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Archivio mensile:giugno 2017

Punta Buffanaro e Monte Acuto: anello dalla diga del Lago Paduli

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Punto di partenza/arrivo: diga del Lago Paduli 1157 m

Dislivello: 850 m ca.

Durata complessiva: 6/6,15 h

Tempi parziali: diga del Lago Paduli-Rifugio Sarzana (1,40 h) ; Rifugio Sarzana-Sella Buffanaro (45 min) ; Sella Buffanaro-Punta Buffanaro A/R (45 min) ; Sella Buffanaro-Sella di Monte Acuto-Monte Acuto (45 min/1 h) ; Monte Acuto-Sella di Monte Acuto-sentiero n° 00/659A-bivio sentiero n° 653 (1 h) ; bivio sentiero n° 653-Diga del Lago Paduli (45 min)

Difficoltà: E+ il sentiero n° 657A per la Sella Buffanaro ; E+/EE l’ascesa e discesa della Punta Buffanaro dalla sella omonima ; EE/EEA (tratti attrezzati facili con un passaggio di media difficoltà) il Sentiero Attrezzato dei Groppi di Camporaghena in direzione della Sella di Monte Acuto ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo (consigliabile l’attrezzatura da ferrata per il Sentiero Attrezzato dei Groppi di Camporaghena)

Ultima verifica: giugno 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Monchio delle Corti-Rigoso-Diga del Lago Paduli ; Reggio Emilia-S.Polo d’Enza-Vetto d’Enza-Ramiseto-Miscoso-diga del Lago Paduli. Si parcheggia l’auto oltre il ponte lungo la provinciale per Ramiseto 

 

mapStralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

 

Descrizione dell’itinerario

Grandioso anello in una delle più interessanti aree dell’Appennino settentrionale. I Groppi di Camporaghena si presentano come una cresta/crinale che dal Monte Acuto si dilunga in direzione SE fino al Monte Alto. Quest’ultimo è poi il nodo orografico in cui si incontrano due creste: quella nord-est che degrada verso il Passo di Pietra Tagliata, saldandosi qui con il crinale sud dell’Alpe di Succiso, e la lunga e severa cresta SE, naturale continuazione della dorsale spartiacque dei Groppi di Camporaghena. La Punta Buffanaro è forse la cima più “caratterizzata” del lungo crinale, soprattutto per le spettacolari placche del suo versante NE.

