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Archivio mensile:febbraio 2017

Monti Cavalcalupo e Montagnana: anello da Pugnetolo

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Punto di partenza/arrivo: Pugnetolo 782 m

Dislivello: 790 m ca

Durata complessiva: 4,15/4,30 h

Tempi parziali: Pugnetolo-Monte Cavalcalupo (1,30 h) ; Monte Cavalcalupo-Monte Montagnana (1 h) ; Monte Montagnana -Il Corno-Molino di Signatico-Pugnetolo (1, 45 h) 

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: febbraio 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Beduzzo. Da quest’ultima località si prosegue lungo la provinciale per Corniglio incontrando dopo un paio di Km il bivio per Signatico che si ignora. Oltrepassato anche il bivio per Curatico occorre, dopo 1 km, svoltare bruscamente a destra in direzione di Pugnetolo (cartello poco visibile) e procedere per stretta stradina asfaltata che in 3-4 km conduce alla bella frazione arroccata attorno ad un colle. E’ possibile parcheggiare l’auto in uno spiazzo a sinistra poco prima di entrare nel nucleo abitato, oppure guadagnare qualche metro di dislivello raggiungendo con l’auto il piccolo cimitero del paese. A tal fine, prima del paese vero e proprio, si imbocca a destra una sterrata che in breve conduce al cimitero dove si abbandona l’auto.

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Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Splendido anello in luoghi remoti e scarsamente valorizzati a livello escursionistico. La segnaletica CAI è presente solo sul crinale Parma/Baganza (qualche raro segnavia sbiadito). Ciononostante l’itinerario non pone rilevanti problemi di individuazione del giusto percorso in quanto svolgentesi su carraie molto evidenti. Consiglio vivamente a tutti coloro il cui intento è quello di scoprire o riscoprire le montagne del parmense di considerare maggiormente queste aree montuose così bistrattate nonché “violentate” da discutibili interventi umani. Queste montagne se avvicinate, apprezzate, amate senza pregiudizi sanno regalare sensazioni veramente irripetibili.

