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Monte Alto: cresta nord-est e crinale est

09 Giu

100_8301 (FILEminimizer)La cresta nord-est del Monte Alto

Punto di partenza/arrivo: Passo del Cerreto 1261 m

Dislivello: 650 m ca

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: Passo del Cerreto-Passo dell’Ospedalaccio-Sorgenti del Secchia (1/1,15 h) ; Sorgenti del Secchia-Passo di Pietra Tagliata (40 min) ; Passo di Pietra Tagliata-cresta NE Monte Alto-sommità Monte Alto (30 min) ; sommità Monte Alto-crinale E-Passo dell’Ospedalaccio-Passo del Cerreto (2,15 h)

Difficoltà: EEA (tratti medio/facili ; A/B) il percorso attrezzato lungo la cresta nord-est del Monte Alto ; EE il crinale est ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da ferrata (per la Cresta Nord-Est del Monte Alto)

Ultima verifica: giugno 2017

Accesso stradale: Reggio Emilia-Castelnovo né Monti-Collagna-Passo del Cerreto ; Parma-Traversetolo-S.Polo d’Enza-Vetto-Ramiseto-Cervarezza-Collagna-Passo del Cerreto

map (1)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Percorso del massimo interesse che implica la concatenazione di due creste/crinali tra i più spettacolari di tutto l’Appennino emiliano.

Dal Passo del Cerreto, nel retro dell’omonimo albergo e ristorante, si imbocca il sentiero 00 che procede in piano all’interno del bosco. Dopo alcuni saliscendi e belle radure che si attraversano, si raggiunge un magnifico ripiano prativo ai piedi del ripido fianco sud-est del Monte Alto. Poco più avanti è situato il Passo dell’Ospedalaccio1271 m, raggiunto il quale ci si innesta in una carraia che si segue a destra per poche decine di metri. Raggiunto un bivio evidente (cartelli), si piega infatti a sinistra guadagnando quota per ripida traccia, fino ad incontrare un altro bivio dove si abbandona il percorso 00 che si inerpica lungo l’erta dorsale del Monte Alto. Si continua invece a destra per l’ottimo sentiero contrassegnato n° 671, che procede in leggera e moderata salita tagliando a mezza costa i pendii prativi alle pendici del Monte Alto. Entrati nel bosco, si raggiunge una fontana, per poi affrontare un ripido strappo che precede una panoramica costa. Qui il sentiero piega repentinamente a sinistra procedendo per un tratto in discesa, conducendo poco più avanti all’interno di uno straordinario anfiteatro di origine glaciale in località Prataccio 1509 m. Dal bivio con cartelli, si prosegue a sinistra in direzione del Passo di Pietra Tagliata, attraversando l’intero ripiano prativo e transitando a fianco di un caratteristico masso. Si rientra brevemente nella faggeta per poi uscirne poco dopo, giungendo in una bella e selvaggia valletta dove si trova la Sorgente del Secchia1536 m. Si continua lungo il sentiero n° 671 che dopo un ultimo tratto nel bosco comincia ad inerpicarsi alla base del severo versante meridionale dell’Alpe di Succiso. L’ottima traccia guadagna quota effettuando alcuni tornanti, conducendo infine ad una caratteristica forcella “intagliata” fra risalti di arenaria macigno: siamo, infatti, in località Passo di Pietra Tagliata, 1779 m, punto di incontro del crinale sud dell’Alpe di Succiso con la cresta nord-est del Monte Alto. Ci dirigiamo verso quest’ultimo, iniziando immediatamente a risalire una lastra rocciosa aiutandosi con un cavo d’acciaio. Si continua successivamente per pietraia, giungendo così al sommo del primo risalto da cui si ammira il poderoso gendarme che andremo a scavalcare. Aggirato a sinistra uno spuntone, si raggiunge il vertice di un groppo dove si incontra il primo tratto di ferrata.

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Si affronta una discesa molto ripida, sfruttando, oltre il cavo, una staffa e buoni appoggi naturali (B). Dopo questo primo tratto attrezzato, si aggira a sinistra un altro risalto e si continua lungo la bellissima cresta guadagnando la panoramica sommità di un dosso (una liscia lastra rocciosa va aggirata a sinistra). Si scende per esile traccia e si risale ripidamente in direzione del già menzionato gendarme, dove è ben visibile il cavo d’acciaio del secondo e più interessante tratto di ferrata. Raggiunto l’inizio delle attrezzature, si risale una facile rampa (A/B), per poi iniziare un’entusiasmante scalata d’aderenza per placca liscia ed esposta (B/C il primo tratto, poi B). Approdati sull’aerea cima del gendarme, si traversa espostamente (A/B) assecondando la crestina sommitale, e con un passo un po più impegnativo (B) si giunge al vertice di una verticale paretina. La si discende con attenzione, utilizzando inizialmente buoni appoggi naturali, poi un’utilissima staffa (B/C). Qui termina il percorso attrezzato che, a sua volta, costituisce una sezione a se stante del più lungo Sentiero Attrezzato dei Groppi di Camporaghena. Si continua aggirando uno spuntone esposto, per poi congiungersi con il sentiero segnato tramite il quale si guadagna, non senza fatica, la notevole cima del Monte Alto1904 m, da cui si ammirano visuali davvero grandiose. Per la discesa seguiremo il magnifico crinale sud-est lungo il percorso contrassegnato 00. Si tratta di un sentiero che richiede molta attenzione per la presenza di tratti esposti in cui è necessario appoggiare le mani sulla roccia. Inoltre i segnavia bianco-rossi sono estremamente sbiaditi, rendendo in alcuni punti non immediato il reperimento del giusto percorso da seguire. Dalla sommità si procede verso sud, iniziando poco più avanti a scendere lungo il ripido crinale fino ad una netta svolta a sinistra del sentiero (paletto con cartello). Si continua a mezza costa nel versante lunense, rimettendo piede, dopo una ripida discesa, nella dorsale spartiacque. Segue uno dei tratti più delicati dell’intero percorso: si deve rimontare un’esposta e affilata crestina che costituisce il sommo di una lastra rocciosa che degrada nel versante Secchia. Ci si arrampica con attenzione lungo il filo (I°), oppure ci si tiene inizialmente a sinistra obliquando poi a destra. Successivamente ci si deve calare a destra (versante lunense) discendendo ripide roccette con erba (I°) che richiedono molta attenzione. Si prosegue lungo il magnifico crinale, giungendo poco dopo all’inizio di un altro tratto piuttosto delicato: si deve attraversare, tenendosi poco sotto il filo di cresta, un’altra lastra rocciosa, per poi discendere a destra un ripido risalto di pochi metri (I°+). Dopo questo secondo ostacolo si continua per la dorsale spartiacque in direzione di una cima secondaria, la cui sommità si guadagna dopo aver superato, in obliquo a sinistra, un risalto formato da grossi blocchi. Dalla panoramica cima si scende ripidamente lungo il crinale, assecondandolo costantemente seguendo la traccia del percorso 00. In seguito si devono scavalcare alcuni groppi prestando attenzione ai segnavia molto sbiaditi. Raggiunta l’ultima quota si scende per un tratto a destra del roccioso filo della dorsale, per poi incominciare a discendere il ripido profilo sud-est della montagna in direzione del sottostante e ben visibile Passo dell’Ospedalaccio. La traccia effettua diversi tornanti e, in alcuni punti, non è particolarmente evidente, per cui occorre prestare attenzione ai pochi segnavia presenti e a qualche ometto. Più in basso si incontra il bivio con il sentiero 102 che si stacca a destra e che si ignora. Un’ ultima ripida discesa a destra di un solco precede il bivio, incontrato durante l’ascesa, con il sentiero n° 671. Si segue a ritroso il percorso effettuato in salita fino al Passo del Cerreto.

 

 

 

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Una risposta a “Monte Alto: cresta nord-est e crinale est

  1. newsosservatorioraffaelli

    9 giugno 2017 at 9:27

     

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