripido canale erboso. Si prosegue per cengia/rampa per traccia costantemente esposta, attraversando poco più avanti un altro ripido canale e montando sul dorso della successiva costa. Segue un delicato ed esposto traverso su ripido pendio con erba alta (attenzione!), per poi risalire per rampa raggiungendo infine il filo della erbosa cresta NW dell’Alpe di Succiso. Da questo momento il percorso si sviluppa pressoché in quota attraversando interamente il versante NW della montagna in direzione della evidente cresta/dorsale settentrionale. Si continua quindi per sentiero che a mezza costa, tra cespugli di mirtillo, conduce in un ripido solco, caratterizzato da lastre di arenaria, che si attraversa affrontando un breve e facile passo d’arrampicata. Segue una sequenza di ben cinque solchi/canali (ingombri di neve fino a tarda primavera) che si attraversano. Assecondando attentamente la poco marcata traccia nell’erba alta, si punta al non lontano profilo della dorsale nord, varcando altri due canali di cui il secondo è quello più largo. Raggiunto l’ampio filo dell’appena menzionata dorsale, si sale per un breve tratto per esso, piegando poi a sinistra in direzione del vicino limite superiore della boscaglia. Si continua scomodamente per traccia scoscesa attraversando in questo modo il profilo della dorsale. Dopo un breve tratto all’interno del bosco, si svolta a destra raggiungendo una crestina formata da grossi blocchi e risalti di arenaria. Il Rifugio Rio Pascolo è davanti a noi e per raggiungerlo è sufficiente continuare per traccia a mezza costa fino ad approdare ad un bivio collocato poco sotto il rifugio/bivacco. Dal bivio si scende a sinistra in direzione di Succiso Nuovo imboccando il percorso n° 655. Dopo i primi 5 minuti di discesa all’interno del bosco, ad un bivio poco evidente (ometto), si svolta a sinistra per larga traccia, ignorando a destra i segnavia del sentiero n° 669B. L’ampia mulattiera (CAI n° 655), che conduce in circa un’ora di rilassante cammino a Succiso Nuovo, è molto evidente e senza bivi che possono trarre in errore, perciò non abbisogna di descrizioni esplicative. Una volta raggiunta la chiesa del paese, si attraversa la sottostante strada asfaltata, scendendo mediante sentiero al rinomato Agriturismo “Valle dei Cavalieri”. Da qui si svolta a sinistra per stradina affiancata da villette abbandonandola al primo bivio, imboccando un viottolo in discesa che conduce nella strada asfaltata proveniente dal Succiso di Mezzo. Si segue l’asfalto a sinistra ritornando dopo alcuni minuti al tornante destrorso della strada in corrispondenza del quale abbiamo parcheggiato l’auto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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