Dal cimitero di Pugnetolo ci si incammina per la sterrata da cui siamo giunti effettuando poco dopo una netta svolta a sinistra. Si arriva in breve ad un bivio, caratterizzato dalla presenza di una paretina di Flysch (località La Costa), dove si prosegue diritto (sinistra) ignorando a destra la carraia proveniente da Querceto da cui torneremo. In costante e moderata salita si guadagna quota per la bella e panoramica carrareccia effettuando più in alto un tornante destrorso e in seguito altre svolte. A quota 1065 m si incontra un baracca cui fa seguito, dopo poche decine di metri, un bivio evidente: prendiamo la carraia di sinistra effettuando poco dopo una netta svolta a sinistra. Appena dopo si incontra un bivio dove si ignora un’altra traccia che si stacca a sinistra continuando invece a destra in ripida salita. La carraia che seguiamo procede per un buon tratto in direzione W/NW per poi effettuare una netta svolta a sinistra (si ignora a destra un’altra traccia). Si continua sempre in sostenuta salita attraversando più in alto un’area di bosco molto diradato. Alla soprastante netta svolta a sinistra si deve ignorare un’ampia traccia che si stacca a destra e proseguire per il percorso principale che procede in direzione W/SW. Si effettua poi un’ ampia svolta verso destra, giungendo in un’area con tronchi accatastati, e avanzando successivamente in direzione N/NW. Dopo un ultimo tornante sinistrorso si entra in un buio boschetto di pini di reimpianto sbucando improvvisamente sul crinale Parma/Baganza, deturpato dal tracciato del metanodotto. Lo si segue a destra raggiungendo in 10 minuti circa il punto culminante, ossia la poco percettibile sommità del Monte Cavalcalupo 1370 m. Dalla cima ci si sposta verso est seguendo una ripida traccia che deposita su una carraia nei pressi di un suo tornante sinistrorso (la carraia in questione la si può imboccare direttamente dalla sommità del monte). Si segue l’ampia traccia in leggera discesa tenendo la pista del metanodotto alla nostra sinistra e confluendo in essa dopo qualche minuto. La si segue dapprima in direzione NE per poi piegare verso E raggiungendo così un’ampia sella di crinale a quota 1219 m (a destra notiamo una carraia che scende verso Pugnetolo Querceto). Si continua in salita seguendo la pista del metanodotto alla volta della sommità del Monte Montagnana. Dopo il primo ripido strappo, si prende a sinistra una carraia che procede parallela, a sinistra, rispetto il tracciato del metanodotto. Ci si ricongiunge poco dopo con la carraia di crinale seguendola e attraversando, poco più avanti, belle radure delimitate da recinti. Giunti in vista di un cancello a sinistra, lo si attraversa risalendo il soprastante pendio prativo, guadagnando in ultimo la cima del Monte Montagnana 1315 m caratterizzata dalla presenza di un oratorio in pietra. Si ritorna alla carraia di prima e la si segue attraversando in piano altre magnifiche radure con notevoli esemplari di faggio. Poco dopo si entra nel bosco uscendone quasi subito nei pressi di una radura, collocata alla nostra destra, dove si stacca un’ampia traccia proveniente da Madrale. Si continua per la sterrata penetrando in un buio bosco formato da pini di reimpianto e raggiungendo un bivio evidente. Si piega a destra per carraia che scende nel versante Parma giungendo in breve in località Il Corno (splendida casa ottimamente ristrutturata e abitata stagionalmente. Una lapide ricorda la Brigata Griffith). Poco più in basso si abbandona temporaneamente la carraia per imboccare a sinistra l’antica mulattiera che procede parallela all’altro percorso. Rimesso piede nella carrareccia, la si segue in direzione E compiendo più in basso un tornante destrorso (appena dopo quest’ultimo si stacca a sinistra una scorciatoia). Si continua lungo la carrareccia ancora per pochi minuti: infatti, poco prima di giungere ad una sella di crinale a quota 1080 m (ben riconoscibile in quanto appena dopo il percorso, sdoppiandosi, procede per un breve tratto in salita), si abbandona la carraia seguita fino a questo momento, imboccando a destra un’ampia traccia che scende inizialmente in direzione SW. Al primo bivio si deve svoltare a sinistra scendendo ripidamente per bella carraia affiancata da panoramiche radure. Si piega poi a destra contornando per un tratto il margine sinistro di una delle citate radure per traccia un po meno marcata. Poco dopo si entra nel bosco continuando a scendere piuttosto ripidamente fino a giungere in vista di una presa dell’acquedotto collocata alla nostra sinistra. Poco più in basso ci si immette nella carraia Signatico-Madrale che si segue a sinistra per alcuni minuti: infatti, poco oltre una breve contropendenza, ormai in vista di ampi e panoramici declivi prativi, si abbandona la carraia per seguirne un’altra a destra che in leggera discesa procede inizialmente in direzione SW. La bella e panoramica sterrata compie diversi tornanti confluendo infine in un’ampia carrareccia proveniente da Signatico che va seguita a destra. Giunti ad un bivio si volta a destra per stradina asfaltata che scende verso la valletta formata dal Rio di Vestola, ignorando a sinistra la carraia di accesso al nucleo di Piani di S.Maria. Si continua a perdere dislivello fino a giungere in località Molino di Signatico (bel casolare in magnifica posizione) attraversando poi, tramite ponte, il già menzionato Rio di Vestola, sconvolto dall’alluvione del 2014. Si riprende a salire in direzione del piccolo nucleo di Querceto825 m, cui si giunge in circa 10/15 minuti di cammino. Appena dopo una fontana si stacca a destra una carraia che si segue in leggera salita transitando poi nei pressi di una casa isolata. Appena dopo quest’ultima, si effettua una netta svolta a destra giungendo in località La Costa, ricongiungendosi così con la carraia seguita all’inizio dell’escursione. Tramite essa si fa ritorno al cimitero di Pugnetolo dove abbiamo abbandonato l’auto.

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Monte Fuso: anello da Moragnano

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Punto di partenza/arrivo: Moragnano 771 m

Dislivello: 450 m ca.

Durata complessiva: 3/3,15 h

Tempi parziali: Moragnano-Castello di Rusino (40/45 min.) ; Castello di Rusino-Cippo Monte Fuso (45 min.) ; Cippo Monte Fuso-sentiero 761-sentiero 759-Moragnano (1,30 h) 

Difficoltà: E

Attrezzatura: ordinaria da escursionismo

Ultima verifica: febbraio 2017

Accesso stradale: Parma-Langhirano-Pastorello-Lagrimone-Moragnano

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Stralcio della mappa dal sito: https://www.openstreetmap.org

Descrizione dell’itinerario

Il Monte Fuso presenta due versanti assolutamente differenti a livello morfologico. Quello nord-occidentale è ripido e ammantato da boschi di castagno; il versante sud/est è al contrario caratterizzato da dolci declivi prativi con qualche macchia boscosa. L’itinerario proposto permette di conoscere entrambi i versanti di questa importante montagna del medio Appennino parmense.

