Il Monte Bragalata dal ponte sul Torrente Cedra

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Punto di partenza/arrivo: ponte sul Torrente Cedra, 1041 m

Dislivello: 820 m ca

Durata complessiva: 4,30/5 h

Tempi parziali: ponte sul Torrente Cedra-bivio sentiero 709A (45 min) ; bivio sentiero 709A-Rio Frasconi (30 min) ; Rio Frasconi-Laghi di Compione (30 min) ; Laghi di Compione-Passo di Compione-Monte Bragalata (25 min) ; Monte Bragalata-Passo Giovarello-Lago Martini (15/20 min) ; Lago Martini-Capanna Cagnin (20 min) ; Capanna Cagnin-diga Lago Verde-sentiero 709A-bivio sentiero 709 (50 min) ; bivio sentiero 709-ponte sul Torrente Cedra (35 min) 

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: maggio 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Monchio delle Corti. Da quest’ultima località, il cui centro vero e proprio è collocato più in alto a destra rispetto la Massese, si continua in direzione del Passo del Lagastrello. Poco dopo, in località Trincera, occorre voltare a destra imboccando la strada per Pianadetto e Valditacca. Effettuando alcuni tornanti, si giunge in prossimità della prima località e si prosegue in direzione di Valditacca, svoltando a destra prima del paese vero e proprio. Imboccata la stretta stradina per il Passo della Colla, la si segue abbandonandola dopo neanche 1 km, scendendo a sinistra per sterrata che in breve conduce al ponte sul Torrente Cedra prima del quale si parcheggia l’auto 

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Descrizione dell’itinerario 

Notevole anello che permette la conoscenza di un settore molto appartato dell’Alta Val Cedra di grande interesse ambientale e panoramico. 