Dalla diga del Lago Paduli (cartelli) ci si incammina lungo una carraia, delimitata a destra da una recinzione, raggiungendo quasi subito un bivio (cartelli), dove si prosegue a sinistra imboccando il percorso CAI n° 659 per il Rifugio Sarzana. Appena dopo, nei pressi di un’edicola con maestà, si incontra un secondo bivio, dove si continua a sinistra ignorando a destra la traccia n° 659A/653 da cui torneremo. Il nostro sentiero procede, dopo un primo tratto in moderata pendenza, perlopiù in leggera salita e in piano all’interno di un ambiente boschivo di notevole bellezza. Si transita nelle vicinanze di uno stagno stagionale, per poi guadare il Rio Garzoli e risalire verso una costa boscosa che si attraversa. Poco dopo dopo si incontra il bivio (cartelli) con il sentiero SD (Strada dei Ducati) per Miscoso che si ignora, continuando diritto sempre in direzione del Rifugio Sarzana. Tralasciato anche il sentiero n° 653 (cartelli) che si stacca a destra, ci si immette poco dopo in un’ampia traccia che si segue svoltando progressivamente verso S. Poco più avanti si approda in una radura in cui è situato l’ennesimo bivio: si ignora a sinistra il percorso n° 653 per Succiso Nuovo, per proseguire diritto seguendo lo stesso segnavia di prima. Successivamente la traccia inizia a guadagnare quota lungo un pendio boscoso soggetto a operazioni di disboscamento. Dopo aver superato un ripido strappo, si continua con minore pendenza sempre all’interno del bosco. Poco più avanti si risalgono alcune radure arbustive, per poi procedere a mezza costa ai piedi della dorsale settentrionale del Monte Acuto. Una breve discesa precede il Rifugio Sarzana1575 m, collocato nei pressi del magnifico Lago di Monte Acuto. Dal rifugio si prosegue per il sentiero n° 659 lambendo la sponda nord-est dello specchio d’acqua e raggiungendo un bivio dove a destra si stacca la traccia per la Sella di Monte Acuto. Si prosegue invece diritto (appena dopo a sinistra si stacca una traccia in discesa che conduce ad una fonte), transitando dopo qualche minuto nei pressi di un altro lago con acqua stagnante, per poi attraversare, in falsopiano e leggera discesa, una pietraia. Si continua successivamente a mezza costa, con qualche ripido strappo, all’interno del bosco, raggiungendo infine un bivio collocato in prossimità del dorso di una costa. Qui si abbandona il sentiero n° 659, che compiendo diversi tornanti scende verso i Ghiaccioni, per imboccare a destra la traccia contrassegnata n° 657A. Si procede per un tratto all’interno di un solco, avendo a sinistra la già menzionata dorsale boscosa. Poco più avanti la si raggiunge e attraversa, continuando a mezza costa all’interno del bosco. Dopo alcuni minuti si giunge alla base di una ripida pietraia che si risale per pochi metri, per poi attraversarla verso sinistra (tenere d’occhio i segnavia). Usciti definitivamente dal bosco, si avanza in obliquo ascendente affrontando anche alcuni ripidi strappi per stretto sentiero che risale e attraversa un paio di pietraie, di cui la seconda è la più estesa. In questo tratto è possibile ammirare visuali davvero grandiose sul versante occidentale dell’Alpe di Succiso. Una breve ma ripida risalita, ormai in prossimità del crinale (sulla destra sono ben visibili i cavi del Sentiero Attrezzato dei Groppi di Camporaghena), precede la panoramica Sella Buffanaro1752 m, situata ai piedi del severo profilo nord/occidentale dell’omonima punta. Si continua alla volta di quest’ultima, affrontando fin da subito una dura risalita lungo il filo della dorsale, per poi procedere per un breve tratto con minor pendenza. La traccia del sentiero 00 si sposta successivamente a destra rispetto i risalti rocciosi della cresta, procedendo in ripida salita ed effettuando alcuni stretti tornanti.  Poco più avanti il sentiero avanza in obliquo ascendente tagliando ripidi ed esposti pendii nel versante lunense della montagna. Si superano alcune roccette rimettendo piede, a poca distanza dalla cima, nel crinale divisorio al sommo di lisce lastronate rocciose che degradano verso la Valle Liocca e i Ghiaccioni. In breve si guadagna con soddisfazione la magnifica sommità della Punta Buffanaro1879 m, da cui si ammira un vastissimo panorama. Dalla cima si ritorna alla Sella Buffanaro percorrendo a ritroso il sentiero effettuato in salita, prestando la massima attenzione alla ripidezza ed esposizione di molti tratti. Dal valico di crinale si continua in direzione della Sella di Monte Acuto, iniziando ad ascendere verso una cima secondaria mediante il Sentiero Attrezzato dei Groppo di Camporaghena.