Poco prima di uscire dal paese di Moragnano, procedendo verso Rusino, si imbocca a sinistra Strada della Casaforte giungendo ad un bivio evidente (cartelli). Si volta a destra (percorso CAI n° 763) guadagnando dislivello per ripida stradina, perlopiù cementata, che conduce ad un casa abitata stagionalmente. Da qui si piega a sinistra per bella mulattiera raggiungendo in breve un’altra casa diroccata e, poco oltre quest’ultima, un bivio. Si va a sinistra (cartello) salendo per ripido sentiero che in modo lineare conduce nel fianco sud-occidentale della montagna. Qui la mulattiera effettua un tornate destrorso progredendo con minore pendenza. Si compiono in seguito altri due tornanti giungendo così ad un ampia sella ai piedi della Torre del Castello di Rusino 1038 m, collocata al sommo di un poggio (una traccia sulla sinistra permette di raggiungere la base della torre). Il castello fu di proprietà dei Terzi per poi essere conquistato dai Pallavicino nel XV secolo. Dalla sella con tavolo e panche si continua per sentiero, inizialmente piuttosto ripido, che si mantiene in prossimità della dorsale del monte. Dopo una bella radura che si contorna lungo il suo margine sinistro, ci si immette in un ampia traccia, proveniente da Rusino, che si segue a sinistra guadagnando in breve la quota più elevata, 1134 m, del lungo crinale del Monte Fuso. Si continua in leggera discesa fino a mettere piede nei magnifici pendii prativi noti come I Prati Dolci che regalano visuali davvero straordinarie (da notare alcuni interessanti esemplari di antichi muretti a secco). Si attraversano i declivi prativi per traccia evidente restando nei pressi del crinale del monte. Giunti ad bivio, collocato appena dopo un panoramico spiazzo utilizzato per i lanci con il parapendio, si prosegue per l’ampia traccia di sinistra inizialmente in discesa nel versante nord-occidentale della montagna. Raggiunto il bivio con il sentiero 761 per Campora (che seguiremo al ritorno), si continua in leggera salita fino ad approdare ad un’ampia sella di crinale a quota 1080 m. Ignorata a destra la carraia proveniente da Rusino, si continua diritto in leggera discesa fino a giungere alla base del poggio alla cui sommità si trova il Cippo del Monte Fuso 1115 m. Un ottimo sentiero conduce in breve a quella che viene considerata la cima principale del monte anche se non rappresenta la quota più elevata a livello altimetrico. Dal cippo si ritornata al bivio con il sentiero 761 e lo si imbocca perdendo quota tramite bella mulattiera che effettua alcuni tornanti. Più in basso si contorna e attraversa un’area disboscata per poi scendere più ripidamente sempre per ampia traccia che compie altre svolte e tornanti. Ad un bivio poco marcato (cartelli) si prosegue a sinistra ignorando a destra il sentiero 760. Al secondo bivio (cartelli) si abbandona invece il percorso per Campora Vezzano per imboccare a sinistra il sentiero 759 per Moragnano. Si procede inizialmente in salita, affrontando anche un ripido strappo, e ignorando a destra un paio di tracce secondarie. Dopo un tratto in piano, la mulattiera si restringe notevolmente divenendo stretto sentiero. Si attraversa poco più avanti un ripido solco superando un tratto decisamente scosceso ed esposto che richiede molta attenzione in caso di terreno bagnato. Appena dopo i segnavia conducono ad abbandonare il sentiero per spostarsi a destra in discesa per traccia inizialmente esile. Si continua successivamente per sentiero più marcato che attraversa una frana e altre colate detritiche procedendo perlopiù in piano. Il tracciato più avanti ritorna ed essere ampia mulattiera che si percorre senza possibilità di errore, giungendo, dopo breve discesa, nella costa sud-occidentale del monte e più esattamente al sommo di una scarpata ben visibile dal basso (ottimo punto panoramico). Poco più in basso, dopo essere transitati ai piedi di altre interessanti stratificazioni, ci si congiunge con il percorso n° 760 tramite il quale si rientra a Moragnano.

 

 

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