RSS

Monte Casarola: anello dal Passo della Scalucchia

03 Set

100_8731 (FILEminimizer)

Punto di partenza/arrivo: Passo della Scalucchia 1368 m

Dislivello: 630 m ca.

Durata complessiva: 4/4,30 h

Tempi parziali: Passo della Scalucchia-Capiola (45 min) ; Capiola-sentiero n° 651-Monte Casarola (1,15/1,30 h) ; Monte Casarola-sentiero n° 667-Passo della Scalucchia (2 h)

Difficoltà: E+

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo (utili i bastoncini da trekking)

Ultima verifica: giugno 2017

Accesso stradale: Reggio Emilia-Castelnovo né Monti-Collagna-Vallisnera-Passo Pratizzano ; Parma-Traversetolo-Vetto d’Enza-Ramiseto-Montemiscoso-Passo Pratizzano. Poco dopo il valico (prima se si proviene da Ramiseto) si imbocca a sinistra (destra se si proviene da Ramiseto) la stretta e panoramica stradina per il Passo della Scalucchia e Succiso. Superato il bivio per Valbona, si prosegue ancora per 2 km circa, abbandonando l’auto in uno spiazzo a sinistra poco sotto il Passo della Scalucchia.

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Splendido anello in una delle più importanti e maestose montagne dell’intero Appennino reggiano. L’itinerario proposto implica il raggiungimento della sommità del Monte Casarola mediante il sentiero n° 651 che, seppur poco frequentato, non pone grandi problemi di individuazione grazie all’ottima segnaletica CAI. Il suddetto sentiero, nella parte superiore, asseconda costantemente la dorsale sud-orientale del monte, molto panoramica e dal carattere alpestre. Escursione da gustare con lentezza, passo dopo passo.