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Tenendosi sull’esposto filo di cresta, si rimontano facili placche (A) che precedono una breve discesa (A+) e un tratto di crinale aereo. Giunti sotto un ripido risalto, lo si supera direttamente sfruttando un diedro (B), cui fa seguito un’ esposta crestina (A). Si discende un brevissimo muretto verticale (B), per poi avvicinarsi ad un altro risalto che si supera agevolmente assecondando un canalino (A). Continuando lungo il filo di cresta, si rimontano in obliquo facili e gradinate placchette e si effettuano brevi traversi (A/A+). Superata una breve balza (A), si giunge al termine della prima sezione del percorso attrezzato. Una traccia conduce velocemente alla sommità di una panoramica cima da cui si discende nel lato opposto mantenendosi nei pressi del crinale divisorio. Raggiunta una selletta situata sotto un ripido groppo, si procede in obliquo ascendente effettuando successivamente un traverso (A+) mediante il quale si aggira il profilo dell’altura. Appena dopo ha termine (o inizio, dipende dal senso in cui lo si percorre) il Sentiero Attrezzato dei Groppi di Camporaghena. Si continua per traccia piuttosto labile, raggiungendo in breve la sommità di un’altra quota del lungo crinale, da cui si continua in piano alla volta della ben visibile Sella di Monte Acuto, 1721 m (poco prima di quest’ultima, sulla cima di un dosso erboso disposto alla nostra sinistra, è collocato un interessante cippo confinario risalente la 1828). Raggiunto il valico di crinale (cartelli), ci si dirige verso la sommità del Monte Acuto, oltrepassando inizialmente dei grossi blocchi. Assecondando una marcata traccia, che si mantiene nei pressi dell’ariosa cresta sud/occidentale del monte, si raggiunge in breve la panoramica sommità, 1785 m. Dalla cima si ritorna al sottostante valico, da cui si scende nel versante lunense seguendo il percorso n° 00. Per bella mulattiera si raggiunge poco più in basso una magnifica dorsale prativa che regala visuali mozzafiato sui versanti meridionali dei Groppi di Camporaghena. Il sentiero piega poi a destra, contornando poco più avanti il margine del bosco, per poi assecondare, appena a sinistra del limite della vegetazione, una dorsale che degrada verso W, denominata la Costaccia. Spostandosi a sinistra in più ripida discesa, la traccia conduce ad un bivio da cui si continua a destra lungo il percorso n° 659A, ignorando a sinistra la ben poco visibile continuazione del sentiero 00 diretto alla Foce di Torsana. Si asseconda ancora per poco la già menzionata dorsale, per poi piegare a sinistra scendendo obliquamente verso alcuni alberi, dove la traccia piega nettamente a destra. Ora non resta che seguire la magnifica mulattiera che, entrando nel bosco ed effettuando numerosi tornanti, conduce in circa 30 minuti di rilassante cammino al bivio con il sentiero n° 653 per la Foce Torsana. Dal paletto con cartelli si prosegue a destra mantenendo lo stesso segnavia di prima, procedendo inizialmente in direzione N-N/W. Poco più avanti il percorso svolta verso NE, avanzando a mezza costa generalmente in piano, ma con qualche leggera contropendenza. Si attraversano tre ripidi solchi, per poi raggiungere, sempre per ottimo ed evidente sentiero, un bivio (cartelli). Ignorato a destra il percorso n° 653, si continua a sinistra e dopo alcuni minuti di non ripida discesa si approda in una magnifica radura attraversata da un corso d’acqua che si varca facilmente grazie ad una rudimentale passerella in legno. Raggiunto il lato opposto della radura, si procede per un breve tratto in leggera salita, per poi scendere mantenendosi nella sponda destra orografica di un valletta. Più in basso si svolta a destra, raggiungendo infine il bivio incontrato all’inizio dell’escursione. In breve si fa ritorno alla diga del Lago Paduli e alla provinciale per Ramiseto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Monte Alto: cresta nord-est e crinale sud-est

100_8301 (FILEminimizer)La cresta nord-est del Monte Alto

Punto di partenza/arrivo: Passo del Cerreto 1261 m

Dislivello: 650 m ca

Durata complessiva: 4,45/5 h

Tempi parziali: Passo del Cerreto-Passo dell’Ospedalaccio-Sorgenti del Secchia (1/1,15 h) ; Sorgenti del Secchia-Passo di Pietra Tagliata (40 min) ; Passo di Pietra Tagliata-cresta NE Monte Alto-sommità Monte Alto (30 min) ; sommità Monte Alto-crinale SE-Passo dell’Ospedalaccio-Passo del Cerreto (2,15 h)

Difficoltà: EEA (tratti medio/facili ; A/B) il percorso attrezzato lungo la cresta nord-est del Monte Alto ; EE il crinale sud-est ; E la restante parte dell’itinerario

Attrezzatura: ordinaria da ferrata (per la Cresta Nord-Est del Monte Alto)

Ultima verifica: giugno 2017

Accesso stradale: Reggio Emilia-Castelnovo né Monti-Collagna-Passo del Cerreto ; Parma-Traversetolo-S.Polo d’Enza-Vetto-Ramiseto-Cervarezza-Collagna-Passo del Cerreto

map (1)Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Percorso del massimo interesse che implica la concatenazione di due creste/crinali tra i più spettacolari di tutto l’Appennino emiliano.

Dal Passo del Cerreto, nel retro dell’omonimo albergo e ristorante, si imbocca il sentiero 00 che procede in piano all’interno del bosco. Dopo alcuni saliscendi e belle radure che si attraversano, si raggiunge un magnifico ripiano prativo ai piedi del ripido fianco sud-est del Monte Alto. Poco più avanti è situato il Passo dell’Ospedalaccio1271 m, raggiunto il quale ci si innesta in una carraia che si segue a destra per poche decine di metri. Raggiunto un bivio evidente (cartelli), si piega infatti a sinistra guadagnando quota per ripida traccia, fino ad incontrare un altro bivio dove si abbandona il percorso 00 che si inerpica lungo l’erta dorsale del Monte Alto. Si continua invece a destra per l’ottimo sentiero contrassegnato n° 671, che procede in leggera e moderata salita tagliando a mezza costa i pendii prativi alle pendici del Monte Alto. Entrati nel bosco, si raggiunge una fontana, per poi affrontare un ripido strappo che precede una panoramica costa. Qui il sentiero piega repentinamente a sinistra procedendo per un tratto in discesa, conducendo poco più avanti all’interno di uno straordinario anfiteatro di origine glaciale in località Il Prataccio 1509 m. Dal bivio con cartelli, si prosegue a sinistra in direzione del Passo di Pietra Tagliata, attraversando l’intero ripiano prativo e transitando a fianco di un caratteristico masso. Si rientra brevemente nella faggeta per poi uscirne poco dopo, giungendo in una bella e selvaggia valletta dove si trova la Sorgente del Secchia1536 m. Si continua lungo il sentiero n° 671 che dopo un ultimo tratto nel bosco comincia ad inerpicarsi alla base del severo versante meridionale dell’Alpe di Succiso. L’ottima traccia guadagna quota effettuando alcuni tornanti, conducendo infine ad una caratteristica forcella “intagliata” fra risalti di arenaria macigno: siamo, infatti, in località Passo di Pietra Tagliata, 1779 m, punto di incontro del crinale sud dell’Alpe di Succiso con la cresta nord-est del Monte Alto. Ci dirigiamo verso quest’ultimo, iniziando immediatamente a risalire una lastra rocciosa aiutandosi con un cavo d’acciaio. Si continua successivamente per pietraia, giungendo così al sommo del primo risalto da cui si ammira il poderoso gendarme che andremo a scavalcare. Aggirato a sinistra uno spuntone, si raggiunge il vertice di un groppo dove si incontra il primo tratto di ferrata.

A (facile) – B (media difficoltà) – C (difficile) – D (molto difficile) – E (estremamente difficile)

Si affronta una discesa molto ripida, sfruttando, oltre il cavo, inizialmente una staffa e poi buoni appoggi naturali (B). Dopo questo primo tratto attrezzato, si aggira a sinistra un altro risalto e si continua lungo la bellissima cresta guadagnando la panoramica sommità di un dosso (una liscia lastra rocciosa va aggirata a sinistra). Si scende per esile traccia e si risale ripidamente in direzione del già menzionato gendarme, dove è ben visibile il cavo d’acciaio del secondo e più interessante tratto di ferrata. Raggiunto l’inizio delle attrezzature, si risale una facile rampa (A/B), per poi iniziare un’entusiasmante scalata d’aderenza per placca liscia ed esposta (B/C il primo tratto, poi B). Approdati sull’aerea cima del gendarme, si traversa espostamente (A/B) assecondando la crestina sommitale, e con un passo un po più impegnativo (B) si giunge al vertice di una verticale paretina. La si discende con attenzione, utilizzando inizialmente buoni appoggi naturali, poi un’utilissima staffa (B/C). Qui termina il percorso attrezzato che, a sua volta, costituisce una sezione a se stante del più lungo Sentiero Attrezzato dei Groppi di Camporaghena. Si continua aggirando uno spuntone esposto, per poi congiungersi con il sentiero segnato tramite il quale si guadagna, non senza fatica, la notevole cima del Monte Alto1904 m, da cui si ammirano visuali davvero grandiose. Per la discesa seguiremo il magnifico crinale sud-est lungo il percorso contrassegnato 00. Si tratta di un sentiero che richiede molta attenzione per la presenza di tratti esposti in cui è necessario appoggiare le mani sulla roccia. Inoltre, i segnavia bianco-rossi sono estremamente sbiaditi, rendendo in alcuni punti non immediato il reperimento del giusto percorso da seguire. Dalla sommità si procede verso sud, iniziando poco più avanti a scendere lungo il ripido crinale fino ad una netta svolta a sinistra del sentiero (paletto con cartello). Si continua a mezza costa nel versante lunense, rimettendo piede, dopo una ripida discesa, nella dorsale spartiacque. Segue uno dei tratti più delicati dell’intero percorso: si deve rimontare un’esposta e affilata crestina che costituisce il sommo di una lastra rocciosa che degrada nel versante Secchia. Ci si arrampica con attenzione lungo il filo (I°), oppure ci si tiene inizialmente a sinistra obliquando poi a destra. Successivamente ci si deve calare a destra (versante lunense) discendendo ripide roccette con erba (I°) che richiedono molta attenzione. Si prosegue lungo il magnifico crinale, giungendo poco dopo all’inizio di un altro tratto piuttosto delicato: si deve attraversare, tenendosi poco sotto il filo di cresta, un’altra lastra rocciosa, per poi discendere a destra un ripido gradino di pochi metri (I°+). Dopo questo secondo ostacolo, si continua per la dorsale spartiacque in direzione di una cima secondaria, la cui sommità si guadagna dopo aver superato, in obliquo a sinistra, un risalto formato da grossi blocchi. Dalla panoramica cima si scende ripidamente lungo il crinale assecondandolo costantemente seguendo la traccia del percorso 00. In seguito si deve discendere un altro ripido risalto formato da grossi blocchi prestando attenzione ai segnavia molto sbiaditi. Raggiunta l’ultima quota del lungo crinale, non resta altro che discendere la ben ripida dorsale in direzione del sottostante e ben visibile Passo dell’Ospedalaccio. La traccia effettua diversi tornanti e, in alcuni punti, non è particolarmente evidente, per cui occorre prestare attenzione ai pochi segnavia presenti e a qualche ometto. Più in basso si scende a destra di una pietraia, raggiungendo in seguito un bivio (paletto con cartelli), dove si ignora una traccia che si stacca a destra. Un’ ultima ripida discesa a destra di un solco precede il bivio, incontrato durante l’ascesa, con il sentiero n° 671. Si segue a ritroso il percorso effettuato in salita fino al Passo del Cerreto.

 

 

 

 

 

 
 

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Monte Bragalata: anello dal ponte sul Torrente Cedra

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Punto di partenza/arrivo: ponte sul Torrente Cedra 1041 m

Dislivello: 820 m ca

Durata complessiva: 4,30/5 h

Tempi parziali: ponte sul Torrente Cedra-bivio sentiero 709a (45 min) ; bivio sentiero 709a-Rio Frasconi (30 min) ; Rio Frasconi-Laghi di Compione (30 min) ; Laghi di Compione-Passo di Compione-Monte Bragalata (25 min) ; Monte Bragalata-Passo Giovarello-Lago Martini (15/20 min) ; Lago Martini-Capanna Cagnin (20 min) ; Capanna Cagnin-diga Lago Verde-sentiero 709a-bivio sentiero 709 (50 min) ; bivio sentiero 709-ponte sul Torrente Cedra (35 min)

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: maggio 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Ranzano-Palanzano-Monchio delle Corti. Da quest’ultima località, il cui centro vero e proprio è collocato più in alto a destra rispetto la provinciale, si continua in direzione del Passo del Lagastrello. Poco dopo, in località Trincera, occorre svoltare a destra imboccando la strada per Pianadetto e Valditacca. Effettuando alcuni tornanti, si giunge in prossimità della prima località e si prosegue in direzione di Valditacca svoltando a destra prima del paese vero e proprio. Imboccata la stretta stradina per il Passo della Colla, la si segue abbandonandola dopo neanche 1 km, scendendo a sinistra per sterrata che in breve conduce al ponte sul Torrente Cedra, prima del quale si parcheggia l’auto.

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Descrizione dell’itinerario

Notevole anello che permette la conoscenza di un settore molto appartato dell’Alta Val Cedra di grande interesse ambientale e panoramico.

Dal ponte sul Torrente Cedra ci si incammina lungo una larga e comoda carraia contrassegnata CAI n° 709. Effettuando diversi tornanti e progredendo successivamente in direzione SE e S, si raggiunge un capanno in lamiera che precede un bivio (paletto con cartelli). Si continua a sinistra per bella mulattiera che in moderata pendenza conduce ad un altro bivio dove si ignora a sinistra il percorso CAI n° 709B proveniente dal Lago Ballano. Poco dopo si raggiunge un terzo bivio: a sinistra si stacca la traccia contrassegnata n° 709A (da cui torneremo), mentre a destra prosegue il sentiero n° 709 diretto ai Laghi e Passo di Compione. Seguiamo quest’ultimo salendo in leggera pendenza mantenendosi nei pressi di una costa boscosa all’interno della valle formata dal Rio Frasconi. Effettuando alcune svolte, si raggiunge un ripiano boscoso dove la traccia si sposta a destra attraversando poco dopo un ruscello. Successivamente si risale un ripido pendio effettuando diversi tornanti tra pietraie e strapiombanti risalti di arenaria. Ci si sposta poi a sinistra, attraversando un altro ruscello asciutto, fino a raggiungere il bivio (cartelli) con il sentiero n° 711 diretto alla Sella Pumacciolo. Si prosegue a sinistra, guadando poco dopo il Rio Frasconi, oltre il quale si presenta l’ennesimo bivio (paletto con cartelli): si ignora a sinistra il sentiero n° 711 diretto al Lago Verde, per proseguire a destra lungo il percorso n° 709. La traccia, invero poco evidente (tenere d’occhio i ben posizionati segnavia bianco-rossi), vira subito dopo a destra riconducendo in prossimità del corso d’acqua, per poi svoltare a sinistra avanzando in leggera salita. Poco più avanti occorre spostarsi a destra attraversando il letto asciutto di un rio, raggiungendo dopo alcuni minuti una bella radura dove si trovano dei suggestivi ruderi. Il sentiero rientra nuovamente nella faggeta uscendone poco più in alto, penetrando appena dopo in un magnifico vallone di origine glaciale. La traccia diviene ora piuttosto incerta: è necessario orientarsi con i ben posizionati ometti e segni bianco-rossi. Dopo un tratto in direzione SE, occorre svoltare repentinamente a destra (paletto con segnavia) salendo per ripida traccia che poco più in alto piega a sinistra. Si continua per il bel sentierino, abbastanza evidente nonostante la scarsa frequentazione, ammirando un paesaggio che ha pochi eguali in tutto l’Appennino parmense. Più avanti si attraversa il letto di un ruscello, oltre il quale si deve piegare repentinamente a destra per sentiero piuttosto labile. Poco dopo ci si immette in una traccia trasversale che si segue a destra raggiungendo in breve il magnifico Lago Inferiore di Compione1681 m. Si continua lungo il sentiero segnato, che si mantiene più in alto rispetto la sponda nord/orientale del lago, raggiungendo in breve un bivio (cartello), dove si prosegue a sinistra ignorando inizialmente una traccia che si stacca a sinistra. Si deve invece contornare uno stagno, per poi iniziare a salire piuttosto ripidamente per sentiero poco marcato. Più in alto si attraversa un solco, dopo il quale la traccia si impenna ulteriormente conducendo, non senza fatica, al Passo di Compione1793 m. Dal panoramico valico di crinale ci dirigiamo verso est alla volta della vicina sommità del Monte Bragalata, che si guadagna dopo aver superato un ripido strappo proprio sul filo della dorsale spartiacque. Raggiunta la cima più elevata, 1856 m, si  scavalca una seconda quota, 1855 m, per poi scendere brevemente raggiungendo l’anticima orientale, 1835 m. Dall’ultima sommità del Bragalata si perde ripidamente quota per esile traccia che si mantiene nei pressi del crinale, assecondando quest’ultimo fino al Passo Giovarello1752 m.  Dal valico (cartelli) si abbandona la dorsale spartiacque, imboccando a sinistra un sentiero in discesa (n° 705) che in breve conduce nei pressi del pittoresco Lago Martini1715 m. Si continua verso est in direzione del Monte Torricella, raggiungendo in breve un bivio dove si abbandona il sentiero n° 705, imboccando a sinistra la traccia contrassegnata n° 707 diretta alla Capanna Cagnin. Si procede inizialmente verso NW, oltrepassando una selletta, per poi piegare a destra e appena dopo a sinistra, contornando per alcuni metri una caratteristica lastra di arenaria. Dopo una breve risalita, si giunge nei pressi di cintura rocciosa, poco prima della quale occorre svoltare a destra (tenere d’occhio i segnavia) entrando all’interno della faggeta. Seguendo i puntuali segni bianco-rossi, si raggiunge infine la Capanna Cagnin1589 m, ricovero d’emergenza sempre aperto. Dal bivacco si continua lungo il sentiero n° 707 che per un tratto procede verso est, per poi piegare repentinamente a sinistra discendendo un lastra rocciosa. Il percorso svolta successivamente a destra, conducendo ai piedi del severo versante nord/occidentale del Monte Torricella. Si continua a perdere quota restando alla base di quest’ultimo, procedendo poi a mezza costa all’interno del bosco disposti più in alto rispetto al sottostante Lago Verde. Dopo una lieve contropendenza si sbuca su una carraia che va seguita a sinistra, raggiungendo in breve una diroccata costruzione nei pressi della diga di Lago Verde. Qui si imbocca (cartelli) il sentiero n° 709A che si sviluppa in modo lineare discendendo la sponda destra orografica di un’ampia valle. Dopo un primo tratto a fianco di pietraie e massi di arenaria, si scende lungo il pendio boscoso per traccia non particolarmente marcata vista la scarsa frequentazione (i segnavia, comunque, sono posizionati in modo ottimale). Più in basso si penetra nella faggeta e si prosegue attraversando due ruscelli asciutti (dopo il primo si notano a sinistra dei suggestivi ruderi) che precedono il Rio dei Frasconi. Dopo il guado, si affronta una breve contropendenza, oltre la quale si raggiunge il bivio con il percorso n° 709 incontrato in salita. Dal bivio si percorre a ritroso il tragitto effettuato all’andata fino al Ponte sul Torrente Cedra, nei pressi del quale abbiamo parcheggiato l’auto.

 

 

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