Dal ponte sul Torrente Cedra ci si incammina lungo una larga e comoda carraia contrassegnata CAI n° 709. Si guadagna quota in costante e mai ripida salita effettuando diversi tornanti, progredendo nella parte alta in direzione SE e S. Dopo aver costeggiato un ruscello, si raggiunge un capanno in lamiera oltre il quale si incontra un bivio (paletto con cartelli). Si continua a sinistra per bella mulattiera che in moderata pendenza, contornando una sorta di conca/avvallamento, conduce ad un altro bivio. Trascurato a sinistra il percorso CAI n° 709B per il Lago Ballano, si raggiunge un terzo bivio: a sinistra si stacca la traccia contrassegnata n° 709A (da cui torneremo), mentre a destra prosegue il sentiero n° 709 diretto al Rio Frasconi e ai Laghi e Passo di Compione. Seguiamo quest’ultimo avanzando in lieve salita, procedendo parallelamente ad una costa boscosa che si valica poco più avanti. Si prosegue per sentiero un po’ più labile che guadagna quota con alcune svolte restando sempre nei pressi o in corrispondenza della costa boscosa di prima. Dopo una breve discesa e una svolta a sinistra in cui si costeggia un grosso masso, si approda in un bel ripiano boscoso. Orientandosi con i puntuali segnavia, ci si sposta progressivamente a destra lambendo e attraversando un ruscello. Successivamente si giunge alla base di un ripido fianco boscoso con fasce rocciose, che si risale inizialmente in obliquo verso N. Dopo un tornante sinistrorso si avanza ai piedi di strapiombanti pareti d’arenaria raggiungendo successivamente il margine inferiore di una pietraia. Si procede alla base di quest’ultima ed effettuato un tornante sinistrorso si transita a fianco di un faggio centenario. Il percorso conduce poi su una costa che costituisce la sponda sinistra orografica di uno spettacolare rio caratterizzato da lastre rocciose. Attraversato poco più avanti il corso d’acqua, si effettua qualche svolta fino a lambire il sommo della sponda sinistra orografica della valletta formata dal Rio Frasconi. Dopo pochi minuti si raggiunge un bivio (cartelli) dove il sentiero n° 711 prosegue diritto verso Sella Pumacciolo, mentre noi volgiamo a sinistra andando a guadare il Rio Frasconi. Al bivio che si presenta subito dopo (paletto con cartelli), trascurata a sinistra la continuazione del sentiero n° 711 diretto al Lago Verde, si prosegue a destra lungo il percorso n° 709. La traccia, invero poco evidente (tenere d’occhio i ben posizionati segnavia bianco-rossi), volge subito a destra riconducendo in prossimità del corso d’acqua, per poi svoltare a sinistra. Senza perdere di vista i segnavia, ci si sposta in direzione del Rio Grotta (la cui valle risaliremo) che si attraversa. Poco più avanti si sbuca in una radura con folta vegetazione dove si trovano dei suggestivi ruderi che il percorso costeggia. Il sentiero rientra successivamente nella faggeta avanzando in pendenza piuttosto sostenuta, presentandosi sassoso e poco evidente. Usciti definitivamente dalla vegetazione, si continua nella sponda sinistra orografica del magnifico vallone di origine glaciale del Rio Grotta. La traccia diviene ora piuttosto incerta: è necessario orientarsi con i ben posizionati ometti e i segni bianco-rossi. Dopo un tratto in cui si procede diritto parallelamente al menzionato rio, situato più in basso rispetto al punto in cui siamo, occorre svoltare repentinamente a destra (paletto con segnavia) e salire per interessanti lastre d’arenaria. volgendo poco dopo a sinistra (segnavia ben posizionati), si guadagna quota in direzione S per terreno cespuglioso, ammirando un paesaggio che ha pochi eguali in tutto l’Appennino parmense. Più avanti si attraversa un ruscello oltre il quale, in corrispondenza di uno stagno, si deve piegare repentinamente a destra per sentiero piuttosto labile. Poco dopo ci si immette in una traccia trasversale che si segue a destra raggiungendo in breve il magnifico Lago Inferiore di Compione, 1681 m. Si continua lungo il sentiero segnato assecondando il bordo della morena che chiude a settentrione il ripiano in cui è situato il lago, raggiungendo in breve un bivio (cartello) dove si prosegue a sinistra (percorso n° 709). Ignorata una traccia a sinistra, si contorna inizialmente un laghetto per poi iniziare a salire piuttosto ripidamente per sentiero poco marcato. Dopo l’attraversamento di un solco, la traccia si impenna ulteriormente dirigendosi verso la vicina insellatura di crinale. Dal Passo di Compione, 1793 m, si volge ad E alla volta della vicina sommità del Monte Bragalata, che si guadagna dopo aver superato un ripido strappo proprio sul filo della dorsale spartiacque. Raggiunta la cima più elevata, 1856 m, si scavalca una seconda quota, 1855 m, per poi scendere brevemente raggiungendo l’anticima orientale, 1835 m. Dall’ultima sommità del Bragalata si perde ripidamente quota per esile traccia che si mantiene nei pressi del crinale. Raggiunto il Passo Giovarello, 1752 m (cartelli), si abbandona la dorsale spartiacque imboccando a sinistra un sentiero in discesa (n° 705) che in breve conduce nei pressi del pittoresco Lago Martini, 1715 m. Si continua verso E in direzione del Monte Torricella e al bivio che si incontra poco più avanti si abbandona il sentiero n° 705 proseguendo a sinistra lungo il percorso n° 707. Si procede inizialmente verso NW oltrepassando una selletta, contornando, dopo un paio di svolte, il margine di una caratteristica lastra di arenaria. Dopo una breve salita si giunge nei pressi di una cintura rocciosa poco prima della quale occorre volgere a destra (tenere d’occhio i segnavia) penetrando nella faggeta. Seguendo i puntuali segni bianco-rossi, si raggiunge infine Capanna Cagnin, 1589 m, ricovero d’emergenza sempre aperto. Dal bivacco si continua lungo il sentiero n° 707 che per un tratto procede verso E, per poi piegare repentinamente a sinistra discendendo una lastra rocciosa. Il percorso svolta successivamente a destra e conduce ai piedi del severo versante nord-occidentale del Monte Torricella. Si continua a perdere quota ai piedi di ripidi pendi caratterizzati da coste e canali, procedendo poi a mezza costa all’interno del bosco. Dopo una lieve contropendenza si sbuca su una carraia che, seguita a sinistra, conduce in breve ad una diroccata costruzione nei pressi della diga di Lago Verde. Qui si imbocca (cartelli) il sentiero n° 709A che si sviluppa in modo lineare discendendo la sponda destra orografica di una solitaria valle. Dopo un primo tratto a fianco di pietraie e massi di arenaria, si scende lungo il pendio boscoso per traccia non particolarmente marcata vista la scarsa frequentazione (i segnavia, comunque, sono posizionati in modo ottimale). Più in basso si penetra nella faggeta ad alto fusto e si prosegue attraversando due ruscelli asciutti (dopo il primo si notano a sinistra dei suggestivi ruderi) che precedono il Rio dei Frasconi. Dopo il guado, si affronta una breve contropendenza, oltre la quale si raggiunge il bivio con il segnavia n° 709. Si ritorna al Ponte sul Torrente Cedra lungo lo stesso percorso seguito all’andata. 

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