Dallo spiazzo (cartelli e pannello con cartina) ci si incammina lungo una carraia pianeggiante contrassegnata CAI n° 667B (si tratta dell’antica Via Parmesana). Il tracciato si mantiene pressoché in quota, perlopiù all’interno del bosco, ma con qualche apertura panoramica. Si continua lungamente per la bella mulattiera/carraia, transitando sotto interessanti stratificazioni e varcando alcuni ruscelli. Dopo circa 20 minuti di cammino dal punto iniziale si incontra un bivio dove si prosegue a sinistra (è possibile continuare anche a destra, infatti i due percorsi si riuniranno in seguito), raggiungendo subito dopo una costruzione adibita a ricovero (si tratta del Bivacco Pra Po). Si prosegue per traccia piuttosto labile, attraversando inizialmente un’area umida, per poi rientrare nel bosco e procedere in leggera salita ricongiungendosi in questo modo con la carraia abbandonata in precedenza. Si ignora a destra il percorso n° 669 che sale alla Buca del Moro e si prosegue a sinistra lungo l’ampia traccia che poco più avanti si restringe a sentiero. Seguendo quest’ultimo, si procede inizialmente in discesa poi in leggera salita, raggiungendo inifine, dopo l’aggiramento di una costa boscosa e un’ultima breve discesa, un magnifico ripiano prativo in località Fonti di Capiola1332 m. Il luogo in cui ci troviamo ha pochi eguali in fatto di bellezza e maestosità: siamo infatti al cospetto di una grande e imponente montagna, il Monte Casarola, che proprio verso est degrada con ripidi pendii prativi delimitati da coste in parte rocciose. Dopo aver guadato il Fosso delle Polle, si prosegue lungo il percorso n° 677 ancora per poco: infatti, raggiunto il bivio (cartelli) con il sentiero n° 651 diretto alla sommità del Casarola, lo si imbocca. Si risale inizialmente un pendio prativo per traccia piuttosto flebile, prestando attenzione ai ben posizionati segni bianco-rossi. Si penetra successivamente nel bosco, svoltando prima a sinistra e poi a destra (tenere d’occhio i segnavia). Il percorso inizia da questo momento a guadagnare quota in ripida salita, spostandosi successivamente verso sud. Raggiunta una piazzola di carbonaia, si continua per l’ottima traccia che effettua alcuni tornanti, risalendo in questo modo una ripida sponda boscosa. In seguito il sentiero vira a destra attraversando una fascia di bosco divelto, per poi rientrare nella faggeta riprendendo a salire ripidamente. Poco più in alto si sbuca all’aperto, alla base di ripidi pendii prativi che si risalgono in obliquo ascendente. Dopo uno strappo molto ripido e faticoso ci si riavvicina al limite del bosco, approdando poco dopo nei pressi di una bella conchetta, dove la traccia sembra temporaneamente perdersi. Da un paletto con segno bianco-rosso, guardando a sinistra si nota uno sbiadito segnavia su un masso: ci si dirige verso quest’ultimo, continuando poi per traccia più evidente che, dopo un tratto a mezza costa, sale a destra in direzione del vicino dorso della Costa della Brancia, che rappresenta la nostra direttrice al fine di guadagnare la sommità del monte. Da questo momento il percorso diviene molto evidente e non abbisogna, perciò, di particolari spiegazioni. Si procede assecondando lo spettacolare dorso del crinale fino a raggiungere la sommità di un primo dosso, da cui si scende alla sottostante selletta. Si riprende poi a salire ripidamente, restando quasi sempre sul filo della dorsale (in un tratto appena a sinistra di esso) ed oltrepassando alcune roccette. Sempre assecondando il regolare crinale erboso (notevoli le visuali sul Vallone dell’Inferno e sulla Val Secchia), si giunge in un piccolo ripiano da cui si punta ad una breve fascia di roccette che si supera o aggira. La traccia continua ad assecondare il filo della dorsale ancora per un tratto, procedendo poi parallelamente e più in basso rispetto quest’ultimo. Quando il sentiero sembra perdersi, si punta ad un segnavia, collocato più in alto a destra rispetto al punto un cui siamo, raggiunto il quale ci si avvicina alla soprastante fascia di massi e roccette che si supera direttamente, giungendo in vista della croce di vetta. In breve si approda sulla magnifica cima del Monte Casarola1978 m, da cui si ammira un panorama davvero impareggiabile. Per la discesa si utilizza il sentiero n° 667 che per un tratto asseconda la dorsale settentrionale della montagna. Dalla cima ci si dirige, per bella e panoramica cresta, verso un poggio alla cui sommità è collocata una vistosa piramide di sassi. Poi si inizia a scendere piuttosto ripidamente superando, più in basso, una fascia di rocce scagliose con fastidioso ghiaino: un tratto, quest’ultimo, che in presenza di bagnato potrebbe risultare molto scivoloso. Si continua lungo la dorsale nord, che degradando verso valle si allarga notevolmente, ancora per poco: infatti il sentiero svolta repentinamente a destra onde assecondare il dorso della panoramica Costa del Mainasco. Più in basso la traccia si sdoppia: possiamo seguire il sentiero di sinistra, che si allontana dal crinaletto per poi riprenderlo poco sotto, oppure continuare lungo il filo della dorsale discendendo un ripido risalto. Ricongiuntisi con il sentiero di sinistra, si segue il dorso della costa ancora per poco. Infatti, giunti in vista di un paletto con segnavia, si svolta repentinamente a sinistra per bel sentierino “intagliato” tra cespugli di mirtillo. Si perde quota perlopiù in direzione NW ammirando ampie visuali sul Ventasso e la Val Secchia. Poco più avanti si penetra nel bosco assecondando il dorso di una costa per ottimo sentiero che si mantiene per un buon tratto nei suoi pressi. La traccia si sposta successivamente a destra rispetto la menzionata costa, scendendo comodamente all’interno del bosco e attraversando una radura. Poco dopo si giunge in località Buca del Moro1475 m, dove si incontra un doppio bivio (cartelli): al primo si ignora a destra il sentiero n° 669, mentre al secondo si tralascia a sinistra un’altro sentiero (marcato sempre n° 669) che conduce al Rifugio/Bivacco Rio Pascolo. Si continua diritto scendendo all’interno del bosco, per poi risalire una dorsale temporaneamente fuori dalla vegetazione, spostandosi successivamente a destra per comoda traccia in leggera discesa e in piano. Si svolta poi a sinistra, discendendo obliquamente una radura che regala notevoli visuali sulla Val Secchia e il suo circondario di montagne. Rientrati nel bosco, se ne esce poco più avanti onde risalire una dorsale prativa dove si incontra un bivio (cartelli) da cui si prosegue diritto. Lambita la panoramica sommità del Monte Piano, 1419 m, si rientra nel bosco e si continua per l’ottimo sentiero affrontando anche una brevissima contropendenza. Dopo una svolta a sinistra, il tracciato scende alternando bucoliche radure a macchie boscose, riconducendo infine allo spiazzo dove abbiamo parcheggiato l’auto.

 

 

Annunci
 

Tag: , , , ,